Pensioni 2018 ultim’ora e precoci: D’Achille e Alboni vs Brambilla

Le ultime novità sulle pensioni vedono una miriade di commenti e pareri contrari emergere a seguito della pubblicazione di un nostro articolo di stamane che riprende la controriforma proposta da Brambilla, Lega, pubblicata su Panorama. 5 punti che hanno fatto indignare chi vi è ricompreso, perché le condizioni paiono decisamente meno convenienti di quelle sperate, e hanno altresì fatto innervosire  chi non è stato menzionato o è stato inserito malamente nel discorso previdenziale. Le critiche principali sono giunte da Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Pensioni e Lavoro: problemi e soluzioni e da Elide Alboni, amministratrice del comitato esodati licenziati e cessati. Le loro parole.

Riforma pensioni, D’Achille: per i precoci provvedimenti peggiorativi

Così scrive Mauro D’Achille: “Si inizia a delineare cosa prospetta la Lega a proposito della “abolizione della Fornero” sempre sbandierata da Salvini.
Intanto la quota 100, a partire però da un’età di 64 anni è sicuramente peggiorativa rispetto al ddl 857 di Damiano, ed anche dell’età per ape social che continueremo a sostenere chiedendone la stabilizzazione.

Per i precoci si prevedono due provvedimenti peggiorativi: il calcolo dell’importo pensionistico contributivo anche per il periodo 1996/2011, e due soli anni di versamenti figurativi a fronte degli attuali cinque: questa è una enorme discriminazione per le donne ( bastano due figli per essere punite) e per i lavoratori con una storia sanitaria di patologie croniche che abbiano richiesto più ricoveri ( due anni di assenza per malattia in 41 di lavoro sono veramente pochi e facili da raggiungere per cardiopatici,diabetici, dializzati,oncologici etc.)

Per quanto riguarda poi il fatto che il lavoratore non ha la data di scadenza, non è altro che una considerazione già effettuata che ha portato alla creazione dei lavori gravosi, oltre al riconoscimento dello stato di disoccupazione, di invalidità o di caregiver”.  Molti i commenti piovuti sotto al post tra questi segnaliamo quello di Poalo Ronchini, che ci pare rappresentare un po’ il sunto di quello che pensano molti dopo aver letto le proposte di controriforma di Brambilla, distanti dall’abolizione della Riforma proposta dalla Lega: “Salvini prima di promettere l’abolizione della Fornero avrebbe dovuto confrontarsi con Brambilla, estensore della modifica“.

Riforma pensioni, Alboni a Brambilla: non si faccia confusione

Elide Alboni , amministratrice del Comitato esodati licenziati e cessati, ha voluto precisare, a seguito della proposta di controriforma di Brambilla e delle sue considerazioni sulle modifiche fin qui apportate, che l’onorevole ha confuso, come si direbbe ‘le mele con le pere’. Così rivolgendosi a Senna, Comaroli e Fedriga ha scritto un lungo post su Facebook per fare chiarezza: “ l’ articolo in cui Brambilla , pare mettete gli esodati anteFornero in un calderone di ben diversa genesi , genera ulteriore apprensione e sconforto ai 6000 che si vedono ogni giorno confusi ed in pericolo la sanatoria dei gravi errori di disuguaglianza della 8Ava salvaguardia. Come possa Brambilla , dopo oltre 6 anni , confondere il Patto rotto tra Stato/ Lavoratore e l’Ape Social ci risulta sconfortante .

Leggere, da persona di tal preparazione, tali “corbellerie” sgomenta  <<<I governi Letta, Renzi e Gentiloni hanno dovuto correggerla con otto salvaguardie di cui hanno beneficiato oltre 130 mila lavoratori andati in pensione con le regole pre Fornero, e con l’Ape Social che ne salvaguarderà altri 45 mila circa. In totale più di 175 mila lavoratori sono stati esentati dalle rigidità Fornero.”>>>> .

Quando le salvaguardia hanno portato a giustizia 150mila persone in 5 anni e NON 130mila , inoltre coloro che beneficeranno della Ape Social non beneficiano di alcuna salvaguardia ma di un provvedimento di flessibilità ben diverso tanto più che sono disoccupati o lavori gravosi POSTFornero. Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali che da 20 anni si occupa di pensioni e protezione sociale , stimatissimo appunto per gli studi previdenza / assistenza , QUI ha toppato ed è nostro interesse ma credo , anche suo vantaggio , mettere a posto i concetti sulle salvaguardie ben diverse dai provvedimenti di flessibilità . Due vulnus , due sofferenze MA diversissime tematiche di cui infine precisiamo una deve concludersi con i 6000 lasciati ingiustamente fuori ( NONA SALVAGUARDIA ESODATI ) e l’ altra (APE SOCIAL) deve forzatamente diventare strutturale .

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

2 pensieri riguardo “Pensioni 2018 ultim’ora e precoci: D’Achille e Alboni vs Brambilla

  • Avatar
    25 Aprile 2018 in 6:53
    Permalink

    Sig. Erica, finalmente dopo una attesa direi estenuante, un anno, è apparsa sulla mia casella postale sito INPS la comunicazione ufficiale di pagamento della mia pensione precoci con arretrati. Ora finalmente posso dare dignità ad una vita passata in fabbrica.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      26 Aprile 2018 in 10:14
      Permalink

      Molto contenta per lei Claudio! Grazie per la testimonianza

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *