Ultimissime sulle pensioni anticipate e cumulo gratuito

Pensioni 2018, ultim’ora all’8/5: i precoci scrivono a Salvini e Di Maio

Le ultimissime novità sulle pensioni, dopo le parole di Mattarella, giungono dai lavoratori precoci, che non hanno certo preso di buon grado il non accordo tra M5S e Lega. Così sui social è iniziata ad impazzare la paura di un eventuale Governo tecnico, non eletto dal popolo, che fa tornare alla mente la precedente Riforma delle pensioni Fornero. Un incubo, un eventuale riforma bis, da cui i lavoratori desiderano allontanarsi il più possibile. Ecco le sensazioni e le angosce sul web.

Riforma pensioni, paura di un Governo tecnico

Pino Andreoli, membro del gruppo ‘lavoratori precoci uniti  a tutela dei propri diritti’ , ha scritto poco dopo aver sentito parlare il Presidente della Repubblica: Al solo sentire parlare di governo tecnico mi viene il terrore addosso. La mia data prevista per il pensionamento è la prima settimana di settembre. Ce la farò o sarò vittima come per la Fornero?”

I lavoratori, anche quelli prossimi alla pensione, sono terrorizzati dalla fase di stallo attuale e temono il peggio, l’incubo di un governo tecnico la fa da padrone e genera agitazione tra gli iscritti ai gruppi social. Vi è chi con maggiore serenità, seppur allibito dalla mancanza di responsabilità dimostrata dai partiti, cerca di tranquillizzare gli altri, come Giovanni Merli: Ce la fai ce la fai, io vado il primo ottobre con 43 anni di lavoro, il DEF è stato presentato da Gentiloni a politiche invariate, a questo punto se ne parla in finanziaria 2018 per il 2019…però ho dei seri dubbi che si farà qualcosa per eliminare o quantomeno modificare la legge Fornero”. Poi vi è anche chi come Moreno Barbuti, veterano del gruppo e spesso in prima linea,  si rivolge direttamente a Salvini e Di Maio invitandoli ad un ripensamento responsabile per il bene del Paese, ecco la sua lunga missiva.

Pensioni 2018, il precoce Moreno scrive a Salvini e Di Maio

Caro Matteo Salvini, caro Luigi Di Maio. Sono passate sei settimane dal voto del 4 marzo e noi cittadini che stiamo seguendo con trepidazione l’evolversi della politica, siamo in attesa di sapere chi guiderà il nostro Paese. Dopo più di due mesi purtroppo non vediamo alcun Governo profilarsi all’orizzonte. Ciò che notiamo è che si sta perdendo tempo in chiacchiere, in tentativi di affermare orgogliosamente la propria fazione politica più che cercando di trovare una soluzione reale che porti beneficio alla popolazione. Abbiamo bisogno di sicurezza, di vedere che le persone che abbiamo eletto prendano in mano ora la situazione e mantengano ciò che ci hanno promesso in campagna elettorale”

Poi aggiunge, spiegando il suo pensiero, che è comune a migliaia di lavoratori: Altrimenti tutto diventa una farsa, una conferma del fatto che le promesse elettorali servono solo per prendere voti e per accaparrarsi un posto in parlamento, dimenticandosi totalmente delle esigenze principali della nazione. Sto parlando delle esigenze economiche e sociali, delle esigenze del welfare in particolare delle modifiche che tutti stiamo aspettando sulla riforma Fornero, della sanità, della scuola e di tante altre problematiche che incombono sull’Italia.” Poi continua, lanciando loro un appello/ proposta a collaborare insieme.

Riforma pensioni 2018, Barbuti: coalizione di Governo anche solo provvisoria

Spiega Barbuti  il fulcro deve essere la volontà dei partiti di soddisfare quanto richiesto loro dagli elettori per il bene del Paese, lo scopo deve essere rispettare gli impegni presi in campagna elettorale e agire concretamente, insieme e responsabilmente per risolvere molti dei problemi irrisolti. Ecco le sue parole nell’invito ai due leader: “Se voleste, con più umiltà, avreste sicuramente la possibilità di formare una coalizione di Governo che almeno provvisoriamente possa insediarsi e risolvere le sopra citate problematiche. Con tutte queste necessità impellenti, che richiedono una soluzione a breve termine, vedere che i nostri politici si accapigliano e mettono al primo posto il loro orgoglio e la loro necessità di affermarsi , a noi cittadini dà un po’ fastidio. Stiamo perdendo totalmente la fiducia nella politica! Vi rendete conto di questo vero? A che serve andare a votare se poi delle nostre scelte ne fate carta straccia? Forza, trovate un accordo che possa consentire al nostro bellissimo Paese di uscire dal pantano in cui si trova!”

Poi conclude tirando in ballo lo spauracchio di un eventuale Governo tecnico: Il rischio è quello di trovarci con un Governo tecnico non eletto da nessuno, azzerando completamente la volontà degli elettori. Che senso avrebbe trovarci con un Governo non eletto dopo che noi abbiamo deciso di avere voi alla nostra guida? A questo dovete pensare, piuttosto bisogna fare un passo indietro umilmente, anche due se necessario, ma il bene del paese e il rispetto degli elettori e del progetto che hanno scelto dandovi il voto, va rispettato!! . Infine l’invito a Salvini e Di Maio  a ripensarci: Domani speriamo di sentire che avete deciso di accordarvi per il bene comune. Buon lavoro, credo ne abbiate davvero bisogno”. Cosa ne pensate della lunga missiva di Barbuti? Fateci sapere la vostra opinione lasciandoci un commento nell’apposita sezione del sito.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981, ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino con una tesi dal titolo “L’indebitamento delle famiglie in Italia tra difficoltà, desiderio, identità e strategia”. Ho focalizzato negli ultimi anni il mio interesse di ricerca sui temi riguardanti l’indebitamento delle famiglie italiane e il credito al consumo. Nel febbraio 2010 ho pubblicato con Meloria Editore l’ebook “Il credito al consumo: strategia di vita o trappola? Il fenomeno dell'indebitamento e la sua evoluzione sociologica”. Ho collaborato dal 2006 al 2012 presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino partecipando a progetti di Ricerca sulla transizione alla vita adulta e sulla crisi del Ceto Medio, scrivendo 3 capitoli del libro “Restare di Ceto Medio” edito da Mulino nel 2010. Attualmente , dopo aver vissuto in Germania per 4 anni, sono tornata a risiedere a Torino e i miei principali interessi riguardano i temi economici-sociali . Nell'ultimo periodo dal 2013 ad oggi collaborando con più testate giornalistiche online sono divenuta 'esperta di lavoro ' mi occupo principalmente di stilare articoli riguardanti tutto ciò che concerne il tema pensioni! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista.

7 commenti su “Pensioni 2018, ultim’ora all’8/5: i precoci scrivono a Salvini e Di Maio

    lucio

    (15 giugno 2018 - 15:34)

    io da dicembre 2018 ho 59 anni e 41 anni e 6 mesi di contributi quindi ad gennaio 2019 posso andare in pensione giusto ? ho capito bene Salviniiiiiiii ?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 giugno 2018 - 10:01)

      Piacerebbe anche a noi avere conferme al riguardo dal Nuovo Governo, stando alle ultime dichiarazioni potrebbe essere quota 41.6 senza limiti d’età, resta però l’incognita sull’assegno calcolato con contributivo dal 96 e la possibilità di usare solo 2 anni di contributi figurativi, su cui non si è né smentito né confermato. Non resta che attendere.

    tiziana

    (8 giugno 2018 - 10:13)

    io da marzo 2018 ho 60 anni e 40 anni di contributi quindi ad agosto 2019 posso andare in pensione giusto ? ho capito bene?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (8 giugno 2018 - 10:43)

      Tiziana per prima cosa non vi è ancora nessuna misura nuova, resta vigente attualmente la Fornero e le modifiche apportate nella precedente legislatura,poi qualora passasse quota 100 non potrebbe comunque andarci in quanto occorreranno 64 anni d’età minimo e 36 contributivi, non raggiuge il paletto anagrafico.

    Alberto Manzi

    (15 maggio 2018 - 7:14)

    come volevasi dimostrare… lega ha fatto marcia indietro con quota 100. addirittura più penalizzante della fornero. chi infatti ha 60 anni e 40 di contributi dovrà restare al lavoro per altri 5 anni. lega infatti introdurrà un paletto a 65 anni. di ciarlatani ne abbiamo visti tanti ma questi superano anche i comici più quotati!

    Pantaleo

    (8 maggio 2018 - 15:04)

    Bravi
    Ma io dopo 42 anni mi sarei un po’ rotto di lavorare e posticipare la mia uscita dal lavoro….
    Ho votato dopo tanto tempo un programma più che in partito ed una persona che mi sembrava chiara e coerente…ma a questo punto mi sto un po’ pentendo….
    Fate voi…..

    Puglisi Rosa

    (8 maggio 2018 - 12:32)

    Barbuti ha scritto a parere mio benissimo…. peccato che non so quanto venga preso in considerazione purtroppo 😥 ormai mirano alle poltrone e non al fabbisogno dei comuni mortali….

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