Pensioni 2019, ultimissime: decreto il 10/12 gennaio.Che ne sarà di stop adv e ape social?

Pensioni 2019, ultimissime: decreto il 10/12 gennaio.Che ne sarà di stop adv e ape social?

Le ultime novità al 27 dicembre 2018 non possono che riguardare l’atteso decreto che dovrebbe vedere concretizzarsi i sogni di molti cittadini che hanno creduto nel Governo del cambiamento. La Quota 100, la proroga dell’opzione donna e dell’ape sociale e lo stop dell’adv dovrebbero essere annunciati con un apposito decreto che, Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro ha assicurato vedrà la luce tra il 10 ed il 12 gennaio 2019, dopo l’approvazione del Governo . Nel mentre non potevano mancare le perplesità di Cesare Damiano che si chiede cosa ne sarà dello stop dell’adv e dell’ape sociale al 31/12/2018?

Ricordiamo infatti che lo stop dell’adv senza normativa differente non vi sarà e l’attuale normativa Fornero produrrà in automatico l’aumento dei 5 mesi dal 1 gennaio 2019, così come l’ape sociale decadrà, essendo sperimentale, il 31/12/2018. Nel mentre come si comporteranno i cittadini, come agirà l’Inps? Non resta che chiedere la retroattività, dice l’onorevole Cesare Damiano, del futuro decreto, perché quota 100 da sola può solo peggiorare la situazione dei lavoratori più deboli. Eccovi le sue parole.

Pensioni anticipate 2019: Decreto sia retroattivo

Il Governo, fa notare l’onorevole dem, al momento “ci ha propinato una legge di Bilancio fantasma nella quale si stanziano le risorse per le ‘bandierine elettorali’ di Lega e 5 Stelle, cioè previdenza e Reddito di cittadinanza, ma si rimandano i ‘dettagli’ a un Decreto legge che dovrebbe essere approvato tra il 10 e il 12 gennaio”.

Il dirigente del Partito democratico prosegue preoccupato: “Intanto scade al 31 dicembre l’Ape sociale, scattano dal primo gennaio i nuovi requisiti di età per la pensione di anzianità (43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne) e di vecchiaia (67 anni di età)”. Poi ricorda le altre mancanze dell’attuale legge di bilancio come la nona salvaguardia degli esodati, e le scelte peggiorative dell’attuale esecutivo una quota 100 che non tutela tutti, come avrebbe dovuto, e lo stop della rivalutazione delle pensioni, che a detta di Damiano deve tornare a seguire il sistema di rivalutazione ante 2012. Per questo dice l’esponente dem occorre controllo e vigilanza, affinché a pagare non siano nuovamente i più deboli. Dal 1 gennaio 2019 che ne sarà di quanti svolgono mestieri gravosi e pur avendo 62-63 anni non hanno raggiunto 38 anni di contributi? Il pensiero é rivolto soprattutto alle donne, che difficilmente avendo dovuto conciliare lavoro e famiglia sono riuscite ad avere una carriera lavorativa continua e ad accumulare 38 anni di versamenti.

Pensioni anticipate: occorre vigilare sulle scelte delGoverno

Damiano spiega: “Occorre vigilare su questa situazione: bisogna richiedere la retroattività del futuro decreto dal primo gennaio 2019″, quota 100, spiega, da sola, non é affatto la panacea che si era fatta credere in campagna elettorale. Ricordiamo infatti per correttezza che non sarà la semplice somma tra età anagrafica e contributiva, taglierà fuori dunque i precoci che pur avendo 40 anni di contributi e 60 d’età non potranno usufruirne perché troppo giovani, taglierà fuori gli esodati e le donne che non hanno 38 anni di contributi, pur avendo l’età. Dunque due paletti troppo stringenti, che potrebbero “peggiorare la situazione per molti lavoratori”.

Ad oggi l’Ape social garantiva una tutela per quanti pur avendo l’età, 62-63 anni, non hanno i contributi” Questi lavoratori possono andare in pensione con l’Ape sociale con 36 anni di contributi per le 15 categorie di lavori gravosi e con 30 anni per i disoccupati. Non a caso per accedere all’Ape ci sono state 76.049 domande, delle quali 57.572 relative a disoccupati (75,7%)”. Poi Damiano conclude facendo presente che il Pd deve schierarsi al fianco dei sindacati e sostenere le mobilitazioni indette affinché si raggiunga un’ equa riforma previdenziale.

Pensioni 2019, proseguono appelli donne, esodati e precoci

Nel mentre prosegue attiva sui social l’appello delle donne, che confidavano di poter gioire in questo Natale 2018 certe della proroga e che invece stanno ancora chiedendo al Governo di non essere dimenticate e di rispettare gli impegni presi nel contratto di Governo, così come prosegue la lotta dei 6.000 esodati esclusi dalle precedenti salvaguardie, che sperano il 2019 chiuda l’ingiustizia che stanno vivendo sulla loro pelle da 7 lunghi anni.

In attesa anche i precoci di comprendere se davvero vi sarà lo stop dell’adv dal 2019 e soprattutto se questa riguarderà sia anticipate ( stop a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per e donne) quanto i precoci (stop quota 41 per il 2019) o solo le pensioni anticipate, le notizie al riguardo paiono discordanti. Questo lo stato attuale dell’arte, dubbi e perplessità restano, sebbene una data per l’approvazione del decreto che dovrebbe risolversi, parrebbe più vicina: 10-12 gennaio.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

9 pensieri su “Pensioni 2019, ultimissime: decreto il 10/12 gennaio.Che ne sarà di stop adv e ape social?

  1. “Che ne sarà di stop adv e ape social?”
    Ma che volete che contino queste quisquilie, questo è il Governo per i poveri, mica per chi ha lavorato tutta la vita!
    Quando avrà fine la depredazione dei diritti derivanti da imposte e prelievi sui nostri stipendi, quando avranno reso povero anche chi si era strapagata una pensione, allora costui avrà il reddito, o la pensione, di cittadinanza!
    Che si voglia cambiare l’art. 1 della Costituzione in : “L’Italia era una Repubblica democratica, ora fondata sulla NULLAFACJENZA, sulla povertà e l’elemosina obbligatoria prelevata sui soldi dei diritti altrui”?
    E l’INPS cambierà nome in “Istituto Nazionale Porcellino Sociale”, dove Porcellino sta nel salvadanaio a cui attingere per bisogni vari?

  2. questo governo ha fatto una scelta completamente diversa dalle intenzioni annunciate in campagna elettorale , tutti si aspettavano quota 41 e invece hanno facilitato i figli di papa che hanno lavorato solo 38 anni , i precoci invece sono condannati a lavorare per 43 anni , ASSURDO

  3. Noi personale della scuola con quota 100 a gennaio usciremo solo nel 2020 a meno che il ministero non riapre i termini per presentare la domanda
    . Questo ci sarà?

  4. È da stupidi non bloccare l’ADV entro la fine del 2018 ,perchè creerà molti problemi per tornare alla normativa vigente e chi maturerà i requisiti nei primissimi mesi del 2019 potrebbe incorrere in ricorsi e beghe che farebbero slittare l’uscita dal lavoro . Sei mesi di governo non sono bastati per produrre un semplicissimo DL,oltretutto hanno inserito per le anticipate le FINESTRE che per chi ha lavorato quasi 43 anni , è una vera e propria barbarie .

  5. vorrei dire al governo di guardare un po tutte le problematiche di noi lavoratori la legge fornero ha lasciato troppi buchi ci troviamo con situazioni con lavoratori che hanno lavorato o meglio hanno contributi oltre i 42 anni ma non si agganciano ai precoci ma questi quanto devono versare ancora lo trovo non corretto anche con il rispetto dovuto alla quota cento ma hanno versato solo 38 anni bisogna mettere mano e riformare con una più oculata legge che preveda un massimo di contributi per poi legare varie tipologie per portare ancora una volta la pensione per tutti con uguali contributi che siano 41 o 43 ma che sia chiaro che se entriamo nel mondo del lavoro con un contratto che e la legge sulle pensioni non ci possa essere cambiata nel corso della vita lavorativa

  6. Sino ad oggi sono stato tra i più fervidi sostenitori di questo governo, in questi ultimi mesi ho in qualche modo compreso tutta una serie di cedimenti che hanno riguardato quota 100:
    i vincoli dei 62 anni di età e 38 di contributi;
    il non poter svolgere successivamente alla pensione un altro lavoro;
    la decurtazione che può superare anche il 30% della rendita pensionistica;
    il meccanismo delle finestre che di fatto fa ritardare di alcuni mesi l’erogazione della pensione a chi a maturato i requisiti.
    Tuttavia non posso proprio accettare l’ipotesi di porre un termine di 3 anni alla validità del decreto.
    Si tratta di un’eventualità assurda ed ingiusta: perchè dovrebbe beneficiarne solo chi matura i requisiti nei prossimi 3 anni ?
    E tutti gli altri ?
    Si dice che poi l’attuale quota 100 sarà sostituita da 41 anni di contributi per tutti…. ma tale affermazione appare del tutto inopportuna per diversi motivi:
    i governi non mantengono nemmeno le promesse fatte il giorno prima…. figuriamoci quelle fatte tre anni prima;
    anche ammettendo che dopo 3 anni la promessa fosse mantenuta… la cosa creerebbe solo disagio… cambiare continuamente le regole del gioco crea solo grande confusione e l’impossibilità di programmare il futuro… se si preferiva quota 41 per tutti doveva essere questa a partire partire per prima… ma anche in questo caso senza porre scadenze. Oppure andrebbe previsto che questa fra tre anni affiancherà, ma non sostituirà l’attuale quota 100.
    Si pensi poi a chi, come un mio personale amico (che compie 59 anni in gennaio 2019 con 38 di contributi), fidandosi delle iniziali rassicurazioni di Salvini, ha accettato un incentivo all’esito calcolato per soli 3 anni di stipendio invece dei 5 previsti dalla pensione anticipata; e per di più senza tener conto del denaro necessario per il versamento dei contributi volontari .
    Mettendo una scadenza a quota 100 si potrebbe (come è stato per la tanto contestata legge Fornero) nuovamente creare il problema esodati.
    Spero proprio che il governo capisca che si tratta di una cosa inaccettabile ed ingiusta…..e si ravveda, Se così non fosse, perderebbe non solo il mio consenso, ma anche quello di gran parte del suo elettorato.

  7. STANDO AI SONDAGGI LA LEGA PARE STIA PERDENDO CONSENSI. SALVINI QUESTA E’ LA CONSEGUENZA DELLA MANOVRA PENSIONISTICA. SI DOVEVA ANDARE IN PENSIONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI E INVECE NIENTE RIMANDATO; SI DOVEVA ANDARE IN PENSIONE CON 62 ANNI DI ETA’ E 38 DI CONTRIBUTI ED INVECE LA MISURA E’ SOLO PER UN TRIENNIO. DO UN CONSIGLIO A MATTEO SALVINI; SE NON VUOLE ANCORA PERDERE CONSENSI RIVEDA IL PROGRAMMA PENSIONISTICO CON QUOTA 41 DA SUBITO, QUOTA 100 STRUTTURALE E TRATTAMENTO PRIVILEGIATO PER LE SOLE DONNE. LASCI PERDERE LE CAMPANE CHE ARRIVANO DALL’EUROPA E ABBIA IL CORAGGIO DI PRENDERE DECISIONI PER IL BENE DEI CITTADINI E SOPRATTUTTO NEL RISPETTO DEGLI IMPEGNI PRESI IN CAMPAGNA ELETTORALE. LE ELEZIONI DI MAGGIO SI AVVICINANO PERTANTO A BUON INTENDITOR …………………

  8. Nel mezzo c’è la virtù. Bisogna fissare oltre alla quota cento, la quota anzianità (40 +43):2 = 41 anni e mesi 6, nonché la quota vecchiaia (60+67):2=63 anni e mesi 6, dopo di che apriamo tutte le finestre per tener conto dei casi possibili ed immaginabili senza ripercussioni negative alcune, inoltre per tener conto dell’allungamento della vita, sia l’anzianità che la vecchiaia possono essere incrementate nel tempo ad esempio ogni due anni un mese in più su entrambi.

  9. La certezza ad oggi è che siamo di fronte ad una manovra blindata non dal contingentamento dei tempi legati alla trattativa con la UE, ma bensì ad una inefficiente comunicazione e mancanza di rispetto per noi cittadini, lavoratori precoci.
    Non si può a pochi giorni dalla fine dell’anno NON avere nessuna certezza sul blocco delle aspettative di vita. Il tutto legato ad un ipotetico decreto attuativo, retroattivo. O peggio ancora ci dobbiamo rassicurare da indiscrezioni di persone legate alle parti politiche governative? Ma proprio questi due partiti di Governo che hanno fatto della comunicazione il loro cavalli di battaglia e ora siamo costretti a mendicare informazioni nel modi più disparati?
    La certezza é una reale confusione mediatica da parte del Governo su questa manovra. La certezza é che hanno invertito le priorità sui precoci privilegiando questa quota 100 iniqua. Che non smonta cancella e tanto meno revisiona la Legge Fornero. Una presa in giro per i lavoratori precoci che vedranno in questi 3anni uscire persone con diritti acquisiti inferiori a quelli versati da migliaia di lavoratori precoci. E tra 3 anni con le code di questo provvedimento specifico sulla quota 100, non ci saranno le risorse per portare avanti i 41 anni. Un governo del cambiamento che ha portato avanti nelle campagne elettorali dei due partiti di riferimento l tema dei lavoratori precoci e dei 41 anni, salvo poi invertire le priorità e promettere qualcosa per i precoci tra 3 anni. Ma per favore, la smettano di raccontare favole. Noi precoci di certo non ci faremo buggerare ancora da false e ipocrite promesse elettorali.

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