Pensioni 2019, novità Armiliato: opzione donna riduttiva, quota 100 inaccessibile

Le ultimissime novità sulle pensioni giunge da un’interessante e lungo post appena pubblicato da Orietta Armiliato, fondatrice ed amministratrice del Comitato Opzione donna social, che ci tiene a precisare quanto sia più che mai importante pensare alla valorizzazione del lavoro di cura delle donne. Non può bastare la proroga dell’opzione donna, e purtroppo non é accessibile a molte la quota 100, le lavoratrici, avendo spesso sacrificato le proprie carriere non arrivano ai 38 anni contributivi richiesti. Dunque giacché le donne si ‘sobbarcano’ il doppio/triplo lavoro in casa, é bene che il Governo inizi a tenerne conto e che si pensi a misure in grado di restituire, attraverso sconti anagrafici e/o contributivi, almeno parte di quel welfare informale offerto gratuitamente quotidianamente dalla donne, di cui tutti beneficiano senza mai darne il giusto valore, come se fosse dovuto questo servizio offerto dalle donne.

Talvolta fa notare Armiliato sono le stesse donne ad essere incatenate al loro ruolo e crederlo giusto nella società. Una società che si approfitta un pò troppo del genere femminile, usa a proprio comodo i servizi elargiti, senza pensare a come offrire a queste lavoratrici multitasking una ricomprensa per le ore in più, e sono tante, lavorate. Le donne come dice l’Armilaito in ogni post sono in credito, e sarebbe ora, dicono all’unisono quante seguono la pagina del Cods, che il Governo se ne rendesse conto nelle prossime misure previdenziali. Vi riporto il post dell’amministratrice del CODS, condividendone, in quanto donna i contenuti.

Pensioni 2019, Istat faccende domestiche: 81% donne, 20% uomini

Così Armiliato: “Rispetto alle faccende domestiche i dati rilevano che l’81% delle donne svolge quotidianamente queste attività, contro il 20% degli uomini. (fonte Istat) Il CODS si é dato da tempo l’obiettivo di sensibilizzare il legislatore a riconoscere quello che normalmente viene definito “lavoro di cura”. Poi spiega la fondatrice del CODS, sebbene sia palese ai più la mole di lavoro che una donna ha sulle proprie spalle, oltre al lavoro fuori casa, é difficile che esso venga riconosciuto, a causa dei forti retaggi culturali che portano a pensare che la donna in fondo sia nata per fare anche e soprattutto le faccende domestiche, per questo: “Il percorso però é lungo e faticoso, proprio perché il sobbarcarsi del lavoro domestico é stato storicamente assegnato alle donne, ed é talmente radicato al punto che persino le donne stesse che ne sono le indiscusse protagoniste, non se ne rendono neanche conto e danno per dovuto/scontato il doppio, triplo spesso quadruplo lavoro che si sobbarcano quotidianamente.”

Armiliato, continua, facendo notare come purtroppo nonostante oggi la donna abbia conquistato una posizione nel mondo del lavoro, prendendosi i propri meriti per le capacità dimostrate, non ha pensato di riequilibrare i propri compiti in casa, e si é trovata, nella fretta di conquistare il ‘mondo fuori’ a lasciare inalterati, purtroppo sulle proprie spalle, i compiti dentro casa. Ragione per cui: “Purtroppo negli anni e nella fretta di conquistare un posto nella vita lavorativa, le donne hanno sommato i compiti da svolgere piuttosto che dividerli equamente lasciando inalterati quei comodi equilibri che piacciono e servono in primis al nostro sistema di welfare. Tant’é che, sebbene un numero maggiore di donne sia impegnato nel lavoro fuori casa rispetto agli anni 50/60, non è aumentato proporzionalmente il numero degli uomini che si fanno carico delle faccende domestiche e la causa, molto più spesso di quel che si potrebbe pensare, sono proprio le donne esattamente coloro che ne subiscono l’effetto: non è forse vero che se le donne debbono delegare un lavoro domestico e di cura a qualcuno si affidano preferibilmente ad altre donne, collaboratrici domestiche, badanti, babysitter? E sono tutte attività che si percepiscono sempre e solo declinate al femminile”. Per questo, aggiunge, certa, si deve partire dalla valorizzazione del lavoro di cura, che valga per tutte, non bastano misure per poche. Lo sguardo fa intendere deve essere rivolto alle donne di oggi, ma anche a quelle di domani.

Pensioni donne: serve riconoscimento tangibile, le proposte

Cosi Armiliato: “È condivisibile il pensiero di chi denuncia la necessità di andare oltre la conciliazione rispetto al concetto casa/lavoro ma, é altrettanto vero che da qualcosa bisogna pur incominciare; dunque, cosa c’è di meglio di un manifesto e tangibile riconoscimento economico sostanziabile in termini di anni di contribuzione o di abbassamento dell’età in modo che le lavoratrici possano raggiungere più agevolmente la quiescenza?” Poi tornando alle misure appena varate nella legge 26/2019 conclude critica: “Abbiamo ben chiaro che anche le misure appena varate, non corrispondono affatto ai bisogni reali: Opzione Donna é troppo riduttiva e Quota💯ha requisiti inaccessibili.

Proprio per questo, non bisogna lottare, fa intendere l’Armiliato, per il proprio orticello, ma é necessario, per le donne di oggi e di domani, ottenere un riconoscimento valevole per tutte, che non dipenda da paletti temporali, ma che riconosca tutte le donne ed il loro lavoro, dentro e fuori casa, quel lavoro troppo spesso dato per scontato, quando per scontato non lo é affatto. Provate solo ad immaginare cosa accadrebbe in ognuna delle vostre famiglie se le donne decidessero di mettersi simbolicamente in ‘sciopero’ per qualche giorno, sicuri che tutto funzionerebbe e nessuno si accorgerebbe di quella ‘preziosa’ risorsa che da troppo tempo viene spremuta e data per scontata? Forse é questo che si chiede in fondo, il giusto riconoscimento di quel welfare informare di cui tutti tRoppo spesso abusano, senza nemmeno dire grazie. Cosa si potrebbe fare per interrompere questo, ecco le proposte dell’amministratrice del CODS: “È necessario dunque che si interrompa questo flusso che fa accumulare credito ma che poi risulta essere inesigibile e che in ogni caso coinvolge tutta la platea femminile.Incominciamo a lavorare non solo “pro domo mea” come per esempio fa chi enuncia “urbi et orbi” di volere solo una fettina della potenziale torta (e per carità ben si comprende che quando si ha fame anche una briciola può far la differenza…) perché, oltre ad accontentarsi di quella mini-fetta e con l’impegno di tutti, si può e si deve arrivare ad ottenerla fetta dopo fetta, tutta intera e non solo per un manipolo di lavoratrici oggi, ed uno uguale domani (forse), che anela al giusto riconoscimento pensionistico ma, per TUTTE, figlie, nipoti, cugine, sorelle insomma: #perledonnedioggiedidomani.”

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni 2019, novità Armiliato: opzione donna riduttiva, quota 100 inaccessibile

  • Avatar
    17 Aprile 2019 in 13:27
    Permalink

    Io classe 1960 per aver fatto 6 anni artigiana +30 lavoratrice dipendente( cosa che sono tutt’ora)….rientro comunque nella categoria autonome😵…quindi non sono stata accettata nella proroga di quest’anno in quanto dovevo avere I 59 anni entro dic 2018…vorrei capire quando potrei andare in pensione visto che con la finestra 18 mesi che hanno messo alla fine avró 62 anni…che cavolo di opzione donna è???

    Rispondi
  • Avatar
    17 Aprile 2019 in 8:09
    Permalink

    Per opzione donna QUOTA 95 ETA’ E/O CONTRIBUTI(senza minimali)

    Rispondi
  • Avatar
    16 Aprile 2019 in 18:54
    Permalink

    Paranoico articolo. Ma non si vergonga quella Armiliato a ritenersi la unica a sapere cosa va bene o cosa non va bene per le donne?

    Capisco dare le voci di tutti, ma almento identificare chi rappresenta costei?

    Io manco la conosco…

    Rispondi
    • Erica Venditti
      17 Aprile 2019 in 12:51
      Permalink

      Mi spiace non l’abbia compreso dal pezzo, ho specificato molto bene chi é l’Armiliato: l’amministratrice del Comitato opzione donna social, che in passato grazie ad una class action ha ootenuto la proroga dell’opzione donna. Figura note e donna molto preparata, se diamo voce ai lavoratori, si figuri alle persone competenti che ne sanno.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *