Pensioni 2019, novità Proietti: Ok quota 100, ora quota 41, esodati e quota 100 rosa

Pensioni 2019, novità Proietti: Ok quota 100, ora quota 41, esodati e quota 100 rosa

Le ultimissime novità sul capitolo previdenziale arrivano da un interessante confronto che abbiamo avuto con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, a cui abbiamo chiesto se davvero nella prossima Legge di Bilancio oltre alla salvaguardia di quota 100 fino a scadenza, alla proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna nulla vi sarà per le restanti categorie.

Proprie quelle su cui Armiliato, amministratrice del CODS, ha tentato di mettere sotto i riflettori del Governo attraverso un post, stiamo parlando di quota 41, riconoscimento lavoro di cura per le donne, e la riapertura dell’ottava salvaguardia per porre fine all’agonia degli ultimi 6.000 esodati tutt’ora esclusi. Eccovi le sue considerazioni.

Pensioni 2019, l’intervista esclusiva a Proietti: margini stretti

Proietti, ma quindi da questa Legge di bilancio oltre alla proroga dell’ape social e all’ opzione donna per 1 anno, non ci possiamo aspettare null’ altro? Mi pare di aver inteso che purtroppo le richieste dei sindacati non siano state accolte, o sbaglio?

Abbiamo salvaguardato quota cento impedendo l’introduzione di ulteriori finestre. Positiva la proroga del l’ape sociale e di opzione donna . Per il resto il governo non ci ha ascoltato .

Pensioni 2020, quali le proposte per cui vi batterete?

Ora cosa contate di fare durante l’iter parlamentare della legge di bilancio?

Durante l’iter parlamentare proporremo di completare la salvaguardia degli esodati , di fare quota cento rosa e quota 41 per i precoci.

Che impressioni le ha fatto il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo in termini di volontà di agire sul capitolo previdenziale e sull’attuale riforma Fornero?

Positiva mi é parsa la volontà del ministro del lavoro di aprire un confronto per definire una flessibilità strutturale di accesso al pensione , la valorizzazione del lavoro di cura e la maternità ai fini contributivi e le future pensioni dei giovani . Bisogna affrontare subito la rivalutazione delle pensioni bloccata da 8 anni .

Ringraziamo Domenico Proietti per il tempo dedicatoci, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che é tenuto a citare il sito, dal momento che si tratta di esclusiva.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

14 pensieri su “Pensioni 2019, novità Proietti: Ok quota 100, ora quota 41, esodati e quota 100 rosa

  1. Continuo a non capire perché quota cento si è 41 anni di contributi no… io ho cominciato a lavorare a14 anni e tre mesi. Oggi ne ho 53 e 38 anni e mezzo di contributi. Potrò forse uscire dal lavoro con 43 anni e mezzo di contributi e una pensione pari a poco più del 70 x cento di quel che sarà il mio stipendio di allora. Se non voglio decurtazioni dovrei lavorare fino al 2035 (53 anni di contributi)… vi pare normale? Capisco quota 100 ma perché penalizzare chi avrà versato ben più dei 38 anni necessari per questa?

  2. Quota 100? Da ELIMINARE IMMEDIATAMENTE!! nel rispetto di chi e’ nella mia situazione lavorativa: dall’eta’ di 18 anni lavoro senza interruzioni nella scuola dell’infanzia (tra l’altro definito lavoro usurante) non ho dodici mesi di lavoro per essere considerata precoce perche’ nella scuola il lavoro non e’ad anno solare ma scolastico ovvio…ora a gennaio 2020 compiro’60 anni …altro che 38 anni di contributi ne ho molti di piu’ !!!!! ma non ho l’eta’,non ho l’eta’ cara pensione per amarti perche’ concedono il diritto di godersela a quelli che hanno lavorato meno di me!!!!! Invece di prendermi in giro cari governanti ditemi in faccia che quelli come me dovranno morire sul posto di lavoro. Fate piu’ bella figura…

  3. Ma perché non si parla più di ape volontari..unica soluzione che non comporta esborsi dallo stato, essendo finanziata dalle banche?

  4. Che, in questa fase della Legge di Bilancio, di soluzioni per gli esodati non ne sarebbe comparsa traccia non è una sorpresa. L’esigenza comunque si pone in tutta la sua gravità e va reso merito a Domenico Proietti per averla enumerata tra le priorità da emendare in LdB ma soprattutto per averla presentata nella giusta veste che il Diritto, in questi casi, contempla: la salvaguardia.
    Dopo anni di strumentali silenzi, di fraintendimenti e di proposte a dir poco allucinanti, Domenico Proietti riporta l’argomento al suo corretto e dovuto contesto legislativo.
    Non entro qui nel merito del perchè la salvaguardia e non altre soluzioni panacea; dal Comitato “Esodati licenziati e cessati” lo abbiamo fatto innumerevoli volte fin dall’ormai lontano 2016 e le nostre tesi le abbiamo pubblicate e fatte pervenire a tutto il mondo politico, sindacale e mainstream. Qui ritengo piuttosto stigmatizzare, sotto i profili giuridico e della materiale pratocabilità, l’inderogabile necessità, nel definire la platea dei potenziali beneficiari, di rimanere esclusovamente nell’ambito delle sole categorie di lavoratori già descritte nella VIII salvaguardia per sanare le macroscopiche diseguaglianze che quello specifico provvedimento palesa. Non si tratta infatti di ridefinire lo status di esodato per introdurre nuove categorie o di estendere i termini di legge ad libitum alla ricerca di soluzioni onnicomprensive di qualsiasi criticità previdenziale e assistenziale. Si tratta solo di estendere un identico diritto, ovvero tutelare l’eguaglianza di tutti i cittadini dichiarata nell’art. 3 della Costituzione, nei confronti di una ben determinata platea di lavoratori attualmente variamente discriminati.
    Affinchè si possa apporre la parola fine a questa incredibile e disumana odissea – e credo che Domenico Proietti su questo possa concordare pienamente – è quindi necessario porre fine con un approccio fortemente pragmatico alla ridda di proposte assurde, che pure sui tavoli sindacali sono pervenute, che rappresentano, ormai da troppo tempo il migliore alibi a non fare assolutamente nulla lamentando la farraginosità delle proposte, l’indisponibilità di fondi e l’indeterminabilità della platea.
    La platea è la stessa prevista con la VIII salvaguardia. I termini di legge devono riconoscere parimenti, a tutte le categorie, la salvaguardia al raggiungimento dei requisiti entro il 31/12/2021 e i costi, come risulta da numerosi emendamenti e proposte del passato, si aggirano intorno ai 350 milioni.
    Fuori da questo ambito, possono esistere solo delle illusorie, in quanto fallaci, panacee. Fuori da questo ambito si continuerebbe a tradire sadicamente gli esodati.

  5. Quota 100 dovevate. Farla per tutti.. oppure quota 41… Non è giusto a 61 anni 42 di contributi essere penalizzati solo perché alcuni hanno lavorato meno ed avvantaggiati solo per l’ età… Fate schifo

  6. Ancora quota 41?, Basta parlarne ancora ! Non la faranno mai e poi mai ! Inutile illudere ancora le persone caro Proietti! Voi sindacalisti parlate ma il sindacato non esiste più ! Ve lo dice uno che negli anni 80 è sceso in piazza centinaia di volte!

  7. Non toccate quota 100…..è l unica soluzione per andare in pensione ad una età quasi decente. (62 anni direi che sono anche troppi) Quindi non pensate solo a voi che siete privilegiati in tutto. Stipendio esagerato ecc ecc

  8. Prorogare leggi pensionistiche con il sistema del “di anno in anno” é esercitare una pessima pratica: un orizzonte temporale così incerto e ristretto non consente alcuna programmazione né economica né sociale. Nella stagione della vita che ci rende più fragili, si ha bisogno più che mai di certezze.
    #opzionedonna2023 #diannoinannoancheno

    1. Anche questo è vero. La pensione di invalidità è un assegno ridicolo per almeno il 90% dei beneficiari. Conosco una persona che ha il 75% di invalidità riconosciuta dalla commissione e riceve appena 295 Euro al mese.
      Purtroppo con la sua problematica non trova lavoro ed è costretto a ricorrere alla solidarietà sociale.

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