Le ultime novità sulle Pensioni di oggi 8 gennaio 2019 arrivano da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil che in un lungo intervento su RadioArticolo1 ha parlato della riforma delle pensioni, sottolineando tutte le sue perplessità su quota 100.
Vediamo i passaggi fondamentali dell’intervista in cui il Segretario critica la quota 100 dal momento che “La Fornero resta in vigore. Il decreto del governo è semplicemente una piccola modifica limitata nel tempo dell’età di pensionamento per una platea assai ristretta di lavoratori”.
Pensioni anticipate ultime novità oggi 8 gennaio: parla Ghiselli
Ad inizio intervista sulle pensioni, Ghiselli spiega che ” Il decreto dovrebbe contenere anche le norme per cambiare la governance di Inps e Inail, ma abbiamo il timore che vi sia una riappropriazione della politica nella gestione dell’Inps e vorremmo che il nuovo consiglio d’amministrazione che verrà nominato abbia la caratteristiche di un organismo gestionale non politico e rafforzi le titolarità e gli strumenti in mano al Cise, che ha il compito di dare indirizzi e valutare l’operato dell’istituto. In tale contesto, le parti sociali devono avere una funzione di monitoraggio e controllo, con la possibilità d’intervenire laddove le cose vengono determinate. Tali strumenti non ci sono, ma neanche il decreto in discussione li prevede”.
Poi entrando più nel dettaglio della Riforma delle Pensioni, Ghiselli parla di quota 100 e racconta le sue perplessità: ” Per quanto riguarda quota 100 abbiamo chiesto unitariamente con Cisl e Uil che il governo si confronti con le parti sociali, per evitare carenze, lacune e imprecisioni, dando la possibilità di qualche chiarimento. Purtroppo, tale richiesta è andata inevasa ed è rimasta una grossa distanza fra le nostre posizioni e quelle dell’esecutivo. Entrando nel merito, chiariamo subito che non si parla più di riforma della legge Fornero, ma semplicemente di una piccola modifica dell’età di pensionamento per alcuni. La platea virtuale sarebbe sotto le 400 mila persone; in realtà, saranno molti di meno, a causa della serie di paletti che sono stati inseriti nel decreto. Insomma, la riforma rimane tale e quale anche se non per tutti, e in ogni caso il decreto ha una valenza temporale limitata a tre anni”
Pensioni 2019 ultime novità oggi: Ghiselli su donne e paletti
Ghiselli non è soddisfatto del decreto legge che sta vedendo luc, soprattutto per i paletti imposti a quota 100 che renderanno la platea di chi usufruirà dell’anticipo pensionistico inferiore alle aspettative: ” Insomma, fatta la norma, sono stati messi i paletti, affinchè il decreto non venga utilizzato, sulla falsariga di come si è agito in passato con altri provvedimenti, sempre in materia previdenziale. Alla fine, la platea degli aventi diritto è così ristretta che anche coloro che ci rientrano non hanno le motivazioni per starci: ad esempio, quota 100 è del tutto incompatibile con qualunque attività lavorativa, sia di lavoro dipendente che di lavoro autonomo, a meno che non sia lavoro autonomo di tipo occasionale sotto i 5 mila euro l’anno di guadagno: un forte handicap e anche un’ingiustizia. Oltretutto, l’ufficio parlamentare di bilancio ha calcolato che si potrebbe arrivare a una decurtazione dell’assegno previdenziale anche attorno al 30%, che ovviamente rimarrebbe decurtato non solo per gli anni dell’anticipo previdenziale, ma per tutto il percorso di vita dal momento dell’andata in pensione “.
Infine specifica anche che “Nel decreto poi non si dà alcuna risposta alle esigenze più specifiche, come quelle che concernono i lavori più gravosi, il riconoscimento del lavoro di cura delle donne, i lavori discontinui, temi che sono del tutto ignorati. E, in realtà, non è sufficiente neanche arrivare a quota 100, ma in molti casi a 101, 102, 103, 104, se consideriamo le finestre di uscita di tre mesi per i lavoratori privati e di sei per i dipendenti pubblici. Questi ultimi costituiscono circa il 40% dei possibili beneficiari della nuova norma, però nella legge di Bilancio è stato approvato il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione fino a novembre: una grossa contraddizione. Non solo. Sempre i pubblici che vanno in pensione con quota 100, dovranno aspettare fino a sei anni per poter avere il trattamento di fine rapporto”.
Una grande ingiustizia sia per chi ha già oltre 41 anni di contributi, ma soprattutto per gli statali, per i quali non vi sarà neanche il blocco della adv. Mentre si allungano i tempi per percepire il tfs.
La cosa grave, è la disparità di trattamento messa in atto dal governo con il silenzio dei sindacati. Chi vivrà vedrà.
Hanno ragione tutti.. ma per la prima volta negli ultimi 18 anni qualcuno pensa anche agli Italiani che si fanno il mazzo per 40 e oltre anni.. i sindacati dovrebbero vergognarsi!!! Non hanno fermato Abolizione dell’aricolo 18, non si sono opposti alla maledetta legge Fornero che ha massacrato solo i poveri lavoratori ma tutte le lotte fatte quando eravamo giovani per conquistare diritti e non solo doveri dove sono finite.. tutti i partiti , sindacati, dovrebbero vergognarsi.. finalmente qualche piccolo tentativo di cambiare sta avvenendo…. grazie
DA MOLTI MESI SI STANNO FACENDO PROCLAMI SULLA QUOTA 100 E I PRIMIS SI DICEVA CHE NON VI ERANO PENALIZZAZIONI. HANNO DETTO UNA SERIE DI INCOMPRENSIONI SULLA PARTENZA DELLA QUOTA 100. MOLTI LAVORATORI RESTERANNO DELUSI IN VIRTU’ DEL FATTO CHE SI E’ SCELTO LA PARTENZA A 62 ANNI DIMENTICANDO I PRECOCI E CHI E’ ANDATO A LAVORARE IN GIOVANE ETA’ SI TROVERA’ CON I COMTRIBUTI VERSATI MA NON CON L’ETA’ ANAGRAFICA. I SOLITI PASTICCI ALL’ITALIANA MANIERA USATI SOLO E SOLTANTO PER SPOT ELETTORALI.
Una grande riforma. Complimenti
Volevo sapere se almeno con la riforma è stata bloccata a 41 anni e 10 mesi com’era prima per le donne o se si è adeguata con i 5 mesi per l’effetto dell’Adv? Grazie
In teoria Anna bloccata a 41 e 10 mesi, ma dobbiamo attendere il decreto per esserne certi.
L’art. 14, comma 6, lett a) della bozza di DL sul reddito di cittadinanza e di pensioni afferma che i pubblici dipendenti che maturano entro il 31 marzo 2019 i requisiti conseguono il diritto al trattamento pensionistico dal 1° luglio 2019. Successivamente alla lett. c) si afferma che la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di apparteneneza con un preavviso di sei mesi. Ergo il dipendente in questione non potrà godere del trattamento pensionistico al 1° luglio a meno di aver presentato il preavviso all’amministrazione di appartenenza prima dell’entrata in vigore del DL.
vero purtroppo