Pensioni 2018, ultimissime novità Galasso: ‘la controriforma penalizza i più deboli’

Ultime novità su pensioni anticipate, la controrifoma penalizza i soliti noti

Le ultime notizie sulle pensioni al 22 giugno 2018 arrivano da Vincenzo Galasso, Professore di Economia politica alla Bocconi, che con un articolo su ‘Il Sole 24 Ore’ spiega come l’eliminazione della Riforma Fornero, in base all’ultima versione proposta di un’eventuale controriforma, si sia in parte allontanata dalle promesse elettorali fatte, troppo generose, e rischi, per la versione governativa proposta da Alberto Brambilla, di divenire penalizzante per parecchi lavoratori e di risolvere solo parzialmente e di facciata il problema Fornero.

Quota 100 e 41: Galasso, come sono cambiate le proposte

Eliminare la riforma Fornero, dice Galasso, è divenuto uno degli slogan più popolari degli ultimi anni, inizialmente spiega si è andati verso i ‘liberi tutti’ ossia: “tutti in pensione prima, senza riduzione dei benefici previdenziali. Ma soprattutto eliminazione dell’odioso meccanismo che lega l’età di pensionamento all’andamento della speranza di vita. Una promessa tuttavia dai costi proibitivi: 20 miliardi di euro all’anno”.

Poi spiega il docente nel contratto di Governo ci si è ridimensionati e la controriforma ha già perso dei pezzi importanti, ed è stata rivista al ribasso. Così come nessuno parla più del cavallo di battaglia in campagna elettorale ossia dello stop del meccanismo di allungamento automatico dell’età pensionabile legato all’adv. Poi la proposta di quota 100 e 41, troppo ottimistiche inizialmente e che ora sembrano già essere state ridimensionate. Ma che prevedendo soli 5 miliardi di euro come dotazione, rischiano di potare paletti piuttosto proibitivi per una fascia di popolazione.

Pensioni quota 100 e 41 con paletti e penalizzazioni

Infatti l’ultima versione proposta dall’esperto di pensioni della Lega Alberto Brambilla, che ne ha redatto il capitolo previdenziale, lo stop della Fornero si é ‘ulteriormente annacquata’. Cosi Galasso:” Forse per l’esigenza di contenere i costi a 5 miliardi, i criteri di eleggibilità alla pensione anticipata sono stati resi più ristrettivi. L’uscita diretta è (o sarebbe) possibile con 41 anni e 6 mesi di contributi oppure a quota 100, ma con degli importanti paletti. Per la quota 100 sono necessari almeno 64 anni di età e almeno 36 anni di contributi. I contributi figurativi – acquisiti nel caso di cassa integrazione oppure di malattia – sono limitati a soli due anni. Inoltre, ed è questa la novità più interessante, per chi va in pensione anticipata tramite questi due nuovi canali, è previsto il ricalcolo della pensione con il metodo contributivo per il periodo dal 1996 al 2011″

Sebbene prosegue il docente di economia quest’ultima misura, ricalcolo contributivo, sia condivisibile perché segue la logica della riforma Dini del 95, e completa, la riforma Fornero che era stata più magnanima in quanto aveva esteso il contributivo a tutti, ma a partire dal 2012, il ricalcolo avrà risvolti molto importanti sui lavoratori che opteranno per l’uscita anticipata con quota 100 e 41. Come, aggiunge, insegna l’esperienza di Opzione donna, stando alle prime stime di Tabula, la riduzione sulla pensione ultima potrebbe essere del 10% in meno. Inoltre vi sarebbe la mancata conferma dell’Ape sociale che potrebbe danneggiare quanti avevano situazioni disagiate e che allo stato attuale possono uscire dai 63 anni d’età . Poi prosegue certi che : ” Grazie alla restrizione dei criteri di eleggibilità e al ricalcolo con il contributivo, questa proposta ha costi più contenuti: tra i 5 miliardi (dichiarati nel contratto di governo) e i 9 miliardi annui (stime Tabula). Un prezzo che la politica potrebbe essere disponibile a pagare per abbattere almeno la facciata del totem Fornero”.

Pensioni 2018: questa Controriforma servirà a pochi

Il rischio, aggiunge, è però che questa controriforma della Fornero accontenterà poche persone e farà ancora ‘molte vittime’. Potranno effettivamente ritirarsi prima con quota 100 solo coloro che hanno carriere medio -lunghe, gli stessi che avrebbero magari potuto accedere alla pensiona attraverso l’Ape volontario, poi precisa è possibile, infatti, che “la penalizzazione derivante dal ricalcolo della pensione con il costo dell’Ape volontario potrebbe non comportare grandi differenze”.

Ci perderanno invece per certo, dice l’economista, quanti potevano accedere per necessità all’Ape sociale messo a punto dalla passata legislatura: dunque i disoccupati senza ammortizzatori di lungo corso, le persone con un invalidità superiore al 74% e quanti lavorano nelle categorie dei mestieri considerati ‘gravosi’ dal precedente governo. Per questi la pensione potrebbe slittare di altri 4 anni, aggiungendo ulteriore danno.
Poi una proposta importante al Governo che tenga conto dell’adv che è differente in base a differenti fattori: reddito, istruzione e tipologia di lavoro svolto, come aveva cercato di fare l’Ape sociale: ” L’Ape sociale andava in questa direzione servendosi della spesa assistenziale. Lo si potrebbe fare anche nell’ambito della spesa previdenziale. Basta volgere lo sguardo anche verso queste categorie e non guardare sempre e solo ai soliti favoriti della politica e dei sindacati: i lavoratori anziani (spesso uomini) con lunghe carriere contributive”

11 commenti su “Pensioni 2018, ultimissime novità Galasso: ‘la controriforma penalizza i più deboli’

  1. Scusate …. ma … veramente pensavate che Salvini (o chi per lui) una bella mattina si e’ svegliato con l’intenzione di prendere a cuore i problemi dei lavoratori italiani e di tutti coloro che ieri oggi e domani hanno subito e subiranno le penalizzazioni della ” RIFORMA F. ” ?!?
    Peraltro … nessuno schieramento di destra cosi come – quasi – nessun schieramento di sinistra pensa e/o vuole mettere mani a qualcosa che e’ stato accettato e firmato (pochi anni fa) da quasi tutte le forze politiche ..!!
    Oggi piu’ che mai e’ necessario in Italia esattamente il contrario: “FARE CASSA”
    Diversamente …. non si potrebbe ne restare in Europa e ne mantenere i noti privilegi (del vertice della piramide)
    Spero comunque di sbagliarmi … sforzandomi di mantenere un filo di ottimismo …

  2. Rispondi
    Quota 100 e 64 anni di eta’ e’ una fregatura perche’ chi era gia’ vicino alla pensione anticipata 42 e 10 mesi e 62 anni di eta’ che fine fa?In oltre con quota 100 si perde dal 25 al 30% alla fine e’ meglio che non toccano nulla perche’ paradossalmente non faranno altro che allungare l’eta’ di due anni con pensioni da fame.Se proprio volete fare la cosa giusta cari DiMAIO eSALVINI lasciate stare la quota 100 e fate quota 41 e mezzo per tutti senza limiti di eta’dando a Cesare quel che e’ di Cesare perche’ mandare prima con pensioni da fame son buoni tutti,e’ il solito gioco delle tre carte…… saluti

  3. Ho votato lega perché non ritenevo giusta la legge fornero ma vista l’aria che tira
    Penso che non vorrò usufruire della quota 100 o41 in quanto
    Ho 62 anni e 41 e 3 mesi effettivi di contributi e sistema misto contributivo retributivo e non voglio essere
    Penalizzato con un 10 per cento di riduzione

    Saluti

    Frascari

  4. QUOTA 100:

    MI DOMANDO:

    I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CHE HANNO MATURATO
    37 – 38 – 39 – 40 ANNI “DI EFFETTIVO SERVIZIO SVOLTO” ,
    VERSANDO QUINDI I RELATIVI CONTRIBUTI PREV IDENZIALI ATTRAVERSO IL PROPRIO DATORE DI LAVORO , MA HANNO UN’ETA’ DI 60, 61, 62 e 63 Anni, non potranno beneficiare della quota 100?

    1. Se le cose fossero confermate, stando a quanto detto fino ad oggi da Brambilla e sui maggiori quotidiani, ha inteso bene tutte queste persone sarebbero tagliate fuori.

  5. A mio avviso sarebbe possibile eliminare il bonus Renzi (c/ca 8/9 Mld di risparmio ?) per finanziare una quota 100
    più favorevole e, forse, introdurre la quota 41.

  6. Da quello che ogni giorno appare su quotidiani e notiziari, pare che tutti stiano smentendo Salvini che su quota 100, in un comizio di 2 gg fa, indicava la necessità di un’attivazione della riforma SENZA VINCOLI.
    Nella stessa maggioranza Di Maio, Brambilla e Tria stanno dando però indicazioni MOLTO DISCORDANTI rispetto a quanto dichiarato da Salvini , cio’ a significare che purtroppo quota 100 verrà introdotta con l’infame e VERGOGNOSO limite di età a 64 anni, BEN PEGGIO DELL’ATTUALE MONTI-FORNERO.
    Se si attuasse una quota 100 in questi termini paradossalmente andrebbe in pensione PRIMA chi ha versato MENO contributi, sarebbe una riforma che non serve a NIENTE e NESSUNO e per la quale non serve nemmeno l’esborso di qualche centesimo perchè saranno pochi eletti a trarne vantaggio.
    Le combinazioni : 64+36, 65+35, 66+34, 67+33 avrebbero infatti accesso immediatamente al sistema pensionistico. mentre i casi 60+40, 61+39, 62+38, 63+37 dovrebbero attendere altri anni ancora.
    ALLUCINANTE !!!!
    Spero che un corso di algebra elementare possa aiutare questi incapaci.
    40 anni di contributi vanno ben oltre la media europea di versamenti necessari per la pensione.
    Questa media infatti si assesta su 35,7 anni.!!
    Nella passata legislatura, quando è stato necessario far uscire dal cappello magico 20mld per banche, 1.2mld per alitalia, 80eur per bonus NESSUNO ha sollevato obiezioni.
    Oggi bisogna trovare fra gli 8 e i 15 mld per QUOTA 100 senza paletti.
    Si devono trovare PUNTO e BASTA !
    Se INPS è in deficit a causa dell’accorpamento inpdap, si trovino i fondi lì !
    Il mondo del lavoro ha necessità di personale giovane per essere rinnovato, per essere più produttivo.
    E’ un’infamia e una vigliaccheria costringere i nonni a lavorare mentre potrebbero giocare con i loro nipotini.
    Salvini, i lavoratori sono stanchi di parole, di prese in giro, di promesse non mantenute. AGIRE PRESTO !

    1. CONDIVIDO QUANTO SCRITTO DA ALBERTO E CONSIGLIO IL GOVERNO A FARE UNA COSA PER VOLTA IN QUANTO AFFRONTARE TROPPI ARGOMENTI INSIEME E’ COMPLICATO E SI PERDE SOLO TEMPO.
      LA PENSIONE E’ L’ARGOMENTO PRINCIPALE CHE HA PORTATO SALVINI E DI MAIO AL GOVERNO , QUINDI LA PRIORITA’
      E’ QUOTA 100 SENZA PALETTI E DEVONO TROVARE I SOLDI PER APPROVARLA.
      DOVRA’ IL LAVORATORE SCEGLIERE SE ANDARE IN PENSIONE CON QUOTA 100 .
      INOLTRE DEVONO PENSARE ANCHE ALLE DONNE CHE RITENGO GIUSTO VADANO IN PENSIONE A 60 ANNI CON UN MINIMO
      DI 25 ANNI DI CONTRIBUTI. (da tenere presente che molte persone continuano a prendere la pensione con 15 anni di contributi grazie ad un diritto acquisito)

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