Pensione anticipata 2022: nuova proposta per i precoci, quota 41 divide

Pensioni quota 41

Il tempo per una nuova riforma pensionistica stringe, ed entro fine anno se non si farà qualcosa si tornerà alla legge Fornero. A questo proposito, un nostro lettore ci ha scritto una mail con una sua proposta di pensione anticipata per il 2022-2023, vi riportiamo qui di seguito le sue parole e la sua idea che permetterebbe ai precoci di uscire prima dei 42 anni e 10 mesi. Infine vi lasciamo alcuni commenti dei nostri lettori a proposito della quota 41, argomento sempre più discusso in queste ore.

Ultime novità sulla Pensione anticipata 2022-2023: la proposta di un lettore

Antonio Dal Pino nella sua email ci scrive: “Dopo aver mandato questa idea sia ai sindacati che ai partiti che a diversi presidenti del consiglio adesso provo a fare questa proposta anche a voi per la pensione anticipata. Una via di pensione anticipata che rifletterebbe il principio dell’ape proposto anni fa potrebbe essere riproposto in questo modo:

Supponiamo di permettere al lavoratore di poter riscattare non solo gli anni dopo il 1996 ma anche quelli precedenti da 18 anni in su (o successivi comunque al riscatto della laurea). Il dipendente potrebbe “pagarsi” i contributi anche per gli anni in cui non ha lavorato o magari ha lavorato al nero oppure non assicurato. Per carità nessuno vuole che siano calcolati nel retributivo ma potrebbe essere inclusi nel contributivo.

In questo modo si permetterebbe a tutti quelli che hanno loro malgrado pochi contributi di poter andare in pensione con una pensione decente o comunque migliore e inoltre raggiungendo i 42 anni e 10 mesi poter andare in pensione anticipata senza dover arrivare per forza ai 67 anni. Specialmente per i dipendenti pubblici, l’INPS avrebbe “denaro fresco” dai contributi versati dal dipendente che peserebbero il doppio perché lo stato continua a non versare fisicamente i contributi dei dipendenti pubblici all INPS e quindi di fatto ne avrebbe un doppio beneficio ed oltretutto mandando via dipendenti a fine carriera risparmierebbe una cifra piuttosto cospicua visto che un dipendente quasi a fine carriera ha uno stipendio di circa un terzo più alto di un dipendente appena entrato (a causa degli scatti di anzianità ndr.).

Si potrebbero in questo modo salvare i cavoli dell’ INPS che vedrebbe denaro fresco che altrimenti non vedrebbe mai e le capre del dipendente che si potrebbe pagare la propria pensione anticipata e uscire dal mondo del lavoro qualche anno prima”.

Quota 41 si o no? L’opinione dei lettori sulla pensione anticipata

Raffaele ha un dubbio sulla quota 41 che la Lega è tornata a spingere come proposta negli ultimi giorni, come ha ribadito anche Durigon in una intervista. Il nostro lettore ci chiede: “Vorrei chiedere a Durigon oppure a Salvini se questa proposta di 41 per tutti la stanno studiando come quota 100 solo per tre anni, visto che stanno facendo previsioni solo fino al 2025. Quelli che maturerebbero il requisito nel 2026 – 2027 e successivi? Sarebbe bene essere molto chiari, perché con quota 100 non lo si è stati, solo dopo si è detto che valeva solo per tre anni”.

Il lettore Marco invece è scettico invece sulla quota 41, spiegando che : “Sembra esserci una proposta per una Quota 102 flessibile (senza requisiti minimi di età o di contributi). Se così fosse mi sembra meglio della quota 41 per tutti se ovviamente per gli under 60 resterebbe la Fornero 43 uomini o 42 donne. Dai 67 + 35 ai 60 + 42 tutti ed equamente in pensione. E anche perchè future generazioni sarebbero tutelate”. Voi da che parte state? Qual è la vostra idea? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito, vi aspettiamo!

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7 commenti su “Pensione anticipata 2022: nuova proposta per i precoci, quota 41 divide

  1. Secondo me e giusto anche lasciare libero alla persona di andare in pensione con i contributi e l”età corrispondente e dando una certezza immediata visto che fino ad ora solo chiacchere, di decidere sempre nel miglior modo possibile e senza penalizzare chi a contribuito a versare per i contributi. Perciò la quota 41 per tutti va anche bene. Penso che l’età giusta sia dai 55anni in su con almeno 35 anni di contributi. Chi ne ha di più prende ciò che gli tocca.Faccio Appello hai nostri Governatori anche se non ci ascoltano ,mandate in pensione chi come me ha lavorato una vita e quello che ci rimane non sarà mai uguale.

  2. Fonte del Sole 24 ore:
    nella media 2013-2015 risulta un ammontare evaso pari a 11,1 miliardi di euro all’anno, di cui 8,5 miliardi circa a carico dei datori di lavoro e 2,6 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti”.
    VERGOGNA!!!!!!!!!!!
    Ed io dopo 41 anni di versamenti mi dovrei sentire un privilegiato?
    Il prossimo autunno tra guerra, covid(vedrete) inflazione fuori controllo(anche qui ci rimettono gli stipendi degli operai) ci preparano un altro bel biscotto!!!!!
    Non sò voi, io tirerò il freno a mano così la famosa produttività se la mettono dove meglio si sentono.
    Basta, uscite dal vostro sonno!!!!!

  3. Per la quota 102, si dovrebbe fissare un minimo da cui partire per i contributi ed un minimo per l’età.
    Le prossime generazioni, probabilmente, raggiungeranno prima un’età avanzata e poi un numero di contributi adeguati, quindi si potrebbe partire dai 35/36/37 anni di contributi, per sommarli agli anni di età, fino al raggiungimento del totale.
    Se gli anni di contributi fanno abbassare l’età, meglio ma comunque partendo da un minimo di 62.

  4. Senza offesa per nessuno ma, se non erro, è da più di un decennio che le persone per accedere alla pensione avrebbero dovuto maturare più di 40 anni di contributi.

    E’ vero che quota 100 ha permesso ad almeno 400 mila persone di pensionarsi con un minimo 38 anni contributivi, ma quantomeno solo dopo aver raggiunto i 62 di età e ora, da quanto si legge, sembra che tra i rimasti col diritto cristallizzato i timorosi di qualche modifica stiano per ricorrervi ora.
    Però quando sento parlare di riscatto gratuito degli anni si laurea o, peggio, quando sento parlare di possibilità di riscatto di anni perché trascorsi lavorando in nero (almeno non diciamolo) per la ragione ovvia di poter percepire la pensione prima dei 67 anni, qualche domanda me la pongo … e allora dico la mia.

    Senza tornare alle calende greche!
    Ma quale era l’età limite per la pensione di vecchiaia a fine 2011, quale era il diritto tra: retributivo, misto o contributivo alla fine del 2011?
    Questi, a mio parere, dovrebbero o sarebbero dovute essere i riferimenti per le lotte da farsi da sindacati e lavoratori.
    Ma ormai la frittata è fatta e mentre il pensiero che serpeggia, gradito al governo sovranazionale che ci comanda, è quello di pensioni nelle mani del mercato (TFR) o di un ricalcolo totale delle pensioni in essere col metodo contributivo, direi: evitiamo altre frittate, lasciamo perdere discorsi di riscatti di anni trascorsi lavorando in nero o regalie varie; consiglierei ai proponenti di conservare i risparmi per altro.

  5. Questa della pace contributiva a partire al 1996 è un’altra anomalia gravissima, magari si desse la possibilità di recuperare anni precedenti al ’96, si salverebbe la situazione di migliaia di persone che potrebbero pagarsi i vuoti contributivi e portare denaro fresco all’Inps, lasciano spazio ai giovani che subentrerebbero- purtroppo non c è volonta politica e qualcuno dovrebbe farlo capire a Draghi ma allo stesso Tridico, che non ne parla mai- d’ accordo sulla sua proposta di uscita con doppia quota, ma con la possibilità di pace contributiva per gli anni prima del 96, si aprirebbe la via a migliaia di persone di una certa età che hanno visto sfuggire quota 100 e poi 102- il problema è …. ma chi ci ascolta ? chi spinge in questa direzione? tutto rimane nel vuoto !

  6. Quota 102, flessibile, senza limiti di età o di contributi, da 60+42 a 67+35, mi sembrerebbe una proposta ragionevole ed equa.

  7. Ritengo che si debba aiutare i precoci che hanno 41 anni di contributi e che hanno iniziato molto giovani a lavorare. Ma si deve permettere a chi ha pochi contributi di non dover attendere i 67 anni. Il faccio un lavoro non pesante perché lavoro in ufficio ma vi assicuro che ci sono molte responsabilità e non credo di essere lucido di testa come 30 anni fa. Quindi mi piacerebbe poter scegliere di andare in pensione a 62/63 anni con 35 anni di contributi anche se con penalizzazione. Dare la possibilità di scegliere e non imporre una data fissa anche perché la vita media non è elevata e vi assicuro che avendo uno stipendio elevato ne ho versati contributi in questi anni di lavoro e anche se vivessi fino a 100 anni non riuscirei a prendere di ritorno quanto ho versato. Quindi tuteliamo i precoci, i lavori usuranti ma dando la possibilità a tutti di scegliere quando andare in pensione, ovviamente con un minimo di eta e di contributi versati. E sopratutto favorire le donne che oltre al lavoro hanno allevato i figli e magari adesso stanno seguendo i genitori anziani.

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