Pensione ai superstiti dell’INPS: la guida completa per indiretta e di reversibilità

Nella guida di oggi rispondiamo alle molte domande dei nostri lettori sull’argomento della pensione ai superstiti indirietta o di reversibilità. Cerchiamo di capire a chi spetta, i requisiti e come si calcola l’importo di entrambe le tipologie per questa prestazione INPS. La pensione ai superstiti è una prestazione di natura economica corrisposta ai superstiti del pensionato dell’ Istituto Postelegrafonici o del dipendente deceduto in attività di servizio.

Si distingue in due tipologie: • reversibilità se il pensionato, al momento del decesso, è già titolare di un trattamento di pensione diretta (pensione di vecchiaia, anzianità, inabilità); • indiretta se l’iscritto all’ente previdenziale alla data del decesso (avvenuta in attività di servizio) è in possesso di un’anzianità di servizio pari ad almeno15 anni, oppure di 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio.

A chi spetta la pensione superstiti INPS?

La pensione ai superstiti spetta: al coniuge, anche se separato; al coniuge separato, con addebito della colpa, solo se il Tribunale ha stabilito che ha diritto agli alimenti a carico del coniuge deceduto; al coniuge divorziato se: è titolare di assegno divorzile, non è passato a nuove nozze; la data di inizio del rapporto assicurativo dell’iscritto o del pensionato è anteriore alla data della sentenza di scioglimento o cessazione del matrimonio; non esiste coniuge superstite.

Inoltre la pensione spetta al coniuge divorziato anche se il deceduto aveva contratto nuovo matrimonio ed il nuovo coniuge è ancora in vita. In questo caso, il divorziato ha diritto al trattamento di pensione (Legge 74/1987), purché in possesso dei primi tre requisiti indicati nel precedente punto 3 ed abbia inoltre ottenuto una specifica sentenza da parte del Tribunale, che stabilisca le quote di pensione spettanti al coniuge superstite e al divorziato. Ai figli (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati dal precedente matrimonio dell’altro coniuge) nel caso in cui siano in una di queste condizioni:

  • abbiano meno di 18 anni;
  • abbiano tra 18 e 21 anni e frequentino una
  • scuola media superiore o un istituto professionale e siano a carico del genitore alla
  • data del decesso;
  • abbiano non oltre i 26 anni, frequentino un
  • corso legale di laurea e siano a carico del
  • genitore alla data del decesso;
  • siano inabili e carico del genitore.

Spetta anche ai genitori che abbiano un’età superiore ai 65 anni, a carico del defunto e, non titolari di pensione, a condizione che non esistano né coniuge né figli aventi diritto; Ai nipoti in linea retta minori e a carico dell’iscritto o del pensionato, anche se non formalmente affidati, così come stabilito dalla Corte Costituzionale con Sentenza n. 180/99; Ai fratelli celibi e alle sorelle nubili, a carico del defunto, inabili e non titolari di pensione, a condizione che non esistano né coniuge, né figli, né nipoti, né genitori aventi diritto.

Quando si può essere considerati inabili o a carico?

Per inabilità si intende l’assoluta impossibilità a svolgere una qualsiasi attività lavorativa, comprovata mediante certificato rilasciato dalla struttura sanitaria competente. Il “carico” si configura come uno stato di bisogno determinato dalla condizione di non autosufficienza economica e dal mantenimento abituale da parte del dante causa. Sono considerati a carico:

  • I figli ed equiparati maggiorenni studenti aventi un reddito che non supera l’importo del trattamento minimo maggiorato del 30%;
  • I figli maggiorenni inabili che hanno un reddito non superiore a quello richiesto dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale;
  • I figli maggiorenni inabili, titolari dell’indennità di accompagnamento, che hanno un reddito non superiore a quello richiesto dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento.

Come presentare domanda per la pensione ai superstiti?

La domanda per la concessione della pensione ai superstiti può essere presentata in qualsiasi momento successivo alla morte dell’iscritto o del pensionato. I ratei di pensione si prescrivono se non vengono riscossi entro dieci anni dal decesso, così come previsto dall’art. 2946 del Codice Civile.

Come si calcola la pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità?

L’importo della pensione spettante ai superstiti, rispetto a quella del titolare deceduto, viene liquidato secondo le seguenti aliquote percentuali:
• 60% al coniuge
• 80% al coniuge e un figlio
• 100% al coniuge e due o più figli
• 70% ad un figlio
• 80% a due figli
• 100% a tre o più figli
• 15% a ciascun genitore
• 15% a ciascun fratello/sorella

Si evidenzia che la legge n. 335/1995 di riforma del sistema pensionistico ha introdotto un limite alla cumulabilità tra trattamenti ai superstiti e redditi propri del beneficiario. Se il titolare di pensione ai superstiti percepisce altri redditi che superano un determinato importo il trattamento sarà ridotto: del 25% se il reddito supera di tre volte il trattamento minimo Inps; del 40% se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo Inps; del 50% se il reddito supera di cinque volte il trattamento minimo Inps. La riduzione, per una esplicita clausola di salvaguardia prevista dalla legge, è però applicata in modo da essere limitata alla parte di reddito personale che supera la fascia limite (3, 4 o 5 volte il minimo Inps) immediatamente precedente. Si precisa che il trattamento minimo INPS per il 2020 è di euro 515,07 mensili.

Ricordiamo infine che non costituiscono reddito: i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e loro eventuali anticipazioni; il reddito della casa di abitazione; le competenze arretrate soggette a tassazione separata; la pensione stessa di reversibilità e qualunque altra pensione di reversibilità di cui l’interessato sia titolare.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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