Nella giornata di ieri, l’amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni, problemi e soluzioni”, Mauro D’Achille ha incontrato il consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi e ha consegnato il testo con suggerimenti e osservazioni per quanto riguarda la Riforma delle Pensioni. Vediamo allora le ultime novità in materia pensionistica riportando di seguito il testo integrale.
Ultime novità Pensioni 2018: il testo di Mauro D’Achille
“In un periodo di grave crisi occupazionale moltissime persone si trovano a ridosso dei 60 anni disoccupate e/o in gravi difficoltà per il mantenimento del proprio posto di lavoro sia per le patologie, sia per la concorrenza di giovani più motivati, con titoli di studio e competenze informatiche ed a minor costo per il datore di lavoro.
Molte donne, notoriamente uniche responsabili per il welfare familiare, con carriere discontinue e quindi in difficoltà per il raggiungimento della pensione anticipata, dichiarano la loro impossibilità a raggiungere la pensione di vecchiaia. Nonostante le otto salvaguardie, risulta che vi sono ancora seimila esodati antefornero in grandissima difficoltà Abbiamo constatato che, per effetto dei molti paletti posti, i fondi stanziati per Ape social e anticipo precoci permetterebbero un ampliamento della platea degli usufruitori.
Inoltre, che i tempi burocratici per l’accesso a tali misure sono estremamente lunghi, al punto che i primi pagamenti delle pensioni anticipate agli aventi diritto avvengono negli ultimi due-tre mesi dell’anno solare a prescindere dalla data di raggiungimento del requisito e quindi la spesa si contrae ulteriormente. L’innalzamento continuo della aspettativa di vita, unitamente a quello sull’età pensionabile stabiliti dalla riforma Sacconi prima e dalla Fornero poi, andrebbe rivisto sia nella misura che nelle scadenze che nelle tipologie di lavoro: a questo scopo auspichiamo che si dia avvio al più presto alla apposita commissione di studio già prevista”.
Ultime news Pensioni 2018: i 12 punti su cui discutere
La lettera continua poi con le 12 proposte che il gruppo ha sottoposto a Leonardi e che vi riportiamo qui di seguito e che riguardano le Pensioni 2018: “A fronte di queste considerazioni, Le sottoponiamo le nostre proposte
1) velocizzazione delle pratiche per il pensionamento anticipato, escludendo l’anno solare e le date fisse per la presentazione della domanda di verifica al diritto
2) congelamento della aspettativa di vita non solo per i lavori gravosi e usuranti, ma anche per tutti gli altri aventi diritto all’anticipo pensionistico. In subordine, quanto meno per i disoccupati affinché si vedano diminuire il costo dei versamenti volontari
3) ampliamento della platea per i gravosi ed inserimento di tale elenco ai lavori usuranti come riconosciuti dal dlgs 67/2011
4) abbassamento della percentuale di invalidità, attualmente al 74% , per il diritto all’accesso. In subordine, riduzione della adv in percentuale a partire dal 60%
5) sempre a proposito di invalidi, riconoscimento alle mamme di figli disabili 100% con accompagno, di un bonus contributivo di due mesi per ogni anno di assistenza fornita, al pari degli invalidi lavoratori. In subordine, almeno un mese per anno con un limite massimo di cinque anni.
6) rendere strutturale ape social e volontaria
7) in caso di licenziamento, dimezzamento dei contributi volontari e/o possibilità di uscita con calcolo contributivo
8 ) bonus contributivo mamme (come per Ape) anche per pensionamento di vecchiaia
9) abrogazione del biennio di attesa per il TFS dei dipendenti pubblici parificandoli ai privati
10) cumulo gratuito valido per tutte le opzioni di uscita anticipata (OD, esodati etc.)
11) applicazione del bonus Renzi di 80 € ad ogni tipo di pensione o, in subordine, diminuzione delle aliquote Irpef.
12) separare i bilanci di spesa previdenziale e assistenziale, detraendo dal bilancio previdenziale la contribuzione Irpef
Mi rendo conto di essere stato alquanto prolisso e, in qualche punto, non aver mantenuto fede al mio proposito di economicità, ma ho cercato di elencare i punti maggiormente qualificanti da un punto di vista sociale. Quel che non è possibile ottenere presto non è detto che non lo si possa avere successivamente. Auspico naturalmente altre iniziative squisitamente politiche che esulano da questo contesto ma che possano incentivare un ammorbidimento della necessità di procrastinare continuamente il pensionamento, quali quelle di una sempre maggiore occupazione che possa far aumentare le entrate verso l’INPS e, nel contempo, far diminuire il numero degli aventi diritto ad uscite assistenziali”.
