Pensioni 2018 e giovani over 30, ultime al 4/7: sarà un miraggio se non si interviene

Le ultime novità al 3 luglio 2018 sul fronte pensioni ci arrivano oggi da un interessante dibattito che abbiamo avuto con Christian Mosi, Presidente dell’associazione LavoroOver 30, che ci spiega perché un giovane over 30 fa molta fatica a entrare nel mercato del lavoro, e dunque ancor più a pensare ad avere una pensione un domani, una situazione paradossale quella che si sta preventivando oggi. Si parla tanto di riforme pensionistiche, di ricambio generazionale, ma non si analizza il reale problema che incontrano le aziende ad assumere un lavoratore over 30, piuttosto che un under30. Se si agisse su questo, spiega Mosi, molti dei problemi delle nuove generazioni sarebbero probabilmente risolti.

Vi è un costo eccessivo per gli imprenditori che intendono assumere persone competenti over 30, e che spesso devono ‘accontentarsi’ degli apprendisti per la netta differenza sulle aliquote contributive previste tra under e over 30, che tagliano le gambe all’ingresso dei giovani qualificati nel mercato del lavoro. I dettagli dalle parole del Presidente, che ringraziamo per il tempo dedicatoci.

Riforma pensioni 2018, Mosi: se non si agisce in fretta, la pensione per gli over 30 sarà un miraggio

Parliamo sempre di riforme pensionistiche ma non parliamo mai delle quote previdenziali che gli imprenditori devono versare come sostituti di imposta e che poi sono quelle che servono per la pensione. Associazione Lavoro Over 30 sosterrà  In futuro che venga discussa un attenta considerazione di una pensione di garanzia per i lavoratori precari. Il problema del lavoratore precario e’ che ancora in Italia non si e’ parlato di adeguamento delle contribuzioni” 

-Può spiegarci cosa significa, su cosa dovrebbe puntare, a suo avviso, allora un’adeguata riforma pensionistica che tuteli anche i giovani, ossia i futuri pensionati un domani?

 “Su gli occupati e le contribuzioni versate si garantisce la solvibilità degli enti previdenziali che versano le pensioni. Una adeguata riforma deve garantire un attenta analisi alle contribuzioni odierne dovute dai sostituti di imposta che attualmente sono dispari tra giovani e adulti e che non permettano la piena occupazione. La riforma pensionistica dovrebbe confrontarsi con la realta’: un documentato aumento della disoccupazione di persone in eta’ matura a fronte di incentivi e contratti triennali tutelati dallo stato e dall’Europa solo per i giovani.

Con un esempio numerico si può capire ciò che non va:  I contributi previdenziali per un imprenditore su un part time di una persona che ha più di 30 anni sono circa 2600 euro annui per sole 16 ore, mentre per un apprendista solo 600. Questo non è eticamente sostenibile nemmeno per i conti previdenziali in quanto si riversa su l’occupazione. La via per sostenere le riforme è la piena occupazione richiesta dall’Europa con condizioni contributive eque. E’ dunque necessario tutelare l’occupazione nel lungo termine con un adeguamento delle contribuzioni previdenziali “

Riforma pensioni, over 30 tagliati fuori, ok quota 100 e 41 per tutti

Presidente, dunque,  cosa si dovrebbe fare nell’immediato per giovani adulti e per gli attuali lavoratori in età da pensione? Cosa consiglierebbe al Governo affinché vi sia una sterzata a tale situazione?

Non è più sostenibile dall’ente previdenziale la considerazione solo di fasce di età e questa situazione contributiva che rende la contrattazione in età matura particolarmente svantaggiosa per chi assume è incivile eticamente. Siamo l’unico paese in cui si leggono ancora nelle vetrinemassimo 29 anni con esperienza” Una maggiore equità comporterebbe maggiori assunzioni ma soprattutto monti orari dichiarati, a fronte di un nero emerso evidente. Ci sono persone pensionate che vengano ancora contrattualizzate e questo mancato rispetto generazionale deve finire. Alla riforma pensionistica vanno accostati strumenti sanzionatori e di controllo attraverso i centri per l’impiego che non permettono a chi è in pensione di avere un contratto di lavoro”

Poi conclude: “Riguardo alla riforma pensionistica, siamo favorevoli alla formula 41 X TUTTI CON RETRIBUTIVO E NON CON SOLO CONTRIBUTIVO. QUOTA 100 X TUTTI pensiamo che il lavoratore debba essere tutelato da situazioni eque e non da proclami perché i giochi poi si fanno sui contributi da versare e non sulla propaganda elettorale. Abbiamo sinceramente visto una buona apertura sia del Movimento 5 stelle che della Lega per cui siamo sicuri in un attenta discussione. Come associazione chiediamo da subito una riforma delle contribuzioni e di tutelare l’occupazione con forme di controllo attraverso i centri per l’impiego. I pensionati facciano i pensionati, i nipoti non siano discriminati”

La proposta di legge

-In tale direzione avete presentato già una proposta di legge, è corretto? Sì esatto, tutti questi temi sono nella proposta di legge creata dal comitato scientifico di Associazione Lavoro Over 30 formato da consulenti del lavoro e ricercatori economici. La proposta è visionabile su www.lavoro-over30.it, nello specifico l’Associazione a seguito del decreto dignità ha richiesto un’ integrazione che, cosa importante, non necessita di alcuna copertura, in quanto per lo Stato è totalmente a costo zero. Eccola in sintesi: “Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato. L’Associazione propone di effettuare uno sconto sull’aumento del contributo addizionale per le imprese che dimostrano attraverso il proprio consulente o centro servizi di avere alle dipendenze una quantita’ paritaria e dunque il 50% di persone occupate o rinnovate tra under e over”.  Un’integrazione

Questo, spiega Mosi,  manterrebbe inalterato il vantaggio degli incentivi giovanili rendendo pero’ piu’ equo il ricorso, senza l’abuso presente in questi anni. E cosa più importante finalmente, ci tiene a precisare fiducioso il Presidente, la discriminazione lavorativa  scomparirebbe e non si vedrebbero piu’ quei ridicoli annunci massimo 29 anni con esperienza nelle vetrine dei negozi. Poi aggiunge: L’Associazione oltre ad avere aperta un interrogazione in Unione Europea sulla discriminazione per età nel lavoro ha anche posto un attenta valutazione della propria proposta in commissione lavoro”.

Christian Mosi, Presidente Associazione Italiana Lavoro Over 30, che ringraziamo per aver portato alla luce con chiarezza questa importante pecca fiscale che lega inevitabilmente le tematiche lavoro e pensioni, ne è certo qualcosa dovrà pur cambiare perché “Un mondo cosi non permette progettualità futura, la politica dovrà invece sforzarsi affinché ciò avvenga , perché i progetti futuri stanno alla base della dignità di ogni uomo“. E se non vi è futuro lavorativo, aggiungiamo noi,  di quale pensione si può parlare?

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

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