Luglio porta con sé un appuntamento importante per molti pensionati: il pagamento della cosiddetta quattordicesima mensilità. Ma attenzione: non si tratta della classica quattordicesima percepita dai lavoratori dipendenti secondo i contratti collettivi. Questa somma aggiuntiva erogata dall’Inps è una prestazione integrativa riservata solo ad alcune categorie di pensionati, in presenza di requisiti ben precisi. Non tutti, infatti, avranno la fortuna di trovarla sul cedolino.
La quattordicesima è stata introdotta nel sistema previdenziale italiano nel 2007 e successivamente ampliata nel 2016. Non si applica indistintamente a tutti i titolari di pensione, ma solo a chi rispetta specifiche condizioni legate all’età anagrafica e alla situazione reddituale. Si tratta quindi di un aiuto concreto, che arriva nei mesi estivi (o in alcuni casi a dicembre) per rafforzare il potere d’acquisto di chi ha redditi più bassi. Tuttavia, anche nel 2025, non sarà garantita a tutti.
Chi riceve la quattordicesima pensionati 2025: i requisiti tra età e reddito
Per ottenere la quattordicesima nel luglio 2025, non basta essere in pensione. I requisiti stabiliti dalla normativa prevedono che i beneficiari siano ex lavoratori dipendenti o autonomi, titolari di almeno un trattamento pensionistico a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o delle sue forme sostitutive, esclusive o esonerative, e che abbiano compiuto almeno 64 anni. Inoltre, il reddito complessivo individuale deve restare entro il limite massimo di due volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti, considerando 13 mensilità.
Con riferimento al 2025, il trattamento minimo Inps è pari a 603,40 euro al mese. Moltiplicato per 13 mensilità, si ottiene una soglia di 7.844,20 euro. Due volte questa cifra porta il tetto massimo di reddito complessivo annuo per l’accesso alla quattordicesima a 15.688 euro.
La prestazione viene riconosciuta in automatico ai pensionati che, secondo i dati in possesso dell’Inps, rientrano nei requisiti anagrafici e reddituali sulla base del reddito riferito al 2024. Chi compie i 64 anni entro gennaio 2025 riceverà l’intero importo, mentre chi raggiunge l’età anagrafica prevista nel corso dell’anno riceverà una somma proporzionata ai mesi maturati dopo il compimento dei 64 anni. Se invece si compiono 64 anni dopo luglio 2025, l’accredito slitta a dicembre.
Nel caso in cui l’Inps non abbia i dati aggiornati sul reddito, è possibile che la quattordicesima non venga riconosciuta d’ufficio. In questo caso, il pensionato può rivolgersi a un patronato per presentare una domanda di ricostituzione reddituale, così da far verificare i requisiti ed eventualmente ottenere la prestazione. I tempi di lavorazione sono generalmente brevi: circa due mesi.
Quanto spetta e come controllare se la quattordicesima è stata accreditata
L’importo della quattordicesima non è uguale per tutti, ma varia a seconda della fascia di reddito e degli anni di contributi versati. In particolare, esistono due soglie principali: chi percepisce un reddito annuo fino a 11.766,30 euro (pari a 1,5 volte il trattamento minimo) riceve un importo maggiore; chi invece rientra tra 11.766,30 euro e 15.688,40 euro riceve una somma ridotta. All’interno di ciascuna fascia, l’importo varia ulteriormente in base all’anzianità contributiva: da 0 a 15 anni, da 15 a 25 anni e oltre i 25 anni di contributi.
Questa struttura fa sì che la quattordicesima sia una misura mirata, proporzionata al bisogno e alla storia contributiva del pensionato, decrescente al crescere del reddito. Per sapere se l’importo è stato effettivamente accreditato, il consiglio degli esperti – come sottolineato dalla direttrice regionale del Patronato Acli Toscana, Elisabetta Di Lorenzo – è di controllare con attenzione il cedolino della pensione di luglio. In esso, dovrebbe comparire una voce apposita che indichi il pagamento della quattordicesima. Se non dovesse esserci, ma si ritiene di essere in possesso dei requisiti, è possibile richiedere supporto a un patronato per procedere con le verifiche necessarie.
L’Inps, infatti, specifica che la prestazione viene liquidata d’ufficio nel mese di luglio a chi ha perfezionato i requisiti entro il 31 luglio 2025. Per chi invece li matura dal 1° agosto al 31 dicembre, la quattordicesima viene accreditata con la rata di dicembre. Questo vale sia per le pensioni gestite nei sistemi integrati, sia per quelle della gestione pubblica.

Continua il martellamento sulle siese militari. La Meloni ha oggi ribadito che un Paese ben armato fa deterrenza.
Non si capisce poi da chi dovremmo difenderci. Che tristezza! Con buona pace di Istruzione, Sanità e Previdenza.
Non c’è bisogno di dire a chi riferisca meloni (e i suoi sodali), altro che democrazia e popolo sovrano….sì può solo lanciare loro tutte le maledizioni possibili e immaginabili!
Ma a cosa serve essere ben armati se il resto del popolo lo fai vivere un mutande…!
Se queste sono le aspettative allora fanno bene i giovani ad espatriare…ma anche i pensionati…
..in…
Non si può fare cultura politica su questo sito? Il link di Schopenhauer era molto interessante. Se non capisci come funziona il potere, come puoi parlare anche di pensioni,?
Vabbè per chi ci rientra meglio di niente.