Pensioni 2018, novità Rizzetto su Quota 41: ecco le intenzioni del Governo

La diatriba sulla quota 41 sì o quota 41 no prosegue al 20/9/2018, le intenzioni del Governo sulle misure di pensione anticipata sono poco chiare; se risultano ancora nebulose sulla quota 100, non definiti i paletti e il requisito anagrafico richiesto, 62 o 64 anni?, paiono assolutamente incerte le sorti per i precoci ed i quarantunisti, ossia coloro che hanno già alle spalle 41 anni di contributi versati. L’onorevole Walter Rizzetto,  Fratelli D’Italia, ha provato ad interrogare il Governo sulla cosiddetta Quota 41, ecco quanto ha risposto l’esecutivo per voce di Cominardi, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Pensioni anticipate, Rizzetto: quali le prospettive di riforma sulla quota 41?

Così scrive l’onorevole Rizzetto sulla sua pagina personale Facebook, ove, a dimostrazione di quanto deciso dal Governo, allega i documenti con la risposta ricevuta all’interrogazione a risposta immediata da Cominardi, : “Ho appena chiesto al Governo le intenzioni sulla cosiddetta #Q41 ovvero sulla legittima e virtuosa possibilità di uscire dal mondo del lavoro dopo 41 anni di contributi versati e fatica. Ebbene, per voce del Sotto Segretario Cominardi, questa è la risposta. Vedete voi, io non l’ho trovata. Gioco, partita, incontro”

Riportiamo la risposta fornita dal rappresentante del Governo giallo-verde sulle prospettive di riforma in ambito previdenziale ‘quota 41’ , affinché ognuno di voi possa, leggendo, farsi la propria opinione: “Per ciò che riguarda il nostro sistema pensionistico ritengo necessario e urgente provvedere all’introduzione di nuovi canali di uscita, più equi e agevoli, al fine del conseguimento della prestazione pensionistica, soprattutto in presenza di una congrua contribuzione da parte del lavoratore, e che mirino a superare le modifiche introdotte dalla cosiddetta Riforma Fornero al fine di agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”.

Quota 41: svelate, forse, le intenzioni del Governo

Così prosegue Cominardi, cercando di illustrare cosa farà il Governo: “Cercheremo di consentire ai lavoratori che già hanno prestato la loro attività per un numero consistente di anni di uscire dal mondo del lavoro con la garanzia di un reddito da pensione che rispetti i parametri costituzionali dell’adeguatezza e della proporzionalità. Avremo innanzi a noi il dettato dell’art 36 della Costituzione e garantiremo, con  norme misurate in grado di tutelare la stabilità economica del Paese un’esistenza libera e dignitosa a tutti i lavoratori. Non trascureremo al contempo, di valutare la fattibilità di misure che tutelino massimamente i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente usuranti e gravose.

Poi conclude: “In questa ottica troverà ragione anche la pensione di cittadinanza con l’obiettivo di dare dignità e sostegno alle fasce più deboli in Italia, e nello specifico, a favore di coloro che ricevono un assegno pensionistico inferiore a 780 euro. Questa così come altre importanti misure saranno centrali nella prossima legge di bilancio e nel successivo percorso del nostro Governo, certi di dare risposte efficaci alle istanze di cittadini e lavoratori”.

Pensioni quota 41, tutto chiaro?

Per completezza riportiamo cosa cita l’articolo 36 della nostra Costituzione, affinché tutti possano comprendere il riferimento nel testo del sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”

Proprio la frase  “pensione che rispetti i parametri costituzionali dell’adeguatezza e della proporzionalità”, potrebbe sembrare in contraddizione, secondo anche le ultime dichiarazioni di  Brambilla e Damiano, rispetto al principio su cui si basa, invece,  la pensione di cittadinanza, a cui si fa peraltro riferimento nel testo, che invece garantisce un minimo pensionistico (780 euro) indipendentemente dai contributi versati.

A differenza dell’onorevole Rizzetto– con cui ci siamo confrontati oltreché sulla sua interrogazione sulla quota 41 anche su altre tematiche (quota 100 dai 62 anni, pensioni di cittadinanza) in un’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva e che pubblicheremo in giornata-  voi avete compreso le reali intenzioni del Governo sulla quota 41? A vostro avviso verrà approvata nella prossima legge di bilancio?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

14 pensieri riguardo “Pensioni 2018, novità Rizzetto su Quota 41: ecco le intenzioni del Governo

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    22 Settembre 2018 in 22:33
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    Se non venisse approvata quota 41 o 42 penso che gran parte delle persone come me che a marzo 2019, con 59 anni di eta, completerà il 42 esimo anno contributivo, si sentiranno veramente presi per il culo!
    Quelli che rientrano nella quota 100, con 62, 63, 64 o 65 anni con 38, 37, 36, 35 o addirittura 34 ann, i potranno andare in pensione avendo iniziato a lavorare dieci anni più tardi e pagato dai cinque ai otto anni in meno di contributi!!
    Tutto ciò significa che torniamo come quando certa gente andava in pensione, con il retributivo con 15, 19, 25 e 35 anni di contribuì versati.
    Qualcuno potrebbe obiettare come fanno certi personaggi politici che l’aspettativa di vita è cambiata, ma io tengo a sottolineare che certa gente è ancora viva ed in salute e continua s ricevere l’assegno della pensione da ormai più di quarant’anni…. Diritti acquisiti come i vitalizi dei politici che percepiscono pure la pensione!!!
    Intanto chi come lo sfigato che ha iniziato a lavorare molto giovane deve pagare per queste schifezze e si sente pur dire che è un egoista perché non pensa alle future generazioni, per non parlare di chi continua ad affermare che gli immigrati pagheranno le pensioni a noi!!
    Sta di fatto che i nostri giovani, gran parte disoccupati od emigrati all’estero difficilmente iniziano a lavorare se non dopo i trent’anni e per quanto riguarda gli immigrati hai voglia che quei pochi che lavorano riescano a colmare le casse disastrate dell’INPS.
    Quindi è evidente che il nuovo governo gialloverde, è l’ultima speranza per i lavoratori precoci e se dovesse fallire nelle promesse firmate in contratto con gli stessi avrebbe sicuramente le valigie pronte per tornarsene a casa ed in questo caso non resterebbe il nulla, e se ora il cinquanta per cento degli italiani non crede più nella politica e non va più a votare, l’astensionismo e la sfiducia potrebbero sfociare in qualcosa di molto serio per il nostro Paese e per il futuro prossimo.
    Infine non lamentiamoci se i giovani bravi scappano all’estero ed i pensionati hanno iniziato ad emigrare in paesi come Portogallo, Spagna, Romania ed altri posti dove le tasse sono minori ed il vivere costa meno che in Italia!!!
    Pensate che razza di Paese stiamo diventando.

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      23 Settembre 2018 in 19:51
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      Ho 60 anni a giugno e 42 anni di contributi.se non mantengono le promesse brucio il certificato elettorale.nulla altro da dire.

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    21 Settembre 2018 in 19:03
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    Antonio, hai ragione; una volta in Tv ho visto l’intervista ad un signore, auto dichiaratosi “pensionato sociale”, che pagava una quota di, non rammento bene, comunque intorno ai venticinquemila euro in circolo sportivo esclusivo di Roma! Alla domanda di come facesse ha risposti che aveva un negozio e che aveva sempre lavorato in nero!

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    21 Settembre 2018 in 19:00
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    A 69 anni vado a giocare in cortile! Magari…

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    21 Settembre 2018 in 11:54
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    Caro GIUSEPPE vedo che mi attribuisci cose che non mi risulta di aver mai scritto; riporto il tuo fantasioso commento affinché o tu te ne renda conto oppure mi indichi il mio commento nel quale avrei scritto quanto scrivi,OVVERO: “…Renato, Giuseppe C.; quanto astio per soli tre mesi per l’attuale governo. Incompetenti, cialtroni, fancazzisti ecc. ecc. ma a chi vi state riferendo? Fedeli, Lorenzin, Poletti …. dai su. Tornate il computerino al vostro papà e andate a giocare in cortile che un po di aria vi fa bene”.
    NELL’INVITARTI, PER IL TUO BENE, OLTRE CHE A NON METTERMI IN BOCCA COSE MAI SCRITTE ED AD USARE UN FRASARIO PIU’ EDUCATO NEI MIEI CONFRONTI, TI INVITO A SCIACQUARTI LA BOCCA PRIMA, E A “NEANCHE NOMINARE MIO PADRE”, ALTRIMENTI TI VEDRAI CONVOCATO DALLA POLIZIA POSTALE.
    INVITO ALTRESI’ I RESPONSABILI DEL SITO A VOLER INTERVENIRE COME MEGLIO RITENGANO NEI CONFRONTI DI CHI OFFENDA ALTRI UTENTI. GRAZIE.

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    20 Settembre 2018 in 20:44
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    DUE IMBROGLIONI ,PIFFERAI INCANTATORI DI ALLOCCHI L’ITALIA NE È PIENA CIRCA 48% ( VERI E PROPRI IMBECILLI , CREDULONI ), STANNO FACENDO LE PIÙ GRANDI. INGIUSTIZIE ,COSE INCREDIBILI ALLUCINANTI. PREMIARE DEI LAZZARONI CON I NOSTRI VERSAMENTI,REGALARE SOLDI A UNA CASTA. DI EVASORI ( PARTITE IVA CHE DICHIARANO MENO DEI PROPRI DIPENDENTI ) E AI DIPENDENTI DI 41/42/43 ANNI UN BEL CAZZO GIGANTE IN QUEL POSTO

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    20 Settembre 2018 in 18:44
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    Credo che il ministro del lavoro stia scherzando col fuoco, non si può mettere su lo stesso piano chi ha lavorato e versato contributi per 41 anni, con chi non ha mai contribuito al mantenimento economico di questo paese, lavorando in nero . Pertanto, prima di concedere incentivi a questi ultimi, controllate le posizioni economiche poiché camminano con Suv da 30 mila euro e sono proprietari di abitazioni molto dignitose .

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    20 Settembre 2018 in 13:39
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    Per mantenere le promesse fatte da un movimento composto da un massa di incompetenti , cialtroni e fancazzisti un ministro si vede ricattato perché non non riesce a trovare fondi. È una situazione surreale , già rubano fondi a chi ha versato , ci ricattano con il paletto del contributivo così ci costringono ad aspettare la Fornero. VEDETE DI ANDATR FUORI DALLE BALLE IN FRETTA, NON VOGLIO RITROVARE FRA UN ANNO IL DUO MONTI FORNERO PERCHÉ VOLETE FAR FALLIRE TUTTO IL SISTEMA CON I VOSTRI INTENTI ASSURDI. I fannulloni andranno avanti come hanno fatto. Per tutta la loro vita

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    20 Settembre 2018 in 11:50
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    Art. 1: ”L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”!
    Sicuri?
    O verrà cambiata la Costituzione in: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, altrui, e su reddito e pensione di cittadinanza”?

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      20 Settembre 2018 in 16:07
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      Renato, Giuseppe C.; quanto astio per soli tre mesi per l’attuale governo. Incompetenti, cialtroni, fancazzisti ecc. ecc. ma a chi vi state riferendo? Fedeli, Lorenzin, Poletti …. dai su. Tornate il computerino al vostro papà e andate a giocare in cortile che un po di aria vi fa bene.
      Ma se fra un po’ vi monta la testa per rispondermi dai …. https://www.youtube.com/watch?v=YbQlYvpPrHg

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    20 Settembre 2018 in 11:40
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    Giusto dare assistenza a chi sia in difficoltà; però NON pagandola coi soldi altrui, ovvero, nello specifico, coi soldi delle pensioni altrui, conseguite secondo le leggi vigenti.
    L’Assistenza NON la paghi l’INPS ma, COME ACCADE NEGLI ALTRI PAESI, LO STATO CON LA FISCALITA’ GENERALE PAGATA DA TUTTI , e NON SOLO I LAVORATORI COI LORO DIRITTI E I LORO SOLDI E LE LORO PENSIONI.

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      21 Settembre 2018 in 13:19
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      Caro GIUSEPPE vedo che mi attribuisci cose che non mi risulta di aver mai scritto; riporto il tuo fantasioso commento affinché o tu te ne renda conto oppure mi indichi il mio commento nel quale avrei scritto quanto scrivi,OVVERO: “…Renato, Giuseppe C.; quanto astio per soli tre mesi per l’attuale governo. Incompetenti, cialtroni, fancazzisti ecc. ecc. ma a chi vi state riferendo? Fedeli, Lorenzin, Poletti …. dai su. Tornate il computerino al vostro papà e andate a giocare in cortile che un po di aria vi fa bene”.
      NELL’INVITARTI, PER IL TUO BENE, OLTRE CHE A NON METTERMI IN BOCCA COSE MAI SCRITTE ED AD USARE UN FRASARIO PIU’ EDUCATO NEI MIEI CONFRONTI, TI INVITO A SCIACQUARTI LA BOCCA PRIMA, E A “NEANCHE NOMINARE MIO PADRE”, ALTRIMENTI TI VEDRAI CONVOCATO DALLA POLIZIA POSTALE.
      INVITO ALTRESI’ I RESPONSABILI DEL SITO A VOLER INTERVENIRE COME MEGLIO RITENGANO NEI CONFRONTI DI CHI OFFENDA ALTRI UTENTI. GRAZIE.

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    20 Settembre 2018 in 11:31
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    Certo che la frase … “pensione che rispetti i parametri costituzionali dell’adeguatezza e della proporzionalità”, potrebbe sembrare in contraddizione, rispetto al principio su cui si basa, invece, la pensione di cittadinanza, a cui si fa peraltro riferimento nel testo, che invece garantisce un minimo pensionistico (780 euro) indipendentemente dai contributi versati.
    IL PROBLEMA NASCE DALLA CONFUSIONE CHE ALCUNI FANNO TRA PREVIDENZA ED ASSISTENZA, ALCUNI CHE PRETENDONO DI TAGLIARE LA PRIMA, CHE I LAVORATORI SI SONO STRAPAGATA, PER ELARGIRE LA SECONDA CHE, PER L’APPUNTO, ESSENDO ASSISTENZA, NON HA DIETRO NESSUNA CONTRIBUZIONE! IL PIU’ GRANDE CONTROSENSO MAI VISTO FINORA IN CAMPO DI GIUSTIZIA ED EQUITA!, UN QUALCOSA DI INCOSTITUZIONALE CHE DOVRA’, RICEVO L’IMPRESSIONE, ESSERE BLOCCATO SUL NASCERE DA CHI DI DOVERE, IN UNO STATO DI DIRITTO!
    LA COLPA, A CUI SEMBRA NON SI VOGLIA MAI RIMEDIARE, E’ DEL NON AVER SEPARATO, COME NEGLI ALTRI PAESI, LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA, CON ENTE APPOSITO PER L’ASSISTENZA A CUI “TUTTI”, OVVERO LA FISCALITA’ GENERALE (in base al reddito e con trattenute progressive, come da Costituzione), VERSINO, E NON “SOLO I LAVORATORI” COI CONTRIBUTI PER LA “LORO” PENSIONE!
    SIAMO ALL’ASSURDO CHE CHI NON HA MAI VERSATO FORSE PRENDERA’, A VOLTE, QUANTO, SE NON DI PIU’, DI CHI ABBIA VERSATO PER UNA VITA DI LAVORO!
    NON SI RISCHIA CHE CIO’ SIA’ UN INCENTIVO A LAVORARE IN NERO? CHE CI SI CHIEDERA’: “PERCHE’ DEVO VERSARE CONTRIBUTI PER PAGARE PER QUELLO CHE NON LAVORA, NON VERSA, E PRENDE UGUALMENTE 780 EURO? FORSE QUANTO ME?
    L’ONOREVOLE DAMIANO HA RAGIONE.
    BRUTTO PRECEDENTE.

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