Pensioni 2019, ultime novità: Il Decretone visto con gli occhi dei lavoratori

Il Dl 4/2019 si appresta a divenire legge, è iniziata la discussione al Senato, ove l’opposizione si è detta contraria sia alla quota 100, quanto al reddito di cittadinanza, cosa ne pensano invece i diretti interessati? Sul nostro sito abbiamo una sezione commenti ove i nostri lettori spesso ci lasciano il loro punto di vista in modo molto approfondito, questo ci permette spesso di vedere attraverso i loro occhi  l’impatto che hanno le riforme proposte. La quota 100 ha creato come era prevedibile, essendo il fulcro della riforma pensioni contenuta nel ‘Decretone’, molto dibattito.

Ecco quanto ne è emerso, possiamo dire che i cittadini si dividono almeno in tre macro gruppi: nel primo vi rientrano quanti considerano insoddisfacente l’operato del Governo Giallo-verde che avendo messo in campo una riforma temporanea, ha creato iniquità e lavoratori di Serie A e B,  nel secondo gruppo quanti ritengono la quota 100 messa in campo, un primo passo verso una maggiore flessibilità previdenziale, ma reputano lontana la promessa elettorale di ‘abolizione della Fornero’, nel terzo quanti ringraziano sentitamente il Governo per aver provveduto a dare un’ancora di salvezza a quanti non avrebbero avuto altre alternative, se non , aspettare i 67 anni imposti dalla Fornero. Eccovi le loro interessanti e variegate testimonianze.

Pensioni, quota 100 bocciata : misura iniqua e una tantum

Massimo contrario alla temporaneità della quota 100, scrive: “Continuo a sostenere l’assurdita’ del provvedimento sperimentale per un triennio sulla quota 100. Mi auguro che si ponga rimedio a tale iniquita’ modificando il provvedimento da sperimentale in strutturale dando cosi’ la possibilita’ a tutti coloro i quali raggiungono la quota 100 di poter sciegliere liberamente il proprio futuro, cosi’ come e’ stato sempre sostenuto e ribadito in campagna elettorale” Poi specifica rivolgendosi al Sottosegretario Durigon, ricordando i comizi fatti da Salvini in campagna elettorale, che mai avevano parlato di riforma una tantum:gli impegni e le parole spese in campagna elettorale in riferimento alla quota 100 non hanno mai fatto cenno a un provvedimento di tipo sperimentale. anzi ricordo al Sig. Durigon che ha sempre sostenuto che quota 100 sarebbe stato un provvedimento strutturale”

Fa eco il lavoratore Franco Giuseppe, ribadendo che le pecche più grosse di tale riforma siano almeno due: la scadenza come il latte, e il fatto che possano accedere alla quiescenza prima quanti hanno lavorato e dunque versato meno contributi. Eccovi le sue parole: “Già il fatto che sia una riforma a scadenza, con durata solo fino al 2021, vuol dire che non è strutturale ma di propaganda per ottenere voti. Cosa succederà dopo? Se come suggerisce il sito “Itinerari previdenziali” sarà un disastro economico, con uscite di 33 miliardi di euro, chi ripagherà le perdite? Già si parla di tagli a sanità, trasporti, scuola e infrastrutture, che pagheranno anche e soprattutto chi gode oggi di questa riforma. Con i tagli che subiranno per accedere con meno contributi e meno anni avranno una pensione ridotta. Si sta creando una povertà diffusa” . Poi prosegue nel suo lungo intervento facendo notare come la riforma pensata sia iniqua e faccia in parte rimpiangere la Fornero, che almeno era uguale per tutti, inoltre precoci ed esodati sono stati dimentiacati e i requisiti per le donne hanno visto l’incremento anagrafico di 1 anno per quante accederanno alla proroga: “Questa riforma non è nemmeno equa. La Fornero penalizzava tutti in egual modo, invece questa favorisce chi ha iniziato a lavorare tardi ed ha versato meno contributi. OD ha subito un aumento di un anno anagrafico. 6000 esodati continuano a non ricevere ne pensione ne stipendio. Precoci con 42 anni di lavoro e di versamenti e che hanno iniziato a 16-17 anni rispetto a chi andrà in pensione oggi che ha iniziato a 24-26 e che hanno solo 38 anni di contributi, dovranno continuare ancora almeno per un anno a lavorare e versare contributi per pagare le pensioni a loro. Uno schifo di riforma insomma e la pagheremo cara tutti”.

Quota 100 piuttosto che niente, meglio piuttosto, ma non basta

Nel secondo macro gruppo troviamo quanti criticano il Governo precedente e sostengono che sebbene non sia la panacea per tutti, la riforma sia un primo passo nella giusta direzione. Una quota 100 che certamente non risolve molti dei drammi previdenziali ancora in essere, ma che almeno ha inziato ad introdurre una maggiore flessibilità.

Tra questi riportiamo il parere di Stefano: “Ci ricordiamo della riforma Dini che aumentava progressivamente gli anni di lavoro e relativo ricalcolo? Quella con i suoi pro e contro era stata digerita……….poi per garantire la pensione dei nostri figli ( o per fare cassa) si bloccano le uscite degli aspiranti pensionati di 5 anni proprio nel momento che la recessione è più dura, le aziende chiudono e altre licenziano,diminuiscono gli ammortizzatori sociali ed ecco che appare una nuova forma di lavoratore….LESODATO, messo in un limbo che ancora oggi non trova pace. Ora si dice dello squilibrio che si crea con quota 100 certo Brambilla dice il vero ma cosa dice di quello che in precedenza è stato fatto dal governo Monti Fornero? Fatto un disastro non si deve poi risolvere i problemi?”

Per Stefano la quota 100, di cui non é soddisfatto a pieno, é comunque un punto di partenza, su cui lavorare per ricomprendere gli esclusi, ma é pur sempre un qualcosa. “Se NON si fanno le fondamenta ad un palazzo per risparmiare e lo si riempie di famiglie e questo crolla la colpa non è dei soccorritori se non di chi ha fatto quel progetto,quindi a mio avviso anche se non soddisfatto della quota 100 questa è una base di partenza che deve al più presto essere legge e ripartire con una riforma stabile che vada a sopperire alle mancanze di chi è rimasto fuori riformano l’inps, dividendo le spese sociali da quelle derivanti da versamenti pensioni riequilibrando al suo interno gli enti che sono stati conglobati che non sono in attivo garantendo in questo modo un vero futuro“. In ultimo vi é chi invece ringrazia sentitamente Salvini ed il Governo perché da aprile sarà felicemente pensionato e davanti non aveva, prima della nuova riforma, nessuna alternativa possibile. Eccovi il parere di chi riuscirà ad anadre in pensione, tra i tanti abbiamo scelto quello di Tommaso.

Pensioni, quota 100: una manna dal cielo

Tommao ci scrive: “Ho compiuto 64 anni a Gennaio ed il 1° Aprile, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora sulla legge QUOTA 100, andrò in pensione. Da anni ero disoccupato e, nonostante una professionalità di tutto rispetto, non sono più riuscito a trovare lavoro causa dell’età troppo avanzata, I 38 anni di contributi li avevo maturati già da un bel pò ma con la Fornero non c’era verso!!! per me non esisteva nessuna possibilità, avrei dovuto aspettare i 67 anni e sei mesi!!!”

Per questa ragione la quota 100 é arrivata davvero come ‘la manna dal cielo’, non lo nasconde Maurizio che ringrazia sentitamente il Governo: “Quindi… “”GRAZIE SAN MATTEO SALVINI DA MILANO!!!”. Poi certo il pensiero é rivolto a chi é rimasto fuori, per loro massima solidarietà, ma a suo avviso non si poteva fare di più, almeno per ora:Hanno ragione però quelli che sono disoccupati o esodati e non hanno i requisiti richiesti. Di loro si sarebbe dovuto tenere debito conto. Ma tutti avete visto “””CHE CASINO HA PIANTATO L’EUROPA”””… Salvini è una persona schietta e credo che abbia fatto il possibile ma che più di questo non sia riuscito ad ottenere. Non biasimatelo!!!”. Vi anche chi come Maurizia, si discosta in parte dai tre gruppi, e delusa ed arrabbiata fa notare come non sia una riforma per i disoccupati, anzi ritiene che la riforma più equa sarebbe stata quella proposta da Brambilla. Dal momento che non abbiamo avuto altre considerazioni in tal senso, l’abbiamo discostata dai tre macro gruppi, ma ci pareva importante pubblicare il suo pensiero.

Pensioni, quota 100 era meglio la proposta di Brambilla

Maurizia: “Brambilla ha ragione! I DISOCCUPATI/ESODATI sono i DIMENTICATI dalla quota 100!! Altro che smontare la Fornero!! Altro che quota 100! Questa quota 100 e’ un’autentica FARSA! FAVORITISMO PER POCHI! UN’INIQUITÀ SOCIALE!! UNA DISCRIMINAZIONE!! La vera Quota 100 era quella proposta dal prof. BRAMBILLA, consigliere economico della Lega, come da programma, flessibile 64/36 65/35 tra due limiti max e min, e’ questa su cui Salvini ha preso i voti in campagna elettorale andando in giro dappertutto a tuonare contro la “Fornero”! Era questa che appariva su tutti i giornali e Tg per tutta l’estate! “

Per Maurizia la quota 100 proposta da Salvini e dal Governo é divenuta un raggiro rispetto all’idea iniziale, una farsa, appunto, che penalizza a suo dire soprattutto i disoccupati: “Poi il clamoroso voltafaccia col paletto a 38 cosi’ e’ diventata quota 101 102 103 104, peggio che con la “Fornero”! Chi ha meno anni di contributi 36-35 ed e’ piu’ vecchio di età 64-65 ed ha perso il lavoro da DIVERSI ANNI, DISOCCUPATI/ESODATI ha tempo a morire di inedia ad aspettare la “Fornero”! ESCLUSI anche dall’APE SOCIALE (chi non ha preso la Naspi dal 2015, cioe’ tutti!)!! Bel RAGGIRO!! La quota 100 di Brambilla avrebbe comportato anche un minor costo, partendo prima dai piu’ anziani e disoccupati, come e’ giusto, invece di far uscire 5 anni prima i piu’ giovani! Salvini bugiardo e traditore!” . Voi in quale dei tre macro gruppi vi inserite? Totalmente insoddisfatti, soddisfatti solo in parte, ma meglio di nulla, grati? Cosa ne pensate invece delle parole di Maurizia?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

10 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultime novità: Il Decretone visto con gli occhi dei lavoratori

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    28 Marzo 2019 in 8:17
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    Contesto l’affermazione fatta da FRANCO GIUSEPPE che ritiene l’ obbrobrio fornero uguale per tutti, si vede che non si è reso conto delle ingiustizie e vessazioni perpetrate a danno di tanti lavoratori prevalentemente dipendenti pubblici (mentre ci sono e c’erano un lungo elenco di svariate categorie che non venivano coinvolte come gli ex fondo trasporti, le forze armate, ecc. ecc.) ma da qui a far rimpiangere la fornero ce ne corre. A parte questa considerazione, siamo un popolo di scontenti SEMPRE E COMUNQUE, per cui non ci va mai bene NULLA. Ciò detto, la realtà è solo una e trova la sue motivazioni in un vecchio proverbio che recita: LA GATTA PER FARE IN FRETTA FECE I FIGLI CECHI (o per usare un temine di oggi -NON VEDENTI-). Le esigenze della politica hanno fatto perdere di vista quella che si sperava fosse una svolta, e in questo caso, con può di EQUITA’ (parola cancellata da tempo nel vocabolario di italiano), per fare posto a qualcosa del tipo -FACCIAMO QUALCOSA PURCHE’ SI FACCIA-. In molti, specialmente i precoci hanno ragione da vendere quando, con tanti anni di contributi versati, si sono visti scavalcare da chi aveva meno contributi. MA A QUESTO PUNTO, TRA ESODATI E PRECOCI SCONTENTI, DONNE INSODDISFATTE PER L’ O.D. si può solo affermare che la frittata è fatta e bisogna tenersela così com’è .

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      28 Marzo 2019 in 11:38
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      Gentile Alessandro, ho iniziato a lavorare a 17 anni e oggi a 59 anni ho già 41 anni e mezzo di contributi. Andrò in pensione il prossimo anno con 43,1 perchè con quella maledetta finestra dovrò fare tre mesi in più per non rimanere senza stipendio e senza pensione. Quindi avrò lavorato 5 anni e 1 mese di più di chi ha iniziato magari a 24 anni e andrà in pensione con 38 di contributi. Nel frattempo pagherò loro la pensione. Più schifo e ingiusto di così non vedo cosa può contestare.

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        29 Marzo 2019 in 11:00
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        CHIEDO SCUSA MA HO SBAGLIATO COLONNA PERCHE’ VOLEVA ESSERE UNA RISPOSTA ALL’ULTERIORE COMMENTO DI FRANCO GIUSEPPE.
        Non ne ho fatto un caso personale, ma se la vogliamo dire tutta, anche per me l’uscita sarà con 43,1 (tutto compreso -mi riferisco anche alla finestra mobile e non con la quota 100). Chi poteva fare qualcosa (mi riferisco al PD) quando era al governo, non l’ha fatto, ha tutelato solo alcune specifiche categorie e quindi, ribadisco, questo ci tocca. Infine, non sei il solo che è rimasto e/o rimarrà (di più) al lavoro (nel mio caso siamo tra 5 e 8 anni) e nel frattempo ho raggiunto 65 anni. E non solleverò la questione tipo, pagherò la loro pensione, che fa tanto guerra tra poveri. Concludo ricordando che ci sono, oltre alla fornero, tanti altri estimatori di quella mostruosità -che non sono stati colpiti da tale provvedimento- ed è a loro che bisognerebbe rivolgere le nostre preghiere e/o apprezzamenti.

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    • Erica Venditti
      28 Marzo 2019 in 11:25
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      La rimando a Domenico Cosentino, si iscriva alla pagina fb “l’esperto previdenziale risponde”. Temo che non abbia molte possibilità, per ape social servirebbero almeno 63 anni e 30 di contributi, se disoccupato. è molto giovane ed ha pochi contributi.

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      29 Marzo 2019 in 10:57
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      Non ne ho fatto un caso personale, ma se la vogliamo dire tutta, anche per me l’uscita sarà con 43,1 (tutto compreso -mi riferisco anche alla finestra mobile e non con la quota 100). Chi poteva fare qualcosa (mi riferisco al PD) quando era al governo, non l’ha fatto, ha tutelato solo alcune specifiche categorie e quindi, ribadisco, questo ci tocca. Infine, non sei il solo che è rimasto e/o rimarrà (di più) al lavoro (nel mio caso siamo tra 5 e 8 anni) e nel frattempo ho raggiunto 65 anni. E non solleverò la questione tipo, pagherò la loro pensione, che fa tanto guerra tra poveri. Concludo ricordando che ci sono, oltre alla fornero, tanti altri estimatori di quella mostruosità -che non sono stati colpiti da tale provvedimento- ed è a loro che bisognerebbe rivolgere le nostre preghiere e/o apprezzamenti.

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    27 Marzo 2019 in 18:44
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    Purtroppo sono classe 1960 e lavoro dal 1983 quindi con opzione donna a euro 870,00 posso andare in pensione ma con Quota 100 no perché hanno messo lo SBARRAMENTO al dei 62 anni alla fine di questi 3 anni cioè nel 2021.
    Io i 62 anni li compio nel settembre del 2022.
    Quindi o opzione donna, oppure i 41anni.
    Per me quita 100 purtroppo non posso accedere e mi dispiace. Non mettete lo sbarramento se siete ancora in tempo.
    Grazie

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    • Erica Venditti
      28 Marzo 2019 in 11:27
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      Monica purtroppo la temporaneità è senza dubbi un limite della riforma, perché taglierà, come ha giustamente detto lei fuori tutti coloro che centreranno i requisiti post 2021, ma mi spiace dirle che ormai il decretone è legge, dunque resterà a carattere sperimentale. Aderirà o meno all’opzione donna?

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    27 Marzo 2019 in 16:13
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    Tanti si dimenticano che negli anni 70 c’erano tanti ragazzi che come me lavoravano nei negozi a Milano io in macelleria dove passavi le mezze giornate nelle celle frigorifero e sollevare pesi di oltre il quintale. Non mi hanno pagato circa 6 anni di contributi. Adesso ho 63 anni e 40 di contributi…… Viva la quota 100

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    • Erica Venditti
      28 Marzo 2019 in 11:31
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      Quindi Francesco lei opterà per la quota 100?

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