Opzione donna é stata cancellata stando ai contenuti dell’ultima legge di Bilancio ed é per questo che le donne non possono stare a guardare, e si stanno mobilitando per vedere reinserita l’unica misura che permetteva ad alcune di loro di poter accedere anzitempo alla pensione, va anche ricordato che già la precedente legge di bilancio aveva stravolto la misura rendendola fruibile a pochissime donne, infatti, le stesse, attraverso una class action, stanno puntando a ripristinare la misura originaria. Le donne hanno chiesto a gran voce ai vari gruppi parlamentari di presentare emendamenti per aiutarle in tal senso, per scongiurare questa ennesima stortura ai loro danni. Riportiamo il post di Armiliato pubblicato sul CODS, ed al termine dell’articolo vi diamo le ultime buone nuove sulla questione.
Opzione donna, quale il termine ultimo per presentare emendamenti?
Così Armiliato: “È stato appena reso noto il termine per la presentazione degli emendamenti al testo della manovra 2026
La 5a Commissione ha fissato alle ore 10:00 di venerdì 14 novembre il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti mentre entro martedì 18 dovranno essere esposti i correttivi segnalati e valutati dai gruppi parlamentari della maggioranza e delle opposizioni.
Siccome le Donne non sono e non vogliono essere spettatrici idiote della loro vita che è legata anche al destino della loro pensione, scrivono, partecipano, condividono il loro dissenso e lo disseminano ovunque.
Si passano la voce, si documentano, si attivano e comprendono perfettamente che quella che il Parlamento sta trattando non è una manovra per Donne poiché non vi é alcuna proposta da parte del Governo che possa essere sottoposta al giudizio del Parlamento, sia essa da approvare o da bocciare.
Chiedono dunque ai membri delle commissioni ed al Governo di inserire emendamenti in loro favore nella LdB.
Nel frattempo, percorrono strade puntuali ed alternative, sottoscrivono una “Class Action” che, indipendentemente dal volere del Legislatore, potrà portarle a raggiungere la quiescenza.
A proposito….oltre che a scrivere ai parlamentari per sollecitare emendamenti, hai già sottoscritto l’azione collettiva? No?! Che aspetti, entro il 15 Novembre potrai ancora farlo garantendoti il diritto democratico di raggiungere la quiescenza senza essere vittima di discrimini, inequitá ed ingiustizie.
Pensioni, Opzione donna: Ultimissime novità su emendamenti
Quel che é ora sappiamo, grazie all’amminitratrice del CODS che ci informa in privato, e che le donne non saranno certamente abbandonate, molti partiti proporranno emendamenti.
Armiliato ci dice in esclusiva : “Abbiamo avuto conferma da parte del PD, AVS e 5Stelle che presenteranno i loro emendamenti per reintrodurre OD. Anche le OO.SS come da comunicazioni varie hanno sostenuto, auditi al Senato e presso le sedi dei gruppi parlamentari, la necessità della riammissione della misura“.
Per questa ragione la fondatrice del Comitato Opzione donna Social ci chiede di diffondere le ultime notizie per dare speranza alle donne, lo facciamo più che volentieri.
Riportiamo altresì gli hashtag molto significativi che chiudono il post di Armiliato che fanno ben intendere le intenzioni delle donne, non arrendersi in alcun modo e far si che il loro diritto alla queiscenza venga ripristinato certe di essere nel giusto.
#abbiamoragione#nodiscrimini#secancelliopzionedonnaticancello#opzionedonnanessunaesclusa#iononparloagisco#ilCODSnondemorde.
Fateci sapere nel mentre se avete giò aderito alla class action o se lo farete.
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Scusa Durigone … permetti un domandone … promettesti il riformone … ma passato lo votone … facesti il pernacchione … ora dimmi Durigone … se manca il denarone … perche’ il popolone … 44 anni (circaone) … invece il parlamentarone … 4 anni (circaone) … ?????? … ah ah ah ah ah ah !!!!
Pione … sei troppo choosyone … ah ah ah ah !!!!
E ORA BASTA! Dopo anni di promesse disattese e tagli mascherati da riforme, le donne dicono NO all’ennesimo schiaffo alla loro dignità!
Per questo la mobilitazione non si ferma. la CGIL, ha annunciato uno sciopero generale per dire chiaramente al governo che non accetteremo una manovra che penalizza ancora una volta le lavoratrici, i pensionati e i più fragili.
Lo sciopero sarà un grido collettivo contro l’ingiustizia sociale, contro una legge di Bilancio che taglia i diritti e ignora le disuguaglianze. Opzione Donna va ripristinata! E con essa, serve una riforma previdenziale che riconosca il valore del lavoro femminile, dentro e fuori casa.
Scendiamo in piazza, facciamoci sentire, uniamoci! Perché quando toccano una, toccano tutte. E questa volta, la risposta sarà forte, determinata, e visibile.
E basta, questo non è un sito politico per fare propaganda alla Cgil.Lei è sponsorizzato da Landini? Getti la maschera.
Mi sembra strana la grafica (grassetto)!
Basta silenzi! Opzione Donna va ripristinata subito!
Non possiamo più accettare che le donne vengano sistematicamente escluse dalle politiche previdenziali! La cancellazione di Opzione Donna nell’ultima legge di Bilancio è un attacco diretto alla dignità e ai diritti di migliaia di lavoratrici che hanno già dato tutto al Paese — spesso in condizioni di precarietà, con carichi familiari pesantissimi e carriere frammentate.
Già lo scorso anno il governo aveva mutilato la misura, restringendola a tal punto da renderla quasi inaccessibile. Ora, con un colpo di spugna, la si elimina del tutto. È inaccettabile. Non si può parlare di equità sociale se si ignora il lavoro invisibile delle donne, se si calpesta il diritto a una pensione dignitosa dopo anni di sacrifici.
Le donne non stanno a guardare. Si stanno mobilitando, si organizzano, e con una class action chiedono il ripristino della misura originaria. E noi siamo con loro. Perché questa non è solo una battaglia previdenziale: è una battaglia di giustizia sociale, di riconoscimento, di rispetto.
Il governo deve ascoltare. Deve agire. Deve reinserire Opzione Donna. E se non lo farà, troverà le piazze piene.
Avanti tutte.
antonella.vizzon@gmail.com
antonella.vizzon@gmail.com
Vorrei portare all’attenzione dei responsabili del sito, dei suoi lettori e in particolare delle donne, dell’ordinanza n 27910 del 20 ottobre 2025 della Sezione Lavoro della Corte Costituzionale, che ha stabilito che anche i contributi figurativi per malattia, maternità, disoccupazione, valgono al fine del raggiungimento della pensione anticipata ordinaria Fornero. ( Sito. Brocardi.it ). Rispetto all’interpretazione dell’INPS è una bella novità, perchè finora erano escluse le persone ante 1996. Chiedo ai gentili Rodinò e Venditti di informarsi ed eventualmente scrivere articolo a tal proposito, visto che probabilmente non tutti possano esserne al corrente. A molte donne che pensavano di usufruire di OD, potrà tornare utile questa determinazione e sperare di andarsene in pensione con l’anticipata Fornero invece che con OD. Unico mio dubbio è: Quando parlano di disoccupazione, intendono anche una interruzione dal lavoro per aspettativa non retribuita ? Dott. Perfetto, le chiedo il suo aiuto per dipanare questa sentenza in maniersa chiara per tutti. Grazie e salve a tutti.
vedi , Franco Giuseppe, su internet parlano che il periodo di aspettativa non retribuita non conta agli effetti dell’anzianità salvo riscattarlo ma costa; chiedi ad un patronato, inps , meglio tutti e 2; saluti a te e ai gestori del sito
Eppure l’aspettativa è un’interruzione temporanea di un lavoro stabile e continuativo, tipo una malattia lunga dove ad un certo punto anche la retribuzione seppur tagliata nei primi mesi, viene bloccata del tutto mi sembra dopo 9 mesi. E’ una specie di disoccupazione temporanea. La sentenza della Corte da un’interpretazione definitiva tra contributi “UTILI” e contributi “EFFETTIVI”. L’INPS teneva conto solo di quelli effettivi ma la Corte gli ha dato torto. Leggiti il sito dell’avvocato Brocardi sulla sentenza. Ciao.
Mentre milioni di lavoratori continuano a ricevere briciole indegne nei rinnovi contrattuali e il salario minimo resta un miraggio osteggiato da questa destra, Renato Brunetta si concede il lusso di un aumento di stipendio scandaloso. Da 260mila a oltre 310mila euro l’anno, un rialzo retroattivo che non conosce vergogna né pudore. È l’ennesima, plateale dimostrazione di una politica avara con il popolo e prodiga con i suoi capi.
In un Paese dove si discute da anni di dignità salariale senza che nulla cambi, il presidente del Cnel si arrocca nella sua torre d’avorio, prestandosi a un gioco già scritto: togliere ai tanti per dare ai pochi. Un governo di destra sempre più avidamente predatorio, che inaugura una stagione di arroganza istituzionale, calpestando quel poco di equità rimasta sul tavolo.
Non si tratta più di politica, ma di un esercizio di cinismo tout court. Il salario minimo negato, le condizioni di lavoro umiliate, i diritti calpestati. Tutto mentre Brunetta e il suo entourage si autoassegnano stipendi che neanche i migliori manager privati si sognano, amplificando il lusso con spese per consulenze, staff e benefit che paiono un insulto in piena regola a chi fatica.
Questa è la fotografia nitida di un’esecutivo che ha scelto da che parte stare: dalla parte del privilegio, non della giustizia sociale. E chi osa opporsi a questa voracità viene bollato come utopista o guastafeste.
Alle briciole per i lavoratori, ai banchieri interni i macigni d’oro. È questa la destra al governo dell’Italia: avida, predatoria e senza un briciolo di vergogna.
Riguardo al CNEL mi trovo a concordare con Renzi, che voleva abolirlo…se ben ricordo lo aveva messo nell’elenco degli Enti ‘inutili’ …tra l’altro mi sembra anche molto costoso…
Lei è indietro con la notizia, ha rinunciato dopo che qualcuno ha detto di brunetta di aspettare momenti più opportuni.Ma lei è un infiltrato di Landini mandato a fare proselitismo su questo blog?
Noi saremo anche indietro con la notizia, ma talmente tanto indietro che sapevamo che Brunetta aveva accettato quell’incarico sapendo di non poter ricevere nessun compenso in quanto già pensionato. Poi è stata cambiata la regola solo per lui ed ha ricevuto 250.000 euro all’all’anno e non contento si sono pure dati un aumento considerevole. Insomma, non proprio una bella scelta di tempo per uno che non concordava per il salario minimo, mentre il salario massimo va benissimo …… per lui.
Scusi Francogiuseppe,nessuno difende brunetta, ci mancherebbe, anche lei commenta su questo sito e fa le sue critiche,ma questo Gigi Stock, si vede chiaramente che è sponsorizzato da qualcuno per martellare con continui post ripetitivi e ossessivi.Anche un cieco lo capisce.
Effettivamente spero ci diano un bel “taglio” a questo andazzo; a me pare che i ricorsi siano a senso unico.
https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/i-maxi-stipendi-e-la-circolare-fantasma-dopo-il-caso-brunetta-le-mosse-del-governo-per-limitarli/ar-AA1Q4Teu?ocid=winp1taskbar&cvid=90f1f07a267e4883f1ac0489bfe1ce2d&ei=16
Per quanto attiene il commento del signor Gigi a cui è stato permesso di evidenziare in “grassetto”. Dovrebbe, se lo ritiene, al di la del contenuto che è libero per chiunque (insulti esclusi), darci qualche chiarimento la redazione … piu che altro.
Grazie e saluti.
Ci sono tante persone di cui non apprezzo i commenti, li contesto, li critico ma non posso impedirlo. Detto questo, mi sembra che il Sig. Gigi Stock abbia riportato con parole sue, magari con troppa veemenza, quanto dichiarato da Banca D’Italia e dall’ISTAT nell’audizione con il governo. Vogliamo forse dire che queste due istituzioni sono eversive ? In questi pochi anni di governo di dx-dx, abbiamo assistito ad attacchi alla Corte Costituzionale, alla Corte dei Conti, alla Magistratura, ci sono pareri diversi con Banca D’Italia e ISTAT, manca solo un attacco verbale al PdR e poi a cosa ancora dobbiamo assistere ? Posso dire che in 66 anni di vita non ho mai visto una cosa simile ? E mi creda, mi sono limitato alle istituzioni più importanti e non voglio addentrarmi nei gangli inferiori dello Stato, dalla privacy alla cultura. Un’ invasione di parcheggiatori abusivi a capo di enti inutili. Non voglio assistere a questo declino morale, fatemi l’eutanasia.
Grande Brune’ … c’hai provato … per il popolino 44 anni (circa) … ah ah ah ah !!!! … italianiiii … vot’Antonio, vot’Antonio … Antonio La Trippa … ah ah ah ah !!!!
Il verbo piu potente è: scegliere! Ho aderito all’istanza collettiva perché è importante ed il momento è ADESSO! Forse sarò la piu giovane, ho solo 54 anni 🙂 di età e 31 di contributi ma sono nel CODS da 8 anni! Tutte possono aderire ad ogni età…noi nate il secolo scorso…chi non ha mai potuto manifestare…Tutte!
Creano discriminazione per dare meno possibilmente nulla a tutti noi
Cari Wal mi piace guardare la TV. Soprattutto Rai Storia così imparo sempre qualcisa. Magari spegnetela voi. E dedicatevi ad attività più interessanti. Magari darsi alla verifica di ciò che dicono i politici.Io sono in pensione e non c’è peggior sordo di chi non voglia ascoltare. A Milan se dis rangeves. Buona fortuna.
Io la ho spenta da tempo, caro Giovanni.
Il parco giochi sotto casa è quasi impraticabile per sporcizia! Beh ramazza darsi da fare.
Visto che non mi piace essere preso in giro le auguro ancora buona fortuna.
Ho aderito alla class action, immediatamente, appena uscita l’iniziativa, la attendevo con trepidazione, perché ritengo che questo governo abbia creato un mostro,la nuova opzione donna è un obrobrio di se stessa,piena zeppa di discriminazioni e mi pareva strano che non si potesse agire proprio su queste.E quindi GRAZIE MILLE AD ORIETTA E ROSALBA che hanno studiato l intervento e sono molto ottimista in merito.
Ho aderito al ricorso, opzione donna senza paletti e decurtazioni.
Aderirò senza se e senza ma,
Se NON ORA QUANDO?
Grazie a Tutte le Donne che aderiranno, Grazie alla meravigliosa Orietta Armiliato, Rosalba Guadagna e a Tutti Coloro, Sindacati e Deputati e Politici che sosterranno le Istanze delle Donne che sono state MISCONOSCIUTE dall’Attuale Governo nonostante la falsa Propaganda pre-elettorale del 2022 solo per farsi eleggere e poi…
ciaone!
Il CODS non demorde.
Noi donne non molliamo.
Noi donne lotteremo fino alla fine contro chi ha calpestato senza vergogna il valore della donna in questo paese.
Io ho aderito alla Class Action!Speriamo che ci sostengano con gli emendamenti!
Buona fortuna donne, sarà dura ma se non si fa niente certo le cose non cambiano.