Pensioni 2018, taglio di quelle d’oro e ricalcolo contributivo: Damiano avverte ‘pericoloso’

Le ultime novità sulle pensioni al 5 luglio 2018 arrivano direttamente da Cesare Damiano che si dice molto preoccupato sul taglio degli assegni d’oro proposto da Di Maio che prevedrebbe non il collaudato ‘contributo di solidarietà’, ma piuttosto il principio del ricalcolo dei contributi. Questo meccanismo dice Damiano è molto pericoloso e creerebbe il precedente per andare a mettere mano anche sulle pensioni già in essere di quanti prendono ben meno di 5000 euro al mese.

Le parole di Boeri, infatti, aggiungono ulteriore preoccupazione in tal senso, egli non si limita a parlare di pensioni d’oro ma dice: ‘Non si vedono ragioni per tagliare le pensioni per il solo fatto di avere un importo elevato. Non esistono pensioni d’oro, d’argento o di bronzo. Questo aspetto dice Damiano va tenuto sotto controllo, le sue parole.

Taglio pensioni d’oro e ricalcolo contributivo, Damiano: ‘Quello che Di Maio e Boeri non dicono’

Damiano spiega le sue titubanze a partire dalla frase di Boeri che nasconde molte insidie: “In sostanza, per il presidente dell’Inps è il sistema retributivo a essere messo sotto accusa. In questo caso, il problema non e’ se la pensione ha un importo elevato (d’oro), ma se e’ pagata con il sistema retributivo, anche se parzialmente. Questa scelta coinvolgerebbe la maggioranza degli attuali pensionati, compresi gli operai che hanno le pensioni di ‘bronzo’.

Questo è assolutamente pericoloso spiega Cesare Damiano, del partito democratico, nella sua ultima nota stampa:  “Un’inedita alleanza tra il Presidente dell’Inps Boeri e il ministro Di Maio, sta preparando un calice amaro per i pensionati“. Il rischio è che “Si parta dai vitalizi, si passi alle pensioni d’oro, e sul loro taglio siamo perfettamente d’accordo, ma purtroppo non ci si fermerà li’. Poi dopo aver spiegato il rischio insito nel provvedimento, aggiunge, pregando il Governo di fare marcia indietro

Il Governo ci ripensi, provvedimento ad alto rischio

Sarebbe paradossale se la coalizione giallo-verde, che ha vinto le elezioni con lo slogan del superamento della legge Fornero, si rendesse responsabile di introdurre un principio, il ricalcolo, che aprirebbe la porta al taglio di tutte le pensioni, anche di quelle piu’ basse”. Damiano aggiunge: “Dico a Salvini a Di Maio: fermatevi e cambiate strada. L’obiettivo del taglio, giustissimo, a vitalizi e pensioni d’oro lo si faccia, ma con un robusto contributo di solidarietà a partire dai 5.000 euro netti mensili. Non tocchiamo le pensioni di importo inferiore”.

Dello stesso avviso Orietta Armiliato amministratrice del Comitato Opzione Donna Social che scrive: “Condivido il post di Cesare Damiano per sottolineare l’importanza di alcune dichiarazioni che, propagandate abbondantemente come misure di equità, in realtà nascondono subdole insidie anzi, pericoli, per i pensionati”  poi rivolgendosi alle proprie iscritte lancia un allarme di non poco conto.

Le donne ancora nel mirino?

Così Armiliato, in un lungo post: “Il Presidente Cesare Damiano, lancia un importante monito che non possiamo sottovalutare anche in relazione al fatto che molte lavoratrici hanno scelto di utilizzare come tipologia di pensionamento la misura dell’Opzione Donna in funzione di poter contare su un introito pensionistico complessivo, derivante dall’ammontare della pensione di reversibilità più OD appunto, che potesse assicurare loro un reddito dignitoso. Dunque, si palesa un ulteriore rischio per le donne che sono oggetto di mille e un provvedimento vessatorio sia rispetto alla quiescenza sia rispetto al mondo del lavoro.

Ora: alla vigilia di un possibile annunciato ripristino di questo istituto tutto femminile anche se nessuno al momento ha il bene di conoscerne i termini per poter nell’eventualità accedere, oltre ai limiti in termini numerici palesati visto che si parla di finanziare il provvedimento solo utilizzando coperture derivanti da ipotetici risparmi (?!?) e dunque, in questi caso, potrà accedere solo di una mini-platea di donne ora, dicevo, si stanno ventilando anche questi inquietanti aspetti di possibile ricalcolo delle pensioni in essere, rendendo proibitivo l’eventuale accesso alla misura, pena una insostenibile situazione economica per molte donne.

In conclusione invita gli organi preposti a monitorare affinché un provvedimento divenga vessatorio per le donne di oggi e di domani: “Chiediamo a Tutti gli organi preposti (Sindacati, Partiti, Comitati, Associazioni etc.) di vigilare e di non perdere di vista questo pericoloso aspetto che deve essere assolutamente rilevato e monitorato. #perledonnedioggiedidomani”. Sulla questione è intervenuto anche Mauro D’Achille, amministrato del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni che ha scritto.

D’Achille e Obinu: Non si tocchino le pensioni più basse

Non lasciamo che l’ingenuità di Di Maio, unita al populistico taglio delle pensioni d’oro, permetta a Boeri di ricalcolare con il contributivo TUTTE le pensioni! È sempre stato quello l’obiettivo dell’INPS, che dai risparmi su TUTTE le pensioni può ricavare cento miliardi l’anno. Possibile che l’invidia sociale possa obnubilare così tanto le menti della gente?”

Antonello Obinu, ha aggiunto: “Il ricalcolo delle pensioni in essere con il sistema contributivo crea un precedente pericoloso, un domani potrebbe essere applicato a tutti i pensionati che non hanno pensioni elevate riducendo notevolmente l’assegno. Strada pericolosa che porterebbe a ledere un diritto acquisito con il conseguente elevato numero di ricorsi”.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981, ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino con una tesi dal titolo “L’indebitamento delle famiglie in Italia tra difficoltà, desiderio, identità e strategia”. Ho focalizzato negli ultimi anni il mio interesse di ricerca sui temi riguardanti l’indebitamento delle famiglie italiane e il credito al consumo. Nel febbraio 2010 ho pubblicato con Meloria Editore l’ebook “Il credito al consumo: strategia di vita o trappola? Il fenomeno dell'indebitamento e la sua evoluzione sociologica”. Ho collaborato dal 2006 al 2012 presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino partecipando a progetti di Ricerca sulla transizione alla vita adulta e sulla crisi del Ceto Medio, scrivendo 3 capitoli del libro “Restare di Ceto Medio” edito da Mulino nel 2010. Attualmente , dopo aver vissuto in Germania per 4 anni, sono tornata a risiedere a Torino e i miei principali interessi riguardano i temi economici-sociali . Nell'ultimo periodo dal 2013 ad oggi collaborando con più testate giornalistiche online sono divenuta 'esperta di lavoro ' mi occupo principalmente di stilare articoli riguardanti tutto ciò che concerne il tema pensioni! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista.

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