Pensioni 2018 ultime novità oggi 18 dicembre: Di Maio insiste ‘Via la Fornero in 5 anni’

Al centro del confronto politico di questi giorni, e forse possiamo dire anche al centro della campagna elettorale, resta il tema della Riforma delle Pensioni 2018 e dell’abolizione della Legge Fornero che è tornata come slogan sia per il Movimento 5 stelle che per la Lega Nord.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi scaturite dalle dichiarazioni di Di Maio durante la trasmissione di Rai 3 “In Mezz’ora” il candidato premier del M5S è tornato a fare chiarezza su come intende fare per abolire la Legge Fornero.

Ultime novità Pensioni anticipate 2018: Di Maio e il piano per abolire la Fornero in 5 anni

Di Maio dopo le polemiche torna sulla sua dichiarazione di  abolire la legge Fornero e lo fa in maniera più cauta e spiegando come non sia possibile eliminarla da un giorno all’altro: “I 12 miliardi, quelli che il Movimento 5 stelle intende recuperare dai tagli alle pensioni d’oro, quelle sopra i 5.000 euro al mese servono per iniziare un percorso graduale, in cinque anni di governo che voglio portare avanti, non per abolire la legge Fornero tout court“.

Un piccolo passo indietro per spiegare meglio la sua posizione o forse per proteggersi dalle molte critiche che sono arrivate negli ultimi giorni al leader del M5S su questi argomenti.

Pensioni 2018 ultime notizie di oggi 18 dicembre: le parole di Di Maio

Durante l’intervista su Rai 3 Di Maio ha poi spiegato anche che sarà necessario “Superare la legge Fornero soprattutto per quanto riguarda i lavori usuranti“. “Ma vogliamo eliminarla tutta durante i cinque anni di governo.”

Ha poi continuato spiegando che “Per me le pensioni d’oro – ha precisato per evitare nuovi fraintendimenti- sono dai 5.000 euro in su: quelle si devono tagliare”. Vi invitiamo a tornare su Pensionipertutti ogni giorno per esser sempre aggiornati con le ultime novità sulle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni 2018 ultime novità oggi 18 dicembre: Di Maio insiste ‘Via la Fornero in 5 anni’

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    21 Dicembre 2017 in 10:44
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    Via la legge Fornero ma non per tagliare le pensioni altrui per dare ad altri! FAR PAGARE GLI EVASORI E LA FISCALITA’ GENERALE!
    Altrimenti si rischia di creare un precedente, tagliando le cosiddette pensioni d’oro, per cui, poi, cade il principio dell’intoccabilità dei diritti! E una volta caduto è caduto per tutti, con pensioni alte e pensioni basse!
    Il cosiddetto “popolo bue” applaude sempre quando tagliano i diritti altrui, senza rendersi conto che poi, prima o poi, taglieranno anche i suoi!

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    21 Dicembre 2017 in 10:38
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    Invece di tagliare pensioni e diritti dei lavoratori pensionandi non sarebbe bene far pagare la fiscalità generale? Meglio ancora sarebbe far pagare i 120 miliardi annui di evasione fiscale per i cinque anni pregressi, per un totale di 600 miliardi l’anno; in meno di quattro anni si azzererebbe il debito; perché non lo si fa e si rimanda da decenni? Perché, invece, si prendono sempre i soldi dal salvadanaio in cui è stato ridotto l’INPS? Perché invece di far pagare i fuorilegge si cerca di colpire sempre le persone per bene, i lavoratori che la legge l’hanno sempre, obbligatoriamente (perché i contributi vengono prelevati in busta paga prima ancora che il lavoratore possa vederli), rispettata, tagliando le loro pensioni?
    Non può essere rischioso, non volendo, fare quello che a me sembra essere un rischiare di mettere generazioni e classi sociali l’una contro l’altra (giovano contro anziani, pensionati sociali contro pensionati con alti versamenti, pensionati contro disoccupati ecc.)? Non si rischiano contraccolpi di guerra ed odio sociale? La contrapposizione giusta dovrebbe essere quella di contrapporre fuorilegge evasori e persone che rispettano la legge.

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    20 Dicembre 2017 in 22:24
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    Ho ascoltato l’Onorevole Di Maio a “Otto e mezzo” del 20 dicembre 2017. Grande sconcerto. Dichiara, ripeto non testualmente, che vorrebbero, se vinceranno le elezioni col 40% dei voti, ricalcolare le pensioni superiori a 5.000 euro netti in base ai contributi effettivamente versati; presumo si riferisca a quelle già in essere dato che, per le altre, c’è il contributivo. Comunque sia, a domanda della S. Gruber in merito al problema (problema? quando mai il diritto è un problema?) dei diritti acquisiti risponde che, ripeto non testualmente dato che non ricordo, si modificherà la Costituzione per passare sopra a questo problema, altrimenti non si va da nessuna parte, se uno con la pensione sociale da trecento euro deve vedere uno con una pensione da diecimila . A parte che, volendo essere coerenti, io mi domando che versamenti abbia effettuato uno con la pensione sociale, e la risposta è 0, la cosa mi inquieta, non perché io sia titolare di pensione da 5.000 euro ma perché vedo, è la mia impressione, rischioso per la democrazia fare una Costituzione che sia un po’ meno costituzionale rispetto al DIRITTO acquisito e, quindi, è la mia impressione, rispetto al diritto.
    Poi occorrerà fare una Costituzione che cambi ogni qualvolta cambi il potere d’acquisto: faccio un esempio: nel 1973 lo stipendio di un bancario era di 270.000 lire mensili, circa 135 euro; oggi è di circa 1800 euro, senza indennità di cassa.
    Magari, tra quaranta anni, per il potere d’acquisto cambiato, lo stesso stipendio sarà di 25.000 euro: allora che succede? Si ricalcoleranno a contributivo (ovvero 0) anche le pensioni sociali da 300 euro che, nel frattempo, saranno rapportate, per lo stesso potere d’acquisto a, che so, 7.000 euro?
    La mia generazione diceva: “l’immaginazione al potere”; quella attuale, forse, esagera?

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    20 Dicembre 2017 in 19:44
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    Tra cinque anni molti di coloro che sono stati bloccati dalla legge Fornero, per quanto riguarda gli anni necessari per la pensione, avranno quasi raggiunto il traguardo, o saranno a due o tre anni dallo stesso, salvo imprevisti.
    Per quanto riguarda il metodo, mi sembra si voglia usare lo stesso della legge Fornero?: tagliare? Tagliare a chi più ha versato?: infatti, immagino che, se la pensione “è d’oro”, probabilmente, anche i “contributi versati” saranno “d’oro”. E, allora, che giustizia è tagliare a chi tanto versa per dare a chi poco versa?Allora la si smetta di prelevare, OBBLIGATORIAMENTE, LO RAMMENTO, OBBLIGATORIAMENTE, contributi più alti quanto più alto sia lo stipendio, se poi non si vuole dare una pensione rapportata agli stessi contributi versati.
    L’Italia è uno Stato di diritto; non penso che qualcuno possa tagliare diritti sopra tot euro semplicemente perché sia stato, eventualmente, votato dalla maggioranza degli elettori.
    Il diritto è diritto.

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    19 Dicembre 2017 in 19:08
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    Credo sia assurdo pensare che un giovane trentacinquenne con 13anni di contributi nel 2017 secondo le nostre leggi e varie aspettative di vita vada in pensione con 45 / 46 anni di contributi e quasi settanta anni come a dimostrare che le nuove generazioni siano infestate di ignoranti condannati a versare 46 anni di contributi per godersi forse 15 anni di pensione sempre che trovino la possibilita’ di lavoro continuo e non precario comunque sia i giovani saranno condannati a versare per poi morire prima di riscuotere , perché a 60 anni invece di percepire la pensione l’ Inps non restituisce il capitale versato ad ogni lavoratore ??

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    19 Dicembre 2017 in 9:21
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    Via la fornero subito , esodato non entrato in ottava salvaguardia esodati per 2 mesi al compimento di 61,7 anni a 36 mesi da fine mobilità!! È con la mia pensione scippata che pagate l’enorme debito pubblico??? Vergognatevi

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    18 Dicembre 2017 in 20:44
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    61 anni , 40 anni di contributi disoccupato da 6 anni e vado a mangiare alla caritas …maledetti assassini

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    18 Dicembre 2017 in 18:15
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    È una vergogna quella legge sulle pensioni!!
    Nata il 23/02/1965 ed
    Essendo diversamente abile al 100% e ho iniziato a lavorare dal 16/03/1984 devo aspettare fino a 67 anni??
    Vergognosissimo!!

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