Pensioni 2019, ultimissime novità Durigon: decreto é legge, ora quota 41

Le ultimissime novità sulle riforma delle pensioni arriva da Claudio Durigon, il sottosegretario al Ministero del Lavoro, che ha scritto un post sulla sua pagina facebook in cui annuncia che il Decretone é davvero legge, alla faccia di chi, dice soddisfatto, aveva detto che non si poteva fare. La quota 100 ed il reddito di cittadinanza sono a tutti gli effetti misure fruibili dal 2019, ma questo, precisa Durigon, é solo il primo passo, l’obiettivo del Governo resta quello di includere chi é rimasto fuori, ed il riferimento non poteva che richiamare in causa i Quota 41, che sostiene Durigon, ad oggi purtroppo non hanno avuto risposte.

Mantre sulla pagina proroga opzione donna al 2018, ieri sono piovuti moltissimi messaggi di ringraziamento al Governo, le donne che già in questi mesi avevano presentato domanda per accedere alla quiescenza con opzione donna, attendevano con impazienza che il decretone divenisse legge, ora soddisfatte ringraziano il Governo per il raggiungimento di un sogno. Il punto ad oggi 28/3/2019.

Pensioni, le ultime da Durigon: ora é definitivo

Così Claudio Durigon sui social: “Ora è definitivo! Il Decretone Reddito di cittadinanza e quota 💯 è legge. Ad oggi grazie al decretone hanno richiesto di andare in pensione 104 mila lavoratori con quota 100. Poi l’ononorevole snocciola i primi dati relativi anche a coloro che hanno provveduto a presentare l’istanza di pensionamento anticipato, attraverso la proroga dell’opzione donne e grazie allo stop dell’aspettativa di vita: “
9765 lavoratrici con opzione donne, 40092 in pensione anticipata grazie al blocco aspettativa di vita”.

Infine ricorda i prossimi obiettivi del Governo giallo-verde:Ed ora avanti per accelerare il ricambio generazionale!!! E pensare che ci avevano detto, qualche professore o fondazione, che non si poteva fare. Questo è il primo passo per sfoltire il bacino creato dalla Fornero, per poi continuare a dare risposte a chi oggi ancora non le avute “quota 41” . Nonostante il decretone sia divenuto legge, restano degli esclusi dalla ‘nuova riforma pensioni’, tra questi i precoci ed i quarantunisti appunto, le donne nate nel 61, attualmente fuori dalla proroga dell’opzione donna, e gli esodati, dimenticati e considerati ‘inesistenti’ dal Governo.

Pensioni 2019, prosegue il pressing di esodati e nate nel 61

In questo contesto prosegue la battaglia delle nate nel 61, attualmente fuori dalla proroga, che continuano il loro pressing per ricordare a Durigon che dovranno necessariamente essere ricomprese nella prossima legge di bilancio.

Così Paola Viscovich, amministratrice del gruppo ‘opzione donna le escluse’, sulla pagina fb: ” Il decretone è legge 150 favorevoli 106 contrari.
Adesso inizieremo a lavorare e a pressare per la “NOSTRA PROROGA ” per noi donne nate nel 1961. La strada è lunga ma noi ci siamo e non molliamo”.
Poi condividendo il post di soddisfazione dell’onorevole Durigon, che sopra vi abbiamo riportato, Poala scrive: “Caro Claudio, un po’ di riposo poi si riparte con il Def e la preparazione della nuova ldb dove ovviamente ci sarà la proroga per noi del 1961″.

Anche gli esodati, nuovamente esclusi e non menzionati nemmeno tra i prossimi obiettivi del Governo, stando al post del sottosegretario che cita i precoci ma non gli ultimi 6.000 cittadini da salvaguardare, provano a consigliare a Durigon la domanda corretta da porre all’Inps affinché non siano più ‘invisibili’. Così Angelo Moiraghi. ” Egr. sottosegretario Durigon, considerata la evidente difficoltà nella determinazione del numero di Esodati ancora esistenti e lasciati fuori da ogni salvaguardia, in qualità di appartenente a tale categoria, le suggerisco il testo della “giusta domanda” da sottoporre all’INPS per ottenere la “giusta risposta” al quesito (quanti sono gli Esodati residui ?): “Considerate le categorie ed i relativi requisiti previsti nella VIII° salvaguardia, quanti sono gli ex lavoratori che, travalicando i requisiti temporali per l’ammissione a salvaguardia previsti dall’art. 1, comma 214, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in ordine al regime antecedente la riforma del 2011 raggiungono i “requisiti previdenziali” entro il 31/12/2021 ??” . Voi siete tra i ‘fortunati’ che riusciranno a beneficiare del Dl 4/2019 o appartenete alle categorie degli esclusi?


Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultimissime novità Durigon: decreto é legge, ora quota 41

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    28 Marzo 2019 in 18:00
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    Durigon Abbia almeno il pudore di smetterla di raccontarci frottole e bugie!!
    Lui è il suo indegno ‘capo’, l infame è bugiardo salvini!!!
    Q 100 è stata studiata x arrivare sin dove sono ora x poter dire”abbiamo abolito la fornero”
    Ma DOVE..???
    Credete veramente che la gente sia così stupida???
    A maggio tutti noi precoci 41 4243 ci riprenderemo i nostri voti e poi vedremo…..

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    28 Marzo 2019 in 17:07
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    Ricordo solamente che le domande sono 100.000 circa ma si dovrà verificare quelle accettate,
    da notizie INPS molte sono già state respinte.
    Ricordo al Sig/r Durigon gli esodati che non sono protetti da quota 100 e che i risparmi delle 8 salvaguardie precedenti
    sarebbero sufficienti a coprire la nona e ultima salvaguardia.
    Inoltre l ‘ assurdità di chi ha maturato 41 anni di contributi e deve ancora lavorare poichè non raggiunge i 62 anni di età, una beffa va in pensione prima chi ha lavorato e pagato meno contributi.
    saluti

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    28 Marzo 2019 in 14:21
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    A me sembra che questo provvedimento si stia rivelando un grande flop se rapportato alle aspettative del Governo che ne aveva fatto una delle misure cardini della manovra, sostenendo che in tre anni sarebbe uscito circa un milione e mezzo di pensionati (quindi circa 350.000 l’anno), che avrebbe consentito l’ingresso nel modo del lavoro di altrettanti giovani. Ma i dati e le norme smentiscono queste previsioni.
    Come voi scrivete, ad oggi, le domande pervenute per “quota cento” risultano essere soltanto circa 100.000.
    E non aumenteranno di molto per alcune semplici considerazioni.
    La platea che ha finora presentato domanda era molto ampia, la stragrande maggioranza aveva requisiti superiori alla famosa “quota cento”. Insomma il grosso degli interessati sta nelle 100.000 domande presentate.
    Gli insegnanti hanno già tutti presentato domanda perchè per loro il termine ultimo era il 28 febbraio.
    I dipendenti pubblici che andranno in pensione ad aprile hanno già presentato domanda entro i termini;gli altri per poter andare a dicembre (altra unica finestra prevista), dovranno aver maturato i requisiti entro il 30 giugno (la norma prevede che i requisiti siano maturati sei mesi prima).
    Per i privati i requisiti andranno maturati entro settembre (la norma prevede che vengano maturati tre mesi prima).
    Si aggiunga che molte domande non saranno accolte (su 30.000 l’Inps ne ha scartate 5’000).
    Insomma la statistica e la logica fanno supporre che complessivamente le domande si attesteranno intorno alle 150/170.000, ben lontane dalle 350.000 propagandate dal governo.! Segno che forse la Fornero non era poi la catastrofe che si è voluta dipingere.

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    28 Marzo 2019 in 14:07
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    Io sono nata nel 1961…E quest’ anno maturo 39 anni di contributi tutti lavorati in ospedale da turnista a tutt’ ora…chiaramente non ho via di scampo dato che non rientro in nessuna opzione!!!! Non ho 62 anni ma ho lavorato piu’ di una persona che va in pensione con 62 anni e 38 di contributi ..Non mi sembra giusto!!! Ma quando dovrò lavorare ancor???? Sono molto delusa ed incassata!!!

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    28 Marzo 2019 in 13:13
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    Buongiorno sig.Durigon , anche io faccio parte di tutte quelle persone che per forza di causa maggiore ha iniziato la sua vita lavorativa da molto giovane 14 Anni ed ora che ho 55 Anni e 40 anni di lavoro alle spalle spero tanto che facciate qualcosa per noi lavoratori precoci il prossimo anno arriviamo a 41 anni di lavoro .

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    28 Marzo 2019 in 12:58
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    Devi solo vergognarti tu e salvini, in pensione a 38 , al lavoro a 42. Donne spostata di un anno + 12 mesi di finestra. Quindi spostata di 2 anni. Vergonaaaaaaa

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    28 Marzo 2019 in 12:27
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    Le solite parole parole e solo parole Tanto noi precoci non vi crediamo più perché i 41 che avevate sbandierato in campagna elettorale quando forse in un vostro futuro immaginario noi saremo già sotto terra perché siamo già stanchi di stare sul pezzo

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    28 Marzo 2019 in 11:39
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    CARO SIG. DURIGON C’E’ POCO DA RALLEGRARSI. CON LA QUOTA 100 SPERIMENTALE AVETE CREATO UNA GRANDE INGIUSTIZIA NEI CONFRONTI DI TANTISSIMI LAVORATORI, MOLTI DEI QUALI SICURAMENTE VI HANNO ANCHE VOTATO FIDUCIOSI DELL’INTRODUZIONE DELLA QUOTA 100 SENZA LIMITAZIONI COSI’ COME SEMPRE SOSTENUTO IN CAMPAGNA ELETTORALE. MI SPIEGA PERCHE’ UN LAVORATORE CHE COMPIE 62 ANNI NEL MESE DI DICEMBRE 2021 CON 38 ANNI DI CONTRIBUTI PUO’ ANDARE IN PENSIONE DA SUBITO MENTRE UN SUO COLLEGA CHE COMPIE 62 ANNI NEL MESE DI GENNAIO 2022 DEVE ATTENDERE ALCUNI ANNI PRIMA DEL PENSIONAMENTO? ASSURDO! MI MERAVIGLIO CHE DA UNA PERSONA INTELLIGENTE E PREPARATA QUALE ELLA E’ SIA PARTORITO UN SIMILE PROVVEDIMENTO CHE POI E’ STATO TRAMUTATO IN LEGGE.

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