Riforma pensioni 2019, ultima proposta: obbligo di ritirarsi dopo 41 anni di contributi

Le ultime novità al 29 giugno giungono da un’interessante proposta giunta da un lavoratore precoce nei commenti del sito, che proprio per la sua originalità, abbiamo decido di pubblicare per intero. In estrema sintesi Antonio propone non tanto la quota 41 per tutti come scelta per accedere alla quiescenza, ma chiede che il Governo imponga l’obbligo di uscita per chi ha maturato 41 anni di lavoro. Questo sarebbe l’unico modo per permettere anche quel turnover generazionale necessario affinché le aziende siano costrette ad assumenre nuove leve in sostituzione dei ‘veterani’.

A detta di Antonio mentre i lavoratori precoci ‘elemosinano’ la quota 41 e fanno pressing per far comprendere all’esecutivo come sia necessario mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, poi disilluse, la discussione su questo versante ha di per sé del paradossale. Dovrebbe essere proprio il Governo a comprendere l’importanza di lasciare andare in pensione quanti hanno già ‘dato’ per oltre 40 anni di lavoro, specie in un contesto di crisi economica e di carenza di lavoro, come quello italiano. ccovi la sua proposta, che crediamo non solo potrebbe aprire un bl dibattito, ma che potrebbe trovare approvazione di diversi lavoratori.

Pensioni 2019, proposta per prox Ldb: hai 41 anni devi lasciare il lavoro

Così Antonio cerca di spiegare l’origine della sua idea: “Vedete, a mio parere occorre un cambio radicale, proprio nel paradigma economico e sociale. In sostanza, non ci dovrebbe essere “la facoltà” di andare in pensione con 41 anni di contributi, bensì dovrebbe esservi viceversa l’obbligo, di andarci. Sulla falsariga di quello che si è fatto in Italia per decenni.

Infatti, se non vi è tale obbligo, si induce il lavoratore a scegliere se mantenere l’impiego oltre qualunque “ragionevole limite” e, proprio nelle fasi di recessione economica, va da sè che una buona parte dei lavoratori (soprattutto coloro che ritengono di poter avere difficoltà a sostenere lo stesso tenore di vita con il reddito da pensione) sarà indotta a restare al lavoro. Con ciò contribuendo ad aggravare qualsiasi ripartenza economica, attesa l’ovvia conseguente Impossibilità di assunzione giovanile da parte delle aziende (se non si libera il posto è evidente che nessuno potrà essere assunto per un posto che, appunto, non c’è).

Il paradosso insito nella richiesta ‘Quota 41 senza se e senza ma’

Antonio prosegue, rincarando: “Quindi discutere se concedere o meno “la facoltà” ad “un vecchio” che ha già lavorato per 41 anni di contributi se andare o meno in pensione è discussione del tutto paradossale”. Ragione per cui spiega che la vera misura che dovrebbe essere attuata da subito per i precoci/quaranrunisti nella prossima legge di bilancio, che potrebbe avvantaggiare anche le nuove generazioni dovrebbe essere:

La corretta impostazione sarebbe, viceversa, colui che ha già 41 anni di contribuzione – salvo casi del tutto eccezionali o professioni particolari (come è sempre stato per decenni in periodo ante-euro) – non può aver la facoltà di perpetuarsi, poiché deve andare in pensione, dovendo lasciar libero il posto alle nuove generazioni. Pur essendo un concetto vecchio come il mondo, oltreche tuttora diffuso a livello planetario, mi chiedo, è così difficile da capire? “

Cosa ne pensate della proposta del lavoratore Antonio, la condividete? Quale, a vostro avviso, dovrebbe essere l’età anagrafica o contributiva a cui si dovrebbe poter accedere alla pensione? Fatecelo sapere nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

49 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2019, ultima proposta: obbligo di ritirarsi dopo 41 anni di contributi

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    5 Luglio 2019 in 17:00
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    buon giorno io avrei una domanda ho iniziato a lavorare a 14 anni nel 1980 ad oggi 2019 che ne ho 53, 54 a febbraio 2020 quindi avrei 39 anni di contribute compreso il militare io faccio come lavoro meccanico trasfertista nel mondo lavorando in motosport non so se rientra nei lavori usuranti non so ma vorrei sapere prima se questi 41 anni andranno a buon fine ma se comunque con I 42 e non so quanto altro potro avere la soddisfazione di godermi un po la mia famiglia e nipoti prima di schiattare visto I tempi che allungano sempre queste pensioni da 35 a 40 poi 42 e7 mesi , 100 poi 41 ma quanto ci si prende in giro con noi stessi e con tutti I governi quello no quello si ora si risove tutto no torniamo a votare riveediamo le pensioni votami che faro che vi arricchiro ‘ecc ecc ecc …………….ma intanto le pensioni al cimitero con dignita ce anche chi non la vedra se finisce in 3 metri di terra perche con tutti I tumori che ci circondano io sarei anche in quell eta’ che potrebbe succedere ma non ci voglio pensare io dico ma date queste pensioni basta parlare basta fatti arrivederci e speriamo che ci mandino in pensione quelli che capiscono forse troppo grande quelli che si arricchiscono on I lavoratori oggi ciao a tutti

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    2 Luglio 2019 in 11:05
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    Buongiorno.
    Mi sto avvicinando ai 41 anni di contributi e 61 anni di vita.
    Ho lavorato, con passione, tutta la mia vita in Italia, quindi sono stato, senza vana gloria, un riferimento sicuro per le entrate dello stato italiano, assieme a milioni di altri lavoratori onesti come me, ed abbiamo “dato”, senza ne se ne ma! Ritengo, che il governo italiano, debba riconoscere concretamente, a 360°, l’impegno svolto da questi lavoratori, dopo 40 anni di onesto lavoro. Offrire loro una vita dignitosa e decorosa, e permettere loro di continuare a dare il proprio contributo, in esperienza e conoscenza, anche fuori del mondo del lavoro, in tutto il tessuto sociale italiano, dove tutt’ora, c’è bisogno estremo.
    Invito, i nostri responsabili politici, di mettere, tutti, una mano sul loro cuore, visto che hanno anche loro famiglia, come noi, ed unire le forze politiche per una soluzione concreta per tutti, positiva, non solo per chi si sta avvicinando alla pensione, ma anche per i nostri, i loro figli, in futuro! Buona giornata.

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    1 Luglio 2019 in 11:25
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    Sacrosanta proposta. Dopo 40 /41 anni di lavoro ogni lavoratore dovrebbe essere messo a riposo per obbligo!
    Quanto pensate che renda in efficienza, attenzione, passione ecc una persona dopo 40 anni di lavoro? rispetto magari ad un lavoratore giovane..
    Quanto costa a TUTTI noi la sanità nel caso di una popolazione vecchia e stressata anche perchè tenuta con le catene a lavorare ad età dove si dovrebbe avere altri obiettivi di vita?
    L’ INPS mi chiede 10.800 euro di contributi annuali per una volontaria.. Brutalmente in 40 anni fanno 432.000 euro. L’INPS dovrebbe poi investire questa cifra e farla fruttare! Ma non vi pare che se questi soldi rimanessero nelle mie tasche, lasciandoli in banca potrei andarmene via dal lavoro a 60 anni e vivere i 25 anni che mediamente rimangono ???

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    1 Luglio 2019 in 9:42
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    Certo, sono d’accordissimo con Antonio. Io a Luglio compirò 60 anni e ho già 40 anni di servizio. Ho praticamente raggiunto quota 100, ma si sà non posso andare in pensione perchè devo prima compiere 62 anni. Se l’iniziativa di Antonio sarebbe condivisa dal nostro Governo e adottata con la nuova legge di bilancio potrei andare in pensione il prossimo anno con 41 anni di servizio e 61 anni d’età. Sarebbe bellissimo!
    Speriamo che Di Maio, Salvini e Conte facciano in modo che questo sogno si realizzi.

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    30 Giugno 2019 in 19:39
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    Magari sarebbe Troppo Bello ..io la penso così ho iniziato dopo la terza media
    In Fabbrica dopo 40 Anni puoi lasciare il lavoro..

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    30 Giugno 2019 in 9:50
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    Signori i commenti sono tanti e non so se ciò che dico è già stato scritto, voglio solo mettere in evidenza ciò che è accaduto nel 1981, legge dello stato che obbligava a tutti i lavoratori che avevano compiuto 35 anni di LASCIARE il lavoro per fare spazio ai FIGLI oppure chi non ne aveva prendeva un bonus di 2 milioni di lire x anno. Ecco come si risolve la disoccupazione giovanile, “vecchi”che come me con 39 anni di contributi e 59 anni di età non sa quando e come accederà alla agognata pensione, e che le forze e la brillantezza mentale vengono ad attenuarsi a parte le battute sarcastiche. Se prendi l’ergastolo vieni trattato da privilegiato, vedi terroristi, io ho dovuto lasciare l università ed andare a lavorare con l immagine di mio padre monoreddito che piangeva con tre figli tutti a scuola. Tutti i governi non sanno come prenderci in giro, è solo VERGOGNOSO

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    30 Giugno 2019 in 1:07
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    Mi sembra una proposta lunare e assurda quella del regalo dei contributi al proprio coniuge. Bisogna mandare in pensione obbligatoriamente al compimento dei 40 anni di contributi, senza considerare l’età, per tutte le categorie nessuna esclusa. Ripeto obbligatoriamente solo così si potrà dare possibilità ai giovani di farsi una vita in tutti i campi.

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    29 Giugno 2019 in 23:59
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    L’unica proposta valida per la pensione di tutti è la pensione solidale.Bisogna immaginare un mondo diverso e migliore per tutti gli anziani e quindi dare ad ognuno una pensione dignitosa,per cui non deve avere importanza quanto ognuno versa ma deve contare solo quanto lavori(al massimo 40 anni),immaginiamo nel 2018 l’inps ha incassato 100 mld di contributi si dividono per il numero dei pensionati e il gioco è fatto mai più l’inps in rosso e il 90% dei lavoratori avrebbero una pensione più alta e una vita più dignitosa,e non importa chi ha versato 10 volte più di un altro importa solo il benessere di tutti.È la mentalità che deve cambiare.

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      1 Luglio 2019 in 17:30
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      SEMMMMMMMMM!!!! MA DOVE VIVIIIII???????? SVEGLIATIIIIIIII!!!!!!

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    29 Giugno 2019 in 22:58
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    Io credo che la quota 41 di contributi ancora una volta lascia senza possibilità di accedere alla pensione categorie di lavoratori che anno avuto un percorso lavorativo discontinuo come per esempio l’edilizia che quando finisce un cantiere e non c’è subito un’altro cantiere la ditta è costretto a licenziare e quindi ricorrere a periodi di ammortizzatori sociali causando dei vuoti contributivi del lavoratore e non avere così i requisiti per accedere alla pensione con la citata formula 41 di contributi ma nessuno parla di questo se non in campagna elettorale dove tutti si ricordano di tutti e dopo si continua con il dimenticatoio generale persino i sindacati non sembrano toccati da questo problema forse questo settore di lavoro è poco remunerativo per il sindacato? Non vale forse la pena di lottare per chi lavora sodo sotto il sole le intemperie già ma questi non sono lavori usuranti per cui dare delle agevolazioni per l’uscita dal lavoro e si perché se il lavoro è usurante lo deve decidere la politica non lo stato fisico del soggetto che fa’ un determinato lavoro che non ci fosse bisogno di girarci tanto intorno per capire che un lavoro usurante non lo può definire la politica ma la tipologia del lavoro disagiato che fa’ la differenza anche nell’aspettativa di vita e invece si preferisce fare tutt’erba un fascio con la compiacenza di politici e sindacati non più appropriati a difendere i diritti di onesti cittadini che anno messo a disposizione di governi truffaldini la propria esistenza con
    L’illusione di essere tutelati

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    29 Giugno 2019 in 21:01
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    Propongo la donazione dei contributi tra coniugi ovviamente compensandò economicamente la posizione contributiva ; ad esempio mio marito mi dona 5 anni dei suoi contributi INPS per anticipare la mia data pensionistica . Tale proposta sarebbe a costo zero per lo Stato cioè l’ INPS.

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    29 Giugno 2019 in 19:47
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    Perfettamente d’accordo… Aggiungerei però che chi va all’ università e quindi inizi a lavorare tardivamente gli vengano riconosciuti gli anni figurativi

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      30 Giugno 2019 in 6:58
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      Esiste il riscatto della laurea, da quest’anno ha anche nuove regole con costi piú abbordabili (da mantenere anche per il futuro, visto il maggior numero di laureati). Quello che lei propone creerebbe una diseguaglianza tra chi inizia a lavorare senza una laurea e chi (magari figlio di papá) studia, prendendosi tutto il tempo che vuole, entrando poi nel mondo del lavoro con 4 o 5 anni di contributi figurativi come “bonus”.

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    29 Giugno 2019 in 19:17
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    Ma qualcuno riesce a capire cosa sono 41 anni dì lavoro in Fabrica! Sono una vita, allora basta senza nussuna ipotesi bisogna andare in pensione e lasciare spazio ai GIOVANI RIPETO GIOVANI. sono un lavoratore precoce con 53 anni e35 di contributi padre di due giovani disoccupati di 27 anni e23. Dove vuole arrivare l, Italia. Vecchietti in PENSIONE GIOVENTÙ AVANTI.

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    29 Giugno 2019 in 19:03
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    Condivisibile. Aggiungo che dal momento che si voleva disintregare la legge Fornero, che di fatto ci portava con le stampelle alla vecchiaia, bastava considerare solo quota 41 di contributi indipendentemente dell’età e che per arrivare a detta quota comunque l’età sopraggiunge lo stesso e che senz’altro supera anche quelle previste dalla Fornero. Ragionevolmente si ottenevano due risultati: eliminazione legge Fornero e conservazione degli equilibri economici, visto che si cede un anno in più rispetto al vecchio sistema dei max 40 anni. Come si suol dire: prendere due piccioni con una fava.

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      2 Luglio 2019 in 22:08
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      Io sono convinto che qualsiasi essere umano
      Dopo una vita di 41 anni di lavoro gli sia data la sacrosanto la pensione

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    29 Giugno 2019 in 18:53
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    Ho fatto un commento ma è stato cancellato dopo pochi minuti, perché? Anche qui c’è la casta?
    Eppure evidenziavo che ho 66 anni, 45 di contributi, quota 111 e non quota 100, eppure l’INPS non mi da la pensione. Poi ho fatto una domanda” secondo voi un disoccupato di 66 anni con 45 di contributi, ha iniziato a 16 anni e non ha ancora la pensione, cosa deve fare? A chi bisogna sparare?” va bene detto così?

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    • Erica Venditti
      29 Giugno 2019 in 19:24
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      Ma quando?? Mai camcellato nulla

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    29 Giugno 2019 in 18:29
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    Salve a tutti
    La mia è una storia come decine e migliaia di persone del 53.
    A 16 anni inizio a lavorare alla ex italdidere ora ilva di Taranto facendo anche i turni di notte nel fuoco e nella polvere di carbone e minerale. Mi dite voi se oggi un ragazzo ma anche un ventenne rinunci alla birra, alle discoteche o ai più svariati divertimenti per andare a lavorare alla kocheria o acciaieria? Non credo.
    Fatti sette anni ho lavorato altri 32 come vigile urbano. Poi ho lavorato presso una azienda di energie rinnovabili. Morale oggi 66 anni, fatte 4 domande di pensione, la prime tre bocciate anche come precoce, ora rimane l’ultima fatta a gennaio 2019 ma ancora niente, l’INPS sta studiando qualche scusante per bocciarmi anche lavquarta domanda. Morale ho 45 anni di contributi, ho 66 anni di età, sono disoccupato da oltre un anno, ho raggiunto quota 111 altro che cento e ancora non mi danno la pensione. Secondo voi a chi devo andare a sparare?

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      30 Giugno 2019 in 0:03
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      Non capisco, se hai 45 anni di contributi, immagino tutti versati, come fa l’inps a bocciare la tua domanda?

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        30 Giugno 2019 in 9:40
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        È una domanda che mi pongo da 5 anni, ma a tutto c’è una risposta e mi spiego: prima domanda nel 2013 avevo secondo me 42 anni di contributi, ne bastavano 40 e 3 mesi. Si scopre che il comune non aveva dichiarato 2 anni quindi mi ritrovo con 39 anni e 10 mesi, non sufficienti. Fatti ricorsi e denuncie varie ma niente. Solo due mesi fa il comune sistema i due anni mancanti. Nel frattempo lavoro, rifaccio la domando come precoce e come cumulo ma niente per l’INPS non sono precoce quindi boccia. Continuo a lavorare , raggiungo 45 anni, rifaccio la domanda ma niente , l’INPS dice che bisogna essere disoccupati da almeno tre mesi, bocciata. Nel frattempo divento davvero disoccupato nel 2018, faccio la domanda a gennaio 2019 ma ancora niente, nel frattempo ho raggiunto 66 anni di età, 45 di contributi effettivi e continuativi e 16 mesi figurativi per disoccupazione. Ora vedremo, intanto risulta in giacenza, nel frattempo non ho più nulla nemmeno per mangiare. Fine della storia infinita? Non credo. Intanto chi non ha mai lavorato o lavorato pochissimo prende il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza. Cari ministri ma vi rendete conto delle ingiustizie che avete messo in atto? Poveri noi. Beati i vagabondi.

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    29 Giugno 2019 in 16:18
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    Anche io ho iniziato nel 1979 , ho 57 anni ,quindi devo aspettare ancora 3 anni ( legge Fornero) …. forse. Per lo strato non sono un precoce , ho un genitore con invalidità 100/100 , art. 3. Comma 1, per lo stato insignificante…… perché ci vuole art. Comma 3. Cosa si può dire…..

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    29 Giugno 2019 in 16:00
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    Non riesco a capire perché si continua a dire che a noi la pensione la pagheranno i giovani… Ma i 41 di lavoro non bastano a pagarsi la propria pensione? Dove sono finiti i nostri contributi?. Rubati? Io spero che salvini come promesso faccia la 41 per tutti.

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    29 Giugno 2019 in 15:59
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    Tutti i commenti sono giusti a secondo del proprio punto di vista..ma mettiamo anche in evidenza che con la scusa della crisi da più di 10 anni le aziende assumono solo a tempo determinato, assumono le persone x coprire le ferie dei dipendenti a contratto indeterminato o fanno il giochetto del corso di formazione così prendono i fondi europei li assumono x 3 mesi e poi li sbattono fuori e ricominciano con altre assunzioni. Questi figli non riescono a farsi una vita .dovrebbero cambiare le leggi ma purtroppo le grosse società e la politica vanno a braccetto e quelle piccole hanno tutto da guadagnare con le tasse che pagano!! Vergogna allo stato, regione ,comune ..che sono i maggiori debitori..Hanno mandato in fallimento centinaia di aziende perché chi vince un appalto con loro poi non vengono pagati in 90 giorni come fanno tulteriori le altre committenti ma pagano quando si ricordano mandando in crisi tante aziende con conseguenze di licenziamento del personale o questi poveri cristi continuano a lavorare senza percepire stipendio anche x 3 mesi.Come si fa a vivere così? MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA

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    29 Giugno 2019 in 15:41
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    Secondo me è un’ottima proposta solo che ci aggiungerei il controllo presso le aziende dove si libera il posto di lavoro più che altro per essere sicuri che non ci sia il solito furbetto che lavora in nero

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    29 Giugno 2019 in 15:02
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    Chi ha iniziato a lavorare a 14 anni,come il sottoscritto,con lavoro usurante ha diritto a questa possibilità.
    Però con pensione dignitosa non da fame j

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    29 Giugno 2019 in 14:42
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    Salve a tt sono Luciano,rientro nei precoci,sime però non sono malato,non ho la 104,codi con 41 anni dico tributi non posso andare in pensione!!! Ma perché continuano a chiamarla pensione per i precoci?,…chiamatela per invalidi per persone mi spiace per loro che hanno poco da campare cosi lo stato riduce la pensione o addirittura non la paga più se non dai la reversibilità, questi ci vogliono far crepare prima ancora di vederla,…
    Politici imbtoglioni e ci metto tt nel pentolone non ce più da fidarsi di nessuno,

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    29 Giugno 2019 in 14:20
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    41 anni di servizio va bene! Ma è opzione donna che deve avere una corsia preferenziale… Visto che la donna ha lavorato tanto sia fuori che in famiglia crescendo i figli di questo di deve tener conto e premiare chi lo ha fatto… É ora è tanto tanto stanca con problemi di salute… Grazie

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    29 Giugno 2019 in 14:18
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    Sono d’accordo ….soprattutto chi fa lavori di cura dopo quaranta anni non può più dare, a livello umano e fisico, le giuste attenzioni a chi deve avere il meglio come i bambini, i diversamente abili e gli anziani.

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    29 Giugno 2019 in 14:13
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    Ha…detto giusto chi lavora siamo noi no i politici….ieri ho fatto la notte gia da 16 anni ed e dura poi con sto caldo sui macchinari in sinterizzazione..che cazzo ne sanno quindi e giusto quello che scrive Antonio pensiamo a noi …..

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    29 Giugno 2019 in 14:07
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    Salve a tutti,io sono un verniciatore in una carrozzeria di auto,praticamente..hó iniziato questo lavoro,quasi 40anni fà,a prescindere su quale priorità scelgano i lavoratori usuranti…e io non rientro nella categoria,e devo ,anche se forse non’è giusto, sperare di stare bene di salute,non sono sposato,per cui,un domani venissi a mancare come tanti nella mia situazione,i miei contributi a chi andrebbero …sicuramente per l’imps Andrebbe bene,ritornando al quesito di andare in pensione a 41 anni,io direi che ogniuno di noi possa avere la possibilità di scegliere l’uscita dal lavoro ,anche perché,uno avrà pure il diritto…di godersi un po’ la vita in tranquillità ,al di là delle ..burocrazie..varie spero ancora che questo governo mantenga quello che aveva promesso in campagna elettorale sulla quota 41…Grazie

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    29 Giugno 2019 in 14:03
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    Bravo Antonio, la pensione per chi ha lavorato 41 anni deve essere concessa. A prescindere dal età anagrafica. Se ho ad esempio iniziato a 18 anni devo poter andare in pensione a 59 anni. Non importa l età se ho lavorato e Versato contributi x 41 anni.
    Se qualcuno non li blocca penso proprio che M5S potrebbe riuscire a farla passare.

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    29 Giugno 2019 in 13:57
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    Antonio ha pienamente ragione 41 anni e tu vai in pensione Per quanto riguarda dico a Francesco che se hai una pensione sindacale anche se lavori per ipotesi anche 45 anni non ti cambia nulla a soldi presi, perché ok i contributi vanno conteggiati ma se tu non lo sai ai fini pensionistici lo stato ti paga per solo 41 anni Tutti gli anni che fai in più sono solo soldi tuoi per finanziare altre cose tra cui il reddito di cittadinanza Nessuno di questi governanti furbetti ne parla e noi continuiamo a sperare? IO NON MI FIDO PIÙ DI NESSUNO Tutti uguali quando sono sulla poltrona

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      30 Giugno 2019 in 0:10
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      Sarebbe il caso di informarsi meglio; non del tutto vero che l’inps paga solo 41 anni di versamenti, intanto sarebbero 42, ma la vecchia regola con il contributivo per tutti dal 2012 non vale più, il concetto era che avrebbero pagato 42 anni col retributivo , ora se per esempio si hanno 42 anni più 3 o più di contribuzione dopo il 2012, saranno pagati tutti. Le normative pensionistiche sono una giungla e non sempre anche gli addetti al lavoro sono all’altezza.

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      • Erica Venditti
        30 Giugno 2019 in 7:53
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        Quali addetti ai lavori non sarebbero all altezza, mi perdoni?

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      30 Giugno 2019 in 7:40
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      Ti sbagli di grosso Andrea, se continui il lavoro aumenta il montante contributivo e di conseguenza sale anche la pensione. Forse sei rimasto indietro di qualche annetto quando vigeva ancora il SISTEMA RETRIBUTIVO, quello che in sostanza ci ha portato al disastro finanziario.

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    29 Giugno 2019 in 13:56
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    Possibile che con la tanto sbandierata quota 100 e quota 41 il prossimo anno se le cose non cambiano vado in pensione con la Fornero altrimenti devo lavorare ancora 3 anni , Io dico che sono sempre le solite chiacchiere da campagna elettorale, e credo che come Me tantissime altre persone sono nella stessa condizione

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    29 Giugno 2019 in 13:49
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    Sono d’accordo con Antonio anche perché chi vorrebbe lavorare di più sono persone che guadagnano parecchio e di fatica ne fanno poca e hanno paura di lasciare i loro privilegi 41 anni bastano e avanzano..lasciate lavorare i giovani che possano farsi una vita anche l’oro.. Bravo antonio

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    29 Giugno 2019 in 13:47
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    NEL 2011 MONTI E FORNERO SONO STATI ECCELSI IN MATEMATICA .PECCATO E CHE HANNO BLOCCATO TUTTI I RAGAZZI, CHE ORMAI NN LAVORANI PIU,HANNO BLOCCATO I CONSUMI SU TUTTO, NON POSSONO COMPRARSI UN AUTO,UNA CASA ,UNA PIZZA!!! 41:ANNI DI LAVORO!!??!! LAVORI USURANTI A PERSONE CHE NN FANNO NULLA, PENSIONI DI 30000 EURO AL MESE. HANNO CREATO UN BLOCCO CHE NN ANDRÀ PIÚ VIA.ANCORA SENTO DI PERSONE CHE VOGLIONO ANDARE AVANTI OLTRE I 41 ANNI E MAGARI HA IL NIPOTE CHE NN PUO NEANCHE ANDARE A COMPRARSI UNA PIZZA !! MONTI E FORNERO BRAVISSIMI SIETE RIUSCITI NEL VS INTENTO,FAR CHIUDERE OGNI COSA ED OGNI DITTA. DIRIGENTI DI AZIENDE CHE INVECE CHE PRENDERE RAGAZZI DI 20 ANNI ,CHE POSSONO LAVORARE IL DOPPIO DI UN 63 ENNE E PAGATI LA METÀ TENGONO QUEST ULTIMI PERCHE ATTENDONO LA PENSIONE. BRAVISSIMI.MI DISPIACE PER I POLITICI ONESTI E GIOVANI DI OGGI CHE SI SONO TROVATI UN MACIGNO ADDOSSO!! 41 Anni di lavoro É fuori del normale.!! BRAVISSIMI MONTI E FORNERO, ATTENDERÒ ,ORMAI MANCA POCO PET FINIRE COME LA GRECIA…

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    29 Giugno 2019 in 13:44
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    Subito quota 41 e subito lavoro ai giovani e ricambio generazzionale lasciando incentivo come fa ENI e Enel e Banche grazie.

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    29 Giugno 2019 in 13:31
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    Oltre all obbligo bisognerebbe garantire Una pensione completa dignitosa e non il 60%circa a meno che il sig Antonio non integri la pensione personalmente

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    29 Giugno 2019 in 12:56
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    A mio giudizio credo sia giusto ed equilibrato avere due sole possibilità di uscita dal mondo del lavoro una minima con 20 anni di contributi e 60 anni di età ed una massima raggiungibile con 41 anni di contributi versati senza limite di età valida per tutti i cittadini ed i politici Italiani in questo modo equo e giusto ci sarebbero le coperture finanziarie visto che tutti versano e percepiscono la pensione sul capitale versato.

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      29 Giugno 2019 in 19:19
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      Il nostro sistema previdenziale ě a ripartizione e non a capitalizzazione, questo significa che nessuno di noi è proprietario dei propri contributi versati all’Inps, ma che questi vengono utilizzati per pagare la pensione a chi in pensione già c’è. Se non entrano i giovani nel mondo del lavoro, non ci saranno più contributi per pagare le nostre tra qualche anno. È il calcolo che viene fatto sui contributi. Lavoratore classe ’62.

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    29 Giugno 2019 in 11:56
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    La proposta è interessante.L’unico problema è che evidentemente la cosa non piace all’europa.L’Italia fa’ comodo a certi paesi che si trovi nel liquame fino al collo (grazie alle politiche suicida dei precedenti governi) e non hanno nessun interesse a tirarci fuori quindi lavoriamo fino alla morte e dei giovani chi se ne frega che vadano all’estero e che paghino le tasse fuori dall’Italia.A mio modesto parere questo è il pensiero di chi governa in Europa.Speriamo che con le ultime elezioni europee possa cambiare qualcosa ma mi ci gioco i gioielli di famiglia che non cambiera’ nulla.Buona giornata

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      29 Giugno 2019 in 15:16
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      Ci sono persone come me che hanno iniziato all’età di otto anni a lavorare come garzone di salumeria nel 1975 al sud era la normalità
      E per questo non ho potuto studiare e ho dovuto accettare tutti i lavori piu sottopagati e di manodopera oggi ho quasi 57 anni 4 vertebre usurate e 39 anni di contributi il mio lavoro non e tra quelli usuranti per cui per usufruire della legge precoci dovrei rimanere a vasa senza lavoro per tre mesi senza stipendio e se poi tutto va bene aspettare la finestra e avere la pensione sicuramente sara troppa la gioia che forse non arrivero a prenderla la pensione che finirò sotto terra
      Mi auguro che cambi qualcosa perché nei miei panni ci sono molte persone adesso lavoro carico e scarico merci ma non basta per usura posso assicurare tutti che lavorare dall’età di otto anni adesso sono 50 che lavoro non ce la faccio più ho anche pensato che forse era meglio morire diconsolo maledetti politici che decidono le leggi loro hanno tutti diritti acquisiti anche io quando ho iniziato a lavorare avevo un diritto quello di lavorare 35 anni solo che ai comuni mortali non e un diritto
      Ripeto maledetti politici che decidono per gli altri

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    29 Giugno 2019 in 11:48
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    Bravo Antonio!!!
    Ministro del lavoro subito!!!
    Ci vuole poco.. Ma questi non riescono a fare altro che campagna elettorale
    Infami traditori e bugiardi!!!
    Cmq l idea è buona, almeno dal mio punto di vista precoce 14 enne 42 e5…, grazie Antonio!!!

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    29 Giugno 2019 in 10:27
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    Nella disquisizione di tale “Antonio” ci sono alcune grosse incongruenze, primo come si fa ad obbligare un lavoratore ad andare in pensione con 41 anni di lavoro (magari a 58 di età) quando abbiamo un’età pensionabile di 67? Secondo come si fa ad obbligare ad andare in pensione almeno due anni prima ad un lavoratore a paga sindacale, obbligandolo ad avere con il nuovo sistema di calcolo misto una pensione assolutamente invivibile? Tra l’altro esiste ancora per legge la possibilità di reimpiego a chi va in pensione anticipata (tranne che con quota 100). Vedo giusta una soluzione intermedia MA NON OBBLIGATORIA di quota 41 collegata ad un’età minima (da definire) al di sotto della quale si vada incontro ad una penalizzazione in base agli anni in più di fruibilità rispetto alla speranza di vita. Saluti. Francesco.

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      29 Giugno 2019 in 12:49
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      Caro Francesco dimmi che lavoro fai e ti dirò chi sei

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        30 Giugno 2019 in 7:24
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        Caro amico Piero, non c’entra nulla il lavoro che faccio io o quello che fai tu, si parlava di obbligo o meno di andare in pensione e io ho detto la mia. Poi se vuoi fare la riforma in base alla TUA SITUAZIONE PERSONALE ci vorrebbero 60 milioni ed oltre di riforme… Saluti.

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