Le ultimissime notizie al 9 marzo sulle pensioni 2018 non sono delle più confortanti, anche la quota 100 e la quota 41 che sembravano più vicine dopo le elezioni, con M5S primo partito e il Centro destra prima coalizione, potrebbero essere a rischio. Infatti Luigi di Maio, intervistato recentemente a Porta a Porta starebbe già ritrattando su alcuni punti cardine del programma, come il reddito di cittadinanza. Che ne sarà allora delle promesse elettorali sul fronte pensionistico?
Pensioni 2018, Di Maio ritratta sul reddito di cittadinanza, che ne sarà di Quota 100 e 41?
Sui social vi è già grande fermento e grande risentimento da parte degli elettori specie dopo gli ultimi rumors che darebbero come possibile alleanza quella tra M5S e PD, anziché con la Lega, come i cittadini auspicavano. Vi è già chi scrive di essersi pentito del voto di fiducia dato al Movimento 5 Stelle, e che se non verranno rispettate le promesse fatte così come sono saliti, tanto in fretta scenderanno.
I cittadini sono adirati e guardano con attenzione le mosse del leader Luigi di Maio, temono infatti che dopo le ultime dichiarazioni sul reddito di cittadinanza, posto in standby, anche per la riforma pensioni il cammino possa essere più irto del previsto. La polemica è nata da una recente dichiarazione di Di Maio che negli studi di Bruno Vespa avrebbe precisato che per il reddito di cittadinanza ci vorranno anni, in ha asserito lasciando gli elettori di stucco: ” devono essere riformati gli uffici per l’impiego”. L’onorevole Walter Rizzetto , cavalcando l’onda della polemica, ha scritto su Facebook ironizzando: “Pop corn e patatine. Sedetevi comodi perché ne vedremo delle bellissime. Porta a Porta, Di Maio: “Per il reddito di cittadinanza dovremo aspettare qualche anno perchè prima devono essere riformati gli uffici per l’impiego”.
Pensioni 2018, quanto pesano le promesse elettorali sul voto?
Le promesse elettorali pesano ed al Sud forse taluni sono andati un pochino oltre immaginando una legge che ancora non c’è, in taluni Caf in Puglia, Basilicata e non solo sono aumentate le richieste sul reddito di cittadinanza, alcuni hanno addirittura chiesto i moduli per poterne fare domanda. Ai Caf è toccato il compito di precisare che al momento non vi è nulla, se non una promessa elettorale del M5S che per ora non ha nemmeno i numeri per Governare.
La preoccupazione sale anche per Quota 100 e 41. Dal momento che l’appello fatto dai cittadini sui social, quello di vedere uniti M5S e Lega che sul programma pensioni avevano molti punti in comune (Q41, QUOTA 100 E Proroga Opzione donna), pare non solo non essere stato accolto, ma andare nella direzione opposta. Gli ultimi rumors, danno come molto probabile un accordo tra il Movimento 5 Stelle ed il Pd, senza Renzi; pare infatti che i contatti siano in corso da diversi giorni e che l’accordo potrebbe essere prossimo.
Taluni cittadini hanno commentato aspramente questa possibile apertura ” Se vai verso il Pd, sei un pagliaccio anche tu” avrebbero asserito in molti. ” Il popolo ha votato per il cambiamento, stai tradendo la fiducia che ti è stata riposta”. “Ti conviene mantenere le promesse fatte, hanno tuonato in coro altri, alleati con la Lega e non deluderci”. Non resta che attendere per comprendere come finirà, quel che è certo e che se non si troverà un accordo per Governare la riforma pensioni non vedrà comunque mai un seguito. Non si comprende dunque quale potrebbe essere il male minore per tutti coloro che confidavano in una rapida risoluzione dei loro drammi pensionistici.
