Pensioni 2019, ultimissime Ghiselli e Proietti su ok al decreto anticipo Tfs/Tfr statali

Pensioni 2019, ultimissime Ghiselli e Proietti su ok al decreto anticipo Tfs/Tfr statali

Le ultimissime novità al 5 luglio 2019 sulla riforma pensioni riguardano questa volta l’anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici, a dare novità su quella che viene definita la ‘svolta’ per gli statali é stata lo stesso Ministro della PA Giulia Bongiorno, che ha dichiarato che il decreto é pronto.

Precisandone poi l’iter che in realtà dovrà affontare: “il Dpcm dovrà essere inviato al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato ed infine al Consiglio di Stato” Per l’avvocato Bongiorno però il dcpm rappresenta un punto di svolta importante messo in campo dall’attuale Governo “con questo intervento si pone fine alla grave penalizzazione dei lavoratori pubblici ignorati dai precedenti governi”. Sulla tale presa di posizione abbiamo provato ad interfacciarci con Domenico Proietti ( Uil) e Roberto Ghiselli ( Cgil); dopo aver ascoltato le loro dichiarazioni al riguardo, ci chiediamo é davvero tutto oro ciò che luccica? Cosa cambia ora e con quali modalità potrà essere erogato l’anticipo ?

Pensioni, come funziona l’anticipo Tfr/ tfs, chi potrà beneficiarne?

Il provvedimento permetterà a chi è andato in pensione o andrà nei prossimi mesi di potersi avvalere del diritto dell’anticipazione del Tfr/Tfs , fatto salvo il tetto dei 45 mila euro previsti dal decreto Quota 100. Una volta ottenuta la certificazione dall’Ente erogatore del TFR/TFS, l’anticipo dovrà essere liquidato ai dipendenti pubblici già andati in pensione o che vi andranno in un termine massimo di 75 giorni dalla domanda. Ma come spiega il Ministro della PA nei tempi indicati non rientrano quelli di presentazione della domanda da parte dell’interessato e quelli di istruttoria interna da parte della banca.

L’anticipazione effettuata dall’istituto di credito costituisce però a tutti gli effetti un vero e proprio contratto di finanziamento: la restituzione delle somme viene effettuata direttamente dall’ente erogatore del TFR/TFS alla banca che lo ha concesso al beneficiario. Resta la possibilità per l’interessato di poter procedere direttamente ad un’estinzione anticipata, sia essa totale o parziale, del finanziamento con oneri a proprio carico. Sul sistema pensato dal Governo per permettere agli statali di poter beneficiare del proprio Tfr/tfs, abbiamo intervistato in esclusiva Roberto Ghiselli (Cgil) e Domenico Proietti (Uil), ragione per cui chi volesse riprendere le dichiarazioni rilasciateci é tenuto a citare la fonte.

Anticipo Tfr/tfs Proietti e Ghiselli: salario differito di piena titolarità del lavoratore

Per Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, si tratta al momento solo di un piccolo passo avanti, un provvedimento che ricorre in realtà a procedure macchinose che non risolve in toto il problema, ma almeno lo affronta: “ Il blocco del tfr/tfs dei lavoratori pubblici è un ingiustizia che il sindacato ha contrastato duramente . Il decreto in questione arriva sette mesi dopo l’approvazione della legge ha dimostrazione di quanto sia lento l’iter attuativo delle decisioni e risolve solo in parte il problema ricorrendo a procedure macchinose . La Uil ricorda che il tfr/tfs e salario differito e deve essere nella piena titolarità dei lavoratori . Continueremo a batterci per eliminare questa ingiustizia che colpisce i lavoratori pubblici “.

Altrattanto critico Roberto Ghiselli , segretario confederale della Cgil, che ci dice: “Dopo l’Ape volontaria siamo di fronte ad un altro esempio di “ingegneria finanziaria” in previdenza. Il parziale anticipo bancario di un diritto del lavoratore non rappresenta una risposta vera all’esigenza di garantire sempre, tempestivamente e a tutti i lavoratori pubblici il pagamento in tempi celeri del Tfs/TFR dopo la cessazione dell’attività lavorativa” . Poi aggiunge mostrando perplessità anche sul il già ‘dato per fatto del decreto’: “Comunque sarei anche prudente nel considerare l’iter completamente perfezionato, vista la complessità di mettere in piedi un sistema così architettato che coinvolge gli istituti di credito. Nel frattempo, da agosto, i lavoratori inizieranno ad andare in pensione con Quota 100 e i tempi quindi sono strettissimi “. Voi cosa ne pensate al riguardo del provvedimento, si tratta di una svolta per gli statali oppure di un altro esempio di ‘ingegneria finanziaria’ in previdenza, come l’ha definitia Ghiselli? Fatecelo sapere lasciandoci un vostro commento nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

8 pensieri su “Pensioni 2019, ultimissime Ghiselli e Proietti su ok al decreto anticipo Tfs/Tfr statali

  1. Come titolare di un ditta privata trovo grottesco che il datore di lavoro privato debba pagare subito il TFR e lo stato debba ricorrere agli istituti bancari pagando oltretutto a rate.

  2. gent. Erica venditti, l’anticipo tfr/tfs al pubblico impiego sarà previsto per qualsiasi forma di pensionamento , anche ad esempio, per Opzione donna?
    grazie

  3. Voglio dare per scontato che non sia previsto il pagamento di interessi da parte del pensionato, perché altrimenti oltre al danno (che comunque resta) si aggiungerebbe una presa in giro grottesca! Se posso aggiungere, poi, non mi sembra che da parte dei sindacati ci sia stata su questa questione (che va avanti da parecchio tempo) una presa di posizione così forte e decisa come viene proclamato dai diretti interessati.

  4. Come al solito i dipendenti pubblici per avere subito, come i loro colleghi del privato, il Tfr, cioè ciò che è loro, devono rimetterci di tasca propria pagando interessi a una banca. Mentre per chi ha evaso o non pagato le tasse ecco pronto il solito condono o come la chiamano loro, la pace fiscale. La solita sola. E per di più i tempi sono ancora lunghi. Dove è finito il governo del cambiamento? A me sembra che non è cambiato nulla, se non addirittura peggiorato.

  5. OVVIO CHE SIA UNA DISCRIMINAZIONE RISPETTO AD UN PENSIONANDO/PENSIONATO CHE ABBIA CONTRIBUTI MATURATI LAVORANDO NEL SETTORE PRIVATO. CONTRARIAMENTE AL SEGRETARIO DELLA CGIL NON HO A DISPOSIZIONE IL TESTO DEFINITIVO E COMPLETO RIGUARDANTE IL TFS. QUANTO PUBBLICATO DAI MEDIA HA FATTO PENSARE ANCHE A ME AD UNA “INGEGNERIA FINANZIARIA”. SE IL DATORE DI LAVORO PAGA LA BANCA CHE HA ANTICIPATO IL TFS, NON POTREBBE PAGARE DIRETTAMENTE IL SUO EX DIPENDENTE?…. COME SOPRA DETTO, LA MIA VALUTAZIONE SI BASA SULLE POCHE INFORMAZIONI RESE PUBBLICHE E NON COMPLETE COME QUELLE A DISPOSIZIONE DEL SEGRETARIO CGIL. SALUTI

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