Pensioni 2018, novità all’8/1 da Simonetti: solo con Salvini premier via la Fornero

Le ultime novità all’8/1  sulla Riforma delle pensioni 2018 giungono da Roberto Simonetti, Lega Nord, che rassicura tutti coloro che sono rimasti delusi dal capitolo previdenziale  dell’ultima legge di bilancio. Solo con Salvini premier, annuncia, sarà possibile l’abolizione della Legge Fornero. Ecco le ultime dichiarazioni dell’onorevole leghista:

Riforma pensioni, oggi 8/1: solo con Salvini premier via la Fornero

E’ da sette anni, a partire dall’approvazione del Salva Italia di Monti – Fornero del 2011, che la Lega vuole modificare la riforma delle pensioni che ha portato, a partire dal 2019, i lavoratori, sia uomini che donne, a dover compiere i 67 anni di età per potersi congedare dal lavoro e poter così andare in pensione.

Bene fa quindi il nostro Segretario Federale Matteo Salvini a imporre alla coalizione di centro destra come primo punto programmatico la cancellazione della Legge Fornero.

In questa legislatura molte sono state le proposte di legge della Lega, a prima firma del capogruppo Fedriga, mie dirette proposte, decine di miei emendamenti su molti provvedimenti , anche alla legge di bilancio per l’anno 2018 discussa a metà dicembre scorso, che prevedono una radicale trasformazione delle caratteristiche  necessarie per poter accedere al sistema pensionistico.

La linea da seguire è molto semplice quanto rispettosa della dignità delle persone: dopo 41 anni di lavoro è giusto poter dire basta e  non si può obbligare i lavoratori a stare in fabbrica, in cantiere, e in tutti i luoghi di lavoro  fino a 67 anni.

Le proposte di riforma pensioni della Lega che non sono passate, ne parla Simonetti

Abbiamo proposto una pensione di vecchiaia a 63 anni di età con 20 di contributi, unita alla pensione di anzianità con 41 anni di contribuzione, oppure la famosa “Quota 100” da intendersi come somma dell’età anagrafica e contributiva. Ho presentato emendamenti per la proroga di “Opzione Donna” al 2018, la sterilizzazione dell’adeguamenti di vita al 2021.

L’ unica risposta che abbiamo ricevuto in Commissione Bilancio dal Governo è stata: “parere contrario”, senza commento, senza nessuna giustificazione.

Il Partito Democratico propone invece  l’Ape sociale e l’Ape volontario. Se il primo dà soddisfazione a certe categorie di lavoratori gravosi, mettendo però in competizione tipologie di lavoro con altre e creando delle discriminazioni inaccettabili, i numeri non confortano però la portata del provvedimento: solo il 7 per cento dei pensionandi potrà usufruire di detto anticipo! La Lega vuole interessarsi e risolvere il problema anche ai restanti 93 per cento dei lavoratori!

Riforma pensioni 2018, Lega contraria all’Ape volontaria

Per non parlare poi dell’Ape volontario, con il quale il pensionando deve accollarsi un mutuo ventennale con tanto di interessi bancari ed obbligo assicurativo per poter accedere alla pensione … sostanzialmente deve pagarsi due volte un diritto che era già suo, che è già stato onorato  attraverso la contribuzione obbligatoria.

L’unica vera risposta che il Governo ha dato è che ha aumentato  l’età lavorativa di ulteriori 5 mesi per l’applicazione delle regole sull’aspettativa di vita, non volendo approvare la sterilizzazione di tale adeguamento, portando il tetto minimo a 67 anni dal 2019, “regalando” così ai nostri lavoratori la medaglia d’oro dei più penalizzati d’Europa, visto che  in Germania  l’età pensionabile è fissata a 67 anni “solo” dal 2029, o al Regno Unito, ove l’età richiesta per accedere alla pensione è pari a 65 anni, per uomini e donne, a decorre dal 2018, o ancora l’Austria, che pone in quiescenza a 65 anni gli uomini ed ancora a 60 anni le donne, con un aumento progressivo per parificarne l’età pensionabile entro il periodo 2024-2033

Ecco quindi il perché, per serietà, coerenza e dignità verso i nostri elettori, il centro destra non può prescindere dall’abrogazione della Legge Fornero.  Poi conclude : E solo con Salvini Premier abbiamo la certezza che questo accada.

Riforma pensioni 2018: abolire la Legge Fornero sarà possibile?

Certi della buona fede delle promesse fatte, non solo dalla Lega, ricordiamo, altresì, che il capitolo previdenziale è al centro dell’accesa campagna elettorale che ha già preso il via. Moltissimi quelli che, sapendo l’importanza del tema trattato, cavalcano l’onda del ‘tutto possibile’. Sebbene ci auguriamo che qualcosa per i lavoratori  possa essere fatto, bisogna vedere quante parole potranno, effettivamente, essere concretizzate da chi salirà al Governo. Auguriamo a tutti buon lavoro, nella speranza, questo ciò che conta realmente, che la sorte dei lavoratori possa migliorare.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni 2018, novità all’8/1 da Simonetti: solo con Salvini premier via la Fornero

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    8 Gennaio 2018 in 19:04
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    Per correttezza correggo l’altro mio commento delle ore 18 e 47, ovvero, dopo essermi documentato meglio, specifico che il Ministro PADOAN HA DETTO SOLO CHE E’ DISPONIBILE A CANDIDARSI E NON HA DETTO PER IL PD, COME AVEVO ERRONEAMENTE SENTITO IN TV e riportato nell’altro mio commento .
    Scusate l’occorso.

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    8 Gennaio 2018 in 18:47
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    In più il Signor Ministro Padoan, che ha dato la disponibilità a candidarsi per il PD, ci dice che sarebbe un grave errore abrogare la legge pensionistica Fornero perché ciò inciderebbe negativamente sia sull’INPS che sul sistema finanziario (se ho ben sentito la notizia in tv). Premesso che non vedo nesso tra i contributi pagati dai lavoratori per la loro pensione e il sistema finanziario, (o il debito pubblico cui sono stati destinati gli 84 miliardi “risparmiati”con la legge pensionistica Fornero), e che, quindi, tali problemi andrebbero, PROPRIAMENTE, affrontati con risorse trovate nella fiscalità generale, OSEREI DIRE CHE SI E’ SCOPERTA L’ACQUA CALDA; ANZI, SE LE PENSIONI NON LE PAGASSERO PIU’ DEL TUTTO, L’INPS NE TRARREBBE ANCOR PIU’ GIOVAMENTO, COSI’COME LA FINANZA E IL DEBITO; PERO’ C’E’ UN PICCOLO PARTICOLARE: PERCHE’ I LAVORATORI DOVREBBERO PAGARE CONTRIBUTI PER ANDARE IN PENSIONE QUASI DA MORTI? UN PICCOLO PARTICOLARE CHIAMATO “DIRITTO”.

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      8 Gennaio 2018 in 19:18
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      Altra errata corrige al mio commento delle ore 18 e 47: scusate il rimbambimento da panettone: laddove scrivo: “… (o il debito pubblico cui sono stati destinati gli 84 miliardi “risparmiati”con la legge pensionistica Fornero)… devo chiedere scusa e correggere: i miliardi in questione sono 80 e non 84 come erroneamente ricordato e scritto.
      Scusatemi.

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