Le ultime novità sulle pensioni al 2 maggio 2019 riguardano la bozza del disegno di legge elaborato su iniziativa dei parlamentari della Lega con il sottosegretario al Ministero del Lavoro, l’onorevole Claudio Durigon, nel quale sono previste misure a sostegno dell’occupazione femminile, tra questi anche la proroga dell’opzione donna e i primi cenni alla valorizzazione del lavoro di cura. Eccovi i dettagli delle misure che vengono anticipati sia dallo stesso Durigon sulla sua pagina Facebook in occasione, ieri 1 maggio, della festa dei Lavoratori , quanto da un approfondito articolo del Il Sole 24 Ore.
La cosa che salta subito all’occhio é però, se dobbiamo avanzare una critica nei confronti di questi pur lodevoli provvedimenti a sostegno delle lavoratrici donne, nuovamente la temporaneità delle misure, che rischiano, come la Quota 100 di sollevare dibattiti circa l’equità delle misure proposte tra persone uguali che maturano i medesimi requisiti solo a distanza di tempo, e che per ragioni anagrafiche rischiano, un domani, di non poter beneficiare delle misure di cui oggi beneficiano altre lavoratrici. Eccovele nel dettaglio.
Donne, Ddl lega favorisce conciliazione lavoro/ famiglia
Per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familare, nel triennio 2019-2021, in regime temporaneo, come la quota 100, si introduce un part time legato alle specifiche esigenze famigliari delle lavoratrici, che sarà coperto con una contributzione figurativa. Quei datori di lavoro che concederanno tale regime temporaneo sperimentale saranno esenti dai contributi previdenziaeli e assistenziali per le mensilità di part time concesse.
A partire dai numeri che mostrano l’arretratezza del nostro mercato del lavoro, le occupate donne sono meno del 50%, rispetto al 67.7% degli occupati uomini, il Governo punta anche nella bozza del Ddl, in fase di ultimazione, a dare uno sgravio contributivo fino a 3 mila euro annui per 36 mesi per quei datori di lavoro che assumono nel 2019-2020 lavoratrici. Altri sgravi verranno riconosciuti a quei datori di lavoro che allestiranno in azienda spazi per asili nido e dopo scuola, servizi che vanno nella direzione di permettere la conciliazione tra lavoro e famiglia. Troppo spesso le donne accusano infatti di dover rinunciare alle proprie carriere a causa di un welfare assente. Dal 1 gennaio 2020, riporta Il Sole 24 Ore, il Governo punta a introdurre contribuzioni figurative legate ai periodi di assenza dal lavoro legati ai carichi di cura (maternità, assistenza al parente malato/disabile), questo dovrebbe finalmente permettere alle donne di raggiungere quel montante contributivo necessario per poter avere una pensione dignitosa. La critica principale su quota 100 che era stata infatti mossa al Governo dalle donne era proprio l’impossibilità, per molte di loro, di accedere alla pensione anticipata attraverso la misura ideata dal Governo, pur avendo 62 anni, perché troppo lontane dal montante contributivo richiesto (38 anni).
Pensioni anticipate donne, verso la proroga al 2020, liquidate ex-ipost
Nella bozza del disegno di legge della Lega si parla con chiarezza anche della proroga dell’opzione donna , così si legge: ” Completano il pacchetto di misure la proroga di “opzione donna” per le lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2020, ovvero l’accesso anticipato alla pensione con almeno 35 anni di contributi e 58 anni d’età (59 per le lavoratrici autonome). In questo caso dunque, se i contenuti della bozza del Ddl fossero confermati, la proroga sarebbe addirittura più ‘generosa’ di quella anticipata precedentemente dall’onorevole Durigon che aveva parlato di proroga step by step e dunque di proroga annuale per l’opzione donna, data ormai quasi certa al 31/12/2019 dal 2020, date le continue e ripetute promesse del sottosegretario Durigon, dalle donne iscritte al gruppo ‘opzione donna le escluse’ .
Sempre in contesto di pensione donne, arriva la svolta per la liquidazione delle lavoratrici ex-ipost, che finalmente hanno avuto risconto positivo da parte dell’Inps, a seguito anche della battaglia portata avanti con successo dall’amministratrice del Cods Orietta Armiliato. Il 2020 sarà dunque l’anno delle donne e della valorizzazione del lavoro di cura o la temporanietà dei provveddimenti suddetti rischierà di alimentare ulteriori iniquità? Diteci la vostra nell’apposita sezione commenti.

Xché hanno aumentato a 58/59 l età x opzione donna ,si dovrebbe lottare x tornare ai vecchi rewuisiti 57/58
E per le lavoratrici prevoci quelle che hanno iniziato prim.a dei 18 anni,che nn hanno vissuto la loro adolescenza,nn si sono godute figli e mariti, qelle dovea6nno moririrci di lavoro?
Le solite promesse preelettorali per le europee. Nel frattempo si sa già che la prossima finanziaria d’autunno sarà un bagno di sangue e dove troveranno i soldi è un mistero . Ma è mai possibile che si debba credere a tutto quello che i politici promettono prima ? Queste norme non potevano essere inserite prima insieme alla legge 100 ? Sembra che ci promettano una caramella ad ogni elezione e noi come bambini cadiamo nel loro tranello per poi lamentarci quando la caramella non arriva. Dalle dentiere di Berlusconi non abbiamo imparato nulla.
Non ho capito ma le pensionate ex ipost, come me, quando avranno il TFR maturato nel periodo in cui eravamo statali?
Si è sbloccata la situazione o dovremo attendere 2 anni?
Grazie
Si iscriva al gruppo Fb’ Comitato opzione donna social’, l’amministratrice Orietta Armiliato a seguito da vicino il caso, sono certa che le saprà dare tutte le info che richiede. Faccia il mio nome quando la contatta, a presto. Erica
Dove troveranno i soldi..i soldi non ci sono.. ma perché i soldi li trovano per tutte le cazzate più inverosimili.. Io sono arrivato al punto che noi precoci stiamo sul c….o. A qualcuno perché fanno di tutto per illuderci continuando a dire la cosa giusta e 41 per tutti poi prendono i voti e ci fottono sempre.. Forse sbagliamo noi a votarli ma alla fine che soluzione abbiamo.. Dobbiamo crepare sul lavoro.. Per chi c’è l’ha..
Io ho fiducia Che OD sia rinnovata x i prossimi anni come ho letto ora l’articolo ultima cosa da ottenere e la riduzione della finestra x andare in pensione deve essere come le altre opzioni pensionistiche e no un anno come e ora per OD così è sempre una gossa penalizzazione x le donne
La mia perplessità riguarda la diversità di trattamento economico con le donne che hanno dovuto propendere per “opzione donna” in funzione di necessità, quali l’assistenza a persone malate o la stessa intervenuta disoccupazione. Verrebbero ancora una volta penalizzate solo per aver scelto l’anno sbagliato. In questo caso, a parità di contributi versati, la legge dovrebbe avere effetto retroattivo. Cordiali saluti.