Pensioni 2019, ultime novità su precoci, donne del 61, esodati: ‘Detto e non fatto’

Le ultime novità sulle pensioni al 6 marzo 2019 arrivano da considerazioni fatte sui social dai lavoratori rimasti esclusi dal Dl 4/2019, stiamo parlando dei precoci– che non hanno ottenuto la quota 41 per tutti come promesso dal Governo- delle donne nate nel 61– che si sono viste escluse da una proroga che ha alzato di un anno il requisito anagrafico, lasciando invariato il tempo entro cui poter raggiungere i requisiti fissato al 31/12/2018, e gli esodati– che pur contemplati nel Contratto di Governo devono ora ascoltare ipotetiche soluzioni non in linea con la nona salvaguardia richiesta.

Tutti questi lavoratori chiedono giustizia sociale e di esser ricompresi nel Dl 4/2019, e ribadiscono al Governo, che in questi giorni sta ripresentando sui social le frasi ‘se lo diaciamo lo facciamo ‘ oppure ‘ detto-fatto‘, tutto ciò che a loro avviso é stato sì detto in campagna elettorale, ma assolutamente ‘NON FATTO’.

Pensioni 2019, opzione donna: servono certezze, non promesse

Così Paola Viscovich amministratrice del gruppo facebook ‘opzione donna:le escluse’ : “Le donne sono stanche di promesse, non ci basta “ci impegneremo” “prorogheremo”. La platea delle aderenti ad oggi è pari a 6.700 unità molto al di sotto delle stime.Le promesse fatte nel contratto di governo NON sono state mantenute.

Il motto dei 5S “ DETTO e FATTO” per noi nate nel 1961 non ha trovato seguito , direi “DETTO ma NON FATTO”. Adesso siamo in tempo per gli emendamenti alla Camera, ci rivolgiamo a tutti in modo particolare alla maggioranza, perché dobbiamo aspettare la prossima legge di bilancio? I tempi sono maturi, non abbiamo bisogno di promesse ma di certezze.
PROROGA OD AL 31/12/2019 SUBITO.
Poi aggiunge in un successivo post: “COMBATTERE ASSIEME!!!! QUESTA POTREBBE ESSERE UNA BELLA CARTA VINCENTE.CONDIVIDO IL PENSIERO DI : “METTERE NERO SU BIANCO””. Invece Luigi Metassi, amministratore del Comitato esodati, licenziati e cessati’ sul sul blog ‘Il volo della Fenice’, parla a lungo dell’ultima proposta del Governo che dovrebbe ‘salvare’ i 6.000 esodati ancora non salvaguardati, una proposta assurda, dice, fatta da chi nulla ha compreso dell’ingiustizia perpetuata ai danni degli esodati.

Pensioni , esodati: assurda soluzione, inaccettabile

“A Montecitorio dovrebbe arrivare anche la norma cosiddetta salva-esodati, ovvero la possibilità per chi ha subito un’interruzione del rapporto di lavoro prima della fine del 2011, ed é in disocccupazione, di agganciarsi, versando un modesto contributo fisso, agli attuali strumenti di pensionamento: quota 100, opzione donna o anche anzianità”.

Metassi commenta: “Non di meno, la soluzione che si va prospettando appare irrazionale, irricevibile, in base alle leggi al tempo vigenti e nel momento in cui si trovano ormai in fae previgente il pensionamento, questi lavoratori furono dimessi (spontaneamente ma anche no) ed ora, dopo più di sette anni di vacanza reddituale, gli si chiede di versare altri contributi per riavere quanto gli é stato sottratto.

Poi esterefatto aggiunge: Di quale soluzione, di quale pace contributiva parla quindi questo governo? Nel decreto in approvazione non c’é nulla per gli esodatie , se davvero si sta lavorando a rabberciare soluzioni sulla stessa falsariga, si potrà forse arrivare a sbandierare impudicamente un ennesimo ‘FATTO!’ di fronte all’opinione pubblica ma non certo a cancellare il danno”. Delusi ed amareggiati anche i precoci, che tornano a postare il volantino del M5S che in campagna elettorale recitava chiara l’intenzione di concedere soluzioni per la loro categoria, promessa poi non mantenuta, a cui si é aggiunta la frase infelice dell‘Onorevole Tripiedi (M5S) per la quale sono state chieste le scuse pubbliche, ad oggi non pervenute.

Pensioni precoci: quota 41 o quota 100 senzapelatti, dove sono finite?

Ecco cosa citava il volantino del M5S nel corso delle elezioni postato da Daniela Bagni al fine di ricordare al Governo del cambiamento che non ha assolutamente rispettato i patti con i precoci: DETTO, appunto, MA NON FATTO. “I 20 punti per la qualità della vita degli italiani. Superamento della Legge Fornero. In pensione dopo 41 anni di contributi versati oppure quando la somma tra età e anni di contributi equivale a 100″ Partecipa, scegli, Cambia.

I precoci fanno notare come abbiamo partecipato, convinti del cambiamento in loro favore, ma come NULLA sia cambiato: quota 41 é stata sostituita da una quota 100 con vincoli anagrafici che li tagliano fuori. Inoltre molto infelice é risultata la frase dell’onorevole Tripiedi ad un precoce che faceva notare come la quota 100 non fosse stata richiesta dai precoci se lei ha 41 anni le manca poco alla pensione, 1 anno e 10 mesi, mentre ad un lavoratore che ne ha 38 ne mancavano 4 e 10 mesi’. I precoci, hanno chiesto all’onorevole di scusarsi per questa mancanza di rispetto nei loro riguardi, e sono ancora in attesa.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

One thought on “Pensioni 2019, ultime novità su precoci, donne del 61, esodati: ‘Detto e non fatto’

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    6 Marzo 2019 in 18:40
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    Buona sera a tutti,
    alcune riflessioni condivise con tutti Voi:

    Perché l’accordo sui rimborsi della Lega costerà allo Stato un milione all’anno

    Il partito di Salvini verserà ogni anno solo una piccola parte degli interessi che lo Stato pagherà per recuperare il mancato rimborso del Carroccio. A conti fatti, sostiene un docente della Bocconi, il capitale non sarà mai remunerato davvero
    I Quarantanove milioni di euro da pagare avrebbero messo ko chiunque. Ma la Lega di Matteo Salvini, come si dice in gergo, questa volta sembra averla scampata. I rimborsi elettorali al centro dell’inchiesta sulla truffa ai danni dello Stato da parte dal Carroccio negli anni di bossiana memoria saranno ripagati in 80 anni, in comodissime rate annuali da poco più di 600mila euro: il debito con lo Stato sarà saldato solo quando il leader delle (ex) camicie verdi avrà superato i 120 anni.

    Ma chi mastica la matematica finanziaria suggerisce di guardare meglio i numeri e di riprendere in mano la calcolatrice. L’accordo raggiunto da Lega e procura di Genova, in realtà, non permetterà affatto allo Stato di rientrare della somma che, carte sul tavolo, il partito di via Bellerio deve restituire ai contribuenti. Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore associato di Pratica della strategia e imprenditorialità dell’università Bocconi di Milano, spiega a Wired le ragioni di quella che appare, come minimo, un’incomprensione collettiva. “La Lega non restituirà mai i 49 milioni che deve perché verserà nelle casse pubbliche ogni anno l’1,2% del totale, ovvero appena un terzo degli interessi che lo Stato dovrà garantire a chi sul mercato concederà in prestito quella stessa cifra. Soldi che servono per poter pagare pensioni e stipendi”, sottolinea Carnevale Maffè.

    E allora il paradosso è che, con un calcolo a spanne, “alla fine lo Stato continuerà a finanziare implicitamente la Lega per circa un milione di euro all’anno”, esemplifica il docente.

    In aggiunta:

    – 760 miliardi per onorare il debito pubblico dal 2007 -2017 solo di interessi passivi – Oggi parliamo di un debito di circa 2.400 miliardi

    – 23 miliardi il costo generale nazionale della Politica- I costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 23,2 miliardi di
    euro, tra funzionamento di organi istituzionali, società pubbliche, consulenze e costi (per mancati risparmi) derivanti dalla
    “sovrabbondanza” del sistema istituzionale.

    – 60 miliardi in corruzione- Il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione all’AGI: cifra non fondata su un dato statistico e credo
    sia molto alta ma probabilmente abbastanza aderente alla realtà-

    – 6 miliardi in corruzione area sanità – IL TASSO MEDIO STIMATO DI CORRUZIONE E FRODE IN SANITÀ È DEL 5,59 PER CENTO,
    CON UN INTERVALLO CHE VARIA TRA IL 3,29 E IL 10 PER CENTO (LEYS E BUTTON 2013). PER LA SANITÀ ITALIANA, CHE VALE
    CIRCA 110 MILIARDI DI EURO ANNUO, QUESTO SI TRADURREBBE IN CIRCA 6 MILIARDI DI EURO L’ANNO SOTTRATTI ALLE
    CURE PER I MALATI, RENDENDO DI FATTO IL SSN INACCESSIBILE AD UNA QUOTA SEMPRE PIÙ ALTA DI PERSONE E FAMIGLIE.

    – 210 miliardi di sommerso/evasione/nero per ogni anno (dati ISTAT ottobre 2018)

    – Ci sono circa 1000 miliardi di tasse non pagate (dato storico) che lo stato non incasserà mai. Con l’azione condono potrebbe, forse
    recuperarne il 5 %. Qui controlli?? tutti in vacanza (fonte Business Insider Italia 18 maggio 2018)

    – 20 miliardi debito INPDAP ( ovviamente nessuno responsabile di questo sfacelo) L’ente INPS disponeva di oltre 40 miliardi di
    patrimonio nel 2011. Oggi le perdite l’hanno del tutto prosciugato. Del resto senza contare la pura assistenza, cioè le provvidenza del
    welfare senza copertura contributiva (assegni sociali, invalidità civili, indennità di accompagnamento, cassa integrazione eccetera) che
    vale circa 80 miliardi ed è finanziato dall’erario, anche le gestioni pensionistiche boccheggiano. Quasi tutte le gestioni, con la sola
    eccezione dei parasubordinati in forte attivo e dei lavoratori dipendenti in equilibrio anche se molto precario, accumulano anno su
    anno deficit imponenti.
    E l’ex Inpdap, che paga le pensioni dei lavoratori pubblici incorporata nel 2012, e che ha portato un virus da 20 miliardi di deficit nei
    conti dell’Inps, continua ad accumulare passivi. (fonte sole 24 ore 15 marzo 2018)

    Ma cari politici/attori, di fronte ad una istantanea di questo tipo cosa rispondete?

    Io credo con molta umiltà che avete fallito totalmente.. Ed ora trovate anche il coraggio e Vi permettete di mettere in dubbio il pagamento di pensioni strapagate da lavoratori con oltre 40-41-42 anni di contribuzione.
    Sempre nella massima onestà e leggendo quanto sopra elencato e un Vostro preciso dovere, andare ad eliminare, incassare, quanto dovuto allo stato da tutte queste azioni folli che portano il paese esattamente dove si trova.

    Non può pagare tutto questo scempio, il semplice bambino lavoratore che ha compito il suo dovere fino in fondo, giorno dopo giorno pagando profumatamente la sua strapagata pensione.

    E’ compito Vostro ripristinare la legalità e il rispetto del diritto.. Diversamente, credo, che dobbiate cambiare mestiere.

    Cordiali saluti.
    Luigi Napolitano

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