Le ultime novità sulla riforma pensioni 2018 al 23/5 in attesa che Mattarella approvi il nome del premier scelto da Di Maio e Salvini, ricaduto sul giurista prof Giuseppe Conte, giungono da importanti considerazioni sulle ultime misure proposte enunciate all’interno del ‘contratto di Governo ‘ M5s-Lega. Un contratto che non convince e che per chi ‘mastica’ un pochino di più la materia previdenziale pare irrealizzabile e fumoso. Inoltre Armiliato, referente del Comitato opzione donna social, chiede cosa ne sarà del percorso intrapreso con i sindacati e della piattaforma unitaria di Cgil -Cisl e Uil condivisa con l’esecutivo uscente, mentre Metassi, referente del comitato esodati licenziati e cessati, chiede di fare chiarezza sulle risorse e di non dimenticare gli esodati ‘spariti’ per magia nel contratto di governo. Le loro parole ricche di spunti di riflessione.
Riforma pensioni 2018, e la piattaforma unitaria condivisa con Cgil-Cisl e Uil?
Orietta Armiliato scrive: “Noi che ci occupiamo delle questioni che coinvolgono i lavoratori stanchi di ritrovarsi al cospetto di fumosi provvedimenti annunciati ma che appaiono per lo più irrealizzabili, continuando ad entrare nel merito degli articolo riportati nel “contratto di Governo” che ha raccolto i punti programmatici enunciati in campagna elettorale dalle due forze della nascente maggioranza, ci domandiamo cocciutamente che cosa ne sarà del percorso intrapreso con i Sindacati che ha prodotto i contenuti condivisi con l’esecutivo uscente e che compongono la piattaforma unitaria di Cgil-CISL e Uil”.
“Dovremo- aggiunge- dunque buttare tutto il lavoro fatto nel cestino dell’immondizia o ancora ci sarà qualcuno che avrà riguardo sia per chi ha svolto questo complesso lavoro sia per le risorse economiche che sono state investite e che tutti abbiamo sostanziato? Finché non ci sarà qualcuno con il quale rapportarsi, leggasi Commissioni e Ministeri e quindi si potrà far chiarezza sugli annunci elettorali o contrattuali che dir si voglia che ci hanno “adornato le orecchie” in questi ultimi mesi, settimane, giorni, nulla di quel che diciamo, ascoltiamo leggiamo e ci domandiamo troverà, purtroppo, una risposta”. Metassi, dal canto suo, ha scritto un lungo post commento sul nostro sito, che qui riportiamo in cui mostra forte perplessità sulle riforme annunciate, come quota 100 e 41 e opzione donna, dal momento che mancano le risorse e riporta l’attenzione su quella che si spera essere una ‘grossa svista’ del futuro Governo, manca la voce esodati nel programma.
Pensioni 2018, quota 100-quota 41-opzione donna: ma con quali soldi?
Luigi Metassi, scrive: “L’unica cosa che emerge da tutta questa preoccupante vicenda è una generale, enorme confusione; sempre che di sola confusione si tratti. Di sicuro, una gran confusione regna nelle teste degli stessi interessati che, oltre al loro comprensibile personale non posseggono che una superficiale e distorta conoscenza della materia. La propaganda ha lavorato indubbiamente bene se, ancora oggi, molti lavoratori non comprendono l’assurditá del calcolo contributivo applicato al nostro sistema previdenziale e pretendono di avvalorare tale tesi rifacendosi alla pagliuzza delle baby pensioni (i cui percettori sono ormai ultra ottuagenari) e dimenticano i 150 mld/anno di evasione fiscale, alla quale fanno eco i 20 mld di evasione contributiva. Quelli si che sono un problema attuale; quelli si che consentirebbero di mettere al sicuro non soltanto i conti INPS ma anche e soprattutto il debito pubblico”
Poi prosegue analizzando i punti del programma: “Si parla di quota 100, di quota 41, di Opzione Donna; quello di cui non si parla, o meglio, se ne parla in maniera confusa e all’apparenza poco informata sono le coperture. Si dice che si utilizzeranno i risparmi esistenti. Quali? I risparmi della sperimentazione Opzione Donna, dice la RGS, stanno a zero e, se anche ve ne fossero, sarebbero bloccati dal contatore istituito dalla Commissione Lavoro della passata legislatura. Esistono i 720 mln residuati dalla ottava salvaguardia ma esistono anche ancora 6.000 esodati, privi di qualsiasi reddito dal 2011, che reclamano un diritto costituzionale violato dalla legge Monti – Fornero, senza contare le incostituzionali discriminazioni introdotte dalla ottava salvaguardia.
Che facciamo? Li espropriamo dei fondi a loro destinati per tappare le falle di una campagna elettorale irresponsabilmente costruita sui sentimenti di pancia degli elettori?Infatti nel programma elettorale della Lega, la nona salvaguardia era ben presente. Ora, in questa caricatura di “contratto” non ci sono piú. Io credo che Di Maio e ancor piú Salvini debbano qualche spiegazione agli esodati.” . Cosa ne pensate delle considerazioni di Armiliato e Metassi, eccessivamente pessimisti o ci hanno ‘visto lungo ‘?
