Opzione donna, emendamenti e odg il punto al 23 novembre 2017

Uno dei temi che continua a tenere calda l’attenzione del comparto previdenziale è l’opzione donna, le lavoratrici si stanno domandando se qualcuno dei 5 emendamenti proposti riuscirà a vedere la luce nella prossima Legge di Bilancio 2018. Al momento stanno circolando in rete delle vere e proprie fake news o meglio delle profonde inesattezze che rischiano di illudere e confondere maggiormente le lavoratrici in attesa di comprendere il proprio destino previdenziale. Vediamo nel dettaglio quale è il punto ad oggi 23 novembre 2017

Opzione donna, quali emendamenti sono stati segnalati?

Fino a ieri la situazione era la seguente: l’emendamento rubricato con il n 22.0.21 a firma Sen. Sacconi era stato giudicato inammissibile mentre restava in dubbio la sorte del n. 22.0.44 a prima firma Comaroli.
Gli altri tre ovvero:
n. 22.0.18 a prima firma De Petris,
n. 22.0.27 a prima firma Bellot
n. 22.0.47 a prima firma Parente
risultavano inclusi nel Volume1 degli Emendamenti Segnalati.
Questo non vuol dire assolutamente che gli emendamenti sono passati, ma semplicemente che sono gli emendamenti presentati dai parlamentari che vengono selezionati dai Gruppi e che saranno sottoposti al normale iter approvativo. Non sono stati dichiarati inammissibili, questa è sicuramente un passo avanti, ma prima di essere ammessi dovranno procedere con il loro iter .

2 emendamenti su tre accantonati, quello a firma Bellot-Bisinella-Munerato ammesso alla discussione

Oggi le ultime notizie vedono invece l’accantonamento di 2 dei precedenti emendamenti quello a firma De Petris e quello della Parente ossia i numeri  22.0.18 , 22.0.47 ed in un primo tempo anche del numero 22.07.27 Bellot. Questo significa che:
nell’interesse della discussione, il Presidente può decidere l’accantonamento e il rinvio alla competente Commissione di singoli articoli e dei relativi emendamenti, stabilendo la data nella quale la discussione degli stessi dovrà essere ripresa in Assemblea.”
Nel frattempo, una notizia positiva dell’ultima ora concerne l’emendamento n. 22.0.27 a firma Bellot-Bisinella-Munerato che arriva da Simonetta Piazza in contatto con la Senatrice Patrizia Bisinella (GRUPPO MISTO-componente FARE!) che afferma invece che quest’ultimo è stato recepito positivamente ed oggi  risulta dunque ammesso alla successiva discussione in Aula prevista nei prossimi giorni.

Nel dettaglio l’ordine del giorno di cui sopra:

Nella giornata di ieri avevamo rilevato che l’emendamento era stato rafforzato da un ordine del giorno dove si impegnava il Senato a tenerlo in considerazione, questo il testo:

Atto Senato Ordine del Giorno 0/2960/3/05 presentato da RAFFAELA BELLOT venerdì 17 novembre 2017, seduta n. 831 Il Senato, in sede di esame del disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato-per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, premesso che: ricordato che l’articolo 1, comma 281, della legge di stabilità per il 2016, nel fornire la corretta interpretazione di legge dell’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, superando l’interpretazione restrittiva dell’inps penalizzante specificatamente per le nate ’55, non aveva precluso la possibilità di proseguire la sperimentazione oltre il 2015 impiegando le eventuali risorse avanzate dall’intervento ivi previsto; preso atto che il Governo ha preferito non perseguire tale strada, destinando le risorse avanzate ad altri interventi; ribadito che la facoltà di accedere al pensionamento con il calcolo interamente contributivo se in possesso del requisito anagrafico di 57 anni di età (58 se autonome) e almeno 35 anni di contributi è oggettivamente una soluzione di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro per tante lavoratrici colpiti dalla riforma Fornero e che, alla luce degli incrementi della speranza di vita dal 2019 in poi, rischierebbero di rimanere bloccate nell’accesso alla pensione; nella ferma convinzione che il diniego di accesso al pensionamento con la cosiddetta opzione donna debba essere considerato non soltanto per gli eventuali risparmi di spesa pensionistica che secondo la RGS si avrebbero, ma anche e soprattutto in una visione più avveduta per gli effetti negativi sul welfare familiare e sul tasso di natalità, con tante donne 67enni, impossibilitate nel ruolo di nonne e/o di assistenza e supporto domestico; impegna il Governo: a valutare l’opportunità di consentire l’accesso al pensionamento secondo i requisiti di cui all’articolo 1, comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243, anche per tutto l’anno 2018. (0/2960/3/5) BELLOT, BISINELLA, MUNERATO (Fonte sito Openpolis)

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Opzione donna, emendamenti e odg il punto al 23 novembre 2017

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    23 Novembre 2017 in 19:10
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    Vorrei sapere nel caso prorogassero OD2018 quante marche effettive devono essere versate e se costeggiano le marche avute con disoccupazione !! Grazie

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    23 Novembre 2017 in 19:03
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    Salve, vorrei sapere se l’accesso all’Ape Volontaria, per coloro che ne faranno richiesta nel 2019, ai 63 anni di età vanno aggiunti i 5 mesi di aspettativa di vita. Cioè la domanda e l’abbandono del lavoro avverranno a 63 anni e 5 mesi? O si può comunque lasciare il lavoro a 63 e i quindi il rateo da rendere, inizierà 5 mesi prima della presunta pensione di vecchiaia? Grazie

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