Di Maio

Pensione anticipata 2019 ultime novità da Di Maio sul decreto per Quota 100

Il decreto sulle pensioni anticipate e sull’uscita grazie a quota 100 dovrebbe arrivare entro il mese di Gennaio. A ribadirlo è stato il vice Premier Di Maio che nella trasmissione Stasera Italia ha rassicurato tutti sui tempi della manovra.

Nonostante quindi il decreto debba ancora esser approvato e si debba poi attendere le circolari INPS, secondo Di Maio entro fine mese tutto sarà pronto, ed in ogni caso la domanda avrà effetto retroattivo e quindi non ci saranno problemi.

Ultime novità Pensioni anticipate 2019: Di Maio su quota 100

Le ultime novità sulle pensioni arrivano quindi proprio dalla voce di DI Maio che a Stasera Italia su Rete 4 ha ribadito che “Gennaio è il mese in cui faremo il decreto per istituire il Reddito di cittadinanza, per aumentare le pensioni minime a 780 euro, incluse le pensioni d’invalidità per chi è in difficoltà e Quota 100 per superare la Fornero”.

Poi ha trovato parole anche per la polemica sul taglio delle pensioni, ricordando che ” E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019“.

Pensioni anticipate oggi: Durigon contro la CGIL

Nella giornata di ieri vi abbiamo riportato le parole della CGIl, non soddisfatta delle misure del Governo e critica sulle pensioni anticipate. Non si è fatta attendere la risposta di Claudio Durigon che ha subito risposto in una intervista a quanto detto dai sindacati che hanno definito la quota 100 una “misura previdenziale temporanea”.

Durigon ha dichiarato: “Con quota 100 diamo la possibilità a 350 mila persone di andare in pensione quest’anno e a 800 mila nel triennio: dai sindacati mi aspetto una posizione ben diversa. Diamo una prima picconata alla legge Fornero ma la Cgil sa per certo che cancellarla totalmente avrebbe avuto un costo troppo elevato. Con i governi precedenti i sindacati hanno fatto l’accordo per l’Ape social che costa 1,8 miliardi; noi mettiamo sul piatto 21 miliardi”.

Pensioni anticipate ultime news: Armiliato su quota 100 e Opzione Donna

Anche Orietta Armiliato, fondatrice del gruppo facebook Comitato Opzione Donna Social è tornata a parlare di pensioni anticipate e di quota 100 e in un post ha scritto: “I fondi allocati per realizzare il Reddito di Cittadinanza e/o le misure pensionistiche annunciate, NON SONO BLINDATI ma possono essere all’occorrenza utilizzati fra questi provvedimenti, con il concetto dei vasi comunicanti . È necessario sottolineare che, mentre Quota 100 va in direzione del cancellare/superare la legge Monti/Fornero, così come sbandierato dalle forze componenti la maggioranza di Governo, la misura dell’Opzione Donna invece non ottempererebbe a questo scopo, poiché la Monti/Fornero l’aveva già salvaguardata lasciandola attiva dunque, creerebbe flessibilità nel sistema ed avallerebbe credibilità politica ma, rappresentando una nicchia di lavoratori ancorché donne viene considerato, nostro malgrado, come un provvedimento di nicchia e non certo come misura cardine.

Quindi va da se che, se sarà necessario sacrificarlo rispetto ai tempi di attuazione delle altre misure, non ci sarà nessuno che si opporrà per garantirne l’immediatezza. Concludendo: questo Governo ha già dato prova di non tenere in debito conto la platea femminile proponendo misure come Quota 100 difficilmente applicabili alla storia contributiva delle donne, non includendo il riconoscimento del lavoro di cura o il cumulo contributivo gratuito per le categorie di lavoratori oggi esclusi in primis le donne solo per citarne alcune e dunque non ci dobbiamo stupire se rimanderà a Giugno il decreto legge che deve sancire un proroga anzi una mini-proroga come parrebbe dalle ultime dichiarazioni, dell’Istituto dell’Opzione Donna”.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

9 commenti su “Pensione anticipata 2019 ultime novità da Di Maio sul decreto per Quota 100

    Giuseppe C.

    (7 Gennaio 2019 - 15:00)

    Posso sbagliare ma, un mio amico, sindacalista, tempo fa, mi diceva che, con la legge Fornero, dopo aver raggiunto “tot” anni di anzianità, i versamenti contributivi non concorrevano più a far salire l’importo del futuro assegno pensionistico, pur continuando ad essere trattenuti sullo stipendio e che, per questo motivo, alcuni Sindacati volevano fare ricorso: ciò risulta esatto?
    Se così fosse, “quali contributi in meno”, per gli anni di “anticipo” di pensionamento di quota 100 rispetto alla legge Fornero, farebbero ridurre l’assegno della pensione percepito con quota 100, se con la legge Fornero, dopo una certa anzianità, questi versamenti non concorrevano più, nonostante fossero effettuati, a far salire l’assegno stesso?

    Giuseppe C.

    (6 Gennaio 2019 - 3:31)

    E, con riferimento all’altro mio commento sul taglio alla rivalutazione della mia pensione per il 2019, preciso che TALI TAGLI ALLA RIVALUTAZIONE NON DURERANNO SOLO TRE ANNI MA SI TRASCINERANNO PER SEMPRE, VITA NATURAL DURANTE, EVENTUALE REVERSIBILITA’ COMPRESA!

    Giuseppe C.

    (6 Gennaio 2019 - 3:16)

    Leggo che l’Onorevole Di Maio dichiara: ” … E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019… “.
    SI, MA MINORE DEL DOVUTO!
    LA MIA PENSIONE “NON D’ORO”, DAL 2018 (1699,75 LORDI E 1326,23 NETTI) A GENNAIO 2019 E’ PASSATA A 1718,25 LORDI E 1345,18 NETTI: LA RIVALUTAZIONE MI E’ STATA TAGLIATA, NON HO AVUTO LA RIVALUTAZIONE DELL’1,1 MA DELL’1,088. E, COME LEGGO, E’ MOMENTANEAMENTE SUPERIORE A QUANTO POI VERRA’ CONGUAGLIATO ULTERIORMENTE IN MENO CON LE NUOVE REGOLE DEL GOVERNO GIALLOVERDE, CHE L’INPS NON HA ANCORA AVUTO IL TEMPO DI APPLICARE E LO FARA’ A CONGUAGLIO NEI MESI SUCCESSIVI. QUINDI, L’AUMENTO, LO HA AVUTO MENO DEL DOVUTO!
    QUINDI L’AUMENTO “SBANDIERATO” DALL’ONOREVOLE DI MAIO PER LE PENSIONI “NON D’ORO” E’ PER ORA INFERIORE ALL’1,1 DELL’INFLAZIONE E, POI, CON LE REGOLE DEL SUO GOVERNO, VERRA’ CONGUAGLIATO ANCOR PIU’ IN MENO, COME I SITI DI PREVIDENZA TUTTI RIPORTANO! TAGLIATE PENSIONI DA 1300 EURO CIRCA NETTI!

    Giuseppe C.

    (6 Gennaio 2019 - 3:12)

    Leggo che l’Onorevole Di Maio dichiara: ” … E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019… “.
    NON MI RISULTA: LA MIA PENSIONE “NON D’ORO”, DAL 2018 (1699,75 LORDI E 1326,23 NETTI) A GENNAIO 2019 E’ PASSATA A 1718,25 LORDI E 1345,18 NETTI: LA RIVALUTAZIONE MI E’ STATA TAGLIATA, NON HO AVUTO LA RIVALUTAZIONE DELL’1,1 MA DELL’1,088. E, COME LEGGO, E’ MOMENTANEAMENTE SUPERIORE A QUANTO POI VERRA’ CONGUAGLIATO ULTERIORMENTE IN MENO CON LE NUOVE REGOLE DEL GOVERNO GIALLOVERDE, CHE L’INPS NON HA ANCORA AVUTO IL TEMPO DI APPLICARE E LO FARA’ A CONGUAGLIO NEI MESI SUCCESSIVI. QUINDI, L’AUMENTO, LO HA AVUTO MENO DEL DOVUTO!
    QUINDI L’AUMENTO “SBANDIERATO” DALL’ONOREVOLE DI MAIO PER LE PENSIONI “NON D’ORO” E’ PER ORA INFERIORE ALL’1,1 DELL’INFLAZIONE E, POI, CON LE REGOLE DEL SUO GOVERNO, VERRA’ CONGUAGLIATO ANCOR PIU’ IN MENO, COME I SITI DI PREVIDENZA TUTTI RIPORTANO! TAGLIATE PENSIONI DA 1300 EURO CIRCA NETTI!

    Giuseppe C.

    (5 Gennaio 2019 - 15:08)

    TFS con prestito bancario? Ci prestano i nostri soldi?
    Riguardo al diritto al TFS subito e allo scongelamento del “congelamento” temporaneo effettuato dalla legge Fornero, quella che si dichiarava di “abolire”:
    Leggo che l’Esecutivo stia lavorando a quota 100 e allo scongelamento del TFS per gli statali con una ipotesi che coinvolga l’Associazione Bancaria Italiana con un accordo per scongelare il TFS, ora “congelato” per sei, dodici o ventiquattro mesi e permettere ai pensionati con quota 100 (istituto da non chiamare, peraltro, “pensionamento anticipato” se doveva sostituire quello derivante da una legge da “abolire”) di ottenerlo (come, secondo me, sarebbe loro normale diritto) “subito al pensionamento”, invece che secondo il tipo di uscita o importo del TFS: la proposta, se ho ben capito quanto leggo, sarebbe quella di accedere ad un prestito bancario da restituire in cinque anni con interessi a carico dello Stato!!!
    Ma vogliamo scherzare od ho capito male quanto letto?
    Eventuale scherzo 1): Io, per avere la “restituzione dei miei soldi” che (perlomeno da parte dei privati, prima che la gestione del TFR fosse devoluta all’INPS) dovevano essere “accantonati” e vincolati, e, quindi, non usati per altro, fino al mio pensionamento (o licenziamento) e poi “restituitimi subito”, dovrei chiedere un prestito bancario?
    Eventuale scherzo 2): “Da restituire in cinque anni”? Immagino non da me, ma da parte del datore di lavoro, ovvero lo Stato!
    Eventuale scherzo 3): “Con interessi a carico dello Stato”? Ovvero della fiscalità generale? Ovvero dei cittadini e contribuenti e, di riflesso, anche dei pensionandi stessi in questione? Soldi relativi ad interessi, quindi, anche a “nostro” carico perché occorre scongelare qualcosa che “ci” spetterebbe subito e, quindi, che doveva “in qualsiasi momento” essere tenuta a nostra disposizione perché “soldi di noi lavoratori” da “restituire” subito al pensionamento o licenziamento?
    Eventuale scherzo 4): Nel frattempo che si continua, come posso sbagliare ma questa impressione ricevo, a far cassa sui pensionati, permangono 110 miliardi di evasione fiscale!
    Non ho parole. Sono esterrefatto.

    Renato

    (4 Gennaio 2019 - 21:18)

    Stop dell’AdV da SUBITO e senza FINESTRE .Gente che iniziato come mè a 14/15/16 anni si è rovinata la schiena nelle fabbriche in giovanissima età con un fisico ancora ” tenero ” , e ora a soli 58 anni e 42,6 mesi di lavoro le conseguenze le sento ogni mattina quando mi alzo dal letto alle 06,20 con la schiena e le articolazioni che scricchiolano . mettere per noi le FINESTRE è un vero e proprio DELITTO . DURIGON …… SUBITO E SENZA FINESTRE.

    Giuseppe C.

    (4 Gennaio 2019 - 19:09)

    ONOREVOLE DI MAIO, E’ FALSO QUANTO DA ME LETTO, E CHE RIPORTO, SECONDO LEI?
    A Gennaio scatterà l’aumento degli assegni previdenziali INPS alla variazione dell’inflazione dell’1,1%, non usando, però, il meccanismo contenuto nella legge di bilancio ma quello della legge 388/2000. Con la circolare INPS 122/2018, pubblicata il 27 dicembre si precisava che, in previsione dell’entrata in vigore della legge di bilancio per l’anno 2019, gli incrementi per il 2019 descritti nella circolare suddetta, avrebbero potuto subire variazioni e le eventuali modifiche sarebbero state comunicate successivamente. Quindi, probabilmente, i pensionati con un assegno superiore a tre volte il minimo, riceveranno un assegno di valore provvisorio che, poi, probabilmente, sarà conguagliato non prima di marzo. Comunque sia le pensioni oltre 1522,26 euro LORDI subiranno un taglio nella rivalutazione, TAGLIO crescente a seconda dell’importo.
    1.522,27 euro lordi, FORSE 1200 NETTI?, AVRANNO UN TAGLIO: SONO “PENSIONI D’ORO”, O “DI PRIVILEGIO” (COME LEI AMA DEFINIRE PENSIONI LEGITTIMAMENTE ACQUISITE CON LE STESSE REGOLE DI TUTTE LE ALTRE E DELLO STATO ITALIANO)?

    Giuseppe C.

    (4 Gennaio 2019 - 18:46)

    Leggo: “… ” E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019…”.
    NON E’ FALSO, PERCHE’ LE “PENSIONI D’ORO”, O DI “PRIVILEGIO” COME “A SUO INSINDACABILE GIUDIZIO” RINOMINATE DAL MINISTRO DEL LAVORO, SONO INVECE PENSIONI NORMALI CHE SONO STATE LEGITTIMAMENTE PERCEPITE CON GLI STESSI CRITERI PREVISTI PER LEGGE, COME QUELLE PIU’ BASSE E, QUINDI, NON E’ FALSO, ANCHE IN QUESTO CASO, PARLARE DI TAGLI ALLE PENSIONI.
    SEMMAI E’ PREOCCUPANTE CHE, COSTITUENDO UN PRECEDENTE PER TALE IMPORTO, PER ESSERE COSTITUZIONALE LA “MANOVRA” DI TAGLIO, SI DOVRANNO POI TAGLIARE ANCHE TUTTE LE ALTRE, ANCHE QUELLE DI IMPORTO PIU’ BASSO, COME PERALTRO COERENTE: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.
    INFATTI, LADDOVE SI DICHIARA: ” Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019…” SEMBREREBBE CHE COSI’ NON SIA, PERCHE’ L’AUMENTO LO AVRANNO, SOPRA 1522,27 EURO LORDE, TAGLIATO ANCHE LORO: INFATTI LEGGO CHE LA CIRCOLARE INPS 122/2018 PREVEDE IL TASSO D’INFLAZIONE ALL’1,1%, COME ANTICIPATO CON DECRETO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA IL 16 NOVEMBRE 2018. I PRIMI MESI DEL 2019 LE PENSIONI QUINDI, FORSE SARANNO EROGATE RIVALUTATE DELL’1,1%, PER I PRIMI MESI MA, POI, FORSE A PARTIRE DA MARZO, SI FARA’ IL CONGUAGLIO CHE LE TAGLIERA’ SE SUPERIORI A 1522,27 EURO LORDI, A SECONDA DELL’IMPORTO.
    QUINDI ANCHE LE PENSIONI, SECONDO IL CRITERIO DEL MINISTRO DEL LAVORO, “NON D’ORO” VERRANNO, CONTRARIAMENTE A QUANTO ASSERISCE, SE VERO QUANTO LEGGO, TAGLIATE NELLA RIVALUTAZIONE A SECONDA DEL LORO IMPORTO!

    MMZ

    (4 Gennaio 2019 - 13:11)

    A proposito della quota 100, ieri il sottosegretario Durigon ha fornito un paio di precisazioni piuttosto importanti che ci si augura possano essere confermate nell’imminente decreto e cioè: stop all’incremento dei 5 mesi ADV con effetto retroattivo visto che è già in vigore e avvio delle pensioni per la PA a decorrere da luglio 2019 e non più da ottobre come da più parti si vociferava – se così fosse, sarebbero interessanti segnali positivi.

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