Pensioni 2019, ultimissime: l’intervista a Ghiselli e Proietti su Quota 100/41 e donne

Pensioni 2019, ultimissime: l’intervista a Ghiselli e Proietti su Quota 100/41 e donne

Le ultimissime novità sulla riforma pensioni al 29 gennaio 2019 passano per la tanto attesa pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo la firma apposta ieri dal Presidente Mattarella, del decreto che sancisce le norme in materia pensionistica e sul reddito di cittadinanza. Ci siamo subito interfacciati con Il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli e con il segretario confederale della Uil Domenico Proietti per chiedere loro quali i punti di forza e debolezza della riforma pensioni 2019, approvata dal Governo giallo-verde.

Ecco le loro parole, che ribadiscono quanto la quota 100, seppur provvedimento importante, non possa essere la panacea per tutti i lavoratori, né tanto meno decretare il superamento della Riforma Fornero. Sarebbe stato auspicabile, ribadiscono entrambi, il confronto con i sindacati nel corso della stesura dello stesso, perché molte misure mancano ancora all’appello, e forse con un confronto diretto sarebbe potuta emergere una riforma pensioni più mirata e conforme alle istanze espresse dai cittadini. Gli stessi che nuovamente si dicono delusi da una riforma che li ha tagliati fuori, si pensi agli esodati, ai precoci, alle donne nate dopo il 1960 e a quanti, a causa di carriere discontinue, non arrivano ai 38 anni di contributi richiesti dalla quota 100. Le loro parole.

Pensioni 2019, troppi gli esclusi: le parole di Ghiselli

Cos’ Ghiselli (Cgil): “Apprezziamo il fatto che per alcune centinaia di migliaia di lavoratori nei prossimi tre anni verrà offerta la possibilità di andare in pensione in condizioni più favorevoli. Ma con questo intervento “a termine” non si dà alcuna risposta agli altri 15 milioni di lavoratori ai quali continuerà ad applicarsi la legge Fornero. In particolare le donne, i giovani, chi fa lavori discontinui, interi settori come l’edilizia, l’agricoltura, il turismo, il mezzogiorno, per tutti questi le cose non cambieranno”.

Poi prosegue Ghiselli: “Quindi il problema rimane quello da tempo sollevato dal sindacato: una riforma delle pensioni che superi strutturalmente la legge Monti-Fornero, con la flessibilità in uscita a 62 anni o con 41 anni di contributi senza altri vincoli, una pensione contributiva di garanzia per i giovani, il riconoscimento dei lavori gravosi, di cura e delle donne, il blocco dell’aspettativa di vita, la risoluzione del problema esodati e una reale rivalutazione delle pensioni in essere. Una riforma, anche graduale, che andrebbe discussa con il sindacato dei lavoratori. Cosa che sino ad ora il Governo non ha fatto. Il 9 febbraio faremo a Roma una grande manifestazione nazionale unitaria anche per sostenere queste ragioni”. Così Invece Proietti, della Uil, che ribadisce come la quota 100 non basti e non sia affatto il superamento della Fornero.

Pensioni 2019 ultimissime, Proietti: manca quota 41 e valorizzazione lavoro di cura

Proietti aggiunge: ” Il decreto sulla previdenza con quota 100 introduce una flessibilità di accesso alla pensione utile si lavoratori del nord e del settore pubblico meno per quelli del centro sud e meno ancora per le donne che non raggiungono 38 anni di contribuzione”.

Poi ne elenca le mancanze: ” Manca quota 41 per tutti e la valorizzazione del lavoro di cura e la maternità ai fini contributivi . Positiva la proroga dell’ ape sociale e di opzione donna . Resta da affrontare il tema delle future pensioni dei giovani . Sull’insieme di queste questioni la uil continua chiedere al governo di aprire un confronto per trovare soluzioni alle attese dei lavoratori “. Voi soddisfatti o meno della nuova riforma delle pensioni, vedete in essa il promesso superamento della Riforma Fornero? Fatecelo sapere con un commento nella sezione apposita, nel mentre ringraziamo Roberto Ghiselli e Domenico Proietti per la solita disponibilità al confronto e ricordiamo che le dichiarazioni sono state rilasciate in esclusiva per pensionipertutti.it, dunque chiunque volesse riportarle e pregato di citare la fonte.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

4 pensieri su “Pensioni 2019, ultimissime: l’intervista a Ghiselli e Proietti su Quota 100/41 e donne

  1. Questa pseudo riforma che non cancella la Fornero produce ingiustizie palesi. Possibile che con 62-38 ( quota 100 ) si possa andare in pensione e con 61-41 (quota 102 ) non si possa andare? Perchè non si è offerta la possibilità di eventuale penalizzazione al reddito anche ai secondi ? Perchè un lavoratore si deve sorbire 5 anni di lavoro in più ? Se lo scopo della legge era quello di tutelare chi ha perso il lavoro in età avanzata perchè si è estesa la possibilità di pensione a chi il lavoro lo ha ancora e quindi anche un reddito ? Gli esodati non hanno ne pensione ne stipendio da anni e sono stati tenuti fuori dalla legge che premia invece chi il reddito lo ha ancora. Un’assurdità.

  2. RENATO DICI GIUSTO, HAI TOCCATO IN PIENO L’ARGOMENTO CHE DA’ UNA VITA C’E’ TRA PUBBLICO E PRIVATO. QUESTI DEL PUBBLICO HANNO AVUTO SEMPRE DALLA LORO LA CLASSE POLITICA IN CAMBIO DI VOTI, SENZA CONSIDERARE LE PENSIONI BABI, POI DICIAMOLA TUTTA MA LAVORANO??? CHE FACCIANO CAMBIO CON I DIPENDENTI PRIVATI.

  3. Sembra che qualunque cosa si faccia, ai sindacati non va mai bene. Troppo spesso asserviti al precedenti governi, si sono fatti mettere i piedi in testa, e nello specifico con il governo Renzi/Gentiloni dovevano proseguire le trattative con un tavolo tecnico mai convocato. Parliamo anche di quegli stessi sindacati che nulla hanno fatto quando Damiano e Sacconi chiedevano il blocco dell’ADV, lasciando mano libera al governo di fare come gli pareva. Spero tanto che i lavoratori abbiano la memoria più lunga che in passato, visto che i sindacati hanno tutelato solo poche categorie privilegiate, e si sono completamente dimenticati dei dipendenti pubblici. Ora non possono pretendere di rifarsi una verginità, mettendo sul tavolo di tutto e anche di più, fra vecchi e nuovi problemi. La loro inerzia e accondiscendenza all’epoca del governo dei tecnici (e non mi venissero a dire che hanno fatto quello che potevano), ha prodotto solo qualche modesta manifestazione (O SE PREFERITE PER SALVARE LA FACCIA). In conclusione, ora sembra che dopo il lungo letargo, vogliano svegliarsi, peccato che (ancora una volta) stanno sbagliando stagione.

    1. I DIPENDENTI PUBBLICI DURANTE E DOPO LA CRISI DEL 2008/2009 NON HANNO AVUTO BISOGNO DI PARTICOLARI TUTELE . L’ UNICO PROBLEMA CHE HANNO AVUTO E’ STATO IL BLOCCO DEGLI AUMENTI CONTRATTUALI , COSA CHE NON HANNO AVUTO I PENSIONATI SE POCHI STRIMINZITI €URO IN 8 ANNI, MA NON TENGONO PRESENTE CHE NEGLI ULTIMI 10 ANNI NEMMENO UN DIPENDENTE STATALE HA PERSO IL POSTO LAVORO AL CONTRARIO DEL SETTORE PRIVATO DOVE LA DICIMAZIONE DEI POSTI DI LAVORO IN SEGUITO A FALLIMENTI,RISTRUTTURAZIONI ,DELOCALIZZAZIONE ECC. ECC. SI SONO PERSI OLTRE UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO . MA QUESTO PARTICOLARE SFUGGE LA GRAN PARTE DEL PUBBLICO IMPIEGO PERCHE’ PENSANO CHE IL LORO POSTO DI LAVORO E’ INTOCCABILE, CHIEDETE AGLI ESODATI, LICENZIATI ,EPURATI CON MILLLE STRATAGEMMI , DITTE IN CUI SI SONO PERSI TUTTI I DIRITTI ACQUISITI ( PERMESSI,BENEFIT ,PREMI PRODUZIONE, QUATTORDICESIMA ECC. ) PUR DI MANTENERE IL POSTO DI LAVORO .SO’ DI TRIRARMI ADDOSSO LE CRITICHE DI PARECCHIE PERSONE , MA IO OSSERVO DA 10 ANNI IL COMPORTAMENTO DELLE PERSONE NEI SUPERMERCATI E GUARDO NEI CARRELLI DELLA SPESA , MOLTE PERSONE MAI SFIORATE DALLA CRISI HANNO TRATTO BENEFICI DAGLI SCONTI CONTINUI CHE VENGONI FATTI PER ANDARE INCONTRO A CHI DALLA CRISI HA SUBITO UNO O PIU’ LICENZIAMETI IN FAMIGLIA , FIGLI DISOCCUPATI CON UN BUDGET FAMILIARE SPESSO DIMEZZATO . ORA ATTACCATE I SINDACATI SOLO PERCHE’ ” NON VI HANNO PROTETTI A SUFFICENZA ” . DOVRESTE MEDITARE PARECCHIO ……………..

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