Pensioni 2019, ultimissime oggi 16 gennaio Buffagni: se conti ok domani decretone

Le ultimissime novità sulla riforma pensioni al 16 gennaio 2019 ruotano intorno al dubbio: decretone si , decretone no domani in Cdm? Effettivamente le notizie si susseguono di ora in ora, alimentando tra i cittadini ansia e frustazione, se nella mattinata, esclusi i dubbi del Ministro Tria sulle coperture a suo dire insufficienti per Rdc e quota 100, si dava per certo da parte del Governo il Cdm per la giornata di domani 17 gennaio, ora le notizie che stanno circolando, dall’Ansa, non paiono più così sicure.

Infatti lo stesso sottosegretario alla Presidenza del consiglio Stefano Buffagni ribadisce che l’idea resta quella di rispettare la data per domani, ma mette le mani avanti su eventuali rinvii specificando che tutto dipenderà dalla Ragioneria. Così afferma: “l’idea è quella, ora vediamo se si riesce a chiudere con la Ragioneria”. Le sue parole e il monito di Martina, Pd, “non vi sono i soldi”.

Decretone pensioni: domani in Cdm?

Così L’Ansa nella giornata di ieri: “Il Decretone su reddito e pensioni sarà esaminato dal Consiglio dei ministri giovedì mattina. Lo riferisce il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro conversando con i cronisti a Palazzo Madama. Il ministro sottolinea come il decreto legge “contenga le misure sul reddito e le pensioni“, evidenziando come l’ordine del giorno del Cdm non sia però ancora ufficiale ma che “in ogni caso il via libera ci sarà entro la settimana”.

Oggi invece tutto pare nuovamente in discussione, in un twitter Maurizio Martina, segretario uscente del Pd e candidato alle primarie, ha scritto a proposito del decretone in programma per domani 17 gennaio: ” Governo ancora in alto mare su reddito di cittadinanza e quota 100. I soldi non bastano per tutta la loro propaganda e a rimetterci saranno giovani e lavoratori manovra” . Molti media stamane parlavano già di un possibile rinvio del maxidecreto dovuti alla mancata bollinatura da parte della Ragioneria e ai dubbi espressi dal Tesoro in merito alle coperture insufficienti per reddito di cittadinanza e quota 100, ora Buffagni, pare in parte voler giustificare un eventuale rischio rinvio.

Pensioni 2019, maxi decreto Buffagni: Non ci sono manine, vediamo i tempi

Buffagniil decretone arriverà domani in Cdm se i conti saranno ok”, poi ha fatto notare che sono in corso le ultime verifiche e che “non vi sono manine”. Infine ha aggiunto: “ci sono alcune esigenze di calcolo più sulla parte pensioni che non sul reddito di cittadinanza, se la Ragioneria ci dà l’ok, il Consiglio dei Ministri è pronto, altrimenti vediamo i tempi”.

Certo che il ‘vediamo i tempi’ ha insospettito quanti aspettano da giorni il decreto, perché é parso un voler mettere le mani avanti qualora ci fosse un ulteriore rinvio. Infine il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Stefano Buffagni ha concluso dicendo: “Quello che avevamo detto è confermato ovviamente c’è il problema della quantificazione: in base alle persone che possono accedere, si declina la platea con richieste economiche differenti”.  A rischio nuovamente le pletee inserite ( opzione donna?) nell’ultima bozza del decreto diffusa stamane da Affari italiani..it e data per definitiva?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultimissime oggi 16 gennaio Buffagni: se conti ok domani decretone

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    17 Gennaio 2019 in 9:44
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    NON SO SE SALVINI SI STIA ACCORGENDO CHE LA LEGA INIZIA A PERDERE CONSENSI. SE VUOLE DO IO LA RISPOSTA. MOLTI LAVORATORI SI STANNO ACCORGENDO CHE LA QUOTA 100 NON RISPONDE PIU’ AI PROCLAMI ELETTORALI; DUE ESEMPI SU TUTTI: LA QUOTA 100 NON E’ LIBERA E SOPRATTUTTO E’ SPERIMENTALE PER TRE ANNI. RICORDO A SALVINI CHE IL VOTO DEL 4 MARZO NON E’ STATO SPERIMENTALE MA CONTINUANDO DI QUESTO PASSO MOLTISSIMI ELETTORI PRESENTERANNO IL CONTO ALLE PROSSIME ELEZIONI. DO UN SUGGERIMENTO A SALVINI; RIVVEDA L’IMPIANTO DI QUOTA 100 E TOLGA IL TERMINE SPERIMENTALE PER UN TRIENNIO

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    16 Gennaio 2019 in 18:33
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    SIETE DEGLI EMERITI IGNORANTI, NON SAPETE FARE 1+1 , DA MESI CONTINUATE A RIMANDARE L’APPROVAZIONE DELLE RIFORME. SE NON CI SONO I SOLDI LASCIATE FERMO IL TUTTO, PERO’ VOI ANDATE FUORI DAI C……I . ORAMAI CI AVETE ESASPERATI. MERITATE CALCI NEL C…O FINO A QUANDO NON DITE BASTA. GLI ASINI SONO ANIMALI INTELLIGENTI IN CONFRONTO VOI

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    16 Gennaio 2019 in 18:20
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    Arrivati a questo punto ci sono ancora i conti da fare?…Si doveva partire, proclama sbandierato in ogni luogo dai due leader di governo, prima di Natale o subito dopo…poi siamo passati a inizio anno…..poi ancora il 17 gennaio e poi ancora,forse, un ulteriore rinvio chissà a quando! E’ chiaro che molto probabilmente, per ovvi problemi tecnici ed organizzativi, slitteranno i tempi di uscita già previsti nella bozza del decreto sia per i lavoratori privati che quelli del pubblico impiego ( 3 e 6 mesi ) sempre che riescano in qualche modo ( in quale modo è ulteriore fonte di preoccupazione ) a concretizzare quanto promesso. Ma tanto chi se ne frega, possiamo ancora tirare avanti anche con la lingua di fuori no? (personalmente ho già “traguardato” come tanti altri,la quota 104). Complimenti, veramente tanti complimenti. Veramente un Governo del cambiamento! La vedo un pò come una presa per i fondelli o, peggio ancora, una approssimazione dei calcoli fatti in precedenza.. E dovrebbero durare 5 anni? Mah….. il guaio è che se ci voltiamo dall’altra parte è peggio ancora! a pensare che riemerga il PD o Forza Italia, che poi sono due facce della stessa medaglia, provo già uno spiacevolissimo fastidio verso il fondo schiena!!!

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