Pensioni 2019, ultimissime opzione donna: ok proroga al 2023, ma non strutturale

Pensioni 2019, ultimissime opzione donna: ok proroga al 2023, ma non strutturale

Le ultimissime novità al 21 giugno sulla riforma delle pensioni riguardano l’opzione donna, se da un lato vi sono lavoratrici che richiedono a gran voce la proroga, e sperano, viste anche le promesse del sottosegretario al Ministro del lavoro Durigon, questa possa non solo ricomprendere le nate nel 61, ma divenire strutturale, dall’ altra vi è chi come Orietta Armiliato, amministratrice del Cods, sostiene che la misura dovrebbe essere estesa al più al 2022/23 dopodiché perderebbe il suo valore, ragione per cui chiederne la conversione in misura “strutturale ” non avrebbe alcun senso.

Ecco le sue ragioni in un’ approfondita disamina apparsa sulla pagina fb del Comitato nella serata di ieri. Un lungo post che ha creato un interessante dibattito e generato un piacevole e costruttivo confronto. Eccovi le sue parole.

Pensioni 2019, Armiliato: proroga strutturale richiesta inutile

Così Armiliato: “Continuo a leggere commenti da parte delle donne che anelano, chiedono, sperano affinché la misura dell’Opzione Donna divenga strutturale ossia che venga inserita permanentemente nel nostro ordinamento previdenziale. Credo proprio che sia il caso, a questo punto, di affrontare la questione trattandola con l’oggettività e la dovuta ragione che da sempre ci contraddistinguono”. L ‘amministratrice del Cods non nasconde amarezza nei confronti di questa richiesta, insistente ed a suo avviso inutile e fuorviante, che non risolverebbe, se non tamponando per alcune, la situazione precaria della donna, prima in ambito lavorativo e poi pensionistico.

Spiega, infatti :“Come sappiamo, a partire dal 1996 i lavoratori TUTTI, sono stati e sono soggetti a percepire la propria pensione conteggiata con il metodo CONTRIBUTIVO e non già retributivo o misto come per il passato quindi, va da sé che una richiesta di questo tipo non ha davvero alcun senso né alcuna logica. Il patto che le lavoratrici sottoscrivono con l’esercizio dell’istituto dell’Opzione Donna é proprio quello di usufruire del collocamento a riposo circa sette/otto anni prima della regola anagrafica vigente ma, rinunciando contestualmente ad una parte della pensione che spetterebbe con il sistema retributivo o misto e che le analisi hanno quantificato essere, a livello nazionale, pari al 30% medio in meno”.

Proroga Opzione donna:sensata fino al 2022/23

L’ Armiliato spiega dunque che “La valenza reale di questa legge che era e resta a carattere sperimentale, é quella di poterne usufruirne fino agli anni 2022/23 massimo, dopo non avrebbe proprio alcuna logica”. Poi ricorda il perché il suo comitato stia puntando con insistenza verso misure alternative, che davvero tutelino il genere femminile e rispondono alla necessità di puntare, affinché valga anche ai fini pensionistici, sulla valorizzazione del lavoro di cura. Aggiunge: “ Ecco perché il CODS continua ad insistere sulla necessità di trovare alternative a questa misura che, sebbene opzionale, é l’unica che consente il raggiungimento della quiescenza con un po’ di anticipo aiutando, ad esempio, le lavoratrici disoccupate di lungo periodo che non hanno altra alternativa per potersi garantire un reddito anche se spesso, con OD, risulta essere di modesta entità.
Il riconoscimento del lavoro di cura, ad esempio, sarebbe già una valida alternativa ma si potrebbero studiare anche altre forme affinché la popolazione femminile, gravata da oneri lavorativi dentro e fuori casa, possa raggiungere la quiescenza anticipatamente rispetto alle possibilità vigenti”.

Poi affranta conclude, facendo intendere tra le righe, certo che se le stesse donne non vanno oltre il proprio “orticello” perché dovrebbero farlo quanti legiferano e siedono al Governo?

Pensioni donne: basta accontentarsi delle briciole

Cosi specifica ” Peró: se le lavoratrici continuano ad accontentarsi del ‘poco/nulla’ chiedendo a gran voce che venga prorogata questa legge accettandone ogni penalità (leggi innalzamento dei requisiti sia anagrafici sia previdenziali piuttosto che lo stillicidio dell’estensione di anno in anno) l’esecutivo non solo ne sarà ben lieto ma nessuno si occuperà di andare a migliorare legiferando, le condizioni di uscita dal lavoro delle donne.

E, diciamola tutta: se alla donne va bene così, perché l’esecutivo si dovrebbe impegnare anche economicamente a cercare soluzioni migliorative? Come sempre, parliamone”. E voi cosa ne pensate del contenuto del post, condividete le parole di Orietta Armiliato? Diteci la vostra nella sezione ‘commenti’ del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

14 pensieri su “Pensioni 2019, ultimissime opzione donna: ok proroga al 2023, ma non strutturale

  1. Io spero di essere tra ” le fortunate” il prossimo anno, anno 1961, ad oggi 39 di contributi, ma ovviamente contraririssima a penalizzazione ,non lo trovo comunque giusto in quanto quei contributi sono stati pagati! Sono bracciante agricola . Pattiamoci x un giusto compenso economico.

  2. Voglio sapere quando posso fare domanda di pensione faccio 58 anni il 27 giugno e ho 36 anni di contributi posso fare opzione donna grazie

    1. Al momento no, avrebbe dovuto maturare entrambi i requisiti ( 35 anni e 58 se dipendenti o 59 se autonoma) entro 31/12/2018. Può confidare nella proroga, incrociamo le dita

  3. propongo di introdurre nella riforma delle pensioni la possibilità di Donare al coniuge i propri contributi pensionistici Inps, ovviamente pagando la compensazione, esempio il marito dona alla moglie 5 anni di contributi alla moglie a costo zero per lo stato.

  4. Nel mio caso va bene il fatto che opzione donna venga prorogata fino al 2023. Riuscirei a rientrare nella misura. Però se non si trova nulla in alternativa per aiutare le donne allora deve diventare strutturale.

  5. Sono una delle tante donne….
    Ho 51 anni disoccupata da 1 annocon una causa per mobbing
    Ho lavorato 25 ,ho fatto due figli e mi sono dedicata a loro i primi 3 anni …Perché sarebbe stato inutile farli per poi metterli al nido,la scelta ben precisa .
    Ora vorrei sapere con che vaffa….dovrei vivere in una società politica che solo vuole e nulla da.
    Una buona vita a tutte le donne che si sono sacrificate fuori casa e dentro casa….pare ovvio che la discriminazione c’è. ..

    1. Ok fino al 2023….io dovrei rientrare in quella fascia e sarebbe una cosa sensata farla in maniera mista contributiva e retributiva…

  6. Sono una delle tante donne….
    Ho 51 anni disoccupata da 1 annocon una causa per mobbing
    Ho lavorato 25 ,ho fatto due figli e mi sono dedicata a loro i primi 3 anni …Perché sarebbe stato inutile farli per poi metterli al nido,la scelta ben precisa .
    Ora vorrei sapere con che vaffa….dovrei vivere in una società politica che solo vuole e nulla da.

  7. Parlate tanto di valorizzare il lavoro di cura, ma non mi pare si proponga niente di concreto, tutto molto generico e vago, almeno opzione donna, seppur con ingiuste penalizzazioni è l’unica possibilità concreta di uscita dal mondo del lavoro x chi non ce la fa più

  8. Buongiorno sono d’accordo con la sig. Ra Armiillato in quanto anche io per esempio che ho 59 anni e circa 4,5 anni di contributi da disoccupazione, dopo la beffa dei vari lavori stagionali e relativi periodi di disoccupazione, avrei i famosi 35 anni ma in realtà non li ho e quindi comunque devo aspettare o antipatia o vecchiaia… Per le donne non sono mai previste alternative utili. Cordialmente

  9. Non sono per niente d’accordo su ensione opzione donna, è una grossa ingiustizia.io a 59 anni, ho iniziato a lavorare a 16 anni, 1 gravidanza con problemi di salute alla figlia, poi invalidità della mamma che poi è mancata fratello ammalato e poi mancato e ora nonna, che non mi è permesso di aiutare il nipotino dopo una vita di lavoro.mi trovo con 40 di contributi, in quanto periodi mancanti contributi e non mi permettono di pagarli( circa 2 anni), e con opzione donna andrei a percepire 680,00 € meno delle pensioni bebi che hanno usufruito con 19 anni e 6 mesi di contributi, al posto dei miei 40 di enormi sacrifici.ora,mi trovo a lavorare in un pronto soccorso, segretaria mai sostituita e uno stress spaventoso, carichi di lavoro enormi…e per le donne che non hanno mai respiro, io sn 10 anni che non faccio 1 giorno di ferie, il governo non fa NULLA. Altro che opzione donna…..migliorate la situazione per le donne come fanno altri paesi….le donne danno la vita e continuano ad aiutare la famiglia fino alla morte.

    1. Grazie di Cuore Gabriella per la sua testimonianza a favore direi della ‘valorizzazione del lavoro di cura’ proposta da Armiliato, saluti Erica

      1. Concordo che l’opzione donna, come attualmente concepita, sia estremamente penalizzante dal punto di vista economico. Ritengo sia necessaria una forte mobilitazione delle donne affinché vengano introdotti correttivi che valorizzino economicamente il ruolo fondamentale di cura (figli, famiglia genitori etc), che hanno da sempre costituito il secondo lavoro di lunghissime giornate, che uno stato civile deve riconoscere.
        Ho 56 anni, due figli e 35 anni di carriera contributiva.

        1. Mi sta bene ogni proposta a favore delle donne .. ma Vi prego evitiamo che il sovrapporsi di richiesta faccia in modo che si perda l’ attenzione.
          Opzione Donne DEVE diventare una certezza, per tutte coloro che sono disposte a pane ed acqua pur di togliersi il peso del” timbrare il cartellino” ogni sacrosanta mattina sapendo di non farcela più. e’ UNA SCELTA MA FACCIAMO IN MODO CHE CI SIA

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