Opzione donna, ultime news sulla Class Action: la denuncia, l’errore INPS e le richieste

Riceviamo da Orietta Armiliato, fondatrice ed amministratrice del Comitato Opzione Donna Social e più che volentieri pubblichiamo il Comunicato Stampa con Oggetto: OPZIONE DONNA, CLASS ACTION ITALIA DEPOSITA IL PIANO PER LA RIMOZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI. CHIESTO L’INTERVENTO URGENTE DELLA CONSIGLIERA NAZIONALE DI PARITÀ”. L’atto, redatto dall’Avv. Curiale nell’interesse dell’Associazione e di 149 lavoratrici aderenti- si legge nel Comunicato- è già stato notificato all’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché alla Direzione Generale Previdenza e all’INPS. Di seguito le richieste su cui muove la Class Action.

Opzione donna, Class Action: quali le richieste delle lavoratrici?

Portici (NA), 10 Dicembre 2025 – L’Associazione Class Action Italia comunica di aver ufficialmente depositato il Piano per la rimozione della discriminazione indiretta collettiva inerente all’accesso alla pensione anticipata c.d. “Opzione Donna”. L’atto, redatto dall’Avv. Curiale nell’interesse dell’Associazione e di 149 lavoratrici aderenti, è stato notificato all’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché alla Direzione Generale Previdenza e all’INPS.

LA DENUNCIA: UNA DISCRIMINAZIONE TRA PARI

L’azione legale contesta l’attuale assetto normativo (L. 213/2023) che subordina il diritto alla pensione a condizioni soggettive estremamente restrittive (caregiver, invalidità civile al 74%, o dipendenti di aziende con tavoli di crisi attivi). In particolare, si evidenzia l’irragionevolezza del requisito relativo ai “tavoli di crisi” presso il Ministero: una condizione che esclude arbitrariamente
migliaia di lavoratrici licenziate da piccole e medie imprese o da aziende che non rientrano
nei rigidi parametri ministeriali, creando una disparità di trattamento ingiustificabile all’interno dello stesso genere femminile

L’ERRORE INTERPRETATIVO DELL’INPS

Il Piano denuncia inoltre la Circolare INPS n. 59/2024 che, attraverso un’inversione logico-linguistica della norma, ha ulteriormente ristretto la platea delle beneficiarie, legando indissolubilmente lo status di “licenziata” all’esistenza di un tavolo di crisi attivo, in contrasto con la ratio della legge e con la recente giurisprudenza. A supporto di questa tesi, il piano cita la sentenza della Corte d’Appello di Ancona (n. 205/2025), che ha già definito “del tutto irragionevole”
tale interpretazione restrittiva.

LE RICHIESTE E I PROSSIMI PASSI

Con questo atto, Class Action Italia chiede
formalmente:

  1. Un incontro tecnico urgente tra la Consigliera di Parità, l’INPS e il Ministero per
    una risoluzione stragiudiziale.
  2. L’emanazione di una nuova circolare interpretativa in autotutela che corregga
    l’errore dell’INPS.
  3. Un intervento legislativo a medio termine per rimuovere le tre condizioni soggettive
    e ripristinare l’accesso basato solo su età e contributi.

L’Associazione rende noto che, già nei prossimi giorni, verrà contattato l’Ufficio della
Consigliera Nazionale di Parità per sollecitare un riscontro sulle tempistiche di intervento.
Seguiranno a breve nuovi aggiornamenti sui canali ufficiali”

Non resta che aspettare risposte ufficiali e sperare che il Governo si ravveda e torni a ripristinare Opzione donna. Se siete tra le donne che hanno preso parte alla Class Action, cosa vi ha spinto a provarci? Se invece siete tra coloro che hanno optato per non partecipare alla class action perché vi siete astenute? Ritenete rimarranno parole al vento o ci sono altre ragioni oggettive?Fatecelo sapere, se vi va, nell’apposita sezione commenti del sito. E in bocca al lupo alle donne che non si sono arrese.

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8 commenti su “Opzione donna, ultime news sulla Class Action: la denuncia, l’errore INPS e le richieste”

  1. Ho aderito perché non si può stravolgere e poi cancellare così arbitrariamente una misura, peraltro opzionale, senza aver prima pensato ad una soluzione alternativa volta a rispondere alle necessità ed alle esigenze delle parti interessate.
    Il lavoro di cura delle donne viene svolto con enormi sacrifici e grandi rinunce. Esso sopperisce (gratuitamente) ad un welfare inadeguato, se non del tutto assente, che ci porta a scelte obbligate quasi mai desiderate. Se non possono levarci tutto questo peso, ci lascino almeno la possibilità di scegliere.

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  2. Se si parla di discriminazione tra pari (inter pares) solo perché c’è un distinguo tra licenziate, tra l’ essere madri o meno e tra chi rientra in determinate categorie (i cosiddetti paletti) cosa dovrebbero dire quelle donne che, per quanto tali, non possono aderire a OD solo perché non hanno carriere continuative in un solo settore (tutto pubblico o tutto privato)? Un po’ di coerenza non guasterebbe!

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  3. Credo che di discrimatorio non vi sia solo la modalità di licenziamento …ma lo e diu più il fatto degli sconti x figli.. si poteva premiare solo di più i contributi figurativi di maternità.
    35 anni valgono x tutte ..licenziate da grandi aziende o piccole, con figli o donne che non hanno potuto avere figli (e magari x questo hanno anke sofferto)…

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  4. Buonasera ho aderito alla class action in quanto licenziata, perché ritengo che ci sia una evidente,ingiustificabile,discriminazione e sono molto molto stanca di essere presa in giro ,da questo governo, da ben 3 anni! Le donne,vero welfare di questo paese, non meritano tale trattamento! Anche basta! Per fortuna esistono donne con gli attributi ,come Orietta e Rosalba, che si sono sbattute, x poter intraprendere questa azione a beneficio di tutte le donne italiane,il nostro GRAZIE PIÙ SENTITO va proprio a loro!

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  5. Ho aderito alla Class Action perché, dopo anni di lavoro in una media aziende, sono stata licenziata dato che l’azienda è in fallimento. Vivo in un territorio privo di grandi strutture dove poter avviare un confronto o presentare un tavolo di crisi: questo mi ha resa doppiamente penalizzata. Va però ricordato che il tessuto produttivo italiano è costituito, in gran parte, proprio da medie e piccole imprese. Questo esecutivo ci ha tolto dignità, provocando un danno psicologico ed economico profondo. E trovarsi, dopo anni di lavoro, a dover dipendere dal proprio marito per far valere i propri diritti è un’ulteriore umiliazione. Le discriminazioni vanno riconosciute e combattute per fortuna Orietta e Rosalba sono autodeterminate e hanno ascoltato il nostro grido .

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  6. Ho aderito perché ho fatto tanti sacrifici per pagare il contributi volontari che mancavano per raggiungere i 35 anni…
    Non lavorando poteva essere finalmente un aiuto economico seppur con tagli non indifferenti…..e poi per 4 settimane che mi mancavano, girando l’anno non ho più potuto accedere…. ci credevo tanto e me la sono vista sfuggire quel famoso dicembre 22…. Non è giusto…i contributi li abbiamo pagati…maledetta Giorgia.
    Confido in questo gruppo di avvocati e nelle loro competenze

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  7. Buongiorno,
    ho aderito all’Azione Collettiva, pur essendo pensionata, per una questione di Principio e per sostegno a Tutte le Donne che speravano di usufruire dell’Opzione a loro Negata da questo Governo di Falsoni/e, pur avendo Promesso in Campagna Elettorale che l’avrebbero MANTENUTA con gli stessi Requisiti ante LdB 2023.
    Le Restrizioni perpetrate alla Legge Opzione Donna e anche il Recente Tentativo di SopprimerLa dalla Legge di Bilancio in atto sono vergognose.

    Grazie Orietta e Rosalba per questa iniziativa di grande impatto !
    Grazie a tutti i Giornalisti e Giornaliste che danno eco alla Nostra Istanza.
    Il Ripristino di Legge Opzione Donna ante LdB 2023 non è solo rendere Flessibile un’uscita opzionale anticipata alle Donne dal Lavoro, ma anche sottintende un Riconoscimento del Doppio Lavoro che ogni giorno le Donne svolgono fuori Casa e In CASA
    Grazie per l’Attenzione.
    Elena Facincani
    Membro del CODS.

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  8. Buongiorno, non ho potuto partecipare alla class action solo perché sono 3 anni e mezzo che sono stata licenziata e non ho più alcun reddito!
    Ringrazio Orietta, Rosalba e chi ha aderito perché hanno ridato speranza a tutte.

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