Pensioni 2018, ultimissime novità: altro che anticipate, pagarle sarà un problema

Le ultimissime novità sulle pensioni al 16 marzo 2018 giungono dal quinto rapporto itinerari previdenziali, che evidenziano forti criticità per l’Italia, si legge infatti che il nostro Paese sta diventando sempre più vecchio e pagare le pensioni in futuro potrebbe divenire un problema. Dunque mentre i cittadini sperano nell’abolizione della Legge Fornero e nelle misure di pensione anticipata promesse in campagna elettorale tra queste, proroga opzione donna, quota 100 e quota 41, dall’altro gli scenari a livello di sostenibilità del sistema pensionistico non sembrano rosei. I dettagli emersi dal rapporto.

Pensioni 2018, Italia paese vecchio, a rischio sostenibilità sistema pensionistico?

Il Rapporto sembra parlare chiaro: negli ultimi 40 anni la speranza di vita alla nascita è passata da 69,6 anni nel 1976 a 80,6 nel 2016 per gli uomini e da 76,1 a 85,1 per le donne. Inoltre come conseguenze del calo delle nascite, diminuiscono le persone in età da lavoro, mentre aumentano coloro che percepiscono un assegno previdenziale. Ragione per cui , si legge nel rapporto “Ciò comporta – e comporterà – delle conseguenze per quanto riguarda la sostenibilità del sistema pensionistico”. Certo le proiezioni sono a lungo termine, ma i dati meritano attenzione:

“Rispetto alla composizione per età – si legge ancora nel rapporto -, le previsioni per i prossimi 4-5 decenni mettono in luce il massiccio e continuo aumento degli ultra64enni sino a raggiungere il valore massimo di poco meno di 20 milioni di unità attorno al 2050 – di cui 8 milioni saranno persone con almeno 80 anni – mentre prospettano una diminuzione, senza soluzione di continuità, del totale di residenti in età inferiore a 20 anni (nel 2065 saranno oltre due milioni in meno rispetto a oggi)”.

L’Italia sintetizza il rapporto appare come un Paese vecchio in cui pagare le pensioni negli anni a venire potrebbe effettivamente divenire un serio problema.

Pensioni 2018, quali soluzioni possibili?

Quali potrebbero essere allora le soluzioni affinché il sistema previdenziale regga e possa dunque usufruirne non solo chi è prossimo alla pensione ma anche quanti confidano oggi di poterci andare un domani? Secondo lo studio per rendere sostenibile il sistema pensionistico è più che mai necessario intervenire su alcune leve a livello macroeconomico. In tal senso “si dovrebbe poter efficacemente intervenire sulla crescita di alcuni fattori, quali la produttività, la partecipazione al mercato del lavoro (specie da parte femminile) e l’occupazione, ma si tratta di obiettivi che – almeno visti con l’ottica del nostro tempo – richiedono uno straordinario impegno e non sono certo di facile realizzazione”.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni 2018, ultimissime novità: altro che anticipate, pagarle sarà un problema

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    17 Marzo 2018 in 10:40
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    ho 61 anni e quando ero scolaro prima e studente dopo e ricordo che i professori ci parlavano di un futuro tecnologico e robotizzato dove l’uomo avrebbe avuto sempre piu’ tempo libero da dedicare alle proprie passioni. Oggi si e’ realizzato in italia finalmente tutto questo… infatti molta gente ha tanto tempo libero in mancanza pero del LAVORO… qualcosa evidentemente non ha funzionato… qui i relativamente ricchi sono proiettati verso una maggiore ricchezza e la povertà si allarga sempre di più…le crisi economiche sociali fanno flagello tra le classe medio e medio basse…l’assistenzialismo e’ spesso al centro della sopravvivenza…l’immigrazione incontrollata infine fa’ crescere l’insicurezza e innesca una guerra tra poveri. “non vorrei scrivere un libro ma vorrei chiudere con un auspicio” politiche mondiali che siano in grado di creare una ripartizione delle ricchezze piu’ degne di una societa’ umana…tutto il resto ne e’ al tempo stesso promotrice e conseguenza di questa azione egualitaria…

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    17 Marzo 2018 in 7:27
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    Cambiano la speranza di vita a seconda della bisogna loro alzano la media alla grande vedi napolitano!!!

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    16 Marzo 2018 in 14:39
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    Con l’impoverimento causato dall’euro (e non solo da quello) gia’ oggi, molti italiani rinunciano alla diagnostica preventiva e alle cure ..!! risultato: oggi nel nord-Italia si vive 3 (tre) anni in meno rispetto alla Germania ma si va in pensione almeno 2 (due) anni piu’ tardi ..!!
    Al sud invece la situazione e’ ancora piu’ grave..!!: si vive “oggi” 6 (sei) anni in meno rispetto alla Germania.
    Non a caso – nel frattempo – e’ cresciuto invece il welfare in Romania e in Bulgaria portando l’aspettativa di vita allo stesso livello del sud-Italia ..!! (dati Istituto Superiore Sanita’)
    Il problema sarebbe un altro: il livello occupazionale – nei fatti sempre piu’ precario – non cresce e sarebbe destinato a scendere se lasciamo le cose come stanno.. Sempre meno giovani potranno versare contributi (se nel frattempo saranno – anche – scappati all’estero..)

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