Pensioni anticipate 2018,news su esodati, opzione donna e quota 100 e 41

Pensione Opzione Donna 2018, ultime news di oggi sulle promesse

Le novità di oggi 27 febbraio sulle pensioni riguardano in particolare la tanto discussa opzione donna, misura che negli ultimi giorni è stata inserita in quasi tutte le promesse elettorali dei partiti. Ma come sempre bisogna fare attenzione durante la campagna elettorale, e ancora una volta come successo ieri, è Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social a metterci in guardia da facili promesse con un post su facebook che riportiamo di seguito.

Ultime novità Pensione opzione Donna 2018 oggi 27 febbraio

Ecco di seguito il messaggio di Orietta Armiliato sulla misura dell’ Opzione Donna e sulla campagna elettorale in corso:

“Per esempio: tutti ma proprio tutti e senza neppure documentarsi su quel che può essere necessario a soddisfare qualche bisogno previdenziale delle donne (ed è chiaro che sia andata così perché altrimenti nei programmi avremmo letto qualche proposta di provvedimento in più e magari diversa …), hanno inserito nei propri programmi elettorali la misura dell’Opzione Donna così …tout court senza declinarne nè le caratteristiche nè i requisiti. Facile! Nessuna fatica…nessuno studio di fattibilità nè alcuna attenzione ai temi di genere ma per contro, un’indubbia ottima presa specialmente mediatica, per una misura che ha un nome ed un cognome conosciuto non certo per motivi di merito poiché, fino a quando l’INPS decise arbitrariamente di chiudere la sua sperimentazione anzitempo e le donne interessate si risolsero a non consentirglielo, in moltissimi non ne conoscevano neppure l’esistenza.

Furono le donne stesse che con un Comitato, una Class Action, supportate da un significativo coinvolgimento politico a tutto tondo e tanto tanto tanto rumore riesumarono la misura e, complici gli aumenti dell’aspettativa di vita e l’assenza di proposte di provvedimenti alternativi la fecero, anzi, posso tranquillamente dire senza millantare crediti, la facemmo diventare misura di interesse.

In ogni caso null’altro, appunto, era stato prospettato a sostegno del concetto di flessibilità per la platea femminile e su questa falsa riga oggi leggiamo ancora Opzione Donna come unica proposta puntuale e mirata a vantaggio delle lavoratrici in ogni e qualsiasi programma elettorale ma, ripeto, senza avere il bene di possederne i dettagli e senza aver fornito le dovute specifiche.

Ovviamente NON ci basta per poter aver contezza che davvero ci sia una volontà a fare in modo che la misura possa essere annoverata fra le tipologie di pensionamento fruibili da tutte ma, soprattutto, NON ci basta che ci venga prospettata un’unica misura e per di più così restrittiva, quando sul tavolo ci sono temi fondamentali come il superamento delle disparità di genere e la valorizzazione del lavoro di cura che coinvolgono tutte le donne di oggi e di domani”.

 

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica, dal 2009 per quattro anni ho lavorato come interinale presso l‘I.N.P.S. di Torino dove ho iniziato la mia formazione sul mondo delle pensioni. Dal 2013 come giornalista esperto di previdenza ho iniziato a scrivere sul sistema pensionistico, raggiungendo fino ad oggi oltre 13 milioni di lettori con i miei articoli.

2 commenti su “Pensione Opzione Donna 2018, ultime news di oggi sulle promesse

    renata

    (10 giugno 2018 - 19:20)

    lo sapevo che sulle pensioni era tutta una bufala …..parolai come tutti

    benito

    (28 febbraio 2018 - 17:16)

    Ma Salvini c’era e sapeva in quanto partito al governo nel 2010 votarono la legge che introduceva l’ aspettativa di vita a far datata dal 2015 .
    Ma Salvini c’era e sapeva in quanto partito al governo votarono solo per le donne del pubblico impiego 65 anni come gli uomini , mentre l’europa con la sua sentenza ci chiedeva che gli uomini avessero lo stesso diritto delle donne ad andare a 60 anni.
    Ma Salvin c’era e sapeva in quanto partito al governo la lega votò che gli uomini andassero a 41 anni anzichè 40 anni .
    Ma Salvini c’era e sapeva in quanto partito al governo la lega di governo votò che la liquidazione dei pubblici dipendenti a partire dal 2014 fosse frazionata in 3 rate date dell’anno successivo a quando si era andati in pensione .
    Ma Salvini c’era e sapeva in quanto partito al governo la Lega di governo votò la norma che se si portavano i contributi pubblici a privati erano azzerati economicamente, solo figurativi.
    A furia di stare in Europa ,mi sa che Salvini si sia perso che la Lega di governo una responsabilità c’è l’ha e non può non sapere che cosa combinavano in Italia ,tanto Lui stava in Europa.

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