Pensioni 2019 novità su Quota 100, Opzione donna, esodati: l’intervista a Rizzetto

Le ultime considerazioni al 26/10/2018 in merito alla bocciatura dell’Ue sulla manovra 2019 e sulle possibili misure che potrebbero rientrare, realisticamente parlando, nella prossima Legge di Bilancio, ci giungono da una preziosa ed interessante intervista che ci ha rilasciato in esclusiva per pensionipertutti l’onorevole di Fratelli D’Italia Walter Rizzetto.

Riforma pensioni 2019, le ultime da Walter Rizzetto

Gentile onorevole Walter Rizzetto, può dirci cosa ne pensa della bocciatura dell’Unione Europea sulla manovra 2019, che comprende ovviamente il delicato capitolo pensioni, e sul fatto che per i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini non serva farsi sopraffare dal terrorismo psicologico, ma anzi sia stato un bene il ‘no secco ‘ giunto sulla manovra, dal momento che quelle precedenti avevano avuto l’ok ?

La bocciatura da parte dell’Europa era piuttosto scontata. Per come la vedo io, bene sfidare i diktat e le imposizioni di una Eu che spesso ha più guardato ai mercati che non alle persone, ha spesso coinvolto nelle decisioni più la Bce che non i cittadini ma serve farlo con lungimiranza ed acume: su questi ultimi nutro qualche dubbio. In ogni caso servirà capire come andranno i primi mesi del 2019 per comprendere che cosa ne sarà di questo bellissimo ma disgraziato Paese.

Pensioni 2019, quali misure in legge di bilancio?

Quali misure pensionistiche crede, giunti a questo punto, che vedranno, davvero, la luce nella prossima Legge di bilancio 2019  e quali secondo lei saranno rimandate a data da destinarsi? Purtroppo a mio avviso siamo ancora agli annunci, ma al più  intravedo una Quota 100 con paletti e penalizzazioni e un’ Opzione Donna con l’aumento degli anni anagrafici e…basta. 

Onorevole ma, dunque, non vede nulla all’orizzonte nemmeno per gli esodati, in attesa della Nona Salvaguardia? ‘Difficile”. Perdoni ma crede non sia possibile nemmeno, visto che in parte la definitiva salvaguardia sembrava essere stata promessa dal Governo, un decreto ad hoc? ” Sulla risoluzione la maggioranze è in enorme difficoltà. Se è in panne per una risoluzione in commissione figuriamoci per un decreto”

Poi l’onorevole Rizzetto , concludendo, ci dice amareggiato: Se vogliamo dirci la verità con questa manovra non si abbatte la Manovra Fornero: Quota 100 per così come scritta è un anticipo pensionistico, Altro non vedo”.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni 2019 novità su Quota 100, Opzione donna, esodati: l’intervista a Rizzetto

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    29 Ottobre 2018 in 14:06
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    Buongiorno, in data 26 febbraio 2019 compio 62 anni con 39 anni di contributi e sono attualmete un esodato, chiedo se e’ prevista

    la quota 100 nel mio caso.

    Grazie anticipatamente.

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    • Erica Venditti
      29 Ottobre 2018 in 15:10
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      Mario le conviene scrivere direttamente ad Elide Alboni o Luigi Metassi del comitato esodati licenziati e cessati, ma se ha 39 anni di contributi e 62 d’età non vedo quale possa essere l’impedimento per accedere alla quota 100, credo sia possibile da aprile 2019, se ha già i requisiti maturati.

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    27 Ottobre 2018 in 7:45
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    Tanto rumore per nulla!!! dalle anticipazioni della riforma guadagno sei e dico sei mesi!!!!!!!!!

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    27 Ottobre 2018 in 6:53
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    le cose intelligenti ..sono le prime a morire

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    26 Ottobre 2018 in 18:53
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    Ci dicono che ogni italiano abbia una quota di debito pubblico da pagare di 37.000 euro: castroneria, perché ognuno ha un debito, eventualmente, rapportato al suo reddito, come il “pollo di Trilussa” insegna.
    Comunque sia, io penso che chi sia, come me, contestualmente, lavoratore dipendente, risparmiatore e pensionato, il suo debito pubblico con gli altri Paesi, o perlomeno con quelli della zona Euro, lo abbia già pagato: infatti, il giorno dopo l’ingresso nell’Euro, ingresso “forzoso” perché non ci fu nessun referendum che ci chiese se fossimo d’accordo, il rapporto di cambio ufficiale di un euro uguale 1936,27 lire, fu subito sostituito da quello “reale” di un euro uguale mille lire.
    Di fatto i nostri stipendi, i nostri risparmi e le nostre pensioni, da allora ad oggi, subirono una svalutazione sottaciuta del 100%, dimezzandosi; perché, nella assoluta mancanza di controllo, tutti i prezzi, nella migliore delle ipotesi, furono raddoppiati, mentre i nostri stipendi, i nostri risparmi e le nostre pensioni si dimezzavano con la suddetta, sottaciuta, svalutazione del 100%.
    Questi miei soldi, dimezzati dall’ingresso nell’Euro, ad oggi per un importo enorme, io li ritengo più che sufficienti e, anzi, superiori, alla mia eventuale quota di debito pubblico da pagare e penso che, anzi, dovrei avere in cambio “il resto”, e pure sostanzioso!
    Quindi Bruxelles vada a “battere cassa” presso le altre categorie di cittadini che, come me, contestualmente, non siano lavoratori dipendenti, risparmiatori e pensionati per riscuotere, eventualmente, “da loro”, e dagli evasori fiscali per 110 miliardi annui, il debito pubblico.
    E, per favore, alcuni commentatori, e alcuni ospiti di alcuni talk shows, la smettano di dichiarare “fesserie” sulla “mia parte di 37.000 euro di debito pubblico da pagare”!

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    26 Ottobre 2018 in 16:49
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    La crisi ha colpito sessantenni con trent’anni di contribuzione, ed ora sono senza lavoro, perché non rinnovare l’Ape Sociale??????

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    26 Ottobre 2018 in 13:50
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    Ogni giorno una nuova sparata e tocca a Savona ” ridistribuiamo la ricchezza degli evasori ” , forse sarebbe meglio scovarli e farli PAGARE TUTTO , MULTE COMPRESE. Avremmo molti più soldi e non ci sarebbe bisogno di fare manovre in deficit. Tanto a pagare siamo siamo sempre i soliti fessi, e anche ai furbetti delle partite iva u’alto bel regalino alla faccia nostra.

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