Pensioni 2019, ultimissime su opzione donna, quota 41 ed esodati

Pensioni 2019, ultimissime su opzione donna, quota 41 ed esodati

Le ultime novità sulal riforma pensioni al 12 luglio 2019 riguardano considerazioni in merito alla proroga dell’opzione donna, agli esodati ed ai precoci che sono seguite alla pubblicazione del nostro precedente articolo in cui si ‘promuoveva’ per voce di Paola Viscovich, amministratrice del Gruppo ‘opzione donna le escluse’, la tecnica del ‘passo dopo passo’ per ottenere le riforme e nello specifico la proroga dell’OD per le nate del 1961.

Molti coloro che si sono detti contrari, spesso accettare questi ‘compromessi’ ha portato a poco se non ad ulteriori ‘pasticci’; lo sanno bene gli esodati, fa notare Elide Alboni del Comitato esodati licenziati e cessati, lo fa notare Orietta Armiliato, del CODS, che chiede si consideri la proroga al 2023 dell’opzione donna al fine di evitare l’agonia del ‘di anno in anno’ che produrrebbe ansia e frustrazione tra quante per pochi giorni sarebbero di nuovo fuori anche qualora venisse approvata la nuova proroga e lo sanno i precoci delusi, a cui i politici continuano a ripetere che ‘passo dopo passo’, fatta quota 100 per i prossimi 3 anni, si arriverà, forse, alla tanto richiesta quota 41, magari tra 4 anni. Eccovi le considerazioni più mirate su tali categorie che ben fanno intendere come molti lavoratori siano esausti di ‘accontentarsi’ e di dover ancora ‘mendicare’ diritti che vorrebbero vedersi riconosciuti in quanto leciti.

Pensioni, opzione donna Armiliato: basta pali/paletti/ scadenze a tempo

Paola Viscovich, amministratrice del gruppo ‘opzione donna le escluse’, asserisce in un post apparso su Fb che le donne sarebbero liete di accettare anche la proroga della misura ‘anno in anno, si discostano totalmente da tale proposta Orietta Armiliato e le iscritte al CODS che asseriscono: ” Naturalmente non vi é una sola parola che si possa considerare condivisibile per il CODS che, a differenza di questo gruppetto, porta avanti istanze il più inclusive possibili e sostanziali per la previdenza al femminile in generale, ovvero senza limiti/pali/paletti/varie ed eventuali di sorta.

Personalmente, scelgo di stare dalla parte della lotta sociale ed esistenziale di coloro che si battono per elevarsi dalla consolidata logica delle imposizioni (specie se politiche) e che non accettano supinamente o “in religioso silenzio” ciò che viene loro prospettato e a tal proposito mi piace ricordare questa significativa frase di Bertolt Brecht: “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”. Il passo dopo passo creerà solo grossi problemi alle donne come é stato per gli esodati, occorre lungimiranza e non essere egoisti e ‘guardare solo il proprio orticello’, chiara e precisa la puntalizzazione di Elide Alboni, Comitato esodati licenziati e Cessati, che non esita a dire la sua sotto al post di Armiliato, rendendo pubblico il calvario previdenziale degli esodati che hanno subito la logica dell’anno in anno.

Opzione donna, il Governo con la proroga annuale non faccia pasticcio come per esodati

Elide Alboni, comitato esodati licenziati e cessati, aggiunge: “portare come motivazione le risorse non trova logica nel semplice concetto che comunque è una previsione a bilancio annuale in quanto una donna del 62 non andrà in opzione l’ anno delle 61 . Sarebbe semplicemente riaprire la 243/2004 art.1 comma 9 ( la sperimentazione OD fatta NON anno x anno ma dal 2004 al 2015 ) , quindi riproporla dal 2019 al 2023 anno in cui saranno TUTTI in contributivo

Leggendo differenti commenti lasciati sul nostro sito possiamo altresì aggiungere che per gli esodati le proroghe temporanee non hanno certo aiutato a sanare le ingiustizie ancora vigenti. Gli esodati si dicono contrari a questo modus operandi e chiedono venga sanata una volta per tutte la loro piaga previdenziale. Solo con un nuovo provvedimento previdenziale definitivo che ricomprenda tutti i 6.000 esodati ancora esclusi, ci scrivono, potrà venire meno questo assurdo calvario che per gli ultimi dura ormai da 8 anni. Contro il dover aspettare e accontentarsi di quel che viene offerto ‘anno dopo anno’ dall’esecutivo anche i precoci che chiedono da subito la Quota 41.

Pensioni, quota 41 ora non tra 4 anni

I precoci esausti dal continuo rimandare l’approvazione della quota 41 per tutti, si chiedono quando l’esecutivo manterrà le promesse enunciate nel contratto di Governo. Non é più possibile attendere, dicono all’unisono i precoci, molti stanno uscendo o usciranno nei prossimi anni con la riforma Fornero, tra 4 anni la Quota 41 non servirà più a nessuno, ricordano delusi i precoci al vicepremier Luigi di Maio. Nei giorni scorsi egli ha asserito, appunto, cavalcando la logica del ‘passo dopo passo’, che esistono ancora 4 anni di Governo per rispettare le promesse e che dunque le misure verranno fatte nei tempi previsti.

Qui spiegano i precoci, facendo un sunto dei commenti ricevuti sul nostro sito, non si tratta di chiedere la luna, si tratta di reclamare un diritto, quello alla pensione, che dicono, si sono ampiamente meritati. Si tratta di accogliere le istanze di persone, che faticano a credere, che chi Governa non possa cogliere la richiesta, sensata e giusta, di quanti, indipendentemente dall’età, hanno versato nelle casse dell’Inps per 41 anni i propri contributi e ora chiedono, solo, di poter godere della pensione maturata.

Insomma la logica dell’ottenere briciole sulle misure di ‘anno in anno’ piuttosto che ‘rimanere a mani vuote’ pare iniziare a stridere con le richieste di molti, non resta che attendere per comprendere cosa deciderà di fare il Governo nella prossima Legge di Bilancio.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 pensieri su “Pensioni 2019, ultimissime su opzione donna, quota 41 ed esodati

  1. 41 anni di lavoro bastano e avanzano c’è li siamo.pagati noi non c’è li regala nessuno i soldi della pensione.. Non ci verranno neanche restituiti .. Dunque basta di maio e salvini adesso ne abbiamo le tasche piene delle vostre stronzate.. Lo avete promesso adesso mantenete quello che avete detto.. Se no finitela di dire che voi siete diversi..

  2. HANNO MANDATO IN PENSIONE PERSONE CON 38 ANNI DI CONTRIBUTI E 62 ANNI DI ETA CIO VUOL DIRE CHE QUESTE PERSONE NEGLI ANNI 70 QUANDO IL LAVORO SI TROVAVA FACILMENTE SE NE SONO STATE AL BAR FINO A 24 ANNI MENTRE GENTE COME ME CHE FINITO GLI STUDI SI SONO DATI DA FARE SUBITO E OGGI HANNO GIA FATTO 41 ANNI DI LAVORO O GLI MANCANO POCHI MESI LA PRENDONO IN QUEL POSTO E SE DEVONO ASPETTARE FINO AL 2022 SI SARANNO FATTI 43 ANNI DI LAVORO QUINDI 5 ANNI IN PIU PRATICAMENTE PER NOI LA LEGGE FORNERO MA VI SEMBRA UNA COSA LOGICA

    1. Al momento non sono stati fatti riferimenti sui requisiti, Durigon ha solo parlato di proroga, dunque si confida restino gli stessi e cambi solo l’anno di riferimento, ampliando così la platea delle aventi diritto, ma nessuno può esserene certo fino a quando non si leggerà la norma.

  3. Ma non lo capiscono i nostri governanti che fra 4 anni non ce ne faremo niente della quota 41? È un nostro diritto a dare in pensione ora con i 41 la gente è stanca di sentire sempre delle c,,,,,,! Non ricordate la promessa elettorale?41 da subito altrimenti la gente non vi voterà più.

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