Dopo le decisioni del Governo di non ripristinare Opzione Donna con i vecchi requisiti ma anzi cancellare la misura, abbiamo deciso di interfacciarci con la fondatrice nonché referente del CODS, Comitato Opzione Donna Social, Orietta Armiliato, che ringraziamo per l’intervista concessa in esclusiva al portale. Intervista dalla quale si evince il profondo disappunto nei confronti di un esecutivo che aveva promesso misure a favore delle donne.
Opzione donna: l’intervista in eslcusiva ad Armiliato
Pensionipertutti: Gentile Orietta come state affrontando come CODS la decisione del Governo, stando all’ultima Legge di Bilancio, non solo di non ripristinare, come da voi lungamente richiesto, la vecchia Opzione donna, ma addirittura di cancellare la misura stessa?
Orietta Armiliato: Dal canto nostro continueremo a lottare perché un diritto non venga calpestato, l’Invito a rivedere e correggere le scelte pensionistiche operate dal Governo certifica l’incessante lavoro corale portato avanti con determinazione sia dalle OO.SS. sia dal nostro Comitato anche e, soprattutto, tramite la sottoscrizione dell’#AzioneCollettiva, fa si che si continui a mantenere il focus sul vergognoso iniquo trattamento che le Donne hanno ricevuto e stanno ricevendo in cambio della fiducia che avevano riposto nel Legislatore, a seguito delle reiterate promesse elettorali che, NON HANNO, al contrario di loro, DIMENTICATO. Ed oggi, é sempre più urgente e necessario porre rimedio!
Pensionipertutti: Potremmo dire un fulmine a ciel sereno questa decisione visto che stavate già ‘combattendo’ per il ripristino dei vecchi requisiti di Opzione donna e mai avreste pensato alla cancellazione, anche se diciamocelo la nuova versione aveva in realtà praticamente impedito l’accesso a molte, dico bene?
Orietta Armiliato: Dice bene, La sostanziale metamorfosi della misura dell’#OpzioneDonna che, con le due precedenti Manovre ad opera dell’Esecutivo in carica ha visto assumere i connotati di un istituto assistenziale piuttosto che di una tipologia pensionistica, a seguito della trasformazione della misura che, ricordiamo, era accessibile a tutte le donne che avessero all’attivo determinati requisiti contributivi e anagrafici, ancorché opzionale, é diventata uno strumento selettivo, riservato solo ad alcune ristrette categorie, creando manifesti discrimini fra eguali. Ma ad oggi era comunque l’unica alternativa disponibile che, rilevando e riconoscendo sia il peso, sia le diseguaglianze salariali nonché i carichi familiari ovvero, quel welfare informale ben conosciuto da chi gira lo sguardo per non dover ammettere l’incapacità/volontà politica di creare strumenti atti a colmare le lacune intrinseche nel nostro sistema paese e le conseguenze che hanno sulle carriere delle Donne che, usufruendo di questo istituto, potevano scegliere per raggiungere anticipatamente la quiescenza, rispetto alle norme vigenti.
Opzione donna, misura cancellata: prossimi step?
Pensionipertutti: Cosa farete dunque per poter opporvi a questa ennesima ingiustizia nei confronti delle donne?
Orietta Armiliato: Non possiamo quindi essere spettatrici idiote di questa ingiustizia e, assieme alle Organizzazioni Sindacali, contrastiamo questo abuso che il Legislatore riducendo prima e cancellando oggi dall’ordinamento previdenziale questa misura che per molte puó diventare l’unica forma di reddito accessibile senza dover ricorrere alle misure assistenziali dopo almeno TRENTACINQUE anni di lavoro e di relativi versamenti SENZA LA POSSIBILITÀ DI EVASIONE FISCALE, sta perpetrando.
Pensionipertutti: Cosa si sente di dire alle altre donne, affinché non si arrendano?
Orietta Armiliato: Gli strumenti civili per rendere palese il nostro bisogno e renderlo strumento efficace al raggiungimento del nostro irrinunciabile obiettivo che si concretizza solo con il RIPRISTINO ed il REINSERIMENTO della misura nel nostro ordinamento, li abbiamo: USIAMOLI, TUTTI ! A cominciare dall #azionecollettiva potente strumento di “moral suasion”.
Ringraziamo Orietta Armiliato per il tempo dedicatoci, ricordiamo a chiunque volesse riprendere le sue dichiarazioni di citare la fonte, essendo a carattere esclusivo, e confidiamo il Governo si ravveda e provvedi al ripristino in primis della misura e poi a considerare i precedenti requisiti.
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Buonasera! Neanch’ io condivido la cancellazione di ” Opzione Donna”. Cordiali saluti a tutti e grazie infinite.
Rimpiango la Fornero perché con tutte le sue restrizioni pensionistiche non ha osato toccare la CD opzione donna in vigore dal 2004
Salvinone Salvinone … passato lo votone … ha scordato il riformone … perbacco perbaccone … si chiede il popolone … ci fate un pernacchione ?? … no no … dice Giorgettione … manca solo lo soldone … ma come come come … sorge allora un domandone … se manca lo soldone … perche’ per il parlamentarone … solo 4 (circa) annone … mentre per il popolone … sono 44 (circa) annone ?? … ah ah ah ah !!!! … rispondi rispondone … grande esperto Durigone … ah ah ah ah !!!!
Ringraziando per l’attenzione prestata al tema OD. Eliminare ile discriminazioni presenti in questi requisiti nefasti e tornare possibilmentea 58 anagrafici piu finestra (o poco piu!).Opzione donna con pensioni d’importo adeguato riconoscendo il lavoro di cura o sconto anagrafico/contributivo in ogni forma di pensionamento per la platea femminile! A volte alcune frasi ricreano fiducia e mentre aspettiamo passi concreti procediamo in centinaia con l’azione collettiva del CODS! Ho aderito tra le prime 100. Grazie
Opzione donna quella vera un’opzione una scelta di vita con una decurtazione sull’assegno pensionistico.
Un errore uno schiaffo morale umano a chi, come noi donne, è il welfare gratuito dello Stato
La Lega stoppa l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile (un mese in più dal 2027 e due dal 2028) previsto dalla legge di bilancio. Un emendamento alla manovra (firmato da Elena Murelli, Marco Dreosto e Elena Testor) stabilisce che l’incremento di tre mesi dei requisiti di accesso al sistema pensionistico che deve scattare dal 2027 “non si applica per gli anni 2027 e 2028”.
A copertura dell’intervento l’emendamento indica un ulteriore incremento dell’Irap per banche e assicurazioni stabilito dalla manovra, raddoppiandolo da due a quattro punti percentuali.
Non si può continuare a mantenere un sistema pensionistico che fa acqua da tutte le parti,spostando voci di spesa su altri settori.Cosa crede faranno banche e assicurazioni? Semplice, aumentano le tasse sui conti correnti e i premi sulle assicurazioni.
L’ ho detto e stradetto decine di volte in questo sito.Io sono per l’applicazione integrale della legge Fornero,a meno che non si applichi la proposta di riforma del Dott.Perfetto attraverso la tassazione dell’ intelligenza artificiale.La demografia italiana non consente altre strade.
Nel 2027 si vota …
Correva l’anno 1978, e Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I, così si espresse:
“Anche noi che siamo qui, abbiamo gli stessi sentimenti; noi siamo oggetto da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. E’ papà; più ancora è madre. (FONTE: https://www.vatican.va/content/john-paul-i/it/angelus/documents/hf_jp-i_ang_10091978.html).
Sempre negli anni Settanta veniva emesso il francobollo da 50 lire raffigurante la testa di una donna coronata con torri: è l’Italia turrita, la personificazione nazionale dell’Italia, nell’aspetto di una giovane donna con il capo cinto da una corona muraria composta da torri. (FONTE: https://it.wikipedia.org/wiki/Siracusana).
Cinquant’anni fa Dio e l’Italia venivano strettamente legate al concetto di donna.
Ma i tempi cambiano, come sappiamo.
Oggi Dio Madre (di Albino Luciani) e Italia Donna (del francobollo da 50 lire) non sono più strettamente legati al concetto di donna. Perché sono svaniti.
Col tempo le società cambiano, i valori cambiano.
Ci sarebbe da domandarsi quale sia oggi il valore della Donna.
A questo cambiamento le donne al Governo hanno aderito. Ed hanno scelto di indossare i pantaloni. Cancellando Opzione Donna.
Francamente questa “sorpresa” sulla cancellazione di Opzione Donna sa un po’ di presa in giro. Sono anni che il tema viene usato come moneta di scambio elettorale, e ora ci si stupisce se il Governo taglia invece di ripristinare? Il punto non è solo la misura in sé, ma la mancanza di rispetto verso migliaia di donne che hanno costruito le proprie scelte di vita e di lavoro su promesse poi puntualmente smentite.
Continuare a lottare è doveroso, certo, ma sarebbe anche ora che la politica smettesse di trattare i diritti come fossero bonus da distribuire o togliere a seconda della campagna del momento. Le donne non hanno dimenticato: magari è il Legislatore che dovrebbe iniziare a ricordarsi dei suoi impegni.
La maggioranza ha presentato 1.600 proposte di modifica della manovra.
Possibile che non ce ne sia una per il ripristino di OD?