Pensioni, intervista a Damiano

Pensioni 2018: la nostra intervista a Damiano su anticipate, opzione donna e quota 100

Le ultime novità sulle pensioni di oggi  31 agosto 2018 ci giungono direttamente dall’onorevole del Partito democratico Cesare Damiano che nella giornata di ieri ci ha rilasciato questa intervista in esclusiva. Con l’onorevole, che ringraziamo fin da subito per il tempo dedicatoci, abbiamo parlato dei temi più caldi sul fronte previdenziale, del possibile stop dell’aspettativa di vita dal 2021, della quota 100 e 41, della proroga dell’opzione donna e della nona salvaguardia per gli esodati. Eccovi le sue parole, ricordiamo quanti volessero riprendere parte delle dichiarazioni di Damiano  che siete invitati a citare che l’intervista è stata rilasciata al sito pensionipertutti.it.

Pensioni anticipate: Intervista Esclusiva a Cesare Damiano

-Buongiorno, On. Damiano, grazie per il suo tempo. Partiamo subito da una domanda che molti ci hanno posto negli ultimi giorni e su cui abbiamo sentito ieri diversi pareri. Cosa ne pensa della notizia sul possibile stop dell’adv dal 2021?

L’aggancio dell’età pensionabile all’aspettativa di vita è stato inventato da Forza Italia e dalla Lega quando erano al Governo. Si tratta di un meccanismo infernale che, se non verrà rallentato o fermato, porterà l’età di pensione a 70 anni, alla metà di questo secolo. Noi abbiamo fatto una battaglia nelle scorsa legislatura per modificarlo. La cosa migliore sarebbe abolire il meccanismo, anche se ha dei costi, o almeno pensare di rallentarlo. Nella passata legge di Bilancio, ad esempio, si è deciso un primo intervento al fine di considerare non solo l’aumento dell’aspettativa di vita, ma anche il suo abbassamento quando l’aspettativa decresce, come è accaduto nel 2015 e 2017, stando alle statistiche. Si muore di più perché si è più poveri.

In secondo luogo si è fissato un aumento massimo di 3 mesi a partire dal 2021. Si è trattato di una battaglia condotta insieme a Sacconi (autore della normativa), con il quale raramente andiamo d’accordo, per modificare un meccanismo iniquo, che è stato poi ulteriormente aggravato dalla successiva Legge Fornero che ha alzato bruscamente l’età pensionabile sulla quale calcolare l’incremento. Credo dunque, alla luce di tale panoramica, che lo stop dell’adv sia un intervento che vada fatto quanto prima e che la Lega, che è oggi al Governo, dovrebbe quantomeno  fare sulla questione il ‘ mea culpa’.

-Cosa ne pensa del fatto che lo stop non sia previsto per il 2019, ma per il 2021? E’ diffuso il sentore sia tra i lavoratori che abbiamo intervistato quanto tra sindacalisti e politici che si sono interfacciati con noi sulla delicata tematica, che sia un po’ una strategia ‘rinviare a domani quel che oggi non si può o non si vuole fare’, un modo, dicono i lavoratori ‘per tenere buoni gli elettori’.

E’ la legge attuale che, però, può essere cambiata. Come sempre, si fa il gioco delle 3 carte: si mostra la caramella ma la si tiene incartata. E le promesse elettorali? Intanto se non si farà qualcosa, dal 1/1/2019 si andrà in pensione con 67 anni. I partiti di Governo sanno bene che un intervento che fermi la salita ha un costo. Le risorse sono scarse e gli interventi che il Governo ha detto di voler affrontare in legge di Bilancio sono parecchi: Quota 100, Opzione Donna, nona salvaguardia. Ci vogliono molte risorse e ora non sanno più come raccapezzarsi.

Pensioni 2018: Damiano parla di quota 100 e quota 41

-Cosa ne pensa della Quota 100 modulabile, di cui si è parlato negli ultimi giorni?

La Quota 100, con una partenza da 64 anni e con 36 di contributi, è certamente peggio dell’APE sociale che, come Quota fa 99, dal momento che l’età richiesta per potervi accedere è 63 anni sommata a 36 di contributi. Inoltre, in alcuni casi, vi è anche la possibilità di potervi accedere, per determinate categorie maggiormente disagiate, con 30 di contributi e per le donne che hanno avuto due figli gli anni contributivi richiesti , essendoci un ulteriore’ sconto, scendono a 28. Il problema principale è che l’APE sociale scadrà entro il 31/12/2018, quindi bisogna prima di tutto comprendere: quali sono le intenzioni del nuovo Governo? Sarebbe bene non solo confermare l’APE sociale e volontaria, ma modificare la proposta di quota 100 in 99, tenendo come paletto i 63 anni attuali richiesti dall’Ape. Facciamo in modo che 63 anni diventi il numeretto che identifica l’età anagrafica alla quale ai lavoratori è permesso  accedere alla quiescenza.

-L’uscita dai 63 anni da lei proposta dovrebbe avvenire con o senza penalizzazioni?

L’APE sociale consente già l’uscita senza penalizzazioni per le categorie maggiormente disagiate e per quanti svolgono mestieri gravosi. L’APE volontaria, essendo una scelta, presuppone una minima penalizzazione. Esiste però una nostra proposta della scorsa legislatura, mia e dell’onorevole Gnecchi, il Ddl 857, che prevedeva l’uscita dai 62 anni e 7 mesi, dunque 4 anni prima rispetto ai 67 e 7 mesi attuali. Permetteva l’accesso alla pensione anticipata a tutti con una penalizzazione minima del 2% per ogni anno di anticipo. Salvini si è sempre detto favorevole alla proposta: ora, che è al Governo,  non si capisce perché non possa ‘rispolverarla’ e ripartire da lì al fine di concedere una maggiore flessibilità in uscita.

-Cosa ne pensa delle sorti della quota 41, tanto sbandierata in campagna elettorale: a suo avviso si farà ancora qualcosa per i precoci?

Quota 41 é una precisa promessa elettorale. Andrebbe fatta e sganciata dall’aspettativa di vita.

Opzione Donna ed Esodati, due temi cari a Cesare Damiano

-Cosa ne sarà della proroga dell’Opzione Donna? È ancora possibile?

Bisognerebbe chiedere conto all’Inps e avere il consuntivo dei 2.5 miliardi stimati e spesi per la proroga fatta in precedenza, che avrebbe dovuto riguardare , secondo le stime dell’Istituto 36.000 donne. Sono stati spesi tutti, o vi sono ancora risorse per una nuova proroga? Spesso le previsioni dell’Inps non corrispondono alla realtà, come è accaduto per le Salvaguardie degli esodati.

-A tal proposito Elide Alboni, amministratrice del comitato esodati, cessati e licenziati crede che non si possa aspettare la Legge di Bilancio per salvare le 6.000 famiglie in attesa della nona salvaguardia, ancora senza reddito e pensione, ma che occorra un decreto subito

E’ un’ affermazione che mi trova assolutamente d’accordo: per gli esodati mi sono battuto parecchio. Si figuri che all’epoca, quando ero Presidente della Commissione Lavoro, di fronte al Ministro Padoan che disse: “questa è la 7 è l’ultima salvaguardia”, io subito risposi “l’ultima di quest’anno”, tant’è che poi abbiamo ottenuto l’ottava e se mi fosse stato possibile avrei già proposto la nona.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

8 commenti su “Pensioni 2018: la nostra intervista a Damiano su anticipate, opzione donna e quota 100

    Maurizio

    (5 Settembre 2018 - 23:06)

    Penso che aldilà dell età quando uno ha fatto 40 o 41 anni di cantiere settore metalmeccanico, non ha più niente da dare . Può solo aggravare la propria salute e di conseguenza fare molta malattia che grava ancora di più sui conti INPS . Per i datori di lavoro diventiamo un peso poiché certe lavorazioni fisicamente non si riescono a svolgere o se si riesce si fa con una lentezza che grava sui costi dell azienda

    MASSIMO

    (1 Settembre 2018 - 12:58)

    IN MERITO ALLE DONNE DISOCCUPATE , COSA PREVEDE LA DEROGA AMATO ?
    -UNA PERSONA DISOCCUPATA DI 59 ANNI , CON 27 ANNI DI CONTRIBUTI, E
    AUTORIZZATA NEL 1992 AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI VOLONTARI,
    QUANDO POTRA’ ANDARE IN PENSIONE ?

    RANIERI

    (1 Settembre 2018 - 10:41)

    HO PERSO IL LAVORO ALL’ETA’ DI 59 ANNI NEL 2015,LICENZIATO CON LA LEGGE 604/66 ART.7 ED HO 1863 SETTIMANE CONTRIBUTIVE. SE FOSSE STATA PROROGATA L’APE SOCIAL DISOCCUPATI, SAREI ANDATO IN PENSIONE ANTICIPATA ,NON NEL 2024, MA NEL 2019. NON E’ STATA PRESA IN CONSIDERAZIONE NEL 2015(LEGGE DI DAMIANO 857 DEL 2013). ADESSO DEVO ANCHE VERSARE 9 SETTIMANE DI CONTRIBUTI. ALLA FACCIA DELLA CANCELLAZIONE DELLA LEGGE FORNERO!!! SI PARLA SOLO DI IMMIGRATI, SPERO CHE QUALCUNO PENSI PURE A NOI DISOCCUPATI NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO 2019.- GRAZIE RANIERI.-P.S.: SPERIAMO CHE I CONTRIBUTI FIGURATIVI DIVENTINO PER DIRITTO.-

    Francesco

    (1 Settembre 2018 - 9:44)

    Condivido in toto il commento di Alessandro (31.8, h11.23); aggiungerei solo che a Damiano si potrebbe dare un consiglio: cambia partito, visto che li’ non conti una beata mazza!!!!!

    Renato

    (31 Agosto 2018 - 19:59)

    E VAI MATTEO VEDO CHE HAI CAPITO CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA È UNA GRANDE STRONZATA CHE VA A TOGLIERE SOLDI A GENTE CHE LI HA GUADAGNATI COL PROPRIO SUDORE. DAI MANDA TUTTO ALL’ARÌA PRIMA DI FARE DISASTRI

    Enzo

    (31 Agosto 2018 - 16:41)

    Secondo me ormai siamo alle porte della legge finanziaria 2019 di parole ne abbiamo fatte tante attendiamo fine settembre per poi giudicare il governo giallo verde sicuramente scopriremo tutti i dettagli sia di quota 100 che di quota 41se non saranno come da programma questi signori ne pagheranno le conseguenze .

    ANTONIO

    (31 Agosto 2018 - 12:54)

    Alessandro condivido in pieno il tuo punto di vista, se non lo hanno ascoltato Renzi ecc.. perchè devono ascoltarlo questi. Anche se Salvini aveva sposato alla lettera quota 100 partendo da 62 anni e 38 contributi, adesso quel c……. del Brambilla ha cambiato in peggio le carte in tavola.

    ALESSANDRO

    (31 Agosto 2018 - 11:23)

    Per quel che riguarda Damiano posso dire solo che “CI HA PROVATO”, anche se dal mio punto di vista, poteva fare di più. Le proposte, a partite dalla Ddl 857, sono rimaste sulla carta, e se ha una colpa è stata quella di non aver fatto abbastanza. Non è stato ascoltato (specialmente da suo partito) quando era Presidente delle Commissione LAVORO, quindi, non credo che oggi possa incidere più di tanto nelle scelte del governo attuale, malgrado la sua esperienza ed autorevolezza.

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