Pensioni 2019, le controproposte di Cgil, Cisl e Uil al Governo, ultimissime novità

Le ultimissime novità sulla riforma delle pensioni 2018 al 22 ottobre 2018, riguardano l’incontro unitario di Cgil , Cisl e Uil, che è da poco giunto al termine.  L’incontro si è tenuto a Roma stamane dalle 10,30 alle 14 circa. Cgil, Cisl e Uil hanno presentato una piattaforma unitaria per cercare di evidenziare in primis le lacune della Manovra 2019, anche in tema di riforma delle pensioni, avanzando nel contempo delle controproposte.

Ecco nel dettaglio, qui riportiamo solo la parte concernente il capitolo previdenziale di nostro maggiore interesse, i capisaldi del documento unitario sottoscritto da CGIL-CISL-UIL  che sarà inoltrato all’esecutivo di Governo.

Le controproposte al Governo: questo dovrebbe esserci in Ldb 2019

Chiari e fermi i punti nel testo discusso e sottoscritto da Cigl, Cisl, Uil, che riguardano le priorità che il Governo dovrebbe tenere in conto per fare una manovra delle pensioni degna di quanto promessa in campagna elettorale, la sola quota 100, non può bastare, sebbene per  Susanna Camusso, leader Cgil, possa essere considerata un punto di partenza, da cui proseguire. Necessario, dicono nella loro controproposta al Governo, si aggiunga:

  • Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età;
  • procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale;
  • prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio;
  • riconoscere il lavoro di cura;
  • eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita;
  • realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani;
  • rilanciare la previdenza complementare;
  • ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni;
  • risolvere i problemi di esodati 
  • prorogare opzione donna.

Cosa ne pensate dei capisaldi del documento unitario sottoscritto da CGIL-CISL-UIL  che sarà inoltrato quanto prima all’esecutivo di Governo, vi sareste aspettati di leggere altro per quanto concerne il capitolo pensioni o ritenete che se il Governo partisse da questa controproposta molti dei problemi dei lavoratori sarebbero risolti già dalla prossima Legge di Bilancio 2019?

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

15 commenti su “Pensioni 2019, le controproposte di Cgil, Cisl e Uil al Governo, ultimissime novità

    Agostino

    (23 ottobre 2018 - 15:43)

    Il mese scorso avevo postato qualcosa in merito alle proposte dei sindacati. Perchè quando comandava il PD, soprattutto i sindacati di sinistra non parlavano ansi secondo una mia idea appoggiavano tutto quello che il PD proponeva. Perchè erano daccordo nel fare sofrire i lavoratori, ora che le cose stanno cambiando sanno che si troveranno in una crisi sindacale. E di conseguenza si troveranno abbandonati dagli iscritti. Quindi adesso tutti hanno ricette, medicine ,e idee come fare per fare andare via i futuri pensionandi, ansi addirittura non badano a spese e addirittura rincarano pure la dose diventando tutti di buon cuore, però con i soldi dell’altro governo che oggi si trova al potere.Di fatti con le loro ricette medicine e idee vogliono mandare tutti in pensione. Primo per dire che si stanno interessando per i lavoratori, e secondo perchè sperano che il nuovo governo per le troppe spese vada a sbattere contro una crisi finanziaria. Dopo in merito a BOERI e COTTARELLI voglio spendere 2 parole per come la penso io, il primo mi posso anche sbagliare? Ma credo che sta facendo terrorismo pisicologico, per cercare di non fare saltare i conti del’inps,dicendo che se un lavoratore 62 enne va in pensione con 38 anni di contributi perderà dalle 300 alle 500 euro al mese, anche se non dice se sono netti o lordi però nella mia ignoranza facendo qualche conticino anche se non sono esperto, i conti non mi tornano. Perchè per sentito dire dai miei colleghi di lavoro che sono andati via in pensione con 38 anni di contributi, calcolato tutto con il retribuitivo, oggi in merito alla qualifica prendono dai 1300 alle 1500 ? Come mai se uno non versa contributi per 5 anni viene a perdere dalle 300 alle 500 euro al mese, a questo punto mi sorge qualche dubbio. Sono sbagliati i conti che fa INPS quando deve pagare la pensione di 38 anni di contributi versati, sbaglia o fa terrorismo pisicologico BOERIi, a cercare di sconsigliare con la perdita dei soldi sul ‘assegno pensionistico, a non fare andare i futuri pensionandi in pensione? Ora in merito a COTTARELLI voglio dire come mai lui dice che se uno che va in pensione a 62 anni per i giovani in futuro sia lui e sia BOERI dicono che non ci saranno soldi però COTTARELLI è andato a 59 anni in pensione,e poi oltre a questo va girando le televisioni per essere intervistato, e dicono che prende 6500 euro ogni volta che si presenta.Io non credo, ma se cosi fosse perchè i soldi delle interviste non li rifiuta, e li lascia per i futuri giovani pensionandi visto che sono pagati anche da loro.

      Giuseppe C.

      (24 ottobre 2018 - 12:31)

      Agostino, i conti dell’INPS sembrano non tornare perché, invece che pagare solo la Previdenza, l’INPS ormai paga una Assistenza sempre più crescente, nonché quelli che, posso sbagliare, ma potrebbero sembrarmi somigliare a bonus elettorali. Inoltre, salvo errori, lo Stato, contrariamente a quanto fanno i privati, non versa periodicamente i contributi relativi ai suoi dipendenti all’INPS, limitandosi a farlo quando vanno in pensione.
      Separare la Previdenza dall’Assistenza e far pagare quest’ultima alla fiscalità generale, ovvero a tutti, come negli altri Paesi, e non solo ai lavoratori coi loro contributi che, OBBLIGATORIAMENTE, confluiscono nell’INPS ma sempre meno nella loro pensione: sia come importo dell’assegno sia come età anagrafica per percepirla.

    Giuseppe C.

    (23 ottobre 2018 - 15:38)

    Visto che lo chiede, ecco cosa ne penso:

    1) Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età;
    Una volta erano sufficienti 35.
    2) procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale;
    Va bene. Lo dicono da almeno trenta anni. POI SEMBRANO CONTRADDIRSI, POSSO SBAGLIARE, VEDI ALCUNI PUNTI SEGUENTI.
    3) prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio;
    Così se uno fa dieci figli va in pensione 10 anni prima degli altri; MI SEMBRA PIU’ ASSISTENZA CHE PREVIDENZA E, QUINDI, TALE RICHIESTA MI SEMBRA IN CONTRASTO CON L’ALTRA DELLA SEPARAZIONE DELLA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA. MA NON CI SONO GIA’ I PERIODI PREVISTI DI ASSENZA DAL LAVORO PER CHI FACCIA FIGLI?
    4) riconoscere il lavoro di cura;
    Vedi punto 3) precedente, MI SEMBRA ASSISTENZA E NON PREVIDENZA.
    5) eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita;
    SAREBBE ORA. E TOGLIEREI DAI REQUISITI PER IL PENSIONAMENTO TUTTI GLI ADEGUAMENTI PER L’ADV PRECEDENTI. E RIPRISTINEREI LA SCALA MOBILE, CHE ADEGUAVA AUTOMATICAMENTE GLI STIPENDI AL COSTO EFFETTIVO DELLA VITA, oltre alla, una volta, periodica normale contrattazione sindacale.
    6) realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani;
    Non capisco bene cosa significhi; SE SI TRATTA, IN PRATICA, DI CONTRIBUTI FIGURATIVI, CHIAMATI CON ALTRO NOME, PER I PERIODI DI NON LAVORO, RITORNIAMO A PARLARE DI ASSISTENZA E NON DI PREVIDENZA. ALLORA PROPORREI DI TORNARE AL CALCOLO RETRIBUTIVO, PIU’ EQUO DEL CONTRIBUTIVO, INVECE DI CHIAMARE, SALVO ERRORI, SE HO BEN CAPITO, LE COSE CON ALTRO NOME.
    7) rilanciare la previdenza complementare;
    Non capisco bene cosa significhi; premesso che IO RITENGO EQUO IL CALCOLO RETRIBUTIVO, se si tratta di PREVIDENZA COMPLEMENTARE, ovvero altra pensione integrativa, RITENGO CHE DOVREBBE ESSERE SUFFICIENTE LA PENSIONE NUMERO UNO SENZA BISOGNO DELLA DUE ad integrare la uno; ANCHE PERCHE’, POI, SE GIA’ TI SEI TROVATO “BUGGERATO” CON LA PRIMA, NON VORREI CHE TI TROVASSI, DOPO AVERNE PAGATE DUE, BUGGERATO ANCHE CON LA SECONDA; E, ALLORA, COSA SI PROPORREBBE? UNA TERZA PENSIONE COMPLEMENTARE, LA TERZA GAMBA? A INTEGRARE LA PRIMA E LA SECONDA CHE HAI PAGATO MA TI SEI TROVATO BUGGERATO? MI SEMBRA PIU’ LOGICO TORNARE AL CALCOLO RETRIBUTIVO, PIU’ EQUO DEL CONTRIBUTIVO.
    8) ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni;
    BENE; AGGIUNGEREI: CON LA RESTITUZIONE DEI PERIODI PRECEDENTI IN CUI NON LO SONO STATE, RIVALUTATE, PIU’ GLI INTERESSI RELATIVI.
    9) risolvere i problemi di esodati
    SAREBBE ORA, PAGANDO LORO TUTTI GLI ARRETRATI DEI PERIODI SENZA LAVORO E PENSIONE, PIU’ GLI INTERESSI RELATIVI.
    10) prorogare opzione donna.
    non dovrebbe essere necessario, basterebbe tornare alla legislazione precedente che dava l’assegno pari allo stipendio, come nel mio caso, con 35 anni di servizio e 58 di eta’, cosa certamente meno penalizzante di opzione donna.

    Giuseppe C.

    (23 ottobre 2018 - 12:41)

    “Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età”: Solo? Sembrano loro pochi? quasi meglio della legge Fornero! Una volta erano sufficienti 35.

    ALESSANDRO

    (23 ottobre 2018 - 9:44)

    Una volta si diceva: NON E’ MAI TROPPO TARDI. Invece in questo caso è VERAMENTE TARDI. Dove erano i sindacati quando veniva invocato il blocco dell’ADV??? ed anche, dove era la Camusso quando lasciavano fare senza protestare, al momento dell’emanazione della fornero, se non velatamente con la seguente frase: -Non permetterò che venga superata la massima contribuzione di 40 anni-.
    E ancora, dopo i presunti accordi con il governo del 2016/2017 sulla famosa “fase 2” , perché non hanno fatto nulla per il rispetto dei tempi che si erano dati per discutere di previdenza??? Ci si ricorda solo ora della quota 41 (caldeggiata da un comitato AUTONOMO ed INDIPENDENTE) mentre, nel loro immobilismo, lasciavano i lavoratori a fare bricolage?????? E ultimo, ma non ultimo, perché non hanno fatto nulla per ripristinare (finita l’emergenza economica) il pagamento immediato del TFR/TFS che lo stato continua a pagare ancora oggi in un arco temporale con “SOLI 51 MESI” circa????? QUESTA E’ SOLO UNA PARTE DELLE INADEMPIENZE DEI SINDACATI, CHE ESSENDO ASSERVITI AL GOVERNO “di sinistra”, ora, tirano fuori la testa dal sacco, dopo avercela tenuta, facendo e agevolando chi volevano loro, per oltre sette anni. A questo punto la domanda è d’obbligo. I SINDACATI SERVONO ANCORA???????? Chi può, risponda, se crede.

      annamaria

      (23 ottobre 2018 - 12:18)

      Fanno solo danni…si sono voltati dall’altra parte quando è stata varata la legge fornero..hanno chiuso gli occhi al danno degli esodati, una legge del leghista maroni del 2004 la famosa opzione donna dicono di averla promulgata loro invece hanno solo fatto qualcosa per aumentare i requisiti di un anno di uscita e poi basta, i precoci che credevo di uscire con 41 anni avendo l’anzianitò prima dei 18 anni sono rimasti fregati da loro si sono inventati le categorie usuranti…ma i precoci tutti sono usurati davvero perchè hanno iniziato a lavorare a 14 15 anni nelle fabbriche come apprendisti…i sindacati devono TACERE…devono solo fare qualcosa di buono al momento RICONOSCERE IL LAVORO DI CURA DI CHI NELLA VITA HA ASSISTITO DISABILI ANCHE SE ORA DECEDUTI ED ELIMINARE L’ADV 2019.

      Maurizio

      (23 ottobre 2018 - 14:09)

      E le proposte quali sarebbero io ho letto di problemi da risolvere non proposte che risolvono ma un PO DI VERGOGNA NON SAREBBE MEGLIO TRADITORI DEI LAVORATORI AVETE FATTO TOGLIERE L’ARTICOLO 18 SENZA DIRE UNA PAROLA VERGOGNATEVIIIIIIII

    Annamaria

    (23 ottobre 2018 - 9:29)

    ehilà quante belle proposte!
    Chissà perchè ora…
    tutte quelle che noi volevamo col precedente governo
    e che col precedente governo non siete riusciti e non avete voluto a far approvare….
    sono alcune delle richieste che sta portando avanti questo governo, ma voi col precedente MUTI come pesci….
    Via, siate seri…unitevi al tavolo di lavoro con lealtà e vediamo se di tutte le richieste una riuscite a portare avanti …. STOP dell’ADV di 5 mesi per il 2019.

    giorgio

    (23 ottobre 2018 - 7:19)

    Per la serie “se ci sei batti un colpo”, finalmente sono resuscitati i sindacati!!!

    Walter

    (22 ottobre 2018 - 22:34)

    Non vede tutti i problemi delle persone come al solito. Non si raccoglie mai l’idea di molti lavoratori. Per molte persone che hanno 62 anni e 32/33/34 anni di contributi li assumono i sindacalisti? Quale strategia adottare su tali lavoratori, non li ho mai sentiti eppure conoscono il mercato..o almeno lo conoscevano.

    Gaetano

    (22 ottobre 2018 - 21:30)

    Quota 100 41precoci subito e subito lavoro ai giovani e staffetta generazionale lasciando incentivo

    luigi

    (22 ottobre 2018 - 21:20)

    “Un Genitore come tanti”

    Da questa Italia, paese ormai in mano ai corrotti e alla politica sporca, se ne vanno i nostri figli in fuga verso altre terre, in cerca di lavoro onesto e gratificante, giustamente retribuito e noi restiamo qui a vederli andare via come se questo ci facesse piacere saperli lontani e a volte soli.

    Abbiamo ridotto l’Italia così, terra ormai brulla e arida non più adatta a crescere giovani talenti e menti vivaci che potrebbero salvarla, ma che giustamente preferiscono luoghi lontani ma più onesti.

    Possiamo rammaricarci con i nostri giovani che ci “abbandonano” dopo una vita di sacrifici, certamente no, possiamo solo sperare che laggiù trovino la loro strada restando a guardare il loro futuro via skype salutandoli con un abbraccio virtuale.

    damiano

    (22 ottobre 2018 - 19:20)

    Per i disoccupati ultrasessantenni nulla ? Campano d’aria fritta ?

      TERRY

      (23 ottobre 2018 - 15:19)

      questa analisi va dritto al cuore il cervello in qualche modo si è rassegnato ma il cuore no… per chi ci ha portato in questa baraonda auguro di aver bisogno di quello che non ha e non può avere… per i sindacati ..è chiaro che sono state le sedie su cui si sono accomodati i sinistroidi ….però posso dire che anche noi ……siamo stati a guardare e lo siamo ancora perchè speriamo che siano gli altri a muoversi ad accedere il senso della ribellione per ottenere un’Italia migliore

    Renato

    (22 ottobre 2018 - 18:19)

    Quando ci si mettono di mezzo i sindacati fanno solo danni . Due anni fa era praticamente “ FATTA “per i precoci veri ( chi in pratica aveva iniziato prima dei 16 anni). I sindacati chiedono sempre troppo L ‘IMPOSSIBILE, il risultato è sotto gli occhi di tutti: USURANTI, GRAVOSI, APE-SOCIAL UNA MAREA DI PALETTI E AD USUFRUIRNE………. sempre troppo pochi. ANCHE OGGI HANNO. APERTO BOCCA E COME. SEMPRE. CHIEDONO LA LUNA. ORAMAI IL SINDACATO “ FA SOLO DISASTRI “ . E pensare che pago la tessera da oltre 42 anni, da stasera sò già che finirà male.

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