Le ultime notizie di oggi 19 maggio 2018 sulla pensione anticipata arrivano dalle dichiarazioni di Elsa Fornero e Cesare Damiano su quella che dovrebbe essere la prossima riforma del sistema pensionistico. Lega e Movimento 5 stelle hanno presentato il loro programma che prevede l’abolizione della Fornero grazie all’introduzione della quota 100. Sono molti i dubbi espressi nelle ultime ore sulla possibilità di questa manovra, e tra gli esponenti di spicco che hanno parlato ecco le parole di due ex ministri del lavoro: Cesare Damiano ed Elsa Fornero.
Pensione anticipata ultim’ora: Elsa Fornero contro quota 100
In una intervista al Corriere della Sera, Elsa Fornero ha spiegato che superare la sua riforma: ““É una scelta che rischia di vanificare i sacrifici che sono stati fatti in questi anni da molti lavoratori e rischia anche di vanificare le aspettative delle persone, che avevano anche cambiato i loro piani di vita. Oltretutto, se rispetto a questa quota 100 si continua con un pagamento che è sostanzialmente basato su formula retributiva, quindi senza alcun disincentivo a continuare il lavoro ma con incentivi a uscire perché queste quote sono una riedizione della pensione di anzianità”.
Così l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero sulla proposta di Lega e M5S che vogliono superare la sua riforma delle pensioni e puntano alla quota cento, il valore determinato dalla somma dell’età anagrafica e l’anzianità contributiva. “Questa decisione mi sembra trascuri completamente l’onere che viene messo a carico delle generazioni future”, ha concluso. Di seguito ecco il video integrale dell’Intervista:
Ultime novità Pensione anticipata oggi 19 maggio: parla Cesare Damiano
Riportiamo infine anche la parole rilasciate all’ANSA da Cesare Damiano, a proposito della nuova riforma delle Pensioni prevista nel programma di Lega e 5 stelle: “Il programmo in corso di elaborazione da parte di Lega e 5 Stelle, se andrà in porto, creerà molti problemi sul tema della collocazione internazionale dell’Italia, del rapporto con l’Europa e sulla tenuta dei conti. Sulle pensioni, ad esempio, si prevede uno stanziamento di 5 miliardi di euro con i quali si dovrebbero realizzare ‘Quota 100’ e l’andata in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età”.
Damiano poi continua facendo i conti sulle coperture necessarie e spiegando come mancano i soldi: “Tutti obiettivi che condivido, ma per i quali non c’erano e non ci sono le coperture finanziarie. Si tratta di 5 miliardi all’anno o è una tantum? Se la Ragioneria e l’Inps ripropongono gli stessi conti che hanno presentato a noi quando chiedevamo questi stessi obiettivi nella passata legislatura, la distanza è di 1 a 10. Infatti, per i primi 3 anni l’Inps stimò un costo di 8,5 miliardi all’anno (per i 41 anni di contributi e per la pensione a partire dai 62 anni con la penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto a 66), che decresceva a 4 miliardi per gli anni successivi. Poiché le coperture si proiettano nei 10 anni, il totale, solo per queste rivendicazioni, ammonta a oltre 53 miliardi nel decennio. Appunto 5 miliardi ma, mediamente, per ogni anno”. “Tutta la Commissione Lavoro della Camera, unitariamente, sostenne la proposta, ma i costi elevati non consentirono di arrivare, se non parzialmente con l’Ape, al traguardo.
