Pensione anticipata 2020 novità da CISL: Ganga commenta il rapporto INPS

Sulle pensioni anticipate le ultime novità di oggi 19 aprile 2020 arrivano dal segretario confederale della CISL Ignazio Ganga, che in una nota pubblicata sul sito ufficiale cisl.it commenta i dati rilasciati dall’INPS nell’ultimo rapporto sui flussi di pensionamento. Ecco le sue considerazioni, e poi quelle dell’ex Prefetto di Firenze che torna a parlare di MES e pensioni, ricordando la situazione che si creò in Grecia.

Ultime novità Pensioni anticipate, Ganga (CISL) fa il punto

L’Inps nel “Rapporto sui flussi di pensionamento” pubblicato oggi fa sapere che il numero delle pensioni anticipate dei lavoratori dipendenti è passato dalle 18.471 del primo trimestre 2019 alle 34.687 del primo trimestre 2020. Questo dato non ci stupisce, dal momento che nel frattempo è entrata in vigore la pensione con quota 100” che, però ha cominciato ad essere liquidata dal 1 aprile 2019 e solo per il settore privato”.

Così parla Ignazio Ganga della CISL che poi continua: “Sono invece interessanti per noi altri dati, ad esempio che nel primo trimestre 2020 sono 11.130 le donne hanno ottenuto la pensione anticipata a fronte di 23.557 maschi, cioè le donne sono il 32% del totale mentre per le pensioni di vecchiaia nello stesso periodo la percentuale è del 50% (su 16.366, 8.072 le pensioni per le donne e 8.294 per gli uomini), confermando così ancora una volta quanto sia difficile per le donne accedere alla pensione anticipata per la quale sono chiesti più contributi e carriere più costanti e motivando ulteriormente la nostra idea della necessità di forme compensative per i requisiti a pensione come quello dello scomputo di anno per figlio.

Colpisce, piuttosto, il dato complessivo sulle pensioni di vecchiaia più che raddoppiate. Le stesse sono passate da 7.224 del primo trimestre 2019 a 16.366 dello stesso periodo nel 2020 benché i requisiti anagrafici e contributivi siano rimasti gli stessi (67 anni e 20 anni di contributi). Qui le motivazioni possono essere legate solo all’andamento demografico del Paese. In ogni caso, non c’è dubbio che le pensioni rimangono un elemento fondamentale del sistema sociale del paese e tanto più lo saranno nel futuro, pertanto pur nella complessità del momento, non dovranno diventare oggetto di scambio nè essere considerate solo costo come è purtroppo avvenuto nel passato, ma piuttosto dovranno essere rafforzate per far fronte alle esigenze di protezione sociale sempre più pressanti”.

Pensioni anticipate, ultime novità sul MES e gli scenari possibili

In un articolo su FirenzePost.it Paolo Padoin spiega cosa successe in Grecia negli anni scorsi riprendendo un pezzo di articolo di Tino Oldani apparso su Italia Oggi : Viene evidenziato come i precedenti non facciano ben sperare in caso l’Italia ricorra al MES: “In quell’occasione la Troika (Commissione Ue, Bce e Fmi) affidò al Mes, guidato allora come oggi dal falco tedesco Klaus Regling, il compito di stabilire le rigorose condizionalità necessarie per sbloccare una tranche di 8 miliardi di aiuti. Eccole, in sintesi:

Punto primo: un colpo d’accetta sulla pubblica amministrazione, per ridurne drasticamente il costo per il bilancio statale. Fu così che 30 mila dipendenti pubblici vennero spostati dalla sera al mattino in una sorta di ‘riserva lavorativa’, a cui venne tagliato lo stipendio del 40% per 12 mesi. Punto secondo: un taglio secco del 20% su tutte le pensioni superiori a 1.200 euro lordi al mese.  Punto terzo: introduzione di una patrimoniale annua su tutte le case, compresa la prima, pari a 10 euro al metro quadro“. Insomma, i precedenti non lasciano ben sperare nel caso l’Italia decida di ricorrere al Mes”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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