Pensione anticipata 2018 e precoci: ultime novità oggi 15 febbraio sui costi

Nella giornata di oggi continua il dibattito sui costi per eventuali modifiche all’attuale legge Fornero, dopo le parole di ieri di Tito Boeri che vi abbiamo riportato. Oggi 15 febbraio 2018 vi riportiamo il punto di vista di Orietta Armiliato, responsabile del gruppo Comitato Opzione Donna Social che ha aperto il dibattito tramite le sue considerazioni e ha ricordato l’esistenza del DDL 857 a firma Damiano, depositato ormai da quattro anni e che non ha mai visto luce.

Ultime notizie oggi 15 febbraio su pensione anticipata e precoci

Ecco le parole di Orietta Armiliato scritte sul gruppo, che vi riportiamo qui di seguito integralmente:

“A far chiarezza su alcune proposte programmatiche (proposte o trovate pubblicitarie?) entrando nel dettaglio economico è stato ieri proprio il detentore della “cassa” e dei “libri contabili” della previdenza e cioè il presidente dell’Inps prof. Tito Boeri che così si è espresso: “Abbiamo valutato anche la proposta di introdurre il requisito di 41 anni e quota 100 per i lavoratori dipendenti, 101 per gli autonomi: questa opzione avrebbe effetti sul debito pensionistico pari a circa 6 punti pil”.

Preso atto di quanto detto dal Presidente, a me viene naturale questa considerazione che voglio condividere con voi e sulla quale, apro il dibattito: è depositato da oltre quattro anni il ddl 857 a prima firma on. Cesare Damiano, un elaborato dell’ex ministro del Lavoro che prevede l’uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica e 35 anni di versamenti contributivi andando incontro ad una penalizzazione massima dell’8% decrescente di 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo dell’età pensionabile che è fissato fino ad un massimo di quattro anni. 

Per i lavoratori precoci, invece, si prevede l’uscita con Quota 41, ovvero dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di contributi effettivamente versati senza considerare l’età anagrafica e senza penalizzazioni. Non dimentichiamo che lo scorso anno a seguito della petizione lanciata a sostegno di questo disegno di legge, furono raccolte oltre 50.000 firme che furono consegnate alla Presidente della Camera dei Deputati On.le Laura Boldrini ma, nonostante tutto questo, nulla si è potuto nonostante un Governo targato PD del quale Damiano era, presso la Camera, Presidente della Commissione Lavoro.

Quindi ?? Siccome da persone mature ed edotte quali siamo abbiamo la consapevolezza che chi è preposto a governare il Paese (e questo vale per qualsiasi sigla) non ha come obiettivo primario nè il malcontento dei cittadini nè la soddisfazione di propri istinti malvagi, ognuno tragga le conclusioni che i dati di fatto oggettivi consentono, almeno su questo tema, di poter essere tratte”.

Insomma, le proposte di abolire la legge Fornero e modificare completamente il sistema delle pensioni in Italia si scontrano con l’impossibilità economica di essere realizzate. Voi cosa ne pensate? Come sempre aspettiamo i vostri pareri nei commenti qui sotto e se volete restare aggiornati con le ultime novità sulla Pensione anticipata 2018 tornate a trovarci ogni giorno su pensionipertutti e seguici su facebook!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

43 pensieri riguardo “Pensione anticipata 2018 e precoci: ultime novità oggi 15 febbraio sui costi

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    26 Febbraio 2018 in 18:17
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    Salvini dovrebbe farsi dare da Radio Padania la registrazione di una intervista fatta a Fornero 10/20 giorni prima di diventare ministro nel famigerato governo monti, nominato da napolitano senatore a vita e quindi come lo stesso mantenuto a vita. La domanda era: prof.ssa Fornero, secondo lei 40 anni di contributi previdenziali sono sufficienti per andare in pensione? – Risposta: sì, se la persona ne ha maturati almeno 20 (risposta di buon senso). Poi le lacrime e l’arroganza glaciale del nominato e mantenuto a vita. In ogni caso gli architetti della legge sulle pensioni (non solo Fornero, ma prima Amato Dini Sacconi) l’hanno fatta contro chi ha cominciato a lavorare presto, ho scritto lavorare non avere i contributi pagati da subito. Ci vogliono morti. E’ palese che il problema non è mandare in pensione le persone che (per fortuna e/o onestà) hanno i contributi versati per 41-42-43 anni e oltre, ma mandare chi magari a 60/65/70 anni arriva si e no ai 30 o 35 anni. Inoltre il famigerato metodo retributivo pensato per persone che avevano redditi bassi è stato generalizzato anche per i dirigenti. Per non parlare dei vitalizi, pensioni baby, insomma tutte quelle prestazioni previdenziali non giustificate dai versamenti contributivi….. Non è possibile che esistano trattamenti previdenziali mensili di 90.000, 45.000, 30.000, euro mensili (amato, dini, monti e i loro compagni di merende). Non solo, l’ INPS paga le pensioni sociali (anche a stranieri fittiziamente residenti in Italia), la cassa integrazione, la maternità, le indennità di accompagnamento e di disoccupazione). Bisognerebbe intervenire NON PER RISOLVERE TUTTO, ma sarebbe un segnale. Poi sarebbe interessante sapere a quanto ammonta negli anni passati l’evasione contributiva. Per far tornare i conti chi ha cominciato a lavorare a 15-16-17 anni (e ripeto se ha la fortuna di avere i contributi pagati) dal 1 gennaio 2019 deve aver pagato 43 anni e 3 mesi, nel 2021 43 anni e 6 mesi…. ecc. Addirittura se una persona pur avendo detti contributi, fino al 2016, se non aveva 62 anni veniva penalizzata dal’ 1 all’ 8%. Questa postilla sembra abrogata, probabilmente palesava troppo l’intento ultimo verso il pensionando, la sua eliminazione. Da slides trasmesse da porta a porta dell’artista Vespa, recentemente (sette/dieci giorni fa) lasciare andare i pensionandi con 41 anni di contributi, costerebbe € 3 / 4 miliardi l’anno. Il bonus mensile € 80,00, di renzi, non per tutti, la sua campagna elettorale per le elezioni europee, è costato e costa oltre € 11/12 miliardi di euro all’anno. Aggiungo: quanti miliardi hanno utilizzato monti, letta, renzi, gentiloni per “salvare” le banche

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    24 Febbraio 2018 in 10:09
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    BUON GIORNO Voglio rispondere a Adriano,io ho iniziato a lavorare a 15 anni ,i primi 2 me li anno fregati,allora partiamo da 17 anni, a 63 anni avrei 46 anni di contributi , chiedo, la mia quota sarebbe di 109?. Personalmente non mi sembra una soluzione giusta. Quota 100, oppure quota 41 ,con un tetto massimo di 65 anni, questa è una soluzione giusta per tutti. Le leggi devono essere semplici,cosi chiunque è in grado di calcolare quando va in pensione.

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    19 Febbraio 2018 in 4:44
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    Sono un precoce che finirà la naspi nel dicembre 2019…poi 5 mesi e dovrei riuscire ad andare in pensione…calcolando maggio 2020..Mi domandò se non riceverai risposta se devo continuare a versare i contributi volontari oltre il maggio a 41 anni e 5 mesi…oppure devo sospendere e aspettare la risposta INPS? ?Oppure continuare a pagarli oltre i 41 e 5 mesi finché non arriva la risposta INPS? ??e molto importante visto che dovrò pagare 1500 euro al mese ..Mi sa rispondere??

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      19 Febbraio 2018 in 19:10
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      Domani 20 febbraio ci saranno altri pagamenti per i precoci della prima tornata (domande entro il 15 luglio 2017). Ci sono novità per la liquidazione delle pensioni di quelli della seconda tornata (domande entro il 30 novembre 2017)? Un’impiegata dell’INPS mi ha detto che “saranno liquidate prossimamente”: non percependo alcun reddito dal 5 settembre 2017 mi piacerebbe avere un’idea del “prossimamente”… marzo? aprile? maggio?… Grazie!

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      • Erica Venditti
        20 Febbraio 2018 in 23:47
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        Al momento sono ancora in pagamento quelli della prima tornata, non credo prima di aprile maggio

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    17 Febbraio 2018 in 15:17
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    Quota 100 è accettabile. eliminare le posizioni organizzative negli uffici che non servono a niente e costano molto, così si possono creare nuovi posti di lavoro ai politici uno stipendio di 1.400 non trasmissibile agli eredi questo è il mio stipendio dopo 41 anni di servizio.e

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      17 Febbraio 2018 in 15:25
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      Integrazione messaggio: quota 100 non soggetta a nessun vincolo o penalizzazione . moderare alcuni stipendi che sono vertiginosi e scandalosi ci sono dipendenti che mesi prima di andare in pensione tramite raccomandazioni gli viene conferita la posizione organizzativa in un comune lo può fare il Sindaco con un decreto così se ne va in pensione con un aumento sistanzioso

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      21 Febbraio 2018 in 14:17
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      Si può fare un piano di “sopravvivenza” fino ad aprile maggio, l’importante è che liquidino! C’è sempre la spada di Damocle della copertura finanziaria. A questo punto mi sorgono 2 domande:
      1) nella peggiore delle ipotesi, se fosse esaurita la copertura finanziaria per il 2017, che succede alle domande che restano fuori? Passano automaticamente al 2018? Vengono conservati anche gli arretrati?
      2) versando 5 mesi di contributi volontari io potrei accedere alla Fornero: dato che i contributi devono essere versati entro il trimestre successivo a quello di competenza (per me il 31 marzo), se dovessi ricevere dopo il 31 marzo una risposta negativa per i precoci e dovessi slittare alla tornata del 2018 e la risposta alla domanda sugli arretrati fosse negativa, potrei pagare in aprile maggio i contributi mancanti o perderei anche il treno della Fornero?
      Sono dilemmi che tolgono il sonno…

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    17 Febbraio 2018 in 15:00
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    La quota 100 è una quota accettabile e non più di 40 anni di contributi .per sanare i debiti e create posti di lavoro eliminiamo le posizioni organizzative negli uffici che non servono a niente e costano tanto e ai politici un compenso di 1.400 euro quanto pren d o io dopo 41 anni di servizio e con qualifica di funzionario senza che sia trasmissibile agli eredi e i conti pubblicipotranno migliorare ci saranno meno delinquenti

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    17 Febbraio 2018 in 1:30
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    Se si é d’accordo sul fatto che, a parità
    dei posti di lavoro sia meglio far lavorare i giovani che gli anziani, si tratterebbe di governare la ripartizione dei soldi. Procedere rapidamente per la quota 100 e anche per la quota 41 altrimenti si perde la forza dei giovani che restano in “vacanza” o vanno all’ estero.

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    17 Febbraio 2018 in 1:29
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    Se si é d’accordo sul fatto che, a parità
    dei posti di lavoro sia meglio far lavorare i giovani che gli anziani, si tratterebbe di governare la ripartizione dei soldi. Procedere rapidamente per la quota 100 e anche per la quota 41 altrimenti si perde la forza dei giovani che restano in “vacanza” o vanno all’ estero.

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    16 Febbraio 2018 in 18:13
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    Buona sera Erica,io credo che le leggi siano state fatte(ho faranno) proprio per non farci capire nulla,basterebbe una sola legge uguale per tutti,(ripeto uguale per tutti). Per me quota 100 sarebbe la più giusta, un tetto massimo di 65 anni, una sola pensione, senza vitalizio o altro. La cifra della pensione sarà in basse ai contributi versati, almeno in questo modo un povero cristo sa quando va in pensione. Cosa ne pensi? Grazie.

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    16 Febbraio 2018 in 17:44
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    Buona sera Erica, io credo che il sistema sia fatto proprio per non farci capire nulla, basterebbe una sola legge per tutti uguale ,( ripeto) PER TUTTI UGUALE. Da parte mia quota 100 è la più giusta , senza nessun limite e nessun vincolo, e la cifra da riscuotere per quello che ha versato come contributi, una sola pensione, senza vitalizzi o altro,se non si arriva alla quota 100, un tetto massimo, 65 anni. Cosa ne pensi? Grazie.

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 21:27
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      Quindi lei propone quota 100 come somma d età e contributi per chi ha i contributi senza limite d età…oppure pensione a 65 anni indipendentemente dagli anni di contributi versati con pensione pari ai contributi versati? Ho capito bene?

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        17 Febbraio 2018 in 9:56
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        Buon giorno Si capito bene,grazie per avermi risposto.

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    16 Febbraio 2018 in 14:46
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    Sono un lavoratore precoce e ho 41 anni di contributi ho fatto domanda per andare in pensione mi hanno risposto che devo prima finire di usufruire la naspi e poi andare in pensione è così la legge . Sono un lavoratore edile

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 21:30
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      Deve aver terminato gli ammortizzatori sociali da almeno tre mesi prima di poter fare domanda.

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    16 Febbraio 2018 in 13:16
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    a me sembra tutta una presa in giro, mi spiego:
    da una parte stà passando il concetto che si deve andare in pensione più vecchi anche se con meno anni di lavoro (vedi APE SOCIAL, ECC.);
    da un’altra si mandano in pensione prima e con meno anni di servizio (41) chi già ci andrebbe giovane perché precoce;
    tutto questo non ha alcun senso!
    Inoltre, l’aumentare l’età pensionabile fino a 42 ed oltre, non sta facendo altro che rimandare il problema che comunque si presenterà tra qualche anno con in più il problema del mancato turn over e aumento della disoccupazione giovanile.
    ci sarebbe da dire molto..ma lasciamo perdere. buona giornata a tutti

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    16 Febbraio 2018 in 12:41
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    Buon giorno,
    sono un dipendente del credito con 35 anni di anzianità e 59 anni di età.
    ho iniziato a lavorare già alla tenera età di 14 anni (al tempo era”permesso, meno che non ti pagassero in contributi) per i motivi in parentesi, mi ritrovo a dover subire le “novità” della legge manti/fornero, ed invece di poter conseguire la pensione già adesso mi toccherà aspettare fino al maggio 2027 alla “TENERA ETA”‘ DI 68 ANNI.
    Oltre la fregatura anche la beffa, dovuta dagli scivoli per esubero dipendenti che sta intraprendendo il mio istituto, a cui non potrò aderire in quanto troppo lontano dall’ agognato traguardo.
    quest’anno ci saranno le elezioni dove tutti promettono qualcosa sulle pensione ,speriamo che non siano le solite “sole”
    comunque abbiamo un arma per poter far cambiare la legge.
    Meditate gente !!!
    fausto

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 12:50
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      Il dramma dei precoci che non hanno alle spalle tutti i contributi versati è comune a molti suoi colleghi purtroppo, in tanti effettivamente si ritroveranno non solo ad aver versato 41/42 anni di contributi ma ad averne lavorati effettivamente anche 44/45.

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    16 Febbraio 2018 in 9:36
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    Salve, sono nata nel 1956 ho 62 anni nel 2019 avrò maturato 29 anni di contributi più credo un anno per la maternità di 2 figli, e vorrei andare in pensione al più presto, l’unica via d’uscita a quanto pare sarebbe l’Ape volontaria, sempre che non sarà tanto penalizzante , lavoro nella P.A. e vorrei godermi, quel pò di salute che mi è rimasta io i contributi li ho versati e purtroppo dovrò pagare il mutuo sull’anticipo c’è chi non li ha versati e prende la pensione e anche il vitalizio tanto ci sono i fessi che che continuano a pagare questa è la politica italiana, a tutto questo, Lei pensa che io ci potrei rientrare?.Grazie per la risposta mara

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 12:34
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      E’ possibile richiedere l’APE Volontaria sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi che abbiano i seguenti requisiti: 63 anni di età nel 2018 o i 63 anni e 5 mesi nel 2019 con almeno 20 anni di contributi maturati. Per i lavoratori nati dopo il 1956 quindi per il momento bisogna attendere, aspettando le prossime proroghe dell’APE. Non mi ha detto il mese di nascita, ma per l’anno mi pare che dovrebbe rientrarci, per i contributi ne bastano 20. Provi ad informarsi se le conviene, i requisiti mi sembrano in linea. Saluti e ci faccia sapere.

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      26 Febbraio 2018 in 18:21
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      Preg.ma Erika, mi sembra che Lei sia l’unica persona, che ha ben presente come venivano considerati in passato i contributi previdenziali.

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    16 Febbraio 2018 in 6:53
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    Io mi domando ma questi economisti che si preoccupano di quanto costa eliminare la legge tornerò perché non l’hanno fatto 30 anni fa invece hanno mandato in pensione gente con 15 anni di lavoro . Allora faceva comodo praticamente pagavano per assicurarsi il voto , e adesso visto che siamo entrati nell”euro e non comandano più loro fanno pagare il conto a chi non può ribellarsi perché loro che sono al potere continuano ad avere tutti i loro privilegi a discapito nostro

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    15 Febbraio 2018 in 19:13
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    ma una persona che ha 60 anni e 40 anni di contributi e lavorato sempre in turni di lavoro in impianto chimico, non è sufficiente per godersi un po’ di pensione? ( più che meritata e sudata)!,,

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 12:39
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      Se passasse la quota 100 come somma di anni d’età anagrafica e contributiva la sua richiesta sarebbe soddisfatta, e non solo la sua. Mi pare sia un desiderio di molti.Temo però che se anche passasse la proposta quota 100 con buona probabilità verrebbero inseriti limiti minimi di età e contributi, che potrebbero dunque tagliare fuori molti lavoratori, spero di sbagliarmi. Non ci resta che attendere per comprendere chi salirà al Governo e soprattutto per vedere quali promesse elettorali diverranno poi propose concrete.

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    15 Febbraio 2018 in 18:48
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    Io aspetto ancora la lettera dell’Inps. Ormai sono 42. Anni e 8 mesi. Per fortuna dovevo andare il 1 maggio del 2017. Invece mi sa che vado il 1 maggio 2018 con 42 anni e 10 mesi .

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    • Erica Venditti
      16 Febbraio 2018 in 12:46
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      Giuseppe come mai? Ha fatto domanda entro il 15/7 e non ha ancora ricevuto nemmeno la risposta che accerta i suoi requisiti: “Si diritto se rientra tra gli ammessi” ? Se così fosse Le consiglierei di informarsi presso l’Inps di competenza perché, comprendo i ritardi nella liquidazione che sta variando da città in città, ma almeno la risposta sui requisiti avrebbe dovuto riceverla da tempo. E’ certo di aver presentato tutti i documenti? Ci aggiorni.

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        16 Febbraio 2018 in 13:49
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        Ho presentato tutto prima del 15/7/2017, poi visto che Boeri ha cambiato tutto ho ripresentato la domanda con altra documentazione della ditta in più come richiesta. Al 11/10/2017 mi dice che è stata accettata la prima istanza e se allora si legge solo verifica verifica. Io al 1 maggio vado in pensione normalmente senza usufruire dei precoci usuranti. 42 anni e 10 mesi.

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    15 Febbraio 2018 in 18:47
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    Perche io avendo fatto 8 anni di lavoro notturno fisso ma non nei ultimi 10 anni non mi viene riconosciuto un minimo di lavoro usurante comunque nella mia vita lavorativa li ho fatti questi 8 anni una legge assurda contino quante notti sono 8 anni consecutivi grazie

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    15 Febbraio 2018 in 15:55
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    mah ..dopo 40 anni ininterrotti di lavoro qualsiasi mansione diventa usurante ..quindi non dico andrebbe stravolto l impianto delle pensioni cosi come sono oggi ma reso giustizia a chi ha gia dato ..anche la burla dei precoci ..41 solo se sono disoccupato ..va beh mi licenzieró per poter rientrarci ..ripeto 40 sono tanti e tanti non.arriveranno mai a quel numero quindi bastano e avanzano ..

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      16 Febbraio 2018 in 7:47
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      Sig. Marco mi permetto di risponderle perché come tanti io sono vittima di questa che per il momento è infatti solo una burla. Ho 58 anni, ho perso il lavoro 4 anni fa, sono rientrato nella 41. Sto ancora versando i contributi volontari perché seppur di diritto ad avere la pensione da maggio 2017 ancora non è arrivato nulla. Almeno lei, anche se quello che dice sul fatto che 40 anni sono usuranti, ed ha ragione. Lavora e percepisce uno stipendio. Io il lavoro lo ho perso per colpa della crisi, e dopo la mobilità, non ho più visto un euro. È un anno che vivo sulle spalle di mia moglie. Faccia di necessità virtù, stringa i denti e mantenga il lavoro, perché grazie a questa bidonata chiamata 41, io dopo il lavoro sto perdendo anche la dignità.

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    15 Febbraio 2018 in 15:14
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    Ci credono fessi anche in prossimità delle elezioni non è assolutamente possibile solo in Italia un lavoratore sa quando inizia a lavorare ma non saprà più la data di pensionamento grazie alla aspettativa di vita ai giovani quasi tutti diplomati e laureati chi gli spiega per quale motivazione dovranno versare 45 anni di contributi per godere la pensione al massimo 15 anni ????? Ora si cambia dicono i gazzebisti nei mercati rionali in queste settimane peccato che tutti e dico tutti partiti hanno votato la legge Fornero in pochi giorni
    Bisogna andare e calcolare la pensione sui contributi versati stop vitalizi e altre forme di assistenza gratis a o versi o sei fuori .

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    15 Febbraio 2018 in 14:50
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    Quello che mi lascia basito e sconcertato è la promessa elettorale di berlusca mille € alle pensioni minime ? Come un operaio che ha contribuito con 43 anni di lavoro?? E questa sarebbe giustizia pensionistica ? Le pensioni si devono calcolare sui contributi versati non sulle effimere promesse elettorali.

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      17 Febbraio 2018 in 10:47
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      Volevo rispondere a Vincenzo io non sono un leghista ma so per certo che la lega non votò la legge Monti fornero . Tengo a precisare che sono stato penalizzato anch’io da quella legge perqui io sono propenso per la quota 100 perché secondo me sono sufficienti 40 anni di contributi versati ( io ne farò 42 a fine anno ) le risorse per questa formula ci sono basta tirarli fuori e non sprecare per niente .

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    15 Febbraio 2018 in 13:18
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    Buon giorno, volevo sapere per noi che viviamo all’estero possiamo richiedere la forma pensionistica la Rita? Ho 62anni e 30 di contributi. O non ci considerano? Grazie aspetto una vostra risposta.

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    15 Febbraio 2018 in 12:30
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    Io credo, che i soldi ci sono, così come non ci possono essere. Il punto è, di come si vogliono impegnare le risorse, di come si vogliono evitare gli sprechi, di come si pensa di recuperare le tasse non pagate.
    Separando l’assistenza dalla previdenza, significa rendere più stabile il sistema pensionistico.
    Insomma, io credo che non devono essere i soli pensionati a reggere il bilancio dello stato, anche perchè i conti di bilancio e i punti di pil si fanno sempre sulle spalle dei pensionati.
    Appunto, spetta al governo in carica stabilire le priorità, che è proprio dalle priorità che si va verso la sostenibilità del sistema o meno.

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    15 Febbraio 2018 in 12:10
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    è inaccettabile che ognuno spari cifre in miliardi di euro senza mai dettagliare i costi effettivi. Nessuno spiega chiaramente quanti nuovi collocati a riposo ogni anno e quanto costano con la legge attuale, quanti cittadini pensionati muoiono e quante pensioni non vengono più pagate. Ognuno dice le cifre che vuole ma proprio l’inps ha sempre dato i numeri visto il problema esodati che ha generato

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    15 Febbraio 2018 in 11:56
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    Guardi io sono straconvinto di una cosa. Non è assolutamente giusto che i cittadini debbano pagare questi ritardi pensionistici a causa di anni di mala gestione da parte della classe politica. Deve giungere finalmente l’ora che qualcuno prenda la questione in mano.
    Una soluzione potrebbe essere quella della quota 100 a partire dai 63 anni (aumentando 1 anno quella di Damiano) chiedendo al lavoratore quel piccolo contributo e anche la partecipazione dell’azienda nel caso di lavoratore occupato. La stessa ne trarrebbe anche un beneficio considerando la sostituzione, se necessaria, con un giovane che sicuramente ha un costo di gran lunga minore, andando incontro ai nostri figli. Nel caso dei disoccupati rivedere l’Ape volontario per dimezzare almeno la rata ventennale (se impossibile altre soluzioni).

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    • Erica Venditti
      15 Febbraio 2018 in 14:37
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      Ma Ariano i precoci ne sarebbero tagliati fuori, intendo dalla sua proposta, nessuna di loro ha 63 anni. Il punto è proprio questo confidano infatti nella quota 100 come somma di anni d’età e contributi senza limiti anagrafici oppure nella quota 41 di contributi senza limiti d’età.

      Rispondi
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    15 Febbraio 2018 in 11:47
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    I soldi si prendono dai chi effettivamente prende una pensione d’oro senza aver versati i contributi come noi lavoratori.

    Rispondi

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