Pensioni 2019, ultime: verso riforma strutturale, ma con contributivo per tutti?

Pensioni 2019, ultime: verso riforma strutturale, ma con contributivo per tutti?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 30 maggio 2019 non può non tenere in considerazione la bocciatura sull’operato del Governo, per quanto concerne reddito di cittadinanza e quota 100, giunto dalla Corte dei Conti. Stando a quanto riporta l’Huffington post per la corte dei Conti vi sarebbe comunque un modo per rendere il sistema pensionistico più flessibile, ma maggiormente equo per tutti.

In primis si legge nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica presentato in Senato: “la riforma pensionistica dovrebbe essere strutturale e permanente, più neutra dal punto di vista dell’equità tra coorti di pensionati, ma dovrebbe altresì preservare gli equilibri di sostenibilità a lungo termine del sistema”. Quale dunque la soluzione proposta? Ve ne parliamo, certi che non passerà inosservata e farà discutere specie chi é in attesa di uscire dal mondo del lavoro.

Riforma pensioni, serve soluzione strutturale, equa, ma a che prezzo?

La Corte dei Conti ha espresso perplessità sulle due misure cardine del Governo giallo-verde, disappunto sia sul reddito di cittadinanza, quanto sulla misura di uscita anticipata con quota 100, entrambe le misure, inoltre, sono fatte a deficit, dunque quanto eventualmente resterà non potrà essere ridestinato ad altre misure, si legge: Un eventuale minor esborso rispetto alle stime originarie andrebbe utilizzato, almeno sotto lo stretto profilo della sostenibilità dei conti pubblici, per ridurre il disavanzo e rientrare dal debito.”

Tornando alla riforma pensionistica, la critica maggiore e sulla non equità della misura tra coorti di pensionati, oggi vado domani no con gli stessi requisiti, e sulla conseguente temporaneintà e scadnza della stessa. Il punto di base per una riforma giusta, fa notare la Corte dei Conti, sarebbe la resa ‘strutturale’ delle misure che si intendono adottare. Certo é , fa comunque notare oggettivamente, che: “Qualunque scelta pone un problema di cassa non indifferente”. Ecco allora la proposta che potrebbe risolvere i conti nel lungo periodo che ‘far drizzare’ i capelli a milioni di pensionandi, viene infatti proposta: “una ‘correzione attuariale’ della componente retributiva dell’assegno, in caso di pensioni ‘miste’”, questo si spiega: ” non comporterebbe la creazione di debito pensionistico implicito”.

Dunque si andrà verso una pensione contributiva per tutti, verso quel taglio dell’assegno che tanto pesa alle donne che hanno optato, seppur per libera scelta, per l’opzione donna? Ne abbiamo parlato con Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che ringraziamo per la solita gentilezza e disponibilità al confronto e ricordiamo a chi volesse citare le dichiarazioni che é tenuto a citare la fonte. Eccovi le sue parole:

Pensioni, le parole di Ghiselli

Il Rapporto della Corte dei Conti contiene valutazioni molto importanti sul nostro assetto previdenziale, in particolare l’esigenza evidenziata di dare stabilità al sistema dopo anni di interventi sperimentali e a volte estemporanei. In tal senso superando strutturalmente l’impianto della legge Fornero che invece, anche con l’intervento temporaneo su Quota 100, è rimasto del tutto inalterato”

Il segretario confedrale della Cgil aggiunge: “ Condivisibile il richiamo della Corte ad una maggiore flessibilità in uscita mentre problematica sarebbe l’idea di collegare la flessibilità all’integrale calcolo contributivo. Da non dimenticare inoltre altri aspetti di natura equitativa che andrebbero introdotti, previsti dalla Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, a favore di chi ha fatto lavori precari e discontinui, del lavoro delle donne, dei lavori gravosi e usuranti e dei lavoratori Precoci.”

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui. oppure attiva le notifiche cliccando sulla campanella rossa qui in basso a sinistra! Grazie!

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

8 pensieri su “Pensioni 2019, ultime: verso riforma strutturale, ma con contributivo per tutti?

  1. Certo; e, allora, quando io chiedo un prestito od un muto ad una finanziaria o ad una banca, voglio restituire solo il capitale, ovvero solo quanto ricevuto, senza pagare alla finanziaria o alla banca gli interessi. Il contributivo è questo: tu presti per decenni i tuoi soldi, come contributi, allo Stato, all’INPS e, in cambio, ricevi solo quanto versato, senza interessi.
    Mi sembrerebbe di essere buggerato: quindi, se si vuole il contributivo, mi si lasci libero di scegliere di NON ESSERE OBBLIGATO AI VERSAMENTI PER LA PENSIONE PUBBLICA, TANTO PIU’ CHE, TANTO, ORMAI, SI LAVORERA’ QUASI FINCHE’ SI CAMPA… QUINDI, TANTO VALE PRENDERE LO STIPENDIO SENZA TRATTENUTE CONTRIBUTIVE E LAVORRE FINCHE’ CE LA SI FA E, POI, PROVVEDERE DA SOLI PER LA PENSIONE, DATO CHE SEMBRA CHE, ORMAI, TE LA FACCIANO PAGARE MA TE LA POSPONGANO CONTINUAMENTE, FINO AL RISCHIO DI MORTE SUL LAVORO!
    P. S. Avevo già postato un simile commento, ma, non lo trovo.

  2. Trovo la proposta della Corte estremamente corretta, purché su base volontaria. Io stesso sono anni che la propongo: ho scritto in tal senso a Renzi, Gentiloni, Salvini, Di Maio, Durigon e Zingaretti ma nessuno mi ha mai degnato di una risposta. Del resto non gravare sul futuro dei nostri figli lo trovo un preciso dovere morale.

  3. A PROPOSITO: MA IL SEQUESTRO TEMPORANEO PER ANNI DEL TFS, SOLDI TRATTENUTI E DI PROPRIETA’ DEL LAVORATORE CHE ANDREBBERO “RESTITUITI” IMMEDIATAMENTE AL PENSIONAMENTO, QUANDO CESSERA’? ORMAI SONO SETTE ANNI CHE PERSISTE E, GENERALMENTE, TALI BLOCCHI PER L’INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’, SECONDO LA CONSULTA, SALVO ERRORI, SI PREVEDE DURINO NON PIU’ DI TRE ANNI!

  4. Se io chiedo un finanziamento od un mutuo quarantennale ad una finanziaria o ad una banca, questa me lo concede senza interessi OVVERO A CONTRIBUTIVO, oppure li pretende, gli interessi, OVVERO il prestito me lo concede a RETRIBUTIVO?
    Bene, ritengo che, il chiedere ai lavoratori di “prestare”, tramite il metodo contributivo, i loro soldi, ovvero i contributi per la Previdenza, allo Stato, senza interessi, come fanno finanziarie e banche quando concedono un prestito, SIA INIQUO!
    TORNARE AL RETRIBUTIVO, AFFINCHE’ SE IO “PRESTO” ALLO STATO PER DECENNI I MIEI SOLDI sotto forma di contributi, QUALCOSA CI GUADAGNO; E, QUEL QUALCOSA, DOVREBBE ESSERE: “PENSIONE UGUALE ALL’ULTIMO STIPENDIO”.
    ALTRIMENTI PREVEDERE DI TOGLIERE L’OBBLIGTORIETA’ DELLA PREVIDENZA PUBBLICA.

  5. Secondo me bisogna andare verso uno scenario che sia contributivo per tutti, indipendentemente da ogni altra forma di anticipo.
    Questo andrebbe fatto in maniera progressiva, tenendo anche conto della parte “integrativa” per chi ha avuto la possibilità di partecipare.
    Ad esempio come dipendente pubblico dello Stato l’adesione ad un fondo pensionistico con deposito del TFR e contributo del datore di lavoro mi è stata negata. Ne segue che tutto il comparto “previdenza” deve tendere ad una omogenizzazione delle regole, altrimenti le sperequazioni non saranno mai eliminate!

  6. La Corte dei conti dimentica che nel giro di un paio d anni chi lavora ,giovane e anziano che sia sarà già ,anzi è già nel siatema contributivo,chi invece è nel siatema misto ,ha solo un piccolissimo vantaggio,ma,solo perché non ha avuto tempo di farsi una pensione integrativa,infatti non mi si può dire a me che fra qualche mese avrò 40 anni di lavoro e dovrò uscire fra tre anni ,la tua pensione sarà 600 € in meno,tale prenderò se il calcolo sarebbe totalmente contributivo, ed io da 1800 passando a 1200€ non potrò vivere ,dopo 40 anni non mi possono dire ecco sono 1200€ , fatti una pensione contributiva ,in questi ultimi tre anni che pensione integrativa mi fa cio? Con la riforma fornero quando avevo 33 anni di lavoro ,mi sono ritrovato di botto 400€ in meno sulla pensione ,è già così sarà dura , semmai potrebbero agire su chi esce con il retributivo puro non certo su chi ha il misto che prende molto di meno e non può farsi più una pensione integrativa ,se pensi che una persona con i miei stessi anni di lavoro ,stesso stipendio essendo nel retributivo prendera 400€ in più, dopo la beffa di di maio e salvini con la mancata promessa della q41 ai lavoratori precoci non si devono permettere ,nessuno,di toccare nemmeno un centesimo per chi ha già ora 40 anni di lavoro altrimenti questa volta sarà una rivoluzione abbiamo sopportato e ingoiato mer…per 40 anni non è ammissibile nessun ritocco

  7. Signora Erica, sono uno di quei precoci che fu penalizzato dalla Fornero, raggiungo a settembre i 42 anni di contributi e il prossimo anno riuscirò ad andare in pensione con 43,1, quindi penalizzato anche dalla quota 100. Quello che ha ipotizzato lei mi ha fatto rizzare i capelli. Attualmente, chi va in pensione con la quota 62-38 ha comunque una parte che è ancora retributiva e per questo l’assegno non è miserevole. L’eventuale contributivo secco per tutti vorrebbe dire che andrei in pensione con 43 anni di versamenti ( 5 anni di più) e percepire lo stesso assegno( e forse meno ) di chi ha lavorato di meno e versato di meno. Mi dica che è uno scherzo, altrimenti penso al suicidio. ( Stia tranquilla, non lo faccio. )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *