Pensioni 2019, ultime su quota 100, opzione donna, lavoro di cura e quota 41

Le ultime notizie al 10 maggio sulle pensioni e nello specifico sull’opzione donna ed il lavoro di cura, giungono su più fronti, alcuni dati dimostrano come le donne abbiano difficoltà a conciliare famiglia e lavoro e come questo si ripercuota ai fini previdenziali, sottolineando come sia difficile raggiungere la quota 100; altri ancora evidenziano quanto sia penalizzante, seppur una libera scelta, uscire con l’opzione donna. Il fulcro di queste ricerche e le ultime considerazioni di Ezio Cigna, Il responsabile dall’Ufficio Previdenza CGIL, portano in realtà verso la consapevolezza di quanto sarebbe importante il riconoscimento del lavoro di cura, battaglia, questa, che continua ad essere portata avanti da Orietta Armiliato del CODS.

Inoltre nonostante i dati rincuoranti dell’Inps che evidenziano un numero di istanze crescenti per l’uscita anticipata con quota 100, le testimonianze degli esclusi, come i precoci, o quanti credevano nel riscatto agevolato della laurea per poter anticipare il pensionamento, dimostrano, in realtà, come questa misura temporanea, sia letta non come superamento della Fornero, ma come una manovra che creerà, essendo per giunta a scadenza, ancora più disparità ed ingiustizie a danno dei più deboli. Le ultime notizie ad oggi 10/5.

Pensioni 2019, opzione donna penalizza, quota 100 irraggiungibile

Monica Parrella, Dirigente Generale HR director Ministero dell’ Economia e Finanze, commentando i dati sulle dimissioni delle donne dal lavoro evidenzia come i risultati siano sconfortanti ed allarmanti. “Dal 2011 al 2017 – secondo l’Ispettorato del lavoro – 165.562 hanno lasciato il lavoro, principalmente per “incompatibilità tra l’occupazione lavorativa e le esigenze di cura della prole”. Il monitoraggio riferito al 2017, con 30.672 dimissioni e risoluzioni contrattuali di lavoratrici madri, ha fatto registrare il numero più alto degli ultimi anni. La crescita è stata costante: nel 2011 le madri che si sono dimesse erano 17.175, poi 18.454 nel 2012, 21.282 nel 2013, 22.480 nel 2014, 25.620 nel 2015, fino a toccare quota 29.879 nel 2016 e 30.672 nel 2017. Le principali cause: assenza di nidi aziendali, costi elevati per l’assistenza dei neonati, organizzazione e condizioni di lavoro ritenute difficilmente compatibili con l’esigenza di occuparsi dei figli; ragioni, alle quali in alcuni casi si aggiunge la mancanza di una rete parentale di supporto. Bisogna continuare a diffondere il lavoro agile e combattere la cultura dell”inconciliabilita’ del lavoro delle donne con la famiglia, dice Parrella.

Le cause suddette hanno spesso portato le donne anche in tempi passati ad allontanarsi dal mercato del lavoro prima e ad essere oggi, specie le più anziane, come spesso a ribadito Armiliato (CODS), in seria difficoltà ad accedere alla quiescenza. Inoltre molte di loro si trovano a dover anche accudire i genitori anziani e malati ed hanno sulle loro spalle un carico di lavoro enorme ‘domestico’ che non viene affatto riconosciuto ai fini previdenziali. Ragione per cui le donne sono spesso nel limbo previdenziale l’opzione donna non é per molte sostenibile, data la sforbiciata considerevole applicata a vita sull’ assegno ultimo calcolato col contributivo, mentre arrivare a quota 100, per molte altre, resta un miraggio, non si raggiungono i 38 anni contributivi richiesti.

Le stesse considerazioni le effettua anche il responsabile dall’Ufficio Previdenza CGIL Ezio Cigna, in riferimento alla Previdenza Femminile che sostiene: “per quanto riguarda Quota 100 soltanto una domanda su quattro é stata presentata dalle donne, mentre la stessa Opzione Donna è penalizzante e riduttiva poiché prevede il calcolo interamente contributivo, 35 anni di contributi e 58 d’età se dipendenti, o 59 se autonome, cui si aggiungono 12/18 mesi di finestra d’attesa”. Ecco perché , aggiungiamo, alla luce dei risultati emersi sarebbe sempre più importante pensare davvero, come sostiene l’Armiliato, a proposte che vadano nella direzione della valorizzazione del lavoro di cura svolto dalle donne, affinché questo venga riconosciuto anche ai fini pevidenziali. Il lavoro che sia svolto dentro o fuori le mura di casa, é pur sempre lavoro e andrebbe come tale riconosciuto per raggiungere la pensione, affinché per talune donne quota 100 possa essere almeno poter essere presa in considerazione. Contro l’attuale quota 100 anche i precoci, che da sempre trovano la misura iniqua e perfino paradossale nei riguardi di chi ha già versato 41 anni di contributi, parliamo di quei lavoratori che nonostante le ultime promesse sulla futura quota 41, stentano, in vista delle elezioni europee, a credere a quelle parole, le stesse già pronunciate e mai mantenute dall’attuale Governo in carica.

Quota 100 beffa i precoci e non solo, quota 41 ennesima ‘fuffa’ elettorale?

Il Lavoratore Franco Giuseppe sul nostro sito scrive commentando l’attuale Riforma pensioni: “Ora ditemi voi cosa c’è di equo, giusto e sociale nell’aver condiviso una riforma pensioni che manda in pensione chi ha iniziato a lavorare a 24 anni, ha pagato 38 anni di contributi e lavorato solo 38 anni. Nel frattempo c’è chi ha iniziato a 16-17-18, ha già 41-42 di lavoro e contributi ed è costretto a lavorare ancora per anni per raggiungere la mai cancellata Fornero. I precoci pagheranno le pensioni a chi ha lavorato e versato di meno. Voi continuate pure a credere alle loro promesse ma sappiate che hanno comprato il vostro voto e la vostra dignità” Il Signor Franco, esausto dal trattamento ricevuto dall’attuale esecutivo che ha promesso la quota 41 ai precoci poi non concedendola, grazia in parte la Riforma Fornero, pesante, rigida, ma quantomeno, sostiene,‘ dura per tutti’: “ La Fornero pur disgustosa era perlomeno una legge equa se pur punitiva x tutti. Dal 2022 i lavoratori torneranno a pensionarsi con la vecchia legge e ci sarà chi solo per un giorno non avrà gli stessi diritti dei più fortunati. Una riforma a tempo determinato che sarà servita solo giusto il tempo della loro legislatura e chi verrà dopo di loro dovrà sobbarcarsi il debito fatto da questi ignobili personaggi”

Mauro D’achille, amministratore del gruppo Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni, dalla sua commentando invece gli ultimi dati del vicegruppo della Lega, Zicchieri, orgoglioso del boom del riscatto della laurea, fa notare come da questa misura, che pareva inizialmente lodevole, sono rimasti esclusi proprio quanti hanno versato più a lungo. “Boom di riscatti agevolati della laurea per il vicecapogruppo della Lega alla Camera è un successo di quota cento che premia chi ha lavorato una vita. Peccato ometta di dire che tale riscatto NON è consentito a chi ha iniziato a lavorare prima del 1995, cioè proprio a coloro che veramente hanno lavorato una vita!, e anche che tale riscatto non porterà alcuna domanda per quota cento ma, al limite, soltanto per ridurre i tempi di uscita per la pensione di vecchiaia”.

Vi é da dire che le elezioni europee si avvicinano, piovono gli annunci di ‘detto fatto’ da parte di molti politici, così come riemergono vecchie promesse: ok quota 41, nona salvaguardia esodati, proroga al 2019 dell’opzione donna, sarà compito dei singoli lettori e futuri elettori maturare la giusta consapevolezza al fine di compiere la scelta più giusta alle urne: fidarsi o non fidarsi? Voi siete tra gli ottimisti o tra quanti hanno perso ogni speranza di vedere il superamento della Fornero?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

6 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultime su quota 100, opzione donna, lavoro di cura e quota 41

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    8 Giugno 2019 in 13:51
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    domanda: mia compagna anni 56 e 38 di lavoro… come uscire col minor danno dal lavoro ??e opzione donna se una persona ha lavoato da dipendente per 30 anni e da lib. prof. per 8.. pensione dopo i 58 o dopo i 59 ??? Ciao e grazie. DANIELE

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    • Erica Venditti
      10 Giugno 2019 in 10:37
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      Mi perdoni ma non ho compreso la domanda né i requisiti della sua compagna, se mi spiega meglio, provo a risponderle. Grazie Daniele

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    12 Maggio 2019 in 7:26
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    Ennesimo governo di truffatori,false promesse, venditori di mosche. Non me lo sarei aspettato visto che l ho votato, ma non andrò più a votare, e spero che come me lo facciano tutti. Perché tanto in Italia non cambierà mai nulla. Grazie

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    10 Maggio 2019 in 17:34
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    come mai con quota 100 ,il reddito da lavoro, automo e’ di 5000€ lordi, e lavoro dipendente, 0 € . non e’ giusto perche’, se un dipendente, fa qualche lavoretto occasionale, serve anche per rimanere, un po’ attivi, grazie😎😎😎😎😎😎

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    10 Maggio 2019 in 16:20
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    Questo articolo è tra i più esaustivi che mai siano stati pubblicati.
    Questo, propri questo è quello che bisognerebbe far arrivare ai nostri governati.

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    • Erica Venditti
      10 Maggio 2019 in 16:28
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      troppo buono :-), Grazie Renato

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