Pensioni 2019, ultimissime novità al 9/1: chi potrà usufruire della pace contributiva?

Uno dei provvedimenti emanati dal Governo nella legge di bilancio 2019 si chiama pace contributiva, permette, in estrema sintesi di riscattare fino a 5 anni di buchi contributi, ma la misura, per la beffa di molti lavoratori, come la precoce Daniela Bagni, che attendevano questa opportunità per raggiungere un pochino prima la quiescenza, sarà accessibile in realtà, unicamente a quanti hanno iniziato a lavorare dopo il 1995.

La misura di per sé mirerebbe, dunque, ad agevolare i soggetti più giovani, che hanno iniziato a lavorare dopo il 95 ed hanno alle spalle carriere discontinue. In questo caso il lavoratore potrà decidere di riscattare i contributi che gli occorrono, fino ad un massimo di 5, anche se non continuativi al fine di avere più anni di contributi utili alla pensione. Vediamo dunque a chi é destinato il provvedimento e quanto costerebbe riscattare i buchi contributivi per chi deciderà di aderirvi, per poi passare alla testimonianza di Daniela che ci racconta, amareggiata, di essere fuori da ogni possibile anticipo pensionistico varato dal Governo, pur avendo alle spalle 44 anni di lavoro.

Pace contributiva, davvero la panacea che tutti si aspettavano?

La misura é riservata unicamente ai lavoratori iscritti all’Inps, anche alla gestione separata appartenenti al regime contributivo, ovvero soggetti che non hanno versato alcun contributo fino al 31 dicembre 1995. Il diritto, si legge, può essere esercitato dal lavoratore stesso o dai superstiti, parenti ed affini fino al 2° grado. La misura é di per se onorosa, ma pur sempre una possibilità per uscire prima, per il calcolo dell’onere si usano infatti i medesimi criteri previsti per il riscatto della laurea (art 2 comma 5 del dlgs 184/1997).

Il costo del riscatto è pari ai contributi calcolati sull’ultima retribuzione-reddito, il lavoratore avrà dalla sua però due importanti agevolazioni, una detrazione fiscale al 50%, e potrà procedere al pagamento dilazionato dei contributi che intende riscattare fino a 60 rate mensili. La misura potrà tornare utile o a soggetti molto giovani , che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in contratti a termine o co.co.co ed hanno appunto buchi anche pari a 5 anni, oppure a quanti, ormai anziani, abbiano magari solo 15 anni di contributi dal 1996 e grazie alla pace contributiva potranno procedere con la domanda di riscatto dei 5 anni mancanti e poi fare domanda di pensione con un minimo di 20 anni.

In buona sostanza, paradossalmente, restano fuori tutti coloro che come Daniela, hanno avuto carriere regolari, hanno iniziato a lavorare da giovani, i precoci appunto, ma hanno avuto la sfortuna dopo aver fatto il resoconto contributivo di notare dei buchi, per loro la pace contributiva non sortià l’effetto sperato e sarà inutilizzabile, ancora una volta nessuna agevolazione per chi ha lavorato di più e contava di poter trovare una ‘scappatoia’ alla Fornero.

Pensioni 2019, Daniela Bagni: relegata al lavoro da 45 anni

Daniela ci racconta il suo calvario previdenziale- fuori da opzione donna: “Sono del 1958 ho iniziato a lavorare nel 75 che non avevo nemmeno 17 anni. Avrei voluto andare in pensione con opzione donna ma purtroppo ho contributi versati in gestione separata e quindi non ho potuto accedere”. Ricordiamo infatti che opzione donna é restata fuori dalla possibilità di cumulare gratuitamente i contributi.

Fuori da quota 41: “Ho puntato a quota 41 essendo una precoce, ma anche qui è andata male, non solo x accedere bisogna essere particolarmente sfortunati: invalidi >74%, con parenti invalidi 100% o disoccupati, ma queste regole già proibitive non sono nemmeno valide x gli autonomi , x cui anche qui niente!

Fuori da quota 100: “Bene ho pensato..con il governo del cambiamento riuscirò sicuramente ad andare in pensione…ok…non possono fare subito quota 41 ma se fanno quota 100 senza paletti…io ci sono dentro…ho 60 anni e 40 di contributi…perfetto!! Invece anche qui NO…ci vogliono 62 anni e solo 38 di contributi! “

Fuori dalla pace contributiva: “Fanno la pace contributiva, ho pensato qui ci siamo ho 3 anni di buchi contributivi tra cui il 96 e il 97….chiedo di sanare e vado in pensione…invece anche qui NO! Solo chi ha iniziato a versare dopo il 96…assurdo!! DEVO LAVORARE 45 ANNI E MEZZO…poi se non cambiano ancora le carte in tavola…potrò fare la nonna!!!” Chi di voi si trova nelle medesime condizioni di Daniela?


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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 commenti su “Pensioni 2019, ultimissime novità al 9/1: chi potrà usufruire della pace contributiva?

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    Daniela

    (9 Gennaio 2019 - 23:22)

    Io sono la tua omonima… Fuori per motivi opposti. Sono Daniela, ho 63 anni a gennaio 2019, sola, disoccupata dal dicembre 2017 con quasi 34 anni di contributi :
    FUORI da Quota 100…giusto
    FUORI da APE SOCIAL per pochi giorni perché è stata prorogata al 2019… Doveva diventare strutturale
    FUORI da Opzione Donna perché è stata prorogata solo fino al 2018 ed io avevo iniziato a versare le volontarie per terminare nel 2019 come era stato promesso
    FUORI da Pace Contributiva perché può versare solo chi ha iniziato dal 1996 e comunque i miei.. buchi.. sono antecedenti (ero dipendente artigianato). Non parliamo degli anni di lavoro e di cura come quasi tutte le donne…
    MORALE: fuori da tutto e senza lavoro! Hanno colpito le fasce più deboli!
    COMPLIMENTI.

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    Daniela

    (9 Gennaio 2019 - 22:58)

    Daniela, io la tua omonima al contrario:
    Mi chiamo Daniela, ho 63 anni a gennaio 2019 e quasi 34 di contributi versati e disoccupata da dicembre 2017… Quindi…
    NON sto dentro Quota 100 ed è giusto
    NON entro in APE SOCIAL perché hanno prorogato solo un anno (doveva essere strutturale)
    NON entro in Opzione Donna perché anche se ho iniziato a versare le volontarie avrei terminato a fine 2019, ma la proroga di ferma alb2018
    NON entro in Pace Fiscale perché parte dal 1996, oltretutto i miei buchi sono precedenti(lavoravo nellartigianato )

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    Flavio

    (9 Gennaio 2019 - 16:54)

    Signor ENzo ma allora quelli come me che hanno iniziato a lavorare a 15 anni dovrebbero avere più di 46 anni di contributi secondo la sua tesi ma mi faccia un piacere non guardi solo il suo orticello

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    Enzo

    (9 Gennaio 2019 - 16:22)

    Cari ragazzi proprio per evitare discriminazioni nei confronti dei cittadini Italiani uomini e donne credo sia giunta l’ ora di modificate totalmente i requisiti per andare in pensione trattasi di stabilire una unica età vedi 60 per le donne e 62 anni per gli uomini , una volta raggiunta questa età tutti possono andare in pensione con un assegno calcolato in base agli anni di contributi Inps versati punto è basta , foste questa soluzione è troppo semplice e giusta perché possa essere presa in considerazione dai nostri politici ?

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      Moisei Emilia

      (9 Gennaio 2019 - 20:07)

      Pensate o incominciato a lavorare a 16 anni. Sono nata 1962. Fino adesso o 27 anni di contributi. Adesso disoccupazione. O 57 anni. Pensate a fare legge pensione 60 ani. Calcolo deve essere fatto a contributi versati. Grazie

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    Francesco

    (9 Gennaio 2019 - 15:33)

    Più che un commento un la considerazione…. BUFFONI !!!!! dovete solo vergognarvi…. State prendendo in giro gli italiani… Incapaci…. Andate a casa…..

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    Franco Giuseppe

    (9 Gennaio 2019 - 11:04)

    Ha ragione Daniela, questa sottospecie di riforma è un obbrobrio, uno scandalo giuridico senza giustizia sociale ed equità. Chi ha lavorato di più e ha contributi maggiori vedrà andare in pensione chi ha lavorato meno e ha meno contributi. Qui si sta perdendo di vista un fatto importante: Se dopo tutte queste regalie elettorali, i conti non tornassero, cosa succederà dopo ? Ritornerà la situazione del 2011 e a pagare saranno nuovamente quelli che sono stati bastonati dalla Fornero ? Allungheranno ulteriormente gli anni contributivi ? Saranno pensionati con tutto il calcolo contributivo? Ci ritroveremo con lavoratori che avranno più di 43 anni contributi che percepiranno una pensione uguale a chi ha solo 38 anni di contributi? Amici, il pericolo è quello se ci assalirà una nuova crisi. Pensiamoci e protestiamo con forza.

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