Pensione di cittadinanza, cos’è e chi ne ha diritto? Modulo e domanda

Nel nostro articolo di oggi parleremo della pensione di cittadinanza, misura proposta nel programma del Movimento 5 stelle, che sta attirando l’attenzione di quanti sperano, insieme a coloro che vorrebbero il reddito di cittadinanza, che il M5S salisse alla guida del Paese, trovando un accordo con le altre forze politiche.

Vediamo nel dettaglio in che cosa consisterebbe la pensione di cittadinanza ed in che cosa il nome lo accomuna alla misura in parte omonima, il reddito di cittadinanza. Inoltre ecco il modulo da scaricare per presentare domanda!

Pensione di cittadinanza: modello e dove trovarlo e come presentare domanda: aggiornamento 1 marzo 2019

Aggiornamento 1 marzo 2019: Il modello per la pensione di cittadinanza è ora disponibile sul sito ufficiale dell’ INPS. Vi ricordiamo che la domanda si potrà presentare a partire dal 6 marzo 2019 direttamente dal sito ufficiale del Governo sul Reddito di cittadinanza ed anche tramite uffici Postali e nei Centri di Assistenza Fiscale.

Il modulo per la pensione di cittadinanza potete scaricarlo qui di seguito e vi ricordiamo che è lo stesso del reddito di cittadinanza. Il modello da utilizzare è quello denominato SR180.  Clicca qui per scaricare il modulo per la pensione di cittadinanza!

Aggiornamento Decreto gennaio 2019: Pensione di cittadinanza si farà

A Gennaio 2019 con l’approvazione del consiglio dei ministri del Decreto su pensioni e reddito di cittadinanza è confermato l‘arrivo della pensione di cittadinanza. Abbiamo pubblicato anche i requisiti ufficiali per accedervi.

Prima di passare a leggere la nostra guida completa su cos’è, come funziona e quali sono i requisiti per la pensione di cittadinanza vi aggiorniamo con le ultime novità arrivate dopo che il Governo ha trovato l’accordo per la manovra 2018-2019. Stando a quanto è stato detto dal Governo nella nota del DEF approvata ci saranno anche i fondi per la pensione (e per il reddito) di cittadinanza.

Di Maio su facebook ha detto il 28 settembre: “Oggi è cambiata l’Italia! Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al Reddito di Cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego (…) Nella Manovra del Popolo abbiamo inserito anche la pensione di cittadinanza che restituisce dignità ai pensionati perché alza la minima a 780 euro.

Pensione di cittadinanza 5 stelle: analogie con reddito di cittadinanza

E’ uno degli strumenti proposto dal Movimento 5 Stelle insieme al reddito di cittadinanza, come misura di contrasto alla povertà e l’esclusione sociale in Italia. Lo scopo nobile di entrambe le misure, a prescindere dal costo economico e dalla fattività delle stesse, è quello di riequilibrare le risorse destinate alle categorie più deboli. Nello specifico la pensione di cittadinanza sarebbe stata pensata per i pensionati che sono costretti a vivere con un assegno sotto la soglia di povertà, che è stata stabilità dall’Istat in 780 euro. Il programma del Movimento 5 Stelle in tema di pensioni è molto variegato e completo, ed è basato sulla voler ridare giustizia sociale, attraverso:

  • Smantellamento legge Fornero in 5 anni
  • Ampliamento categorie dei lavori gravosi
  • estensione della quota 100 a tutti i lavoratori
  • Quota 41 per i precoci e opzione donna
  • pensione di cittadinanza per chi ha meno di 780 euro mensili

Requisiti per la Pensione di cittadinanza

I requisiti necessari per potervi accedere si ipotizza siano appunto l’essere pensionati ed avere una pensione molto bassa al di sotto della soglia di povertà (ossia 780 euro al mese). Nel programma del M5S però non sono specificati nel dettaglio i requisiti per la pensione di cittadinanza. A differenza invece dei  requisiti necessari per poter accedere al reddito di cittadinanza, che risultano essere:

  • Avere più di 18 anni
  • essere disoccupati o inoccupati
  • Avere ISEE familiare inferiore a 9.360 euro all’anno
  •  Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30 mila euro e patrimonio finanziario non superiore a 8.000

Pensione di cittadinanza, quanto spetta?

La pensione di cittadinanza è dunque un’ integrazione per chi ha una pensione molto bassa, inferiore ai 780 euro, dunque chi ha una pensione pari a 500 euro potrebbe, qualora il M5S, riuscisse a trovare un ‘alleanza tale da poter salire al Governo, vedersi incrementare la stessa di 280 euro mensili, chi percepisce una pensione di 300 euro potrebbe avere un’integrazione di 480 neuro e così via. Di seguito vi riportiamo una facile tabella di consultazione per  capire in quanto può consistere l’integrazione in caso questa misura diventi realtà.

Pensione di cittadinanzaimporto massimo 780 euro netti
pensione di 250 eurointegrazione di 530 euro
pensione di 300 eurointegrazione 480 euro
pensione di 400 eurointegrazione di 380 euro
pensione di 500 eurointegrazione di 280 euro
pensione di 600 eurointegrazione di 180 euro
pensione di 700 eurointegrazione di 80 euro

L’importo dei 780 euro è per il pensionato che vive da solo, altrimenti per una coppia di pensionati la soglia di povertà stabilità dall’Istat è pari a 1.170 euro. Il Movimento 5 Stelle stima che per poter realizzare entrambe le misure la pensione ed il reddito di cittadinanza occorreranno 16 miliardi di euro, che conta di recuperare attraverso imposte sul gioco d’azzardo, banche, tagliando finanziamenti per giornali e spesa pubblica.

E’ realizzabile la pensione di cittadinanza?

Secondo le opposizione realizzare il reddito di cittadinanza, e la conseguente pensione di cittadinanza costerebbe troppe risorse per le casse dello stato e non sarebbe sostenibile attualmente. Secondo Di Maio invece queste misure sono realizzabili, anche se ci vorrà tempo, come ha ribadito a Porta a Porta pochi giorni dopo la vittoria del M5S.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

16 commenti su “Pensione di cittadinanza, cos’è e chi ne ha diritto? Modulo e domanda

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    Francesco

    (3 Marzo 2019 - 19:35)

    ma i messaggi lo pubblicate o no?? ????

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (4 Marzo 2019 - 12:31)

      Francesco, che giorno era il 3/3? Domenica? Solo per lei o anche per noi che moderiamo, così per sapere……

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    Giuseppe C.

    (2 Marzo 2019 - 14:38)

    Una domanda squisitamente di carattere giuridico interpretativo: LADDOVE LE RECENTI NUOVE, ennesime, REGOLE PER IL PRELIEVO FISCALE SULLA PEREQUAZIONE, O RIVALUTAZIONE, DELLE PENSIONI SUPERIORI “A TRE VOLTE IL MINIMO”
    (una volta 1.522,27 euro LORDI, salvo errori ma, ora salvo errori 2.340 EURO LORDI, OVVERO 780 x 3)
    STABILISCONO PER L’APPUNTO, “TRE VOLTE IL MINIMO”, L’INPS COME INTERPRETERA’ LA NORMA, PRELEVANDO L’IMPOSTA SULLE PENSIONI LORDE OLTRE 1522,27 EURO lordi O, COME apparentemente LOGICO, OLTRE 2.340 EURO LORDI?

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    Renato

    (28 Settembre 2018 - 19:51)

    A NESSUNO VIENE IL DUBBIO CHE LO STATO E L’INPS AVRANNO PIÙ USCITE CHE ENTRATE?! POI COSA SUCCEDERÀ TAGLIERANNO LE PENSIONI DI CHI HA VERSATO PER 40/42/43 ANNI PER POTER GARANTIRE ALL’INFINITO L’ASSISTENZA DI CITTADINANZA A MILIONI DI FURBONI???!!!

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      Giuseppe C.

      (2 Marzo 2019 - 13:17)

      Infatti: eventualmente il Reddito e la Pensione di cittadinanza, come negli altri Paesi, andrebbero pagati con la fiscalità generale, coi soldi di tutti “secondo le proprie possibilità” e, quindi, con imposte “progressive” (come da Costituzione) e non solo con l’ennesimo prelievo che somiglia tanto ad una “patrimoniale” (attualmente col prelievo sulla perequazione delle pensioni a partire da 1522,26 euro LORDI) su pensionandi e pensionati, unici, quasi, a pagare per lo stato sociale! E, magari, il Reddito e la Pensione di cittadinanza, facciamolo pagare anche agli evasori fiscali per 110 miliardi annui che, dal 2011, ancora continuano a ridere a crepapelle vedendo pagare solo pensionandi e pensionati le crisi da altri generate! MAI SI INIZIA E MAI PAGHERANNO; E, DAL 2011, dopo ben otto anni, ancora non si e’ iniziato? A che punto siamo? E, EVIDENTEMENTE, SIAMO ANCORA NELL’EMERGENZA DI DOVER REPERIRE RISORSE DOVE SIA PIU’ FACILE FAR CASSA: “ROMPENDO” IL SALVADANAIO DEI SOLDI ALTRUI, DEI PENSIONATI E PENSIONANDI? STRANO PAESE E STRANA COERENZA POLITICA!
      SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA, O CHIUDERE L’INPS E TOGLIERE “L’OBBLIGO” DI SOTTOSTARE AL PRELIEVO PER LA PREVIDENZA PUBBLICA, SE QUESTA NON LA SI INTENDE EROGARE IN TEMPI E MODI DECENTI E UMANAMENTE SOPPORTABILI, E SE QUESTA VIENE USATA PER ALTRI SCOPI, TRA CUI ABBASSARE IL DEBITO (80 MILIARDI DI PREVIDENZA RIVENIENTI DALLA LEGGE PENSIONISTICA FORNERO “DIROTTATI” AD ABBASSARE IL DEBITO PUBBLICO INVECE CHE A RAFFORZARE L’INPS, E POI SI PIANGE MANCANZA DI RISORSE) E PAGARE ORMAI UN’ASSISTENZA SEMPRE CRESCENTE PER L’INCAPACITA’ POLITICA, E DEI NOSTRI IMPRENDITORI, DI CREARE OCCASIONI DI LAVORO.

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        Giuseppe C.

        (2 Marzo 2019 - 15:54)

        Errata corrige: dovevo scrivere 1522,27 euro e non 1522,26. Scusate l’errore.

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    Giuseppe C.

    (28 Settembre 2018 - 19:06)

    LA POVERTA’ NON VA INCORAGGIATA, VA COMBATTUTA DANDO LAVORO, NON SUSSIDI, che devono essere solo temporanei, essere l’eccezione e non la regola … e pagati dalla fiscalità generale, non coi tagli alle pensioni altrui, definite “privilegiate”.

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    Giuseppe C.

    (28 Settembre 2018 - 12:39)

    Probabilmente accadrà che, piano piano, l’Italia diverrà “una Repubblica democratica fondata sull’assistenza a carico dei sempre meno che lavorano”; capirai, chi lavora già forse prende più o meno quella cifra, in più ora gliela offrono come assistenza…
    Di Maio dice che non è assistenza perché chi usufruirà del reddito di cittadinanza dovrà lavorare ben otto ore (al giorno? no) A SETTIMANA e dovrà riqualificarsi! Se, poi, rifiuta tot contratti di lavoro, allora perderà il reddito! Ma chi glieli offre, in una situazione come questa, tot contratti di lavoro? Se ci fosse chi offre tot contratti di lavoro, il problema della disoccupazione non esisterebbe!

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      Italo

      (25 Ottobre 2018 - 16:21)

      Si stà parlando di Pensione di Cittadinanza e non di reddito di Cittadinanza.
      In tutti i Paesi Civili e Onesti ,lo Stato dà a tutti una pensione di sopravvivenza es: in Svizzera per evitare l’accattonaggio i poveri
      percepiscono min. € 1000 /mese ,anche se non hanno mai lavorato e versati alcun contributo.
      Il popolo italiano è il popolo più ladro e corrotto d’Europa, pronti a dare lezioni di equità,e di giustizia..!!

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        Giuseppe C.

        (2 Marzo 2019 - 13:36)

        Certo, Italo, anche alcuni – non tutti e, alcuni, di quelli che lo facevano, stanno smettendo di farlo mentre noi iniziamo – altri Paesi erogano Pensioni, o Reddito, chiamalo come vuoi, che sia, di cittadinanza; però, in quei Paesi civili, tali giusti sostegni pubblici per chi non lavori vengono pagati dalla fiscalità generale, ovvero “da tutti” e con “imposizione PROGRESSIVA” (come da Costituzione ognuno deve pagare secondo le proprie possibilità e TUTTI devono pagare) e non solo, come accade nel nostro Paese, da alcuni, i pensionandi e pensionati, con quella che, ad ogni finanziaria (nonostante la Consulta abbia ultimamente definito ciò incostituzionale e poi i Governi restituiscano, come nel caso recente del Governo Renzi, solo parzialmente, quanto già prelevato), costituisce ormai quasi una “PATRIMONIALE” che taglia pensioni altrui a pensionati e pensionandi o la perequazione che spetta di diritto.
        Negli altri Paesi civili, L’ASSISTENZA LA PAGA LA FISCALITA’ GENERAL E, NEGLI ALTRI PAESI CIVILI, SI FANNO PAGARE QUASI TUTTI I CITTADINI; NON CREDO CHE GLI ALTRI PAESI CIVILI ABBIANO 110 MILIARDI ANNUI DI EVASIONE FISCALE, GLI ALTRI PAESI!
        E, CARO ITALO, RICORDIAMOCI CHE L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO… CAPITO? SUL LAVORO, NON SUL LAVORO ALTRUI!

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    Giuseppe C.

    (28 Settembre 2018 - 12:36)

    E, “L U I “, sdraiato sul divano, davanti al televisore, mentre continua a mangiare pop corn, ora riceverà anche il reddito di cittadinanza?

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    Giuseppe C.

    (28 Settembre 2018 - 11:39)

    MA, ADESSO, CHI EVENTUALMENTE GODRA’ DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI PENSIONE DI CITTADINANZA, AVRA’ O NO UN PRIVILEGIO NON AVENDO VERSATO I RELATIVI CONTRIBUTI (VERSATI DA ALTRI PER LUI?)?
    ALLORA DEFINIAMOLI REDDITO DI PRIVILEGIO E PENSIONE DI PRIVILEGIO!

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    Giuseppe C.

    (28 Settembre 2018 - 11:37)

    Quindi ci avviamo a divenir il Paese dei 780 ero di reddito: in attesa di tot lavori che immagino pochi troveranno, uno invecchierà col reddito di cittadinanza e, poi, quando sarà ora della pensione sociale, scatterà la pensione di cittadinanza, sempre di 780 euro, salvo future rivalutazioni, poveretti, mica puoi lasciarli in povertà! E, LORO, PERLOMENO, CONSERVERANNO LO STESSO POTERE DI ACQUISTO DI QUANDO LAVORAVANO, PARDON, PRENDEVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA!
    Ma di creare vere occasioni di lavoro serio a tempo indeterminato e ben retribuito non se ne parla? Invece di lasciarli, come da impressione che, posso sbagliare ma ricevo, a carico delle pensioni dei sempre meno che, man mano che riusciranno ad andare in pensione o moriranno di vecchiaia, ancora lavorano? E, poi, quando tutte le LEGITTIME “pensioni di privilegio” (come le hanno definite secondo me erroneamente) saranno colpite, inutilmente per l’esiguo numero e relativo importo, cosa faranno? Io immagino, posso sbagliare, colpiranno, AVENDO CREATO UN PRECEDENTE (se la incostituzionale manovra riuscirà a passare) tutte le altre legittime pensioni a retributivo, indipendentemente dall’importo, fino a che tutti saranno livellati al minimo di 780 euro… Sia chi abbia lavorato e versato una vita, sia chi, suo malgrado, non lo abbia forse mai fatto?
    QUALCUNO SPIEGHI LA DIFFERENZA TRA PREVIDENZA ED ASSISTENZA!

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    Domenico

    (7 Giugno 2018 - 12:32)

    Volevo sapere anche gli invalidi civili aumenterete le pensioni se pur si può chiamare pensione misera

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    Valeria

    (18 Maggio 2018 - 18:04)

    Chi non ha una pensione, vedi quelle casalinghe che hanno dedicato una vita intera alla famiglia, non gode di alcun riconoscimento dallo Stato (nessuna pensione) a differenza di chi invece disponendo già di una pensione (anche se misera) riceveranno una integrazione alla stessa.
    Evviva la “Giustizia Sociale”.

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    Giuseppe

    (12 Marzo 2018 - 17:44)

    Se no si vuole aumentare ancora la poverta’ bisogna dare la pensione a 65 anni a chi non ha contributi perche in precedenza non e stato fortunato con il lavoro divesamente come potrebbe vivere grazie

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