Pensioni 2019, ultimissime Proietti: quota 100 primo passo, ma serve riforma

Le ultimissime novità sulla riforma pensioni al 29 marzo 2019 giungono dal confronto che abbiamo avuto stamane con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. Per le tre sigle sindacali- Cgil, Cisl- Uil- la quota 100 é certamente un inizio, il Dl 4/2019 permetterà a differenti lavoratori, attraverso quota 100, proroga opzione donna ed ape sociale, di accedere alla quiescenza anticipatamente, ma non basta.

Per il sindacato, come si legge anche nel comunicato congiunto diramato a seguito dell’approvazione del decretone, la quota 100 rappresenta solo un primo passo di un percorso più ampio. Che dovrebbe comprendere ben altro per poter parlare davvero di riforma previdenziale, ecco i punti salienti.

Riforma Pensioni 2019 ultimissime: si riparta da emendamenti non accolti

Un percorso che si era provato a tratteggiare, si legge nel Comunciato, con degli emendamenti che purtroppo non sono stati accolti nell’iter di conversione del decreto in Legge. Ragione per cui manca ancora molto per far sì che si possa parlare di una vera riforma delle pensioni. Troppi gli aspetti importanti non tenuti in considerazione, si pensi ai precoci, che con 41 anni di contributi non possono accedere alla quiescenza, agli esodati, alle donne, a cui andrebbe riconosciuto ai fini previdenziali la valorizzazione del lavoro di cura.

Occorre pensare anche ai più deboli a quanti hanno carriere discontinue, affinché possano avere, un domani, assegni pensionistici adeguati, necessario altresì istituire al più presto le commissioni per valutare la gravosità e l’usura delle differenti professioni e la commissione per l’analisi della composizione della spesa previdenziale e assistenziale. Ci siamo rivolti a Domenico Proietti per chiederle punti di forza e debolezza del Dl 4/2019, e soprattutto cosa manca per poter considerare il Decreto una vera riforma delle pensioni. Ecco il suo gentile punto di vista.

Pensioni quota 100, il Decreto é legge: l’ intervista esclusiva a Proietti

-Gentile Domenico Proietti, il tanto criticato Dl 4/2019 ormai é divenuto legge, quali i pro e i contro del provvedimento? Quali, a suo avviso, le mancanze di quella che avrebbe dovuto essere la ‘nuova’ riforma pensioni?

Quota 100 e’una risposta positiva alle attese di tanti lavoratori . Positiva anche la proroga dell’ape sociale e do opzione donna. Nel decreto mancano interventi per i precoci con il paradosso che con 41anni di contributi non si va in pensione .

Manca la valorizzazione del lavoro di cura e la maternità ai fini contributivi . Non si affrontano le future pensioni dei giovani e non viene completata la salvaguardia degli esodati. Su questi temi vogliamo aprire un confronto con il governo per trovare soluzioni unitili per i lavoratori .

5 commenti su “Pensioni 2019, ultimissime Proietti: quota 100 primo passo, ma serve riforma

  1. Camusso… Durigon … Landini… Proietti.. Di Maio… Salvini… Ogni tanto spunta qualcuno che racconta chiacchere. La verità è che con 42 e 5 mesi di contributi versati sto ancora aspettando che qualcuno mi dica che devo andare in pensione mentre chi ne ha 38 di contributi può andare in pensione. La mia unica colpa è di avere 60 anni di età e pazienza se verso contributi da quando ne avevo 16. Ma andate tutti a quel Paese…!!!!!

  2. Buona sera,
    mi scuso per l’errore, la data corretta della non pubblicazione è: 22 marzo 2019.

    “Ovviamente la redazione di questo sito non pubblicherà questo mio ulteriore commento, come già accaduto il 22 di marzo 2018 al titolo ” Riforma pensioni, precoci e quota 41 ultime news: ma quale abolizione Fornero?”

    Rinnovo le mie scuse. Grazie.

    Cordiali saluti.
    Luigi Napolitano

  3. Buon giorno,

    Ecco il dettaglio al punto 17 del contratto di governo siglato da Lega e Movimento 5 Stelle:

    «Pensioni. Stop legge Fornero» è il titolo del paragrafo. Questo il dettaglio: «Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti».

    Credo con molta modestia che non si tratti, come qualcuno titola, di una banale questione di vinti o vincitori, ma semplicemente di: “Persone Vittime”.
    O meglio, persone che subiscono quotidianamente il non rispetto al trattamento di eguaglianza. Diciamo pure eterni lavoratori.

    Troppo facile e comodo beccarsi uno stipendio lunare, sedersi sulla poltrona del potere, facendo pagare tutta questa follia, sempre ai soliti noti.. I lavoratori a vita e onesti.
    Sono convinto, che un bambino di 5 anni, non avrebbe nessun difficoltà ad imitarVi…cari miei governati giallo/verde..

    La propaganda elettorale è terminata, ora Vi tocca il duro compito di fare uscire questo paese dalla secche, ma stando alle prime Vostre prime azioni di governo, sembrerebbe che il “Bastimento Italia” oggi con Voi al timone, stia addirittura affondando in modo inesorabile..

    Titolo La Stampa di Oggi 29 marzo 2019. ” Commissione Banche: allarme del Quirinale: rischio sistema”. I RILIEVI DEL COLLE: ISTITUTIVA DEL GOVERNO: TROPPI POTERI—- Standard & Poor’s gela l’Italia: frena la crescita. Il buco è già di 8 miliardi..

    Ovviamente la redazione di questo sito non pubblicherà questo mio ulteriore commento, come già accaduto il 22 di marzo 2018 al titolo ” Riforma pensioni, precoci e quota 41 ultime news: ma quale abolizione Fornero?.

    Ma non importa il giornalismo selettivo, esiste ed è largamente diffuso in questo paese, ma questa pessima abitudine, non fermerà la mia libertà di espressione, sempre nel massimo rispetto di tutti…

    Questo dalle mie parti si chiama: DEMOCRAZIA.

    Non credo ci sia altro da aggiungere… Grazie.

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

  4. Ma voi sindacati che adesso chiedete i 41anni di contributi per andare in pensione, perché siete rimasti al palo quando è stata approvata la FORNERO?

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