Quest’oggi pubblichiamo l’intervista esclusiva che abbiamo fatto ad Orietta Armiliato e Rosalba Gudagna, amministratrici del CODS, per portarvi a conoscenza di un fatto piuttosto singolare avvenuto ai danni delle donne iscritte al Comitato Opzione Donna Social, episodio che vede coinvolto il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, a cui daremo diritto di replica inoltrando l’intervista in oggetto, confidando voglia aprirsi ad un eventuale confronto. Vediamo nel dettaglio cosa é accaduto che ha scosso ed amareggiato le lavoratrici.
Opzione donna: l’intervista esclusiva a Guadagna ed Armiliato
Pensionipertutti: Ho notato scorrendo la vostra pagina social il Vs disappunto relativamente all’atteggiamento del sottosegretario al lavoro Durigon, possiamo chiederle cosa è accaduto e come mai tanto malumore?
Guadagna: “Premetto che la cifra che ha sempre contraddistinto qualsiasi “elaborato” (lettere aperte, richieste, interrogazioni, post, ecc.) prodotto e pubblicato dal Comitato Opzione Donna Social è stata la buona educazione ed il rispetto istituzionale dovuti sempre e comunque al proprio interlocutore.
Il fatto: la scorsa settimana, sotto il post pubblicato nella sua pagina FB dal sottosegretario Durigon, in cui annunciava la sua nomina a Presidente della Lega Pallavolo di Serie A, abbiamo pubblicato il seguente commento che poi è stato più volte ripreso e lì ripostato da alcune decine di altre persone:
“Egregio Sottosegretario, nel congratularci per il nuovo prestigioso incarico assunto, Le chiediamo se, tra una battuta, un bagher e un muro a difesa, potesse anche darci notizie della misura pensionistica #opzionedonna di cui gli oltre 14.000 iscritti al Comitato Opzione Donna Social (CODS) chiedono urgentissimo ripristino.
La misura, che è stata in grado negli anni di consentire a chi ne avesse avuto necessità (visto che comunque prevede la rinuncia economica del sistema di calcolo misto in favore del contributivo puro) di ritirarsi dopo almeno 35 anni di lavoro e con almeno 58/59 anni è stata inaspettatamente ed ingiustificabilmente (visto che era uno dei punti cardine del programma della Lega…) prima MODIFICATA IN MODO RESTRITTIVO e poi, incredibilmente, CANCELLATA SENZA ALCUNA MORATORIA O MISURA ALTERNATIVA.
ALCUNE MIGLIAIA DI DONNE DA 4 ANNI ASPETTANO UNA RISPOSTA. PUÒ CORTESEMENTE OCCUPARSI ANCHE DELLE NOSTRE NECESSITÀ NON PIÙ PROCRASTINABILI? GRAZIE A NOME DI TUTTE LE #DONNECHEATTENDONOUNARISPOSTA #ridateciopzionedonna #DareRisposte #mantenerepromesse #ilwelfaresiamonoi #ledonnemeritanorispetto#esserecoerenti #ilCodsnondemorde”
Per tutta risposta, dopo qualche ora scopriamo che tutti questi commenti erano stati rimossi e le autrici/autori “bannati”. Ancorchè sia lecito sulla propria pagina social cancellare tutto ciò che si ritiene “sgradito”, ci è sembrata una azione che potrebbe apparire “censoria”.
Il malumore e la disapprovazione emersi per questo gesto così intransigente, derivano dal fatto che, all’interno del Cods, riteniamo che il confronto con i cittadini non sia un’opzione, ma una responsabilità.
Cancellare un commento che pone domande legittime, invece di fornire risposte o aprire interlocuzioni, non rafforza l’autorevolezza di chi ricopre un incarico pubblico, ma, piuttosto, alimenta il dubbio che si preferisca evitare il contraddittorio.
Quando una domanda (ancorchè relativa ad tema scomodo o spinoso) puntualmente argomentata, viene rimossa anziché affrontata, ciò che viene meno non è il commento, ma l’occasione di dialogo e confronto trasparente con i cittadini che, per inciso, sono anche elettori“.
Opzione donna: Durigon cancella i commenti ricevuti dal CODS e banna le iscritte
Pensionipertutti: Per quale ragione a vostro avviso vi è stato un simile atteggiamento di chiusura da parte di Durigon nei riguardi di un gruppo di donne, un comitato serio riconosciuto anche a livello politico ormai, che esprimevano semplicemente dispiacere per un Govermo che ha prina mantenuto e poi non realizzato misure per le donne, anzi eliminando l’unica possibilità di uscita anticipata.
Armiliato: “Purtroppo gli esponenti di punta di questo Esecutivo assumono, più che spesso, atteggiamenti di alterigia verso coloro che “li disturbano” Perché, é questo quello che provano quando i cittadini dissentono manifestando il loro pensiero: fastidio, profondo e dunque per loro inaccettabile.
Mi infastidisci? Ed io ti cancello! Atteggiamento che sottolinea una mancanza di spessore sia politico sia culturale, oltre che dimostrare fattualmente la totale predisposizione a non rispettare il pensiero degli altri.
Sono anni che il CODS chiede un confronto “de visu” con questo rappresentante dei cittadini, perché é esattamente questo il Sottosegretario al Lavoro e alle politiche Sociali che ci piaccia o meno ma, ben sappiamo che il confronto presuppone conoscenza della materia e proposizione: due condizioni che hanno scarsi seguaci fra gli scranni dell’attuale Governo e, in ordine a questo, occorre ricordare ai parlamentari quelli che sono i loro compiti, compiti che assumono giurando sulla costituzione e che devono svolgere con “disciplina ed onore” e, non mi pare che queste condizioni si possano rappresentare cancellando le legittime domande delle cittadine poste con il senso civico tipico della democrazia giacché questo modus operandi equivale, in qualche misura, ad elidere le Donne stesse.
E, anche questa, é una forma di sottesa violenza becera e quindi irricevibile, soprattutto alla luce di quello che il ruolo di questi signori impone ovvero:
Responsabilità Sociale: Promozione e indirizzo delle attività di associazioni, enti del terzo settore e cooperative
Rappresentanza Istituzionale: Sostegno al Ministro in Parlamento rispondendo a interrogazioni, e partecipazione a tavoli di confronto con le parti sociali e sindacali
Le parti sociali ossia i protagonisti dell’interlocuzione sociale, ergo NOI! Vituperato popolo femminile, dimenticato da questo Governo sia nelle proposte di provvedimento sia oggetto di presa in giro da parte del Legislatore che pone in essere misure discriminanti e/o ne propone di risibili ed offensive“.
Pensionipertutti: Come vivete questo segnale i protagonisti da chi attualmente è al Governo, quale messaggio sta passando indirettamente?
Armiliato: “Male, molto male! Così come viviamo male la pesante propaganda che ogni giorno ci viene propinata trattandoci come un popolo di spettatori idioti, attitudine che si amplifica quando gli esponenti della politica si rivolgono direttamente alla platea femminile. In somma, quello che ci arriva è, inequivocabilmente, un messaggio pessimo”
Guadagna: “Il Comitato rappresenta, oggi più che mai, un osservatorio privilegiato che sarebbe opportuno guardare con attenzione ed ascoltare con serietà.
I sentimenti che prevalgono fra le migliaia di iscritti sono ormai chiari. Oltre alla frustrazione e delusione per la sensazione che le nostre richieste cadano ripetutamente nel vuoto, e i nostri problemi non siano considerati una priorità, alla fine è montata anche una marcata disistima verso quei rappresentanti politici che, pur avendo propagandato promesse ed impegni totalmente disattesi, oggi provano anche fastidio tutte le volte che si prova a chiedere loro risposte“.
Confidiamo di cuore il sottosegretario Durigon voglia rilasciarci un’intervista o un commento che vada a chiarire maggiormente tale atteggiamento riservato alle donne, che vivono questo ‘affronto’ non solo come una mancanza di rispetto da parte dell’esecutivo, ma anche come l’ennesima conferma, stando ai fatti, ci dicono, che il Governo abbia ben altre priorità e le donne non risultino tra queste.
Vi aggiorneremo certamente, nel bene o nel male. Intanto ringraziamo per questa intervista a due voci Armiliato e Guadagna che non hanno potuto tacere dinanzi ad un simile atteggiamento ‘censorio’ come da loro é stato giustamente definito.
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Buongiorno, ho letto come sempre con interesse dott.Perfetto il suo articolo del 28/07/26 delle 22,42 e mi risponda sinceramente come sempre, secondo lei chi dirige la macchina Italia, ha le qualità, conoscenze ma soprattutto capacità di perseguire una sovranità monetaria e tecnologica visto che è composto in buona parte da persone che lauree o non le hanno, o le hanno prese di domenica e stanno andando per Slogan da 4 anni senza fare Nulla di quanto promesso in campagna elettorale a parte aiutare Evasori e Peggiorare la FORNERO e distruggendo Opzione donna e peggiorare tutto quello che toccano in Generale ma soprattutto sul tema Pensioni, a prescindere dal colore Politico ma basandoci sul Siamo Pronti! Noi siamo quelli del Fare(Promettere), veramente non lo sa o vuole sperare che ne siano capaci pensando che purtroppo sembra che basandoci su quanto fatto in questi 4 anni NON ne siano Semplicemente Capaci? Io purtroppo tendo a prendere in considerazione questa ultima ipotesi purtroppo, e ripeto a prescindere del colore Politico?
Rispondo al commento del sig. Wal in data 28 Luglio 2026 alle 19:14
La Germania appartiene ai cosiddetti “Paesi frugali” a cui appartengono anche i Paesi Bassi, l’Austria, la Svezia e la Danimarca. Pertanto, è naturale che quando si parla di aumentare il budget europeo (a prescindere dal suo impiego) la Germania tende a porre un freno, soprattutto verso quei Paesi dell’Unione Europea più propensi ad aumenti di spesa tra cui l’Italia, la Spagna e la Polonia (che vengono citati nell’articolo).
Il Cancelliere tedesco Merz, in pratica, si dichiara contrario ad aumentare il budget europeo per la costituzione di 2.500 nuovi posti di lavoro presso le Istituzioni dell’UE, una proposta, questa, giudicata necessaria dalla Commissione europea per far fronte all’aumento del carico di lavoro causato dalle attuali crisi geopolitiche.
Il Cancelliere Merz fa presente che è inaccettabile la creazione di 2.500 nuovi posti per le Istituzioni europee, proprio quando la Germania sta riducendo il proprio personale pubblico dell’8% entro il 2029.
È chiaro che per creare 2.500 posti di lavoro per le Istituzioni europee occorre individuare coperture di spesa alle quali dovranno provvedere i Paesi dell’Unione europea, coperture che dovrebbero provenire da aumenti delle aliquote sul tabacco e sulle imprese dell’UE (tra cui un possibile prelievo sul digitale).
Fin qui, l’essenziale dell’articolo di Politico.
Cosa ne dovremmo pensare?
Personalmente penso che l’Italia dovrebbe pensare più in grande, imitare l‘Unione Europea.
Penso che l’Italia debba seriamente puntare a conquistare una propria sovranità monetaria e una propria sovranità tecnologica che sia ovviamente compatibile con la sovranità dell’UE, ovvero con la sovranità monetaria UE (che si basa sull’euro digitale per contrastare il monopolio americano nei pagamenti digitali con Mastercard e Visa), e con la sovranità tecnologica UE (cosa che la UE sta facendo utilizzando il motore di ricerca francese Qwant per il Parlamento europeo come predefinito in luogo del motore di ricerca Google – la modifica è entrata in vigore il 4 giugno 2026).
Qualche mese fa ho inoltrato al Governo italiano e alla Corte Costituzionale il documento intitolato “Manifesto per la riforma economica e digitale. Dalla limitazione alla sovranità: tecnologica, welfare, moneta” (https://www.pensionipertutti.it/pensioni-2026-la-via-proporre-una-visione-economica-e-digitale-dello-stato/).
Il Manifesto è reperibile al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1YSfWfEByoxmRCOdhp95SvN8DjDCRsltv/view.
Ma, mi domando, l’Italia ha la forza, le competenze, le conoscenze, la capacità di perseguire una sovranità monetaria e tecnologica come da me impostata nel Manifesto che ho inviato al Governo e alla Corte Costituzionale?
Questo proprio non lo so.
… Errata corrige…Buonasera! Mi auguro che il Sottosegretario al Lavoro Durigon accetti un confronto con gli iscritti al CODS e che la misura previdenziale di ” Opzione Donna”, venga ripristinata, al più presto, nella versione originaria. Ringrazio tutti immensamente.
Buonasera! Mi auguro che il Sottosegretario al Lavoro Durigon accetti un confronto con gli iscritti al CODS e che la misura previdenziale di ” Opzione Donna” venga ripristinata, al piu’ presto, nella versione originaria.
Il problema è molto semplice direi, quando tali personaggi ti hanno mentito per 20 e passa anni, non avevano argomentazioni reali prima ma unicamente politichese di bassa “Lega” perfetta per il caso specifico, o ammettono apertamente di averti preso per i fondelli( e logicamente non lo faranno mai) oppure ti bannano ed evitano di rispondere a quello che in realtà semplicemente non sanno. Anche io posso dire “ Sono Pronto”, solamente che una persona normale dovrebbe dire a fare cosa. Qualcuno di questo Governo l’ha fatto…no e allora cosa vogliamo pretendere, propaganda, menzogna, incapacità sono le cose che sono state messe in campo ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti…quelli che li aprono perché per gli altri va tutto bene Madama la Marchesa. Adesso spenderemo ulteriori 15 miliardi per armi per una guerra che non ci riguarda, quanto costerà ad ogni cittadino, Sono quasi i soldi di una Finanziaria anche se arrivano dall’Europa non era meglio chiederli per cose veramente utili, che in fin dei conti problemi per Stipendi, Pensioni, Ospedali, Scuole, Costi Energetici e chi più ne ha più ne metta, queste sono persone che qualcuno mi vuol far credere che a questi freghi per una minima parte dei problemi reali o delle Loro tasche e Familiari, intrigati con la Mafia o meno…mahhhh io la vedo mooolto mooolto bigia altro che Opzione Donna questi tra un po’ ci rimandano a fare la fila per il pane, speriamo bene ma io non sono per niente tranquillo, saluti a tutti voi ed hai Gestori del Sito da un semplice cittadino veramente schifato da tali soggetti è molto preoccupato
Rispondo al commento di Paolo prof in data 28 Luglio 2026 alle 4:59
I consiglieri economici si focalizzano sul problema da risolvere, ed applicano l’economia di base, quella che noi tutti utilizziamo nella nostra gestione domestica: entrate ed uscite.
Se ministri ed esperti previdenziali non si riescono a trovare le coperture finanziarie per attuare in maniera strutturale una determinata riforma previdenziale; e se economisti non riescono a individuare ricette economiche per garantire crescita economica e riduzione del debito pubblico, ebbene, con chi vogliamo prendercela?
Vogliamo ripetere i soliti ritornelli? del tipo:
• i soldi si trovano se c’è la volontà di trovarli
• lotta all’evasione e all’elusione fiscale
• riduzione dei benefit e degli emolumenti dei parlamentari
• militari e parlamentari devono anch’essi andare in pensione a 67 anni
• …ecc., ecc.
I cittadini si attendono che chi è al governo di una nazione amministri la “res pubblica”, la cosa pubblica secondo giustizia ed equità sociale.
Io riesco ad immaginarmi gli sguardi intrecciati delle persone che governano la nazione, i loro visi, i loro timidi, riflessivi, sorrisi, e il pensiero che sorge nella loro mente:
“i cittadini non hanno ancora compreso che giustizia ed equità non sono quotate in borsa”.
Ecco, io non giudico il comportamento del Governo, che credo faccia il massimo per trovare quell’equilibrio assai difficile da ottenere tra le richieste dei cittadini e lo SPREAD, che è 82,4 (oggi, 28 luglio 2026 alle ore 14:42). Ciò vuol dire che il giudizio dei mercati finanziari su come il Governo Meloni sta agendo sui conti pubblici è particolarmente favorevole.
Le Proposte che sto inviando alle Istituzioni sono orientate all’adozione di soluzioni che mettano l’economia reale (famiglie, lavoro, consumi, investimenti, produzione, beni) al riparo da turbolenze e giudizi da parte dei mercati finanziari.
Sappiamo che anche il CODS e l’UTP fanno la loro parte di sollecitazione nei confronti dei cittadini e delle Istituzioni.
Buona sera.
E di queste situazioni che si stanno creando, cosa ne dovremmo pensare?
https://www.politico.eu/article/merz-calls-cutting-several-hundred-billion-eu-budget-rejects-eu-staff-increase/
Saluti
Rispondo al commento del sig. Domesessantuno in data 24 Luglio 2026 alle 9:14.
Il sig. Domesessantuno afferma testualmente: “personalmente ritengo che esistano ancora politici dotati di onesta’ intellettuale e coerenza, poi certo a volte si puo’ sbagliare a individuare quelli con queste doti…”
Sono d’accordo con l’osservazione del sig. Domessantuno.
E poi (come si dice?) “non si fa di tutta un’erba un fascio”.
Mi spiego meglio.
Un politico che, pur di essere eletto, promette di realizzare ciò che già sa in anticipo di non poter realizzare dopo essere stato eletto, non è dotato di onestà intellettuale.
Ci sono diversi casi di promesse elettorali tecnicamente inattuabili. Forse il più eclatante è “Cancellazione della Legge Fiornero”. Come oramai tutti sappiamo, i vincoli di bilancio e le regole dell’Unione Europea costringono regolarmente a ripiegare su modifiche minime, temporanee, lasciando l’impianto della Riforma Monti-Fornero totalmente intatto.
Ovviamente, non tutti i politici promettono cose che già sanno in anticipo essere irrealizzabili (con le conoscenze economiche che oggi si hanno), e quindi ci sono senz’altro politici dotati di onestà intellettuale.
Un parlamentare (che è anche un politico) che lascia il proprio Gruppo parlamentare al quale appartiene il partito per il quale è stato eletto, al fine di approdare al “Gruppo misto” per poi migrare verso un altro gruppo parlamentare, non è dotato di coerenza politica. Per agire coerentemente con la propria decisione di lasciare il Gruppo parlamentare al quale appartiene dovrebbe dimettersi e lasciare subentrare un nuovo componente del partito.
È notizia di qualche mese fa che qualche parlamentare ha lasciato il proprio Gruppo parlamentare per approdare al Gruppo misto per poi migrare verso una nuova formazione politica che si è da poco costituita.
Ovviamente, non tutti i parlamentari agiscono così, e quindi ci sono parlamentari dotati di coerenza politica.
MA VENIAMO AL MIO PUNTO.
Mi rendo perfettamente conto che nel mio giudizio è presente un fortissimo condizionamento esercitato da una persona dotata di onestà intellettuale e di coerenza politica: Mahatma Gandhi.
Per quanto riguarda la ONESTÀ INTELLETTUALE, Gandhi anteponeva la verità morale, la Verità (con la “V” maiuscola) dinanzi ad ogni cosa, anche a costo di ammettere i propri errori commessi nel passato.
Per quanto riguarda la COERENZA POLITICA, Gandhi mantenne la sua promessa di liberare l’India dal dominio dell’Impero britannico, sebbene dovette in qualche caso scendere a compromessi con l’Impero britannico (per es., interrompere il movimento di disobbedienza civile che stava paralizzando il Paese, in cambio del permesso concesso al popolo indiano di raccogliere e produrre sale per uso domestico e personale). Ma, come si sa, la politica è anche l’arte del compromesso.
PERCHÉ IN QUALCHE OCCASIONE “FACCIO DI TUTTA UN’ERBA UN FASCIO”.
Rivolgo la domanda al sig. Domesessantuno e ai lettori: mi si può indicare un nostro politico che abbia la statura morale e politica di Mahatma Gandhi?
Se non vi è alcun politico italiano della statura morale e politica di Gandhi, allora nessun nostro politico è dotato di onestà intellettuale e di coerenza politica.
Qualche arguto lettore potrebbe osservare:
“Vede, Perfetto, l’errore nella sua formulazione non è nella conclusione — (allora nessun nostro politico è dotato di onestà intellettuale e di coerenza politica) — ma nella premessa — (Se non vi è alcun politico italiano della statura morale e politica di Gandhi…).
Lei stesso sostiene nelle sue argomentazioni di carattere generale che non è possibile confrontare due Paesi differenti tra loro, ovvero due culture tra loro differenti con differenti valori e comportamenti.
Quindi, la sua premessa di trovare un politico italiano della statura morale e politica di Gandhi non è coerente con quanto sostiene nelle sue argomentazioni di carattere generale”.
Evidentemente il mio ipotetico interlocutore è al corrente della disputa tra Einstein e Bohr in merito alla meccanica quantistica.
Einstein ideava diversi “esperimenti mentali” per dimostrare che la meccanica quantistica era contraddittoria.
Bohr riusciva sempre a trovare l’errore logico nei ragionamenti di Einstein, dimostrando che la meccanica quantistica non era contraddittoria.
Fin qui nulla di sensazionale.
La cosa curiosa è che Bohr dimostrava l’errore logico di Einstein ricorrendo proprio al pensiero di Einstein, a ragionamenti che erano alla base della Teoria della Relatività di Einstein!
Rispondo al commento di Orietta Armiliato in data 23 Luglio 2026 alle 18:52.
Orietta Armiliato afferma perentoriamente: “NON SI FA!”
Il problema non sono i politici che raccontano balle, ma gli elettori che vogliono crederci.
I politici non sono altro che degli imbonitori. E gli imbonitori si sono evoluti tecnologicamente, passando dall’uso della televisione all’uso dei social media (qualcuno che opera con i social media si chiama addirittura “influencer”).
La sola cosa che l’elettore può fare è quella di non votare il politico che ha fatto promesse che non è riuscito a mantenere.
Io avrei una domanda da rivolgere ai lettori: come si può arrivare a 60 anni e credere ancora alle promesse elettorali?
La risposta che mi sono dato è questa: l’essere umano ha bisogno di credere (o comunque sperare) in qualcosa.
personalmente ritengo che esistano ancora politici dotati di onesta’ intellettuale e coerenza, poi certo a volte si puo’ sbagliare a individuare quelli con queste doti…
Un simile atteggiamento non è per nulla costruttivo, sarà nostra cura rammentarlo in sede elettorale.
Sarà capitato pressoché a tutti noi di ricevere una telefonata importante mentre si sta vedendo la televisione o ascoltando la radio.
Dopo avere alzato la cornetta del telefono e dopo esserci resi conto dell’importanza della notizia che ci viene trasmessa dal nostro interlocutore telefonico, quasi in maniera automatica tendiamo ad abbassare il volume della televisione o della radio per poterci concentrare sulla conversazione telefonica.
Se la notizia è particolarmente importante perché riguarda un aspetto della nostra vita non trascurabile, spegniamo del tutto il televisore o la radio. In un certo senso, con la nostra azione abbiamo “bannato” gli interlocutori che stavano parlando in televisione o alla radio (ma loro non se ne sono resi conto).
È quello che è successo con Durigon. O meglio, con lo staff che gestisce i social media tramite i quali Durigon fa conoscere alle persone le intenzioni del suo partito.
È brutto vedersi forzatamente estromessi dalla partecipazione al confronto di idee. Ciò è davvero amareggiante, come vedersi sbattere la porta in faccia. E l’amarezza la si avverte perché le donne che sono state “bannate” se ne sono rese conto.
Personalmente a me non è mai capitata una cosa del genere. Al massimo ho bussato a qualche porta e, contrariamente a quanto asseriscono i Vangeli, nessuno mi ha aperto. Ma posso capire colui o colei che non mi apre la porta: non desidera mostrarmi la sua nudità, la sua nuda conoscenza (ovvero ignoranza).
Torniamo a chi gestisce i social media di Durigon. Chi sono?
Sono gente comune, alle prese con i propri problemi e forse stanchi di stare ad ascoltare anche i problemi di altri. Quindi hanno chiuso l’interruttore a chi pronunciava la parola d’ordine “Opzione Donna”. Penso proprio che Durigon non c’entri proprio con questa azione di “bannatura”.
Durigon è un po’ il Signore di Malaussène di Daniel Pennac. Benjamin Malaussène fa di professione il “capro espiatorio”: si occupa di farsi incolpare per qualsiasi cosa vada storta. Durigon si fa incolpare per le promesse che la Lega non riesce a mantenere. Tutto qua.
Parliamoci chiaro: la Riforma del lavoro e la Riforma delle pensioni va molto al di là della capacità dei nostri Ministri e Parlamentari di poterle concepire. Questo accade perché i nostri Ministri ed i nostri Parlamentari non hanno consiglieri economici all’altezza di spiegare come sviluppare Riforme che siano compatibili con l’economia digitale e la società digitale.
Chi sono quei consiglieri economici ai quali mi riferisco? Sono proprio quelli che non mi hanno aperta la porta quando ho bussato.
Mi permetta di dissentire con solo tre parole: NON SI FA!
Lo staff, come ben sappiamo, é chiamato ad seguire le direttive del capo.
Se, davvero, é stato l’addetto alle piattaforme social del Sottosegretario a decidere che “quella roba” non corrispondeva agli standard imposti dal Boss, allora attendiamo che tramite le molteplici possibilità di interloquire con noi, l’Onorevole Durigon si faccia carico, anche con un Tweet, di farcelo sapere.
Poiché nel caso di specie, non siamo nell’ambito dello spegnere la televisione o la radio quando si riceve una telefonata condizione che, francamente, non mi pare si possa opporre a giustificazione dell’accaduto semplicemente perché é tutta un’altra storia.
Quindi, cercando di non sottovalutare le nostre reciproche intelligenze, non mi pare proprio che le due situazioni possano essere comparate e giudicate sul medesimo piano.
Qui c’è un rappresentante delle istituzioni che non solo si sottrae sia alle domande, sia alle critiche sia al confronto ma elide chi pone domande, chi eleva critiche e vorrebbe confrontarsi.
Vede, Dott. Perfetto, sa qual’è il problema? questi consiglieri economici temono alcune cose: di perdere potere nei confronti del politico che fa riferimento su di loro; temono inoltre di essere cacciati via per incompetenza; questo è il loro problema; chi ci rimette? tutti noi; NON DEMORDA MAI; saluti a lei e ai gestori del sito
Per ben 2 volte mi sono vista togliere Opzione donna l anno scorso. La prima a gennaio per cambio età anagrafica, la seconda, con età anagrafica raggiunta e tutto il resto,75% di invalidità in primis, perché l hanno tolta del tutto. La scusa è stata: ormai la chiedevano così in poche ( x forza, con tutti i paletti che hanno messo) che nn serviva più. La mia delusione è stata tremenda, come quella di tantissime altre donne che potevano scegliere di andare in pensione un po’ prima e cmq rimettendoci soldi propri. Una vera vigliaccata. Io spero ci ripensi “onorevole” Durigon e tutto il suo governo, compresa la “sig. Meloni
È stata palesemente una presa in giro per poter accumulare più voti possibili!
Noi donne nate negli anni 60 ci siamo “permesse” di accudire i nostri figli per qualche anno. Ovviamente ai tempi bastavano 35 anni per andare in pensione, altrimenti non lo avremmo mai fatto!
L’unica salvezza per noi era proprio Opzione Donna, che questo governo ha fatto di tutto per eliminare fin dall’inizio, e ci è riuscito benissimo! Questa è la punizione per esserci occupate per qualche anno dei nostri figli. Complimenti Meloni!!!
Certamente correttissimo da parte della redazione dare diritto di replica al senatore; pero’ bisognerebbe anche ricordargli quanto promise in materia di pensioni (inclusa opzione donna) prima delle elezioni, quattro anni fa… e chiedere cosa ha da dire agli elettori/elettrici che gli hanno dato fiducia con il loro voto:
https://www.iltempo.it/politica/2022/09/22/news/pensioni-quota-41-programma-centrodestra-claudio-durigon-lega-riforma-elezioni-25-settembre-33162080/
Non aprirsi ai confronto e’ sempre sbagliato, decisione di bloccare i commenti e bannare le persone che si rivolgono in modo civile ed educato senza senso, oltre che sbagliata.
Ciao Don.
Forse non bisognerebbe fermarsi alla superficie della rabbia ma cercare una chiave di lettura che ci permetta di comprendere il presente senza dimenticare da dove veniamo.
Comprendere perché i diritti non sono svaniti per caso, ma per via di un preciso e deciso cambiamento economico.
Chiedere di restituisci la dignità delle diverse richieste e di togliere il “ban” digitale al potere per non farci sentire invisibili non credo possa risolvere il problema.
Perchè la storia (quella che ben conosce e spesso ci richiama anche il dottor Perfetto) è un pò questa:
Un tempo le cose erano diverse.
“C’era una volta” un’epoca, quella che gli economisti chiamano keynesiana, in cui lo Stato entrava a gamba tesa nella realtà per proteggere i cittadini, convinto che il benessere e le pensioni fossero investimenti sociali e non semplici costi da tagliare. In quel mondo, i diritti si conquistavano con la presenza fisica, con le discussioni accese nelle piazze reali, capaci di piegare anche le decisioni del potere.
Oggi, quel panorama è svanito.
Abbiamo assistito a una silenziosa transizione verso un modello economico di stampo liberista e monetarista, profondamente hayekiano, dove il bilancio pubblico è diventato una prigione d’acciaio della quale si è buttata pure la chiave rendendo i numeri intoccabili e il welfare trattato come una spesa insostenibile che minaccia i mercati.
In questa nuova realtà si muovono figure gentili come lo è l’economista Carlo Cottarelli.
Egli, infatti, non rappresenta il “cattivo” della storia, ma è l’incarnazione di questo rigore moderno.
Con la sua proposta di legge intitolata “Quanto mi costa?”, egli descrive lucidamente la nostra realtà: quella di un sistema in cui ogni promessa elettorale dovrebbe essere certificata e coperta finanziariamente prima ancora del voto, per evitare il solito gioco delle promesse irrealizzabili.
È pertanto una responsabilità collettiva dei diversi partiti che va ben oltre i singoli nomi.
Non si può ridurre tutto a una colpa esclusiva del sottosegretario Durigon; per restare nell’esempio concreto.
Chi fosse riuscito ad andare in pensione anni fa grazie a strumenti come: “Quota 100” probabilmente vede ancora in quella classe politica un punto di riferimento, quasi un eroe che ha mantenuto la parola data.
Il vero problema è che quelle risorse oggi non esistono più e la politica non ha il coraggio di ammettere il crollo delle proprie promesse.
Per nascondere questa impotenza reale, il potere ha così sostituito le vecchie lotte di piazza con la “falsa democrazia del blog” e dei social network (personalmente frequento solo Pensioni per Tutti).
Ci hanno regalato l’illusione di poter interloquire alla pari con i ministri, lasciando che le persone si sfogassero dietro a una tastiera.
Ma quando un comitato di lavoratrici deluse, come quello di Opzione Donna, decide di porre domande precise, educate e stringenti sulle promesse tradite, il giocattolo si rompe.
Il politico, incapace di rispondere della realtà dei fatti, preferisce usare lo schermo come uno scudo: applica il silenzio, si nasconde dietro i filtri algoritmici o colpisce con il tasto del “ban”.
In definitiva tratta la vita, i sacrifici e gli anni di contributi delle persone come un semplice e fastidioso disturbo dell’algoritmo.
Ma chiediamoci se la colpa sia solo sua.
…quindi: “colpa di tutti, colpa di nessuno”, si diceva qualche tempo fa.
Anzi, sarcasticamente, la colpa è di tutti coloro che subiscono le scelte (più o meno scellerate) di questi soggetti, vale a dire…mia, tua, sua…nostra…che magari hanno contribuito a mettere lì (a proprie spese) politici che “trattano la vita, i sacrifici e gli anni di contributi delle persone come un semplice e fastidioso disturbo dell’algoritmo”, quando illusi dalle promesse speravano ben altro!! In altri termini, ci siamo dati martellate sui “cosiddetti”!!
Eh no, non è così che funziona!!…Tutte le proposte e studi, e sono tanti, presentati da fior di studiosi (non ultimo quella del dr. Perfetto & c.) dove sono finite? Che risulti, non hanno avuto nessun riscontro.
Poi, per carità, non sarà tutta colpa sua. Ma cavarsela così, schiacciando sbrigativamente un tasto, è troppo a buon mercato e, soprattutto, preoccupante sinonimo di malgoverno!…Di questo passo, tra poco tempo…si dovrà lottare per non andare in pensione a 75 anni! Di chi sarà la colpa?!? Intanto faccio i debiti scongiuri!!
Fino a che non si comprende che data la rigidità dei bilanci pubblici quale effetto diretto del passaggio al modello neoliberista e monetarista degli anni ’80 nel silenzio della piazza, quella reale, nella quale i nostri padri si conquistavano i diritti ridotti all’attuale “sfogatoio” digitale che, qui, continua nei confronti della Lega dal temine di quota 100.
Terminato quel potere dei governi fino allo stampare moneta con la quale si garantiva la sostenibilità , Welfare compreso, certamente non portà escludere un domani di pensionarsi a 75 anni.
Il cambiamento è ormai strutturale per qualsiasi colore politico sia al governo: dalla Lega al PD e resterà confinato nella “mancanza di coperture”.
Opzione Donna, a 58 anni, se la si confronta coi “75 anni provocatori” a cui accenni appare dunque anacronistica.
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-le-promesse-elettorali-alla-prova-dei-fatti-quanto-e-stato-realizzato
Assolutamente allucinante questo comportamento da Marchese del Grillo, dobbiamo renderlo noto e confidare che i cittadini aprano finalmente gli occhi!
Stiamo entrando nel secondo ventennio
Caro Signor Durigon Le ricordo che
Lei è un rappresentante della politica e Deve onorare il ruolo pubblico e istituzionale che ricopre, risponderci è doveroso non è una scelta di cortesia,non si sottragga
Se fosse vero e certamente lo è, si tratta di un comportamento vergognoso per un politico che aveva fatto mille promesse in campagna elettorale. Io spero che alle prossime politiche tanti cittadini si ricordino di questo comportamemto punendo la lega nella cabina elettorale. E questo lo dice una persona che ha votato la lega e che appartiene al mondo del centro destra ma non si possono prendere in giro le persone.
Sono 4 anni che le donne,subiscono affronti e cancellazioni di diritti da parte di questo esecutivo…che la dx sia misogina l’abbiamo capito dal primo giorno che si è insediata,bene,ne prendiamo atto e sapremo certamente come muoverci alle prossime elezioni.
Siete semplicemente ridicole. Con tutto rispetto, le vostre richieste sono semplicemente assurde, fuori dal mondo e improponibili. Sotto ogni punto di vista. In nessun paese al mondo le donne vanno in pensione a 58 anni. Voi vivete fuori dalla realtà. Si punti invece ad una età di pensionamento equa e uguale per tutti, uomini e donne, che non siano i 67 di adesso e che tanti vorrebbero innalzare ancora di più. Altro che pensione a 58 anni con 35 di contributi!
Caro Nicola, forse non rammenta che:
1) la misura é a carattere opzionale
2) che le donne che la accettano, lasciano nelle casse dello Stato, causa l’applicazione del sistema contributivo puro, mediamente il 35% di quanto percepirebbero con il sistema misto.
Quindi, nessuna regalia e nessun privilegio é parte sottesa e/o palese di questo istituto.
Altresì lei dimentica che le Lavoratrici italiane si sobbarcano il peso del lavoro di cura domestico ordinario, quel welfare informale che giocoforza viene elargito da parte loro, con buona pace di tutti e che, ad onor di logica ed equità, non dovrebbe proprio essere di loro esclusivo appannaggio.
Buona sera.
Mi permetta di dirle che mi sono tolto la curiosità di dare un rapidissimo sguardo al blog: Comitato Opzione Donna Social, di cui lei è amministratrice, e che sono rimasto colpito da un suo intervento nel quale richiamava l’attenzione, anche delle organizzazioni sindacali, su di una presunta prassi.
“Mi faccio licenziare concordandolo, chiedo la NASPI e poi … vedremo!”
Curioso! Ero convinto, almeno per esperienza familiare, che in Naspi ti ci ritrovassi nolente, ma per decisione di qualche imprenditore.
Chi fosse interessato potrà andrà a leggersi l’intero suo contenuto.
Ma per dare un senso a quel … vedremo!
Mi domando: perché ora lamentarsi di ciò che sta … vedendo!
Non mi lamento affatto, semplicemente denuncio tutte quelle che a ragion di logica ritengo essere storture e falle in quel mare magnum che é diventato il nostro ordinamento previdenziale.
I cittadini, oltre che elettori sono anche, ahimè, CONTRIBUENTI. Il che non è proprio a costo zero, dato che sono le nostre trattenute e versamenti coatti che mantengono sulla comoda seggiola, più o meno meritatamente, personaggi che del “rispetto e serietà” non fanno certamente la loro cifra. Anzi, non si degnano neanche di rispondere. Bannano!!
Mamma mia, in che mani siamo!!
Ha bannato anche me, da mesi ,che non sono donna….perche educatamente li ricordavo le promesse elettorali