Pensioni 2018, ultimissime oggi 15/6: Riparte o no il cantiere previdenziale?

Le ultime novità sulle pensioni al 15/6 derivano dalle ultime considerazioni che si evincono sui social, molti tra le righe si chiedono se il Governo abbia o meno intenzione di riaprire il cantiere previdenziale ora che la squadra di Governo è pronta. Come a dire annunci tanti, ma fatti pochi,  anche recentemente all’assemblea di Confesercenti Salvini ha parlato di quota 100 subito per poi arrivare alla quota 41, senza però soffermarsi su eventuali paletti e tempistiche.

Pensioni oggi 15/6: Esodati, precoci e donne, tutti in attesa di risposte

In attesa anche gli esodati, che si aspettano risposte immediate dal Governo affinché venga  risolto il  dramma previdenziale delle  6.000 persone rimaste escluse dalle precedenti salvaguardie, così come le donne che vorrebbero comprendere se vi sarà la proroga dell’opzione donna, come menzionato nel contratto di Governo, e se saranno sufficienti i requisiti precedenti. Le lavoratrici, timorose delle ultime dichiarazioni fatte da Alberto Brambilla, stanno quotidianamente inviando tweet ed appelli al Governo affinché venga loro concessa la proroga a partire dai 57/58 anni d’età  e 35 di contributi.

Vista l’incertezza su molte misure vi é chi come Moreno Barbuti, dei precoci, invita il Governo a fare da subito un’azione concreta, bloccando almeno l’aumento dell’adv previsto per il 2019, una misura che accontenterebbe tutti. E chi come Orietta Armiliato, fondatrice del Comitato opzione donna social,  invita a restare vigili ed aperti al confronto, facendo notare che al momento il Governo pare affetto da una “patologia di avviamento’.

Pensioni 2018, novità oggi 15/6: cominciare con stop adv dal 2019 per tutti

Moreno Barbuti, lavoratore iscritto al gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’ ci scrive in privato proponendo una rapida soluzione previdenziale all’attuale Governo Giallo-Verde, proposta che  certamente troverebbe il consenso di tutti, ossia lo stop dell’adv dal 2019.

Ecco le sue parole:” Sospendere almeno il meccanismo aspettativa di vita che prevede un aumento di altri 5 mesi dalla fine dell’anno facendoci superare abbondantemente il muro dei 43 anni, credo sia la cosa più semplice da attuare nell’immediato, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista della spesa da sostenere… Mi meraviglia il fatto che questo aspetto non sia ancora stato preso in considerazione dagli addetti ai lavori!! Cominciamo dall’uovo oggi in attesa della gallina domani, avremo almeno un beneficio  di cui usufruire in tempi brevi”

Riforma pensioni, Armiliato: Governo affetto da una ‘patologia d’avviamento’

Orietta Armiliato ha scritto un post facebook rivolgendosi agli iscritti al Comitato, facendo notare che  l’incertezza determinata dalle intenzioni del nuovo Governo non possono alimentare eccessiva rabbia e portare alla mancata volontà  di confronto. Ecco le sue parole: “Voglio pensare che da parte del Governo si stia vivendo una “patologia d’avviamento” che si spera presto sarà superata ma che si sta riflettendo un po’ ovunque anche in questo Comitato. Il fatto che in campagna elettorale si sia lasciato credere che ognuno di noi avrebbe potuto agire attivamente come se fosse seduto in commissione o al Ministero (della serie legiferiamo Tutti insieme con un click ed esaspero il concetto perché così ci capiamo), ha alimentato il grado di arroganza che si percepiva già da tempo, facendolo diventare modalità ordinaria, come se fosse un nullaosta”

Poi ancora critica verso i membri del gruppo: “ Ebbene, io non ci sto! Soprattutto in questo Gruppo che è sempre stato rispettoso di tutto e di tutti non si può accettare un comportamento del genere proprio perché è necessario essere oggi, per altro come sempre siamo stati, oggettivi e perché no spesso anche critici.” Poi specifica il perché del suo agire, talvolta mal interpretato da altri: “Quando si trattano temi determinanti per la vita delle persone e soprattutto quando sono state fatte promesse, l’essere vigili, attenti alle dichiarazioni di chi è preposto a mantenerle quelle promesse, è un’attività necessaria a farci cogliere orientamenti e/o cambi di rotta e, se necessario, poter intervenire, senza essere accusati di essere di parte”.

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