Pensioni 2019, ultimissime news: tutte le misure a ‘tempo’ pubblicate in Gu

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2019 e nello specifico su quanto contenuto nel Dl 4/2019 ormai ufficialmente legge, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°75 del 29/3/2019, giungono da una sintesi chiara e e precisa di quelli che sono i provvedimenti a ‘tempo’ a cui potranno aderire i lavoratori, fatta da Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione donna Social.

Nel lungo post pubblicato emergono sia le possibilità offerte dal Decretone e dunque dalla nuova riforma pensioni per quanti matureranno i requisiti nei tempi stabiliti, sia le perplessità su una riforma che é a scadenza e necessariamente scontenterà chi quei requisiti, purtroppo, non avrà la fortuna di maturarli per tempo. La critica sulla temporanietà é stata sollevata sia dall’opposizione quanto dai sindacati, il rischio é che cittadini con i medesimi requsiti si vedano negare per pochi giorni, mesi il diritto pensionistico concesso ad un proprio pari. Vediamo comunque quali sono le possibilità di uscita nel 2019 per i ‘fortunati’ che riusciranno a centrare da subito i requisiti.

Pensioni 2019, Armiliato: una riforma a tempo, controllate le scadenze

Così Orietta Armiliato, fondatrice del CODS, sulla pagina Fb enuncia, sintetizzando, le misure a cui si potrà aderire dal 2019 grazie alla pubblicazione del decreto in Gu: “Queste le tipologie previdenziali ed assistenziali inserite nel Decreto 4/2019 pubblicate nella GU n.75 del 29/03/2019:
✅Quota 💯: scadenza 31 Dicembre 2021
Ape Social: scadenza 31 Dicembre 2019
Opzione Donna : per le nate entro il 31.12.1959/1960
✅Reddito di Cittadinanza: scadenza 31 Settembre 2020

Poi con la solita oggettività e critica che la contraddistingue, precisa, mettendo in ‘guardia’ le sue iscritte, ed in parte ironizzando: “Quindi, per poter accedere a questi transitori provvedimenti, bisogna avere la stessa accortezza che abbiamo quando facciamo la spesa, ovvero quella di controllare con attenzione la scadenza del prodotto che stiamo acquistando”. Poi divenendo ancor più critica, scendendo nel dettaglio delle misure approvate, spiega che potrebbero insorgere anche problemi di sostenibilità finanziaria delle stesse.

Pensioni 2019: garantite solo nel limite delle risorse disponibili

Così Armiliato: “Ricordo però che il diritto a pensione, leggi diritto soggettivo, é garantito dalla nostra costituzione (art. 38 secondo comma) e che le nuove misure, oltre ad essere ‘a tempo’, sono garantite nel limite delle risorse disponibili allocate, per altro, come nel caso di Quota💯che include Opzione Donna, con il sistema dei vasi comunicanti“. Per questa ragione non é affatto concorde con chi propagandisticamente continua a ribadire che la riforma pensioni Monti-Fornero sia stata eliminata: “Dunque: chiunque sottoscriva che la Monti-Fornero é stata smontata, superata o come continuiamo a leggere cancellata, racconta una colossale bugia; una in più nel monte di bugie che siamo veramente stanchi di ascoltare e che offendono la nostra capacità di comprensione, la nostra competenza sulla materia nonché la nostra puntuale conoscenza della lingua italiana.

L’Armiliato invita dunque il Governo ad essere almeno onesto con i cittadini, se le risorse non hanno permesso di abolire la Fornero come si era detto di poter fare, almeno si trasmetta, a campagna elettorale chiusa, il messaggio giusto, ossia: che si é proceduto ad allargare, attraverso queste misure, la breccia fatta nella Legge Fornero già dalla precedente legislatura: “Si accettano come veritiere quindi, solo le considerazioni che sottolineano come, con questi provvedimenti, si sia continuato ad allargare la breccia nella Monti-Fornero, breccia già aperta nella scorsa legislatura, creando ulteriori misure nella direzione di una auspicata PERMANENTE flessibilità in uscita”. Poi invita tutti i cittadini ad essere meno ‘abbindolabili’ e quantomeno critici rispetto a quanto viene presentato come la panacea per tutti e per ogni male. Essere oggettivi non vuol dire ‘parlare male’, ribadisce, ma semplicemente non vedere cose inesistenti a causa dell’eccessivo ‘fumo negli occhi’.

Riforma pensioni, Armiliato: stop ‘balle’, serve oggettività

Poi conclude facendo notare che spesso chi dice la verità in modo critico, mettendo in evidenza anche i punti di debolezza delle riforme viene additato di ‘blaterare’ o ‘essere contro le misure’, lo scopo del CODS non é questo, ma solo di rendere maggiormente consapevoli quanti si apprestano ad accedere alla pensione o quanti leggono sui media i provvedimenti insertiti in Gu. Alcuni provvedimenti certamente vi sono, ma sono a scadenza e molto resta da fare, dunque nessuna abolizione o superamento della Riforma Fornero é stata fatta grazia alla conversione in Legge del Dl 4/2019. Così Armiliato: “E, non si tratta di “blaterare” e/o di “parlare male” del Governo 🔰così come qualcuno ha stupidamente detto in riferimento al CODS né di sbandierare vessilli politici in contrapposizione all’attuale esecutivo, si tratta solo di saper leggere e comprendere, in assenza di analfabetismo funzionale, quel che é, e che é sotto gli occhi di tutti coloro che, scevri da ubriacature ed innamoramenti partitici, vedono chiaramente.

Poi conclude con un invito ai suoi iscritti: “L’invito che rivolgo ai membri del CODS e a chiunque ci legga, é sempre lo stesso ossia quello di essere critici ed oggettivi e di cercare di comprendere appieno il senso dei provvedimenti per poter continuare a portare avanti sempre e senza indugi, fidandosi poco o nulla delle parole e delle promesse ma cercando di ottenere fatti e dimostrazioni concrete, tutte quelle battaglie di giustizia ed equità previdenziale delle quali le lavoratrici ed i lavoratori hanno bisogno, al netto di propaganda, speculazioni e strumentalizzazioni. Basta vendere illusioni e soprattutto basta raccontare “palle”! Leggendo i commenti che i lavoratori hanno lasciato a seguito del nostro articolo in cui Durigon diceva: ‘Bye Bye Fornero’, ci pare di intendere che molti la pensino come l’Armiliato. E voi cosa ne pensate delle sue parole, troppo critica o semplicemnte oggettiva? Parliamone.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultimissime news: tutte le misure a ‘tempo’ pubblicate in Gu

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    1 Aprile 2019 in 17:18
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    Sono un capotreno ferrovie 61 anni di età e 40 anni di marciapiede ( in Europa nessun paese ha ultrasessantenni a bordo dei treni) quindi non posso andare in pensione con quota 100.Sono appena uscito quasi indenne fisicamente ma molto provato psicologicamente dallo scontro ferroviario del 28 marzo ad Inverigo .Io questo governo l’ho votato ma mi sono pentito amaramente.Mai più.

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      1 Aprile 2019 in 20:41
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      E’una vergogna che opzione donna non sia strutturale. Ormai ho scritto tanto dovunque…

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    1 Aprile 2019 in 14:41
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    Anche all’interno di questo forum si è notato questo modo di fare. Alcuni ringraziavano il governo per ” il magnifico superamento della Fornero”, altri dicendo che era il primo passo verso la cancellazione. Se i primi erano sicuramente gli agevolati che ne avrebbero usufruito, i secondi erano invece ignari completamente dell’ ingiustizia che si stava creando. I primi hanno lavorato meno e versato meno ma vanno in pensione prima di altri, i secondi non si rendono nemmeno conto che nel frattempo, con questa misura a tempo e al solo scopo elettoralistico, si crea e si creerà uno scalone per quelli che verranno dopo che andranno comunque con la Fornero. Ma a loro cosa frega delle ingiustizie, l’importante è essere i beneficiati. In confronto a certi personaggi la Fornero è una gran signora almeno per quanto equità e giustizia sociale. E lo dico io che sono uno penalizzato dalla Fornero e che non andrà in pensione con soli 38 anni ma con 43,1, ben 5, 1 anni in più di lavoro. Vi sembra equa questa riforma ? Allora lavorate voi 5,1 anni in più.

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    1 Aprile 2019 in 14:02
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    Buon giorno a tutti,
    il tempo delle verità e giunto, per cui cari governanti allo sbaraglio, Giallo Verde, quello che indicaVo al Presidente Conte in merito alle promesse non mantenute, facciano di Voi degli improvvisati, diciamo pure peggio del peggio.
    Sbandierate il cambiamento del paese, non sapendo neppure da dove iniziare.
    Avete creato delle leggi a scadenza, molto peggio della norma Fornero, di cui continuate ad attribuirVi lo smantellamento cosa “NON VERA”.
    Ora dovete creare lavoro per circa 1 milione di persone a Vostro dire? Ma come?
    Richiamando investitori in questo paese, attivando le grandi gradi opere? ma se litigate ogni singolo giorno, questo dal primo momento della Vostra unione, partendo dalla famosa manina (mai trovata), passando dal decreto sicurezza, per approdare al Tav, e tutto il resto che conoscete.

    Vi chiedo ma dove pensate di creare tutto ciò e tutto quello che affermate? per quale motivo un imprenditore deve investire in Italia anzichè in biellorussia? datemi una sola motivazione a parte il mare, la pizza, e il dolce far nulla di milioni di Italiani eterni evasori fiscali (panorama 1 marzo 20179 Il reddito medio degli italiani è di 20.690 euro ma poco meno della metà dei contribuenti (il 45%) dichiara al fisco e paga tasse su un reddito più basso di 15mila euro. Circa 10 milioni hanno un’imposta netta pari a zero; un numero che sale a 12,2 milioni se si considerano quelli la cui imposta è interamente compensata dal bonus mensile di 80 euro.).

    In questo ultimo passaggio, offendete la dignità delle persone e della propria storia di contribuente e sottolineo di persone ONESTE.. ditemi come farete?

    Oppure come scrive il Fatto Quotidiano:
    “https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/25/embraco-da-candy-a-honeywell-ecco-le-altre-multinazionali-che-hanno-lasciato-litalia-dopo-aver-preso-fondi-pubblici/4178498/

    A fronte di quanto espresso mi dite da dove iniziate o come per incanto” LA FAMOSA BACCHETTA TANTO SCREDITATA, ORA E’ PIENAMENTE OPERATIVA ED EFFICACE? MA COME MAI? MA CHE STRANA COSA? UNA BACCHETTA MAGICA AD OROLOGERIA E A SCADENZA?
    Non siete mai stati credibili, mi domando in sincerità, tutti questi consensi, che alimentano i sondaggi di ogni giorno da dove arrivano, da dove li prendete e sotto gli occhi di tutti la Vostra totale inesperienza che sta affondando il paese..in modo inarrestabile…

    E per fugare ogni ragionevole dubbio ecco cosa scrivevo al Presidente Conte, Via Pec il 29 maggio 2018, ormai quasi un anno fa, senza ricevere nessuna risposta ovviamente, altro che Avvocato degli italiani… ma per favore..

    Titolo: Mi vergogno di essere italiano
    29-06-2018 18:57
    Da: luigi.napolitano@legalmail.it
    A:
    presidente@pec.governo.it

    Buona Sera Presidente,
    le scrivo la mia seconda PEC non avendo ricevuto nessuna risposta da parte Sua al mia prima missiva. Ritengo che da cittadino onesto e da contribuente da oltre 41 anni sia un comportamento discutibile.
    Le allego una definizione di Wikipedia sul significato delle false promesse fatte in campagna elettorale e puntualmente non mantenute. Metodo ormai radicato in questo paese.

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Una promessa elettorale è una promessa fatta al pubblico da un politico che sta cercando di vincere delle elezioni. In passato sono sempre state un elemento cardine delle elezioni e lo sono tuttora. Le promesse elettorali si distinguono spesso per essere spesso disattese una volta che il politico viene eletto.

    Descrizione[modifica | modifica wikitesto]
    Un gran numero di promesse elettorali viene disatteso. Questa circostanza è da molti considerata un grosso problema che disaffeziona il pubblico nei confronti dell’intero sistema politico, incrementando l’apatia e riducendo l’affluenza alle urne. Le promesse elettorali sono state disattese da quando esiste la democrazia e si presume continueranno ad esserlo.

    Ci sono forti pressioni sui politici affinché facciano promesse che non possono mantenere. Un partito che fa promesse pompose appare più ambizioso, intraprendente ed interessante agli occhi degli elettori in confronto ad un altro che non ne fa, traendone vantaggio. La gestione delle finanze di uno Stato è estremamente complessa e le promesse sono sufficientemente vaghe che il pubblico e i media non sono in grado di smentirle. Per questo motivo tutti i partiti continuano a promettere tasse più basse, più programmi sociali e un bilancio in ordine.

    Le promesse sono generalmente basate su previsioni rosee per il futuro, una forte economia e cooperazione da parte di amministratori nazionali e locali. In realtà i burocrati fanno previsioni basate sugli scenari più negativi, ma ogni politico che si basasse su tali previsioni darebbe di sé un’impressione peggiore rispetto ai propri avversari.

    È stato fatto osservare che i governi in genere non dovrebbero essere eletti per quello che promettono ma per la loro capacità di affrontare i problemi e gli imprevisti. Fattori quali competenza, onestà, coerenza ideologica ed esperienza sono di gran lunga un metodo migliore per giudicare un partito o un politico piuttosto che promesse che potranno essere o non essere mantenute. Questo si riflette in pratica durante le campagne elettorali in cui la personalità di un politico, il partito a cui appartiene e fattori quali gli scandali, hanno un maggiore impatto sulle scelte di voto rispetto alle singole promesse.

    Le promesse elettorali variano a seconda delle forme di governo. Nel sistema Westminster, in cui tutti i poteri sono nelle mani del primo ministro, gli elettori sanno a chi attribuire le colpe per le mancate promesse. Nelle Repubbliche presidenziali come gli Stati Uniti d’America e in Repubbliche parlamentari come l’Italia, dove il potere è più distribuito e le responsabilità sono più difficili da attribuire, punire i politici per le mancate promesse è più arduo. Ad esempio, negli Stati Uniti un candidato alla presidenza può liberamente promettere ampi tagli alle tasse nella certezza che il Senato le ridimensionerà a livelli più accettabili.

    Il continuo succedersi di promesse in seguito disattese ha infastidito molti elettori, pertanto i politici hanno escogitato sistemi che fanno apparire le loro promesse più credibili. Tra questi, presentare promesse sostenute da numeri oppure impostare scadenze entro le quali le promesse verranno mantenute, indicando ad esempio cosa verrà realizzato nei primi cento giorni di governo.

    Quando le promesse devono essere spezzate, tutti i politici sanno che è meglio farlo all’inizio di un mandato. Pertanto, il primo bilancio è quello in cui è più probabile verranno elevate le tasse o tagliate le spese. La speranza è che negli anni trascorsi prima delle successive elezioni, il disappunto dell’elettorato sarà scemato.

    Analogamente i politici riservano la soddisfazione di promesse popolari, sebbene poco importanti, verso la fine del loro mandato quando stanno per ricandidarsi, così da impressionare positivamente gli elettori.

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
    Peter Gomez e Marco Travaglio, Le mille balle blu, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-00943-1.
    Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, La casta, Rizzoli, 2007, ISBN 978-88-17-01714-5.

    Ritengo tutto questo scandaloso.

    Buona giornata a tutti,
    Luigi Napolitano

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