Pensioni 2018 damiano

Pensioni 2018, l’intervista a Damiano su opzione donna, esodati, Quota 100 e 41

Le ultime novità sulle pensioni al 31 luglio 2018 giungono da un interessante confronto che abbiamo avuto con l’onorevole Cesare Damiano del Pd. Nello specifico ci siamo confrontati sulle questioni previdenziali più spinose cercando di toccare tutte le tematiche che maggiormente stanno a cuore ai cittadini, con l’onorevole abbiamo discusso , infatti dettagliatamente, di esodati, della  proroga dell’opzione donna, della quota 100 e 41.

L’onorevole Damiano, in estrema sintesi,  si è detto pro nona salvaguardia esodati, per la quale si batterà affinché venga sanata tale ingiustizia, favorevole alla quota 41 senza limiti anagrafici, e alla quota 100 ma senza trucchi. Se si partisse dai 64 anni, ci dice, vi sarebbe un restringimento importante di platea, altrettanto contrario al ricalcolo contributivo dal ’96 e al conteggio per il montante di soli 2/3 anni figurativi. Dubbioso, purtroppo, sulla possibilità che vi siano fondi per proseguire nell’opzione donna e dunque favorevole ad eventuali misure alternative  di sgravio per le donne che partano, ad esempio, dal riconoscimento del lavoro di cura. Eccovi le sue parole, nell’intervista esclusiva che ci ha rilasciato. Vi ricordiamo che se volete citare una parte della nostra intervista esclusiva dovete citare la fonte pensionipertutti.it.

Riforma pensioni, Damiano: mi batterò per la 9° salvaguardia

-Vista la drammatica situazione degli ultimi seimila esodati, il PD da lei  rappresentato inserirà una richiesta e/o un emendamento in finanziarla per ottenere  una nona e definitiva salvaguardia?

Per quanto riguarda gli ultimi esodati esclusi dalle otto salvaguardie, il problema si sarebbe già potuto risolvere se l’INPS ci avesse ascoltati, nella scorsa legislatura, quando contestammo il numero di 30.400 lavoratori coinvolti nella ottava salvaguardia. Un numero decisamente gonfiato, come capita sempre, che a  consuntivo si è ridotto a 14mila. Ci sarebbe stato spazio, come si vede, per gli ultimi 6mila esodati. Per quello che mi riguarda mi batterò affinché il Partito Democratico chieda con forza, nella prossima Legge di Bilancio, di inserire la nona e definitiva salvaguardia.

Pensioni donne, lavoro di cura valida strada percorribile

– Sappiamo che i fondi stanziati per OD sono cristallizzati. Il contratto di Governo  ne prevede la proroga con i fondi residui, secondo lei elimineranno la cristallizzazione oppure stanzieranno nuovi fondi? Oppure si cercherà di individuare nuove misure che, riconoscendo un valore ai lavori di cura, possano essere applicabili alla totalità delle lavoratrici?

Anche in questo caso siamo di fronte ad una previsione dell’INPS esagerata che ha preteso, per l’applicazione di una norma voluta nel 2004 da Maroni come sperimentazione che scadeva il 31 dicembre del 2015, ulteriori 2 miliardi e mezzo di euro per ricomprendere nel diritto pensionistico altre 36mila lavoratrici di Opzione Donna. Perché si è arrivati a questa situazione? Perché una circolare dell’INPS, molto probabilmente sollecitata dal Ministero dell’Economia, ha dato un’interpretazione restrittiva della legge, che ha trasformato il diritto ad andare in pensione con i requisiti richiesti (la maturazione di  57 anni di età per le lavoratrici  di pendenti e 58 per le autonome ai quali sommare 35 anni di contributi) in un diritto esigibile al momento dell’assegno. Tutto questo ha comportato l’inclusione delle finestre e della aspettativa di vita richiedendo una nuova copertura finanziaria.

Al momento, non è ancora noto il consuntivo di quella operazione relativamente alle  36mila lavoratrici e alle risorse stanziate. Se ci sono fondi residui cristallizzati, sarebbe bene sbloccarli. Dubito che questo sia possibile. In quel caso occorreva stanziare nuove risorse per continuare la sperimentazione di Opzione Donna oltre il  31 dicembre 2015. Per quanto riguarda, in alternativa, il riconoscimento dei lavori di cura per le donne, è una strada che si può praticare dal momento che la distanza di 5 anni tra uomini e donne per la pensione di vecchiaia (65 e 60 anni) è stata superata dalle nuove normative che hanno totalmente equiparato, sbagliando, l’età pensionabile fra i generi.

Pensioni anticipate 2018, Damiano: ok quota 100 e 41, ma senza trucchi

Di Maio e Salvini sono passati dalla abrogazione della Fornero al suo superamento. Dai costi indicati da Boeri è evidente che non si potrà ottenere, senza mettere limitazioni, sia quota 41 che quota cento. Vi è altresì il dubbio, data la non smentita, che si possa passare per il calcolo dell’assegno contributivo dal 1996 e che  siano valevoli solo 2/3 anni figurativi nel conteggio del montante contributivo per il raggiungimento della quota. Le proposte del PD, alla luce delle attuali misure ipotizzate di controriforma Fornero, saranno improntate su uno studio di queste quote per definirne i limiti, oppure resteranno nell’ottica di mantenere ape social e quota 41 così com’è ora?

Con la prossima Legge di Bilancio il Governo sarà costretto, dopo la propaganda, a scoprire le sue carte. E’ evidente che le risorse necessarie per realizzare Quota 100 e per il ripristino della pensione di anzianità con 41 anni di contributi dovranno essere ingenti. L’INPS fornisce sempre cifre sovrastimate, ma comunque stiamo parlando di valutazioni oscillanti fra gli 8 e i 20 miliardi all’anno. Anche la stima più bassa è di notevole impatto economico.

Io sono assolutamente favorevole ai 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, al mantenimento oltre il 31 dicembre di quest’anno dell’Ape sociale e all’introduzione di Quota 100; ma non ci debbono essere dei trucchi. Mi spiego meglio: se Quota 100 è la somma di 64 anni di età più 36 di contributi, la platea si restringe e siamo ad un anno sopra rispetto a quanto previsto dall’Ape Sociale e volontaria. Per questo bisogna evitare che l’Ape venga soppressa, altrimenti si provocherebbe un danno notevole a chi appartiene alle categorie dei lavori gravosi. Far accedere alla pensione con Quota 100 non può significare il ricalcolo retroattivo dell’assegno, con il sistema contributivo, a partire dal ’96. Sarebbe un taglio importante. E, inoltre, se si dovessero prendere in considerazione soltanto una parte dei contributi figurativi versati, sarebbe un altro fattore di limitazione e di discriminazione.

Le nostre proposte, già nella passata legislatura, si ponevano dei limiti molto precisi: non più del 2% di taglio fino a 4 anni di anticipo dell’età della pensione e, per quanto riguarda l’Ape sociale, la limitazione è relativa alle mansioni classificate come gravose, ma non c’è alcun taglio dell’assegno. In sostanza, non possiamo avere una quota che assomiglia al meccanismo di Opzione Donna: dal ’96 al 2018 ci sono ben 22 anni di contributi versati che, se si dovessero ricalcolare, danneggerebbero in maniera importante
l’assegno pensionistico.

Pensioni 2018, evitare Superbonus del 30%: spreco di risorse

Cosa ne pensa della proposta del superbonus da associare alla quota 100 per chi  resterà al lavoro nonostante il raggiungimento del montante contributivo richiesto?

Non ne ho mai sentito parlare, ma, trattandosi di risorse da spendere, in questo caso per far rimanere le persone al lavoro, tanto vale concentrare le scarse risorse. Attendendo che il Governo scopra le proprie carte specificando i requisiti necessari e/o eventuali limiti delle misure che costituiranno la controriforma Fornero, ringraziamo l’Onorevole Cesare Damiano per averci chiarito il punto della situazione ad oggi in questa nostra intervista esclusiva e speriamo che possa esser stata gradita ai nostri fedeli lettori.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!

Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

12 commenti su “Pensioni 2018, l’intervista a Damiano su opzione donna, esodati, Quota 100 e 41

    bambu59

    (1 Agosto 2018 - 9:39)

    il primo provvedimento che farò sarà l’abolizione della odiata legge Fornero ……….. Salvini prima di essere eletto tutte balle complimenti a chi ci ha creduto

    IlDiavoloTentatore

    (1 Agosto 2018 - 7:09)

    Certo che le affermazioni di Damiano confermano una volta per tutte che l’unico obiettivo di tutti è quello di raggiungere la poltrona… Se, come sempre creduloni e pecoroni, seguissimo le indicazioni di Damiano, oggi faremmo santo lui visto che propone tutto quello che Lega e 5S stanno spudoratamente negando NONOSTANTE i patti pre-elettorali.
    Salvini e Di Maio si sono rivelati uguali identici a tutti gli infami che ci hanno perseguitato sino ad oggi.
    La colpa però non è di questi esseri inetti e incapaci, desiderosi solo di piantare il retro sullo scrano, ma di noi italiani che NON SAPPIAMO PIU’ REAGIRE.
    Altre epoche e altri popoli ci hanno insegnato molto… leggiamoci la storia.

    Isabella

    (31 Luglio 2018 - 22:40)

    Certo che ti leggo, Massimo e con piacere. Sono pochi quelli con la tua generosa sensibilita’ men che mai i ns rappresentanti politici cosi miopi da non capire ” IL RUOLO IMPORTANTE CHE RIVESTE LA DONNA NELLA NOSTRA SOCIETA’ .” A nome di tutte le donne, grazie per averlo scritto e RICORDATO………….

      massimo

      (31 Luglio 2018 - 22:53)

      GRAZIE

      marco

      (1 Agosto 2018 - 17:55)

      Purtroppo concordo e’ da mo’ che penso che in questo corifeo di bugiardi che infesta la politica nazionale le uniche alternative siano votare contro o non votare affatto. Comunque mai votare selle promesse ma solo a posteriori sui risultati . Sulle pensioni si sta consumando l’ennesimo giochetto delle tre carte con le quote 100 e 41 tarroccate, per di più malamente, rispetto a quanto promesso nel contratto. Probabilmente i falsari ne usciranno puniti ma non c’e’ da farsi illusioni. usciranno altri contaballe pardon, fake news makers che va piu’ di moda. Che squallore .

    rita

    (31 Luglio 2018 - 19:12)

    con quota 100 a 64 anni io andrei inpensione con 105 e non con 100 .vi sembra giusto?

    Isabella

    (31 Luglio 2018 - 16:35)

    Di quanto dichiarato dall’on. Damiano, condivido solo la parte riguardante l’improgabile riconoscimento dell’insostituibile lavoro di cura delle donne. L’Italia è uno dei pochi paesi europei dove il welfare grava per una vita sulle spalle delle donne che, nel più assordante silenzio della Politica, si sobbarcano il doppio lavoro. E per non farci mancare nulla, qualche mente eccelsa, fra i nostri governanti, ha pensato bene di aggiungere al danno la beffa, pretendendo che non esistano disparità di genere ai fini pensionistici, tentando di equiparare gli anni lavorativi senza alcuna distinzione fra uomini e donne. Mi fa specie che nessuna voce di dissenso, a riguardo, sia giunta da qualche nostra rappresentante in Parlamento o che qualcuna di loro, abbia avuto la sensibilità di inserirci nell’elenco dei lavori usuranti. A chi volesse lasciarsi andare ad inutili, superficiali commenti, riguardo al tema, solo una domanda: di quante ore si compone la giornata lavorativa di una DONNA?

    Cristian Cuppi

    (31 Luglio 2018 - 14:50)

    Bene per il sostegno politico alla quota 41.
    In molti si chiedono come si possano fornire stime economiche che oscillano da 8 a 20 mld di Euro. È una forbice troppo larga. Inoltre, la quota 41 aveva già visto una precedente stima proprio da Damiano è contemplava anche un aspetto sociale di rilievo per il turn-over.

      massimo

      (31 Luglio 2018 - 21:43)

      SONO D’ACCORDO CON TE ISABELLA. SE HAI SEGUITO I MIEI COMMENTI TI ACCORGERAI CHE HO SEMPRE SOSTENUTO UN DIVERSO TRATTAMENTO TRA UOMO E DONNA IN TERMINI DI RAGGIUNGIMENTO DEL DIRITTO ALLA PENSIONE. SECONDO ME UNA DONNA CHE HA RAGGIUNTO LA QUOTA 95 SENZA LIMITAZIONI DI ETA’ ANAGRAFICA O IN ALTERNATIVA HA 36 ANNI DI CONTRIBUTI DEVE AVERE LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE SE ANDARE IN PENSIONE. CHI NON E’ IN GRADO DI CAPIRE QUESTA DISTINZIONE SIGNIFICA CHE NON CAPISCE IL RUOLO IMPORTANTE CHE RIVESTE LA DONNA NELLA NOSTRA SOCIETA’.

    Redbob

    (31 Luglio 2018 - 14:19)

    Per onestà, però, bisogna anche dire che Cesare Damiano si è sempre battuto per modificare la “Fornero” e già nel 2013 aveva presentato una proposta di legge (pdl 857) a firma sua , Luisa Gnecchi ed alcuni altri del PD e che prevedeva molto di più di quello che ci promettono questi ultimi (ad es. 41 anni senza vincolo di età).
    Il loro problema è che non erano dalla parte giusta del PD. Questa proposta non è neanche mai andata in discussione!
    Il qualunquismo uccide anche la speranza.

    Alberto Manzi

    (31 Luglio 2018 - 13:27)

    un altro che assieme ad altri centinaia di infami che ci hanno rovinato la vita per gli ultimi 7 anni… “Chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”…. sempre lo stesso. RIP.

    Pantaleo

    (31 Luglio 2018 - 12:03)

    Bravo..!!!!
    Quando governavate voi non si poteva vero…?????
    Siete tutti uguali!!!!!
    Mi fate un po’ schifo!!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *